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Alberto Peschieri: morto prima dell'incendio. Mancano soldi e gioielli?

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L'AUTOPSIA - Non ci sarebbero segni apparenti di violenza, ma solo il responso di tutti gli esami autoptici potrà fare luce sulla morte di Alberto Peschieri. Ci sono infatti alcuni elementi che obbligano gli inquirenti a non tralasciare nessuna ipotesi, compresa quella dell'omicidio. Ma al momento, ancora non si può escludere che si sia trattato di una tragedia, anche se alcuni elementi della ricostruzione non tornano.

Lo stesso fatto che l'uomo sia morto prima del rogo (come risulterebbe dall'esame medico-legale) non scioglie i dubbi: nè a favore della tragedia (un malore che gli ha poi impedito di evitare l'incendio accidentale?), nè a favore della tesi dell'omicidio (l'uomo sarebbe stato ucciso e il rogo sarebbe una messinscena: ma come sarebbe stato ucciso, se non ci sono segni di strangolamento o di armi o di violenze?). In più, pare che all'appello manchino soldi e gioielli, che Peschieri potrebbe avere nascosto nell'appartamento ma che potrebbero anche essere stati rubati.

Altri particolari negli articoli di Laura Frugoni oggi sulla Gazzetta di Parma

I DUBBI - Disteso sul fianco sinistro, con il braccio destro piegato attorno al cuscino. Come se la morte lo avesse preso nel sonno. O come se qualcuno, con una scrupolosa e spietata messinscena, proprio questo volesse far credere. Così è stato trovato Alberto Peschieri, così è stato scoperto poco dopo le 10,30 di lunedì il suo corpo senza vita, carbonizzato a letto. Da al­lora, gli uomini della Squadra mobile cercano di dare un per­ché, di capire se di tragico in­cidente si sia trattato o piuttosto di omicidio che qualcuno ha poi cercato di cancellare per sempre sotto una cortina di fuoco. Per ora, il fumo che quattro giorni fa ha invaso l'appartamento al quarto piano del civico 29 della Ghiaia lo stesso nel quale Pe­schieri era nato 78 anni fa non sembra ancora essersi del tutto diradato. Un fumo così spesso che i vigili del fuoco dovettero aprire le finestre e far prendere aria alle stanze, per accorgersi della presenza dei resti di un uo­mo steso su un letto.  

Tutti i particolari nell'articolo di Roberto Longoni  sulla Gazzetta di Parma oggi in edicola

LA TRAGEDIA E LE PRIME SUPPOSIZIONI (12-13 gennaio)

Una morte tragica, ancora senza un perché. Da una prima analisi, sui poveri resti di Alberto Peschieri non sono state trovate tracce di violenza. Ma, viste le condizioni del cadavere, sarà necessaria l'autopsia per stabilire le cause della morte dello storico commerciante della Ghiaia trovato carbonizzato nel proprio letto (nell'appartamento affacciato nella stessa piazza che ospitava il box di fiori finti gestito per una vita) nella mattinata di ieri.

Per ora, l'ipotesi più plausibile è che l'ex fioraio 79enne sia stato stroncato da un malore mentre riposava e che qualcosa poi abbia dato fuoco al materasso. Una sigaretta? Gli amici e la nipote lo escludono: stando ai loro racconti, Peschieri non fumava. Nell'appartamento - dal quale sembra non manchi nulla - sono stati trovati mozziconi che potrebbero tuttavia essere di un'altra persona. Il rogo che ha carbonizzato il pensionato potrebbe essere stato provocato da una coperta elettrica difettosa. Ben più improbabile che sia stato il fuoco a uccidere l'ex commerciante, la cui morte ha suscitato profondo cordoglio nella Ghiaia e fra i tanti parmigiani che lo conoscevano.

UN PUNTO FISSO DELLA GHIAIA - Il suo box di fiori finti era stato per anni uno dei punti fissi del mercato della Ghiaia. E lui, Alberto Peschieri, era a sua volta infaticabile nell'organizzare iniziative e manifestazioni. O nello scendere in polemica, come avvenne durante il cammino del progetto di riqualificazione.

Ed è quindi comprensibile che oggi la Ghiaia, e tutto il mondo che ruota intorno al mercato cittadino, sia in lutto, per la tragica notizia: Alberto Peschieri è stato rinvenuto senza vita nella propria abitazione, che si affacciava appunto su piazza Ghiaia. L'uomo è stato rinvenuto senza vita e semicarbonizzato: in attesa degli accertamenti medici, si è pensato in un primo tempo a un malore che lo avrebbe stroncato mentre aveva una sigaretta accesa. Ma poi questa ipotesi è stata abbandonata pre le testimonianze dei parenti, secondo i quali Peschieri non era un fumatore. Altra ipotesi è quella di una apparecchiatira per scaldare il letto: nelle prossime ore se ne saprà di più.

Peschieri, che aveva 78 anni,  si era anche impegnato in prima persona, per diversi anni, come presidente del Consorzio per la ristrutturazione e riqualificazione della Ghiaia, quando vi fu la ristrutturazione degli anni '90. E proprio in quella veste, nel giorno di Sant'Ilario del 1997, insieme a Caterina Buccelli aveva ritirato dalle mani del sindaco di allora, Stefano Lavagetto, l'attestato di benemerenza per l'associazione dei commercianti della Ghiaia.

Ampi servizi sulla Gazzetta di Parma oggi in edicola 

 Alberto Peschieri era un personaggio popolarissimo in città: lasciate un vostro ricordo nello spazio commenti di questo articolo

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  • Francesco

    15 Gennaio @ 19.44

    ALLORA , L' AUTOPSIA HA I SUOI LIMITI, COME TUTTE LE COSE DI QUESTO MONDO , E NON SEMPRE VEDE TUTTO , POI, DI SOLITO, IL MEDICO LEGALE SI PRENDE UN CONGRUO PERIODO DI TEMPO, CIRCA DUE MESI, PER DARE UNA RISPOSTA SCRITTA. RIEPILOGANDO, PUNTO PRIMO LA CAUSA DELLA MORTE L' esame autoptico non ha rivelato, a quanto pare, segni di morte violenta , quindi il deesso può essere da attribuirsi o A CAUSE NATURALI PER UN MALORE MORTALE , o ad AVVELENAMENTO. Ce lo dirà l' esame tossicologico. PUNTO SECONDO L' ORIGINE E LE MODALITA' DELL' INCENDIO. Peschieri non fumava, quindi non è stata una sigaretta accesa, almeno non una sigaretta sua. Non c' erano apparecchi elettrici che possano aver fatto corto circuito. Pare siano state reperite tracce di liquido infiammabile sul tavolo di cucina. In casa è stato trovato un mozzicone di sigaretta , che non era di Peschieri, perché, lui, non fumava. Quando Peschieri andava a letto, chiudeva la porta con "doppia mandata" , ma i Soccorritori l' hanno trovata chiusa solo col primo "scrocco" . Non si sa se in casa ci fossero valori, ma, se c' erano, finora non sono stati trovati. Non è stato però detto che , nell' appartamento , ci fosse tutto il gran disordine che, di solito, lasciano i ladri. TUTTO LASCIA SOSPETTARE CHE , IN CASA DI PESCHIERI , CI SIA STATO QUALCUN ALTRO , MA QUESTO NON SIGNIFICA CHE LO ABBIA UCCISO. Quando c' è stato questo "qualcun altro" ? Prima che il malcapitato morisse ? In tal caso continua a non spiegarsi l' incendio. O dopo che era morto , nel qual caso l' incendio sarebbe stato appiccato o PER FAR SCOMPARIRE QUALCHE TRACCIA , O PER RICHIAMARE L' ATTENZIONE DEI VICINI E DEI PASSANTI , ED EVITARE CHE IL CADAVERE POTESSE NON ESSERE TROVATO PER LUNGO TEMPO, POICHE' IL MORTO VIVEVA SOLO. Se questa fosse la "messa in scena" , evidentemente il "qualcuno" aveva qualche ragione per non dare lui stesso direttamente l' allarme ai Servizi d' Emergenza. A quanto pare non c' era nessun segno di "forzatura" della porta d' ingresso, quindi O E' STATO IL PESCHIERI A FAR ENTRARE L' ALTRO , OPPURE QUESTO AVEVA LA CHIAVE. A questo punto diventa essenziale indagare nella cerchia delle persone che Peschieri frequentava.

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    14 Gennaio @ 20.45

    Non è che la cronaca non sia aggiornata. Nè si può pensare che un'autopsia sia poi divulgata nello stesso modo della trattativa di Lanzafame. Quelle che abbiamon dato sono le notizie che filtrano dagli inquirenti: i quali, a loro volta, non vogliono sbilanciarsi finchè non ci saranno informazioni precise. L'autopsia, per ora, ha chiarito alcune cose e ne ha escluso altre. Ma il quadro d'insieme fra le risultanze medico-legali, la scena trovata dagli inquirenti, e altri elementi che probabilmente non possono essere ancora rivelati propone alla fine alcune contraddizioni, che non consentono ancora di avvalorare definitivamnente la tesi della tragedia nè tantomeno di sostenere che si tratta di un delitto. Domani, la Gazzetta e il nostro sito aggiorneranno sugli sviluppi.

    Rispondi

  • gianluca

    14 Gennaio @ 20.18

    A me sembra veramente molto strano che l'autopsia sul cadavere non abbia dato risposte precise: non ci credo assolutamente. Probabilmente la cronaca in questo momento non è aggiornata.

    Rispondi

  • Betty

    14 Gennaio @ 17.47

    se puo' essere d'aiuto ,mi ricordo che Alberto era una persona molto attenta alla pulizia ,inoltre soffriva di allergia stagionale quindi detestava il fumo e spesso se ne lamentava quando frequentava le riunioni del suo partito ,era una persona molto ordinata e non solo nell'aspetto

    Rispondi

  • Fabio

    14 Gennaio @ 17.17

    Buona sera a tutti. Una volta nel programma Voyager in tv ho visto che parlavano dell'autocombustione. Non ci ho dormito per una notte intera! Potrebbe essere questa la causa di morte? Grazie, fabio.

    Rispondi

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