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Commemorazione delle Barricate

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Cerimonia questa mattina, al Monumento alle Barricate di piazzale Rondani, per il 93/o anniversario della conclusione delle giornate delle Barricate di Parma contro i fascisti. Alla commemorazione era presente il sindaco Federico Pizzarotti, insieme ai rappresentanti di Cgil, Anpi, Alpi e associazioni partigiane, Istituto Storico della Resistenza, e ai parlamentari Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini.
«Si tratta di una delle commemorazioni - ha commentato Pizzarotti - più importanti e sentite dalla nostra città. Anche in Consiglio Comunale è emerso fortemente l’interesse per il recupero del monumento, come priorità, e del piazzale tutto, entro il 2017. Anche se è fondamentale tener presente che un monumento, simbolo significativo e monito per non dimenticare, non sarà mai sufficiente per farci riflettere e per far recuperare quei valori per i quali ci troviamo qui oggi: l'impegno della comunità tutta deve essere quello di seminare e far coltivare questi principi sempre più, soprattutto nei giovani».
Nella notte tra il 5 ed il 6 agosto ricorre l’anniversario della conclusione delle Barricate parmigiane del 1922, quando le forze antifasciste organizzarono la difesa estrema della città assediata dalle squadre fasciste di Italo Balbo, costrette poi alla ritirata.

NEL 93° ANNIVERSARIO DELLE BARRICATE A PARMA DEL 1922,
IL RACCONTO IN DIALETTO PARMIGIANO DELLE 5 GIORNATE D'AGOSTO

"Il baricädi a Pärma in-t-l'agòsst dal 1922" (di Enrico Maletti)

I n'àn miga scravoltè la storia e gnànca al mond chi sìnch gioron li. Il baricädi a Pärna j én städi 'na spece äd prologh par còll ch’a sarìss sucés vint ani dopa, in-t al 1943, par man äd ‘na nóva generasjón.

Al primm at important äd la rezistensa l'é stè scritt, second pareccia génta, con al sangov, in-t i nostor borogh äd Pärma.Borogh trasformè in trincei e la “Parma come un nuovo Piave, che mormorava”, (non contro lo straniero), mo con coj ch' vräva fär il próvi par "la marcia su Roma". I gh’ l’àn caväda con còlla su Ròmma, mo còlla su Pärma no. In chi gioron li a s’ s’éra miss insèmma n’ unitè antifasista con; comunista, socialista e catolich, insèmma in nomm di valor d' un pòpol che, cme dzäva Giacomo Feräri, l'à sémpor lotè contra il tirannij, l' à dè di fiój generoz al Risorgimént, e sentonär äd condanè al galeri di trìsst regìmm.

La sméla dil sinch giornädi la s’pìa al 31 äd lujj dal 1922 col siopero legalitäri, nisùnna manifestasión nisón comissi nisón incidént.
Mo però al primm d' agòsst a s’ comincia a muciär un sach äd camizi nigri in citè, ch’ l' avmenta durant la nota e ala matén'na dopa. Il primmi bujj ala matén'na dal du d'agòsst in borogh dal Navilli.
E proprja chi a s’ comincia a vèddros il primmi barichädi fati su con ogni sorta äd materiäl su ordin tasativ dal Comität d'asión indò gh’éra di esponént dilj organizasión proletäri e Guido Picéli.
La citè la vén difesa, e la vén diviza in cuator setor. Naviglio e Saffi in Pärma nóva, Bixio e D'azeglio in-t l’ Oltretorént.Vintidò scuädri d' ot o dez òmmi i difendon al setor ‘d l’Oltretorént; sez scuädri al Navìlli e cuator al Saffi. L'armamént l’éra fat äd fuzil modél 1891, moschètt, pistoli d'ordinansa, rivoltéli e bombi Sipe.Soltant la metè ‘d j ommi la gh’à un fuzil o un moschètt. Insìmma ai còpp intant gh’é chi s’prepära a vudär acua bojénta sul camizi nigri che intant j’ én rivädi in dezmilla.

A j Ardì dal popol, al corp fondè da Guido Picélli che, durant la rezisténsa, al gnarà ciamè " Il primo reparto Garibaldino", a gh’ aderissa comunìssta, socialìssta, catolich e sindacalìssta rivolusionäri. Al tri d'agòsst ariva Italo Balbo, ch’al mónta al so cuarter generäl in-t l' Hotel Croce Bianca in Pjasa ‘dla Stecäda, e al scrivrà in-t-al so diäri: (La città è rimasta impermeabile al Fascismo.)
La batalja la s' pìa azvén a Borogh dal Navilli, cuäzi strichè su dal camizi nigri. Intant a gh'é un scambi äd fuzilädi insìmma al spondi dal torént.Insìmma ala riva sinistra, in borogh di Cara, a l'altèssa indó gh’é adés la scóla Filippo Corridoni, a vén masè al mecanich, Ulisse Corazza, consjér comunäl dal partì popolär. La matén’na dal cuator d'agòsst, i barichè i s’ difendon da ‘d j ätor asält. A vén dè fógh al Circol di Ferovier, a s’ rinforsa il baricädi e intant socuant Fasìssta i späron dala tòrra äd San Pavol, da Borogh dal Pramzanén e da Via Felice Cavallotti.
La sede dal Giornäl il Piccolo la vén devastäda, insèmma a còlla dal Partì Popolär e còlla äd l'Union dal lavor. L'órdin scritt consgnè a ‘na stafètta ch’la vén da Borogh dal Navilli, l' é còll äd "Resistor a còsst äd morir sul post", intant sòtta il fuzilädi a mora Gino Gazzola, poch pu che un putén, e Carluccio Mora. In-t al dop mezdì a s’ riva a n'acordi par Borogh dal Navilli, i soldè i vénon dentor in-t-al cuarter e intant a sé zlontana il camizi nigri.
La stésa operasión in-t l'oltretorent, a l’ospedäl äd via d'Azeglio intant a móra Giuseppe Mussini frì al gioron primma in viäl Mentana, al so nomm in-t-la lista di mort tra i barichè al sé zonta a coj äd MarioTomba e Attilio Zilioli colpì intant ch’al serca äd socòrror un frì. Tra il fili di Fasista i mort i s’ran trentesìncov.
Al sincov d'agòsst sedi äd partì e ufissi di profesionìssta simpatizant p’r j insort i venon devastè dal Camizi Nigri.
Värs il vunz ori Italo Balbo al pasa dal pont Verdi e al va finna ala Ceza dil Grasij, in via di Farnéz, mo po al s’ ritira davanti al fógh ‘d ‘na mitraja da l'asält ala cambra dal lavor in via Rodolfo Tanzi. A gh’ prova po n'ätor grupp ch’al vén respint dai soldè. Al Vèsscov Monsgnor Guido Maria Conforti, al dmanda ‘na tregua äd pacificasjón e dopa 'na longa tratativa al cmand di Fasista l'ordina la zmobilitasión.Värs sira i Fasista, zlontané da la citè, i se sfogon a scargär ilj ärmi contra la pensilina äd la stasjón.

Toch dopa Toch, i mobil, i car e il scrani sarvidi par fär su il trincei i van indrè a fär al so solit lavor.
Il barichädi i vènon smantelädi dal strädi, mo miga dala memoria di pramzàn.
(ENRICO MALETTI)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Filippo

    04 Agosto @ 08.07

    filippo.cabassa.1970@gmail.com

    Incuriosito dalla vicenda sono andato a documentarmi. Interessante insieme ad altri articoli quello che si dice su Wikipedia: "Nei primi giorni di agosto vennero mobilitati dal PNF circa 10.000 uomini per l'occupazione di Parma, giunti dai paesi del parmense e dalle province limitrofe. Dopo un breve comando affidato al quadrunvirato formato da Alcide Aimi, Giovanni Botti, Gino Caramatti e Giuseppe Stefanini, le consegne vengono passate ad Italo Balbo. Il numero degli squadristi venne incrementato notevolmente con sopravvenuti rinforzi, proprio a causa della resistenza opposta dalle formazioni di difesa proletaria, che aumentano la loro capacità di rintuzzare gli attacchi. Tutta la popolazione partecipò attivamente agli scontri, comprese le donne che dettero un apporto fondamentale sia come combattenti che per l'organizzazione delle retrovie, e per questo lodate da Balbo. Gli squadristi tentarono di superare le barricate, devastando, nelle zone centrali della città, meno difendibili e difese, il circolo dei ferrovieri, uffici di numerosi professionisti democratici, le sedi del giornale Il Piccolo, dell'Unione del Lavoro e del Partito Popolare. Il 6 agosto, su consiglio anche dell'ufficiale militare al comando della locale Scuola di Applicazione militare, Lodomez, ma soprattutto resisi conto dell'impossibilità di conquistare la città senza scatenare una vera e propria guerra, che avrebbe provocato una carneficina, i fascisti passarono il controllo dell'ordine pubblico all'esercito, impegnandosi a ritirarsi. A partire dalle ore 24 del 5 agosto era entrato in vigore lo stato d'assedio militare. Alla fine si conteranno 2 morti fra i fascisti e 5 fra gli Arditi del Popolo. Il rione Naviglio venne occupato dall'esercito (Novara Cavalleria) il giorno 4 agosto a seguito di un accordo fra il prefetto Fusco e Balbo. Lo stato d'assedio militare venne istituito dal Governo a partire dalle ore 24 del 5 agosto in tutte le città nelle quali perduravano ancora disordini a seguito dello sciopero generale proclamato a partire dal 1º agosto e conclusosi ufficialmente il 3 agosto. Le città dichiarate in stato d'assedio, oltre a Parma, furono: Ancona, Livorno, Genova e Roma. Il 6 agosto Lodomez, comandante militare della piazza, assume pieni poteri. La scritta in dialetto parmigianio "Balbo t'è pasè l'Atlantic ma miga la Pèrma" ("Balbo, hai attraversato l'oceano ma non il Torrente Parma") non è stata tracciata in epoca fascista ma a posteriori, fra gli anni '60 e '70"

    Rispondi

  • Katia

    02 Agosto @ 09.31

    bè sei un po' ignorante in storia Filippo,le barricate del '22 non erano contro gli invasori stranieri ma contro i fascisti guidati da Balbo calati a Parma per sopprimere con la violenza uno sciopero generale..ripassa e riprova

    Rispondi

    • Labandieraitaliana

      02 Agosto @ 14.14

      Katia apprezzo molto la tua cultura storica (non scherzo) consentimi di dire che è un peccato che sia sempre a senso unico...

      Rispondi

      • Katia

        02 Agosto @ 20.38

        in questo caso i sensi possibili non sono molti...

        Rispondi

  • filippo

    01 Agosto @ 13.52

    Adesso quelli che facevano le resistenze contro gli invasori li vanno a prendere con le navi....ridicoli

    Rispondi

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