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Camioncino in fiamme, la Cgil chiede chiarezza

Camioncino in fiamme, la Cgil chiede chiarezza
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Sulla morte di Jean Sebastien Lejeau, il 30 enne di nazionalità francese che domenica è morto dopo essersi schiantato  con un camioncino contro una cancellata in via Silvio Pellico, la Cgil chiede chiarezza.
E non solo sulle dinamiche del sinistro, anche "sulla tipologia del rapporto lavorativo che legava il conducente alla ditta Bartolini".
"Sarebbe importante capire se il giovane fosse dipendente diretto della stessa Bartolini o di una delle aziende alle quali Bartolini affida abitualmente il trasporto, appaltando parti di attività - si scrive in un comunicato -  La Filt ritiene infatti opportuno sottolineare, senza voler trarre conclusioni affrettate, come il tema degli appalti e dei subappalti, in particolar modo nella logistica, meriti la  massima attenzione. Purtroppo, sempre più di frequente una lunga filiera di appalti e subappalti rende difficile l'individuazione di responsabilità e doveri relativamente ai rapporti di lavoro, facendo registrare situazioni al margine della legalità; in questi casi, sempre più spesso, sia la sicurezza che i diritti dei lavoratori rischiano di essere messi in discussione. La Filt Cgil di Parma chiede quindi agli organi competenti di indagare al fine di ottenere la massima chiarezza in merito all'accaduto".

L'INCIDENTE - Lejeau, alle 5,30, è morto carbonizzato. Le fiamme che si sono sviluppate in seguito al forte impatto con il cancello, lo hanno divorato. Si indaga sull'ipotesi di un malore avvenuto prima dello scontro: sull'asfalto, infatti, non c'è alcun segno di frenata. Ma a causare l'incidente potrebbe essere stata anche una distrazione.
(Un ampio servizio sulla Gazzetta in edicola)

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  • federico

    20 Gennaio @ 10.17

    Rispondo ora e poi taccio per sempre su questa tragedia: Sebastien non stava andando al lavoro, non stava rientrando dal lavoro, non stava lavoranda. Era in giro con un mezzo aziendale ed era autorizzato a farlo,MA NON STAVA IN QUEL MOMENTO LAVOARNDO (Fonte: gazzetta di parma di ieri 19 gennaio). La tragedia che si è consumata nel giardino del mio condominio non ha nulla a che vedere con la sicurezza sul lavoro. Se proprio vogliamo parlare di sicurezza allora parliamo della sicurezza sulle strade e del fatto che, per qualunque motivo, un mezzo esce di strada ha una altissima probabilità di schiantarsi contro un albero un palo, un lampione ecc. Parliamo del fatto che tutte le strade dovrebbero essere munite di guardrail ( o dispositivi simili in città) .

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  • francesco

    20 Gennaio @ 09.07

    Nel 2005 ho lavorato come corriere con un contratto co.co.co. 13 ore al giorno, ovviamente non erano pagati straordinari, neanche i primi tre gg. di malattia, buoni pasto ecc… andare andare di corsa e se prendi la multa te la paghi tu… preferisco non parlare dell’esperienza che ho avuto con la Cooperativa (nessuno mi crederebbe) il dato di fatto e che sì PARLA delle problematiche dei lavoratori solo quando ne muore uno, la cosa più allarmante e che TUTTI (sindacati compresi) sono sempre a conoscenza, delle illegalità che ci sono ma nessuno e in grado di porre rimedio, sono trascorsi cinque anni da quando ero autista e a quanto pare non e cambiato nulla, e nei prossimi cinque cambierà qualcosa ??? Gli auto trasportatori che viaggiano su e giù per l’Italia per 10 o 13 ore di fila da soli!! Le leggi ci sono!! e chi li fa rispettare?? Può il lavoratore rifiutarsi e in cambio perdere il posto di lavoro ?? Dobbiamo aspettare il prossimo schianto in autostrada dell’autista per mancanza di sono?? Secondo il mio punto di vista ed esperienza lavorativa c’è poco interesse da parte dei sindacati li dove non vi è un presenza massiccia di lavoratori “tesserati” (anche se il sindacato dovrebbe essere la casa dei lavoratori e non dei tesserati ) basta entrare in una fabbrica con tanti lavoratori”tesserati” per capire che un occhio di riguardo nei loro confronti c’è, rispetto magari ad una cooperativa, che possono godere di regole diciamo più “elastiche” La soluzione migliore e andare all’estero regole chiare e rispettate e sopratutto stipendi più dignitosi.

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  • Geronimo

    20 Gennaio @ 08.14

    Feffe73 le dichiarazioni del sindacato possono sembrare inopportune in un momento del genere ma sono giuste e purtroppo l'unico momento per parlarne è questo perchè dopo prima di tutto non avrebbero spazio tra i media, se qualcuno gli dedicherà spazio verrà accusato di essere disfattista, comunista e politicizzato. Dopo poi purtroppo neanche i lavoratori ne parleranno perchè in Italia si fa presto a dimenticare e dire tanto a me non capiterà mai, salvo poi dire l'avevo detto quando ricapiterà al mio collega. Sono Italiano e per questo pessimista, penso non cambierà mai niente in italia ma intanto io il mio dovere lo faccio. Seguo la sicurezza in una azienda di parma, sono criticato dai miei stessi colleghi perchè obbligo loro ad usare i dispositivi di sicurezza ma continuerò a farlo.

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  • fabrizio ferrari

    20 Gennaio @ 00.56

    Sono d'accordo con il Sig. Montali. Tutto il resto mi sembra opportunismo

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  • davide

    19 Gennaio @ 21.35

    Dobbiamo riflettere dove sta' andando il mondo del lavoro.....prima i due ragazzi di Fidenza morti nella cisterna ad Alessandria,poi questo ragazzo carbonizzato nel suo furgoncino.

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