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Capolinea al confine romeno per tre dei 5 trattori rubati

Capolinea al confine romeno per tre dei 5 trattori rubati
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Li attendevano al varco. E il varco era uno di quelli della frontiera romena. «Controllate i tir più capienti» questo  il messaggio lanciato dalla Squadra mobile di Parma e dalla Compagnia carabinieri di Fidenza, dopo la razzia di trattori messa  a segno nella notte tra mercoledì e giovedì alla concessionaria Mazza Nino di strada Mercati a Parma e allo showroom dell'Agco Italia di San Quirico. 

Un paio di giorni dopo e un  migliaio abbondante di chilometri più in là, tre dei trattori rubati quella notte sono stati recuperati. Erano a bordo di un camion a rimorchio. Fino alla Romania (complice anche l'abbattimento dei confini comunitari), erano bastati i teloni impermeabili per nasconderli. Ma è stato sufficiente che la polizia di frontiera di Bucarest scoperchiasse il carico, perché s'alzasse il sipario su una razzia che aveva portato a un bottino di 250 mila euro. Il rumeno alla guida del tir è stato arrestato. Potrebbe non essere l'ultimo atto, perché all'appello mancano ancora due «bisonti dei campi». Inoltre, si stanno cercando gli altri componenti della banda (che in tutto potrebbe contare su almeno quattro uomini).
 Era mezzanotte e mezza di giovedì, quando i malviventi sono entrati in azione. L'orario è quello in cui si è messo a suonare l'antifurto dell'Agco Italia di San Quirico. Devono essere stati i ladri a farlo scattare, perché si pensasse a un falso allarme.  E' intervenuta una guardia giurata che non ha trovato nulla di strano. I razziatori poco dopo hanno iniziato a fare sul serio. Un po' di fatica l'hanno fatta, in effetti: ognuno dei tre Massey Ferguson aveva una ruota anteriore bloccata da un ostico lucchetto. Inoltre, hanno dovuto spostare un'escavatrice che bloccava la loro via di uscita. Quindi, prima di caricare i trattori sul camion, i malviventi hanno non si sa bene come (per la messa in moto ci vuole la chiave apposta) spostato il mezzo cingolato.  
 
Poi, è toccato a Mazza. Il titolare della ditta di strada dei Mercati quella notte si è addormentato verso le 3, dopo essersi affacciato dalla finestra di fronte alla concessionaria. Non ha notato nulla di strano. Ma i ladri a quell'ora dovevano già essere per strada, diretti ai suoi trattori. Qui per loro il gioco è stato più facile: per mettere in moto i John Deere non ci sono chiavi con codici elettronici.
 Non è ben chiaro se i due trattori in questione siano stati caricati con gli altri tre o se siano finiti su un altro camion. Di certo, però, sono stati rubati dalla stessa banda entrata in azione a San Quirico. Il camion bloccato alla frontiera rumena, infatti, aveva a bordo i due John Deere (per i quali, tra l'altro, non c'era copertura assicurativa contro i furti) e uno dei tre veicoli agricoli rubati all'Agco. 
 Che i trattori avessero preso la strada dell'est è stato chiaro fin da subito. Per questo i carabinieri di Sissa e della Compagnia di Fidenza, insieme con i  poliziotti della Sezione furti e rapine della Squadra mobile hanno subito allertato  il Centro di coordinamento interforze (raggruppa poliziotti, carabinieri e finannzieri) che si trova tra Friuli e Austria. 
Da qui è stato attivato l'ufficiale di collegamento a Bucarest. Grazie a lui, in breve tempo, è stato preparato il «comitato d'accoglienza» per il tir con l'ingombrante bottino. Ora si tratta di scoprire i nomi mancanti della banda di razziatori e dove siano finiti gli ultimi due «pezzi» del puzzle, per un valore di 100 mila euro. 
 

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