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Il Giorno della Memoria a Mauthausen

Il Giorno della Memoria a Mauthausen
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di Giulia Coruzzi

27-01-2010
La storia si studia sui libri ma si percepisce altrove. Tra gli uomini e i loro gesti. Tra gli oggetti e i loro resti. Nei luoghi. Attraverso un'esperienza fatta di contrasti, di silenzi e racconti, di sguardi e parole, i centoquattro ragazzi in visita a Mauthausen hanno compiuto il loro viaggio nella Giornata della memoria, muovendo i primi passi lungo un percorso di introspezione e grande responsabilità. Tutti insieme, accompagnati dagli insegnanti, dall'assessore comunale Lorenzo Lasagna, dal vicepresidente provinciale Pier Luigi Ferrari, dal presidente e dal direttore dell'Istituto storico della Resistenza (Giorgio Paini e Marco Minardi), gli studenti hanno scoperto il carico di dolore conservato tra le baracche e i sentieri di uno dei campi più duri realizzati dalla macchina nazista.
"E' quasi fuori dalla portata umana comprendere quest'orrore – commentano Ilaria e Giulia del Romagnosi -. E' un'esperienza toccante, molto forte. Spiegarsi certe parentesi della storia è impossibile...siamo di fronte a una follia". Il silenzio nel campo è pesante come la neve che lo ricopre, pungente come il freddo che lo avvolge. "Non ci sono parole per commentare – aggiungono Matteo e Nicola dell'Itis -. Tuttavia dovremo trasmettere questa esperienza a chi è rimasto a casa. La memoria può sopravvivere solo così: di generazione in generazione attraverso i racconti".
Il pellegrinaggio dei ragazzi verso il monumento alle vittime italiane li ha visti camminare accanto ai rappresentanti delle autorità cittadine: "Un treno per Mauthausen> è un'iniziativa preziosa, fondamentale per ribadire che la memoria è un dovere che investe tutti – ha spiegato il vicepresidente provinciale Pier Luigi Ferrari durante la deposizione delle corone -. Nessuno è escluso. Il silenzio è indispensabile, per riflettere, per non ripetere. Ci sono piccole shoah ogni giorno contro cui impegnarsi". Anche l'assessore alle Politiche giovanili Lorenzo Lasagna ha sottolineato l'importanza del raccoglimento: "Riflettere e divenire consapevoli è fondamentale per accorgersi che basta poco per fare un passo verso l'accoglienza e allontanarsi dall'odio e dalla follia".

26-01-2010
La meta lontana, le temperature rigide, il contesto complesso: tuttavia i loro occhi raccontano la soddisfazione dell'esserci, del vivere in prima persona il prezioso rito del ricordo. I giovani parmigiani in visita a Mauthausen hanno trascorso la prima giornata in terra austriaca. Il castello di Harteim, il sotto campo di Gusen e una prima fugace visita alla scala della morte di Mauthausen li hanno subito messi faccia a faccia con la dura realtà dell'orrore nazista.
"Al castello, dove i nazisti compivano torture ed esperimenti, l'uomo studiava l'uomo per creare la razza perfetta...arrivando a compiere atti devastanti, senza nessuna pietà – raccontano Erica, Massimo, Rebecca e Chiara dell'Itc Melloni -. Abbiamo visto un documentario al museo di Mauthausen che testimoniava bene le atrocità commesse nel campo. E' impensabile tanta violenza. Domani (mercoledì ndr) ci spetta la visita vera e propria a Mauthausen. Saremo lì, tutti insieme, soprattutto per capire e per riportare a casa la nostra esperienza".
Le visite e i racconti, i documenti e le spiegazioni, ma più di ogni altra cosa i passi compiuti in prima persona, nella neve, in questi luoghi carichi di dolore lanciano messaggi e stimoli continui. E non si può che farne tesoro: "Ci si rende davvero conto di quanto l'uomo possa arrivare in basso – raccontano Federica e Sara del liceo Ulivi -. Stiamo vivendo tutto intensamente, spesso in silenzio. C'è un'aria talmente densa qui. Le fotografie che scattiamo e i nostri appunti parleranno per noi al nostro rientro". Il muro del pianto di Mauthausen mercoledì accoglierà le lievi candele e le corone che i ragazzi deporranno e offrirà tutto il suo peso di memoria e monito.

 

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  • Alex68

    28 Gennaio @ 12.35

    Per il signor Teo: ho pochi anni più di te, ma posso assicurarti che di foibe a scuola non se ne parlava. Questo argomento è uscito, guarda caso, dopo il crollo del muro di Berlino. Sono stato a Mauthausen, a San Sabba A Trieste, ho avuto mio nonno che ha combattuto la prima guerra mondiale e ho incorniciato le sue medaglie di Cavaliere di Vittorio Veneto. Ho ancora in mente i suoi racconti di orrore e disperazione, lui, che per tutta la vita si è portato le ferite fisiche - rimase invalido a una gamba, colpito da un proiettile austriaco- e psicologiche. Leggere certi commenti fa male, come se ci fosse qualcuno più uguale di altri. La giornata della Memoria deve servire a ricordare tutti, ma soprattutto ciò che l'uomo è riuscito a fare nei confronti di un altro uomo.

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  • Manu

    27 Gennaio @ 18.01

    purtroppo solo il silezio assordante dei campi di sterminio costringe a non dimenticare ...dovrebbe essere una tappa obbligata, per tutti

    Rispondi

  • matteo

    27 Gennaio @ 14.43

    ...leggendo questi commenti...ci si rende conto di quanto sia infinità la stupidità umana...si deve commentare un articolo di un' esperienza che segnerà per sempre questi ragazzi, perchè solo chi ha visitato questi posti può capire (io sono fra quelli)...e voi cosa commentate????...se ne hanno combinate di più i fascisti o i comunisti?????? ...vi rammaricate perchè a scuola non vi hanno insegnato le foibe?...ma di anno siete? a me le hanno insegnate, e probabilmente anche a voi, ma dai vostri commenti, probabilmente eravate presi a fare altro... Ma mi chiedo io...come si fa a non condannare fermamente quelllo che è stato il peggior massacro dell'umanità...l' OLOCAUSTO se non lo sapeste!?...ma stare a rimuginare perchè non sono state date abbastanza colpe poi ai comunisti, o agli israeliani, o ai talebani...ecc, ecc... Pensavo che che con l'informazione, i documentari, e le testimonianze stesse, si fosse superata la fase dei dubbi sull'olocausto...ma leggendo questi commenti, mi vien da dire....che molto c'è ancora da fare...povera Italia...e povere vittime innocenti che a distanza di decenni, devono ascoltare ancora certi commenti....

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    • enrico

      28 Gennaio @ 10.16

      si signor teo c'e' molto da lavorare perche si e' fatto tanto contro il nazzismo e le sue atrocita' ma come c'e' scritto in altri commenti per altri massacri si e' fatto poco o niente! i governi di sinistra hanno preferito far rimanere nel silenzio tante atrocita' e rimanendo in italia l esempio e' le foibe... la giornata di memoria per queste vittime e' stato dato da un governo di destra perche prima era tutto nel silenzio... chissa come mai...e potrei farle altri mille esempi! giusto ricordare ma ricordare tutte le atrocita commesse dall essere umano... non solo quelle che possono fare comodo!!

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  • fara.bolis

    27 Gennaio @ 14.41

    Penso e spero di non sbagliare che oggi non è soltanto il giorno dellla memoria del popolo ebreo, sarebbe riduttivo e sbagliato: è il giorno della memoria in cui tutti debbano ricordare e ricordarsi che il genere cosiddetto umano, ha creato, può ancora creare, ha la possibilità ancora di creare violenza. Contro sè stesso e contro soprattutto verso i propri simili atteggiandosi gli uni superiori agli altri.

    Rispondi

  • renzo

    27 Gennaio @ 14.25

    Si, come scrive giorgio, mandiamo i nostri ragazzi in viaggio nel ghetto palestinese di Gaza, a vedere con i loro occhi l'olocausto in atto ai danni di un milione e mezzo di poveracci, donne, vecchi e bambini compresi! Lì si fa ancora in tempo a fare qualcosa, per esempio un gigantesco boicottaggio nei confronti dello stato oppressore, israele.

    Rispondi

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