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Bax va in pensione: 40 anni sulla «frontiera»

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 In prima linea negli anni di piombo a Milano e a Bologna, in prima linea a Parma. C'è poca scrivania e molta frontiera nei 40 anni in divisa di Massimo Bax. Quarant'anni che si concludono oggi, quando l'ex dirigente della Squadra volanti di borgo della Posta, compiendo 60 anni, andrà anche in pensione. Per lui, originario dell'Abruzzo, ci sarà più tempo di vivere Parma, diventata la sua città nel 1989, e di stare con la moglie Maria Pia e la figlia Alessia, 25 anni, un esame alla laurea in Giurisprudenza. «Inoltre - aggiunge - se qualcuno mi chiamasse, sarei pronto a mettere  la mia esperienza al servizio di questa città».

   La Polizia di Stato si chiamava ancora Corpo delle guardie di pubblica sicurezza, quando Bax si arruolò, a 20 anni. «Entrai all'Accademia a Roma, da dove uscii tenente quattro anni dopo». Subito al fronte,  al Reparto Celere di  Milano nell'ottobre del 1974». Era il tempo di molotov, sprangate e P38. «Quasi ogni giorno si affrontavano situazioni delicate. L'anno dopo  fui promosso capitano e mi ritrovai a comandare una compagnia della Celere: un 25enne alla guida di 160 ragazzi. Se non si doveva intervenire in piazza, c'era da far riserva alla caserma Sant'Ambrogio, in centro, dove l'aiutante maggiore del raggruppamento era Paolo Scarpis, attuale prefetto di Parma».
  Nel 1976, il trasferimento al Reparto mobile di Bologna. Un avvicinamento all'Abruzzo, ma non certo il «ritiro» dal fronte. «Ero in piazza il giorno della morte dello studente Antonio Lo Russo. Scoppiò una mezza rivolta:  dormivo con la mimetica, pronto a uscire a ogni ora». Dal Reparto mobile alla Questura, sempre a Bologna. Con una serie di incarichi: da dirigente dell'Ufficio autoparco a funzionario incaricato della gestione delle emergenze notturne a capo del Nucleo scorte magistrati.
   Nel 1989, l'arrivo a Parma, come vice capo gabinetto e poi dirigente dell'Ufficio del personale. «Nel 1995, con il questore Giuseppe  De Donno, l'incarico al quale mi dedicai anima e corpo: dirigente dell'Ufficio volanti. Unasfida gravosa, che accettai grazie all'appoggio di mia moglie». Bax  intensificò il controllo del territorio. In quegli anni, la prostituzione dilagava ed era arrivata quasi a stringere d'assedio il centro. Per allontanare le mercenarie del sesso ci volle una serie di retate che portavano in Questura ogni volta 40-50 prostitute per lo più straniere. «Un lavoro massacrante, al quale si aggiungevano altre operazioni nelle quali non mi limitavo a stare dietro la scrivania».
    Nel 2000, il trasferimento alla Polfer, nel settore operativo di Bologna Centrale. «Dirigevo un reparto simile alle volanti, attivo 24 ore su 24». Nel 2004, a Piacenza, dirigente della Digos. «Riuscii a scoprire, anche grazie alla collaborazione del ministero dell'Interno, l'ex  compagna francese del braccio destro del terrorista Carlos. Viveva sotto falso nome a Bettola: la indagammo. In un'altra operazione, sui colli piacentini scoprimmo il produttore di esplosivi al quale si appoggiava Roberto Sandalo per gli attentati alle moschee. Alla Digos è stato un lavoro appassionante, di lettura di quanto accade ogni giorno». E ora, tolta la divisa, che cosa accade? «Mi prenderò un breve periodo di riposo, ma non me la sento ancora di indossare le pantofole a tempo pieno». 

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