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Abusi sessuali: padre Dessì è fuori dalla Chiesa

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Padre Marco Dessì è fuori dalla Chiesa. Il missionario di Villamassargia condannato per abusi sessuali su bambini del Nicaragua è stato cacciato con un decreto emesso da Papa Benedetto XVI, che lo ha “dimesso dallo stato clericale”, ossia il sacerdote è stato ridotto allo stato laicale.
 

Il missionario sardo era stato arrestato all’inizio di dicembre 2006, con l’accusa di pedofilia, e rinchiuso nel carcere di via Burla. L'inchiesta della Procura di Parma, condotta dalla Pm Lucia Russo,  aveva preso il via dopo l'esposto presentato da alcune associazioni umanitarie rappresentate dall'avvocato reggiano Marco Scarpati.
Il sacerdote sardo era stato condannato il 23 maggio del 2007 dal gup Roberto Spanò a 12 anni per violenza sessuale. Il processo d'appello si era chiuso con uno sconto di pena, e lo scorso maggio la Cassazione ha annullato la sentenza di condanna per le imputazioni relative ai fatti precedenti l'agosto 1998. Processo da rifare invece per gli altri episodi al centro del processo. Dessì al momento sta scontando la pena nel carcere di Saluzzo in un reparto riservato ai detenuti per reati a sfondo sessuale.

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  • angelo

    05 Febbraio @ 13.45

    Grazie Luca05 le sue puntuali e (presumo) veritiere precisazioni danno l'esatta misura di quanto la Chiesa si sia allontanata dal messaggio di amore, misericordia del divino insegnamento e del perchè con le sue regole, non sempre in linea con i principi morali comunemente condivisi, non intercetti più le istanze spirituali di tanti cattolici dabbene, costituendo spesso lo scudo morale di chi si macchia di nefandezze assortite (nell'apparente rispetto di rituali e liturgie)!!!

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  • Manuel

    05 Febbraio @ 13.16

    i pedofili al rogo.

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  • roberto

    05 Febbraio @ 11.25

    Il don ha sbagliato deve pagare il suo debito con la giustizia come tutti gli altri e da cattolico non deve mai più mettere piede in una chiesa. Qualcuno penserà: ma da cattolico devi pensare al perdono! No, in questi casi io non lo perdono lo perdonerà Chi sta molto, ma molto, più in alto di me e che nessuno vede....Lui potrà anche capire. Io no!! Da domani mi metteranno fuori da cattolico...ma non cambia nulla...l'importante è vivere da cattolico........... e non apparirlo e basta!!! Saluti e buon weekend a tutti.

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  • luca

    05 Febbraio @ 11.02

    Per Rosetta: più o meno è come dice lei: non potrà più amministrare i sacramenti, ma rimarrà prete (l'Ordine Sacro imprime il carattere all'anima, per cui chi lo riceve resta prete per sempre, come prete comparirà davanti al giudizio di Dio e come prete starà anche nell'eternità), sebbene ora ridotto allo stato laicale, cioè privato delle funzioni proprie del sacerdozio. Se pentito e confessato potrà qundi ricevere la Comunione, ma non è reciso dal Corpo di Cristo (Chiesa), così come non lo sono i divorziati risposati (cioè coloro si sono sposati in Chiesa, hanno divorziato e si sono risposati civilmente), che non possono però accedere ai sacramenti, perchè in stato di peccato mortale. Incorrerà nella scomunica e in questo caso sì, sarebbe troncato dalla Chiesa, qualora amministrasse privatamente un sacramento benchè ridotto allo stato laicale, ma il sacramento amministrato resterebbe comunque valido (se per ipotesi celebrasse privatamente Messa, la Messa sebbene celebrata illecitamente, resterebbe valida lo stesso, perchè il potere sacerdotale di consacrare le Sacre Specie resta per sempre).

    Rispondi

  • angelo

    05 Febbraio @ 09.50

    Ma quale fuori dalla chiesa???Semplicemente è ridotto allo stato laicale Fuori dalla chiesa ci sono i divorziati che non sono ammessi ai sacramenti perchè hanno commesso l'unico peccato non perdonabile dalle gerontocrazie eclesiastiche!!! Tutto questo, dispiace dirlo, con la omertosa complicità dei cattolici praticanti ed ossequiosi dei dicktat delle varie istituzoni piramidali vaticane (i cosidetti bigotti).A loro soprattutto va il disprezzo per non avere il coraggio di prendere posizione contro evidenti incongruenze tra il messaggio divino e la "gestione " della religione operata dalla nomenclatura cattolica. Il provvedimento che riguarda Don Dessì, tardivo nei tempi, inutile nella sostanza, appare un ATTO DOVUTO per motivi "professionali", senza conclamati contenuti di censura morale. L' equivalente della radiazione dall'albo per un professionista che fosse incappato negli stessi reati. Francamente la censura morale dovrebbe essere più severa ed in casi analoghi non vorremmo più assistere all'ostruzionismo sistematico in sede di attività investigatva. Il Vaticano, con lo Stato Italiano attraverso il concordato ha strappato enormi vantaggi economici fiscali e di monopolio di istruzione religiosa....rispetti le leggi e le istituzioni italiane collaborando con le attività invesigative anche quando riguardano il clero.

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