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Mobilità, 3 milioni in tre anni. E si torna a parlare di centro pedonalizzato

Approvate dalla giunta le linee di indirizzo del Pums, Piano urbano della Mobilità sostenibile

Piano Urbano della Mobilità Sostenibile
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La "riqualificazione" di via Mazzini e di via Repubblica con il progetto "Il pedone al centro": previste spese per 1,2 milioni di euro nel 2016. Nuove piste ciclabili nel quartiere Lubiana-San Lazzaro (400mila euro nel 2016 e altrettanti nel 2017). Acquisto di postazioni bike sharing, interventi per la mobilità sostenibile, telecamere per l'accesso alle ztl, installazione e manutenzione di autovelox fissi. Sono le principali voci di investimento previste per il triennio 2015-2017 dalle Linee d'indirizzo del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums) 2015-2025, documento di programmazione della giunta comunale in tema di gestione dei trasporti in città. 
Fra le priorità: la lotta alle emissioni inquinanti, puntando su trasporto pubblico, veicoli elettrici, biciclette; ridurre gli incidenti; incentivare "comportamenti corretti" sulla mobilità e "recuperare e rendere compatibile l’uso delle strade e delle
piazze considerando le esigenze dei diversi utenti della strada", come pedoni e ciclisti. E fra gli investimenti per il 2016 c'è il progetto "Il pedone al centro", che fa ripensare alla domanda che il sindaco Federico Pizzarotti rivolse ai cittadini in maggio: "Pedonalizziamo il centro? Che dite?". Il tema è stato molto dibattuto dai parmigiani: tantissimi i commenti sul nostro sito.

In totale, lo stanziamento complessivo previsto dal Comune per la mobilità, dice il documento, "è pari a 870.000 euro per il 2015, 1,8 milioni di euro per il 2016 e 600.000 euro per il 2017". Per un totale di 3,27 milioni in tre anni. 

Il Piano urbano della Mobilità sostenibile: ecco il documento con le linee d'indirizzo (documento in formato pdf, 151 pagine)
Il documento è molto lungo e dettagliato: traccia il quadro della situazione della mobilità di Parma, i suoi punti di forza e i suoi punti deboli; elenca gli obiettivi e le strategie per perseguirli.


Il Pums: il comunicato del municipio

Via libera della Giunta alla linee di indirizzo relative alla predisposizione del nuovo Pums – Piano Urbano della Mobilità Sostenibile per il periodo 2015 – 2020. Il Piano Urbano della Mobilità sostenibile (PUMS) è uno strumento di pianificazione strategica relativo alla gestione e programmazione della mobilità futura a Parma.
E' finalizzato alla salvaguardia dell’ambiente ed alla messa in campo di azioni concrete rivolte alla disincentivazione dell’uso dell’auto privata mediante la messa a disposizione di sistemi di mobilità alternativa ecosostenibili. Il piano individua la visione della città in termini di mobilità e ne delinea i progetti di sistema come insieme organico di interventi, azioni e misure finalizzate ad assicurare il fabbisogno di mobilità della popolazione e al tempo stesso a ridurre i livelli di inquinamento e aumentare la sicurezza nella circolazione.
Si tratta di un documento corposo in cui si parte da un inquadramento territoriale che fa riferimento alle dinamiche demografiche, occupazionali e alla localizzazione dei servizi e dei poli di attrazione. Viene presa in esame l'offerta di reti e servizi di trasporto: viabilità, trasporto pubblico, piste ciclabili, sistema della sosta e le iniziative di mobilità sostenibile come carsharing, spostamenti casa lavoro, sistema di ricarica dei veicoli elettrici. Altri ambiti importanti sono rappresentati dall'analisi della domanda di mobilità e dalle sue caratteristiche. Particolare attenzione è dedicata alla criticità e agli impatti ambientali. Un documento, quindi, estremamente dettagliato volto a fornire un quadro della pianificazione e della programmazione della mobilità a Parma per il prossimo futuro, delineandone gli obiettivi e le strategie.
L'assessore alla mobilità, Gabriele Folli, è chiaro in merito alle finalità del Pums. “Migliorare l’offerta di mobilità alternativa all’auto privata, aumentare l’accessibilità alla città, incrementare la sicurezza per gli utenti deboli e ridurre l’impatto ambientale derivante dalle emissioni da traffico urbano – dice - sono tra gli obiettivi prioritari che ci poniamo con il PUMS in un percorso che sarà condiviso con tutti i portatori di interesse al fine di delineare la visione futura della mobilità per la città di Parma”.
Con l’adesione al Patto dei Sindaci, nel 2013, il Comune di Parma si è impegnato a ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 20% al di sopra degli obiettivi stabiliti dall’EU per il 2020, a presentare un piano d’azione per l’energia sostenibile che metta in evidenza come raggiungere gli obiettivi, ed a fare comunicazione per sensibilizzare i cittadini ad utilizzare modalità di spostamento ecosostenibili. Il PUMS rappresenta lo strumento strategico che delinea percorsi e strategie finalizzate al raggiungimento di questi obiettivi. Al momento il Comune di Parma è dotato di “Piano Urbano della Mobilità”, ormai superato sia per il mutato scenario di riferimento che per le previsioni europee in materia che hanno portato all'evoluzione dal Pum – vecchio Piano Urbano della Mobilità al Pums – Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.
Le linee guida approvate delineano gli obiettivi strategici che verranno sviluppati nel Pums e sono propedeutiche alla redazione del documento definitivo del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della città di Parma che sarà sviluppato e concluso nei primi mesi del 2016, in stretta congruenza con i temi del Piano Strutturale Comunale (PSC) in fase di adozione. 

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  • Massimiliano

    01 Ottobre @ 22.06

    @vercingetorige... Ma lei sa che scrivere tutto in maiuscolo equivale ad urlare???? ..... Per quanto riguarda il contrassegno dei medici, se vuole, possono fargliene vedere a decine che usano e abusano.... Mogli, figlie....... Figli...... E chi più ne ha più ne metta.....

    Rispondi

  • gigiprimo

    30 Settembre @ 09.06

    vignolipierluigi@alice.it

    Se togli il 'do' lo rendi 'penalizzato' certo oggi passano troppe auto e motorini dal 'centro', eliminarli è sempre stato nel pensiero degli amministratori, però tutto è stato vanificato dalla pigrizia (? ) dei parmigiani che hanno abbandonato il centro per andare in 'periferia' e avendo la pretesa di ritornarci per far vedere il suv! Ricordate? Una volta c'era stato il caso, sporadico, delle mogli dei dottori che andavano in centro con il permesso 'in visita domiciliare'. Altri tempi, bei tempi, potevi andare al cinema e sorbirti due volte un film. Tornando al caso in esame, perché non creare zone pedonali nei quartieri periferici? Occorrerebbe una 'marea' di telecamere e controllori.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      30 Settembre @ 14.09

      IL CARTELLINO CON LA SCRITTA " MEDICO IN VISITA DOMICILIARE" , O IL CONTRASSEGNO DELL' ORDINE SUL PARABREZZA ,NON HANNO MAI DATO NESSUN ACCESSO ALLE ISOLE PEDONALI O ALLE ZTL ; NE' ALCUNA ESENZIONE DAI DIVIETI DI SOSTA , NE' ALLE MOGLI DEI DOTORI , NE' AI DOTTORI !

      Rispondi

  • Maurizio

    30 Settembre @ 08.23

    Rendere più accessibile il centro basterebbe ripristinare le navette dai parcheggi scambiatori (magari qualche riga tirata giù allo scambiatore sud per regolamentare la sosta visto che dopo il luna park è stato asfaltato tutto peraltro male perché ad una piccola pioggia si allaga tutto…. E le piante che fine hanno fatto?) come erano all’inizio, evitando di fermare ad ogni fermata incontrata nel percorso. Il centro va bene così, sono i negozianti o meglio le associazioni di categoria che dovrebbero incentivare con iniziative l’utilizzo ma questa è storia vecchia, manifestazioni che ovunque ottengono successo vengono criticate da ascom e parenti vari. Per le emissioni basterebbe incentivare la sostituzione di caldaie (una delle zone più inquinate di Parma è la zona Cittadella, il traffico non è più alto di altre zone ma le caldaie a gasolio con impianto centralizzato sono tantissime). Per le ciclabili in zona Lubiana se ne fate di nuove evitate di fare due metri dopo un passaggio pedonale che finisce contro un muro come ha fatto Ubaldi. I velox se li mettete in via traversetolo dove c’è il limite dei 90 e un parco definito pubblico servono a poco, poco a voi perché non fate cassa ma soprattutto poco per la sicurezza, infatti dove lo avete posizionato di incidenti non se ne verificano, meglio sarebbe stato nell’abitato di Marano dove c’è un bar e case, li il limite è 50 ma una marea di auto fanno i 90, soluzione ideale il velox per la sicurezza e per le casse municipali

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  • Nicola Martini

    30 Settembre @ 00.52

    Favorire la mobilità sostenibile, in genere, è qualcosa di condivisibile. Riqualificare Via Mazzini e Via Repubblica al fine di ridurre al minimo il traffico veicolare ai soli residenti, sulla falsariga del sistema adottato in Via Garibaldi tra Via Melloni e Via Alighieri potrebbe essere un esperimento interessante, a patto di mantenere le linee di trasporto filoviario attive evitando una pedonalizzazione totale come in Via Cavour o il primo tratto di Via Farini. Personalmente, ritengo che gradatamente si debba riorganizzare il centro storico cittadino sulla base di modelli già presenti all'estero da anni. Ad esempio in Germania la mobilità nei centri storici è gestita adeguatamente tramite una razionale pianificazione delle aree pedonali, alternate a Ztl e zone 30. Nel sistema tedesco, comunque, risulta imprescindibile una strutturazione adeguata del trasporto pubblico che opera in centro, sia su ferro che su gomma, il quale resta capillare nonostante le pedonalizzazioni. Possono essere presi ad esempio centri sia di dimensioni medio-grandi come Monaco e Norimberga o analoghi alle dimensioni di Parma come Freiburg im Breisgau (ca. 220.000 ab.). Il sistema di Freiburg, preso ad esempio a livello internazionale in quanto particolarmente avanzato, si basa su aree pedonalizzate sia in Centro città che nei quartieri periferici (es. Vauban e Rieselfeld). Il modello di Friburgo, è bene ricordarlo, poggia anch'esso su un sistema di trasporto pubblico particolarmente sviluppato ed efficiente. Le linee del trasporto pubblico (bus e tram) non sono state espunte dal centro e sono inoltre ben integrate con le reti ferroviarie esistenti. Freiburg, infatti, è servita dalla stazione centrale, fermata principale dei treni a lunga percorrenza e ad Alta Velocità, nonché da ulteriori 5/6 stazioni cittadine in cui operano i servizi regionali e metropolitani (es. RB, RE e S-Bahn). A parere di chi scrive, il riassetto delle aree pedonali deve andare di pari passo con una seria pianificazione della mobilità pubblica che non può prescindere come nel modello tedesco dallo sviluppo di modelli su ferro (quantomeno sul medio e lungo periodo). Iniziare a chiudere porzioni del centro in assenza di strategie ben strutturate sarebbe un azzardo enorme che la nostra città non si può permettere. Per ora siamo ancora ad un'analisi parziaria della questione, in quanto obiettivi di rilievo non si possono raggiungere puntando solamente sulla mobilità ciclabile, per quanto importante essa sia.

    Rispondi

    • Filippo Bertozzi

      01 Ottobre @ 03.05

      Finalmente un'analisi lucida, senza partigianerie da veicolati o da ecotalebani.

      Rispondi

      • Nicola Martini

        01 Ottobre @ 18.15

        Sig. Bertozzi, la ringrazio per il complimento.

        Rispondi

    • Filippo Bertozzi

      30 Settembre @ 15.03

      Finalmente un'analisi lucida, senza partigianerie da mongoveicolati o da ecotalebani.

      Rispondi

  • Massimiliano

    29 Settembre @ 21.54

    Certo, come no, anzi facciamo di più, chiudiamo il centro anche ai pedoni così il pizzahairotto e compagni potranno allegramente scorrazzare con le loro vetturette elettriche in lungo e in largo..... Intanto commercianti e professionisti andranno ad aprire negozi e uffici in periferia.... Magari a San Pancrazio, dove, nelle domeniche estive NON PASSANO I MEZZI PUBBLICI!!!!! Ma a questo nessuno ci pensa....

    Rispondi

    • PEPOMAN

      30 Settembre @ 09.56

      SE IL CENTRO FOSSE PEDONALIZZATO...CI SAREBBE SEMPRE PIENO DI GENTE . GUARDATE GLI ALTRI CENTRI IN EUROPA MA LA GENTE DEVE ARRIVARE IN PIAZZA ...IN CENTRO ...IN AUTO ? E POI ? DOVE LA METTE ?...MA PIANTATELA

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