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Droga e scuola: come parlarne? - Chiara: "Noi giovani di Parma annoiati. La droga? Spesso è colpa di genitori troppo permissivi" - Il preside del Bodoni: "Dobbiamo educare al futuro e alla speranza"

Droga e scuola: come parlarne? - Chiara: "Noi giovani di Parma annoiati. La droga? Spesso è colpa di genitori troppo permissivi" - Il preside del Bodoni: "Dobbiamo educare al futuro e alla speranza"
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Noi abbiamo lanciato il sasso. Adesso, come è giusto, i protagonisti siete voi. Qualcuno ha iniziato a rompere il ghiaccio, e forse ha anche iniziato a squarciare il velo dell'ipocrisia. Il preside del Bodoni ha ammesso - ovviamente riferendosi alle scuole in generale - che sì, il problema esiste anche lì (pur non essendo ovviamente solo lì). E per i giovani, Chiara ha il coraggio di ammettere che soprattutto le canne sono effettivamente diffuse fra i ragazzi: per noia o per altri motivi. "Però - aggiunge (e ha ragione) - non limitatevi a parlare di noi studenti, dimenticando i tanti Lapo e gli altri adulti drogati e magari strapagati".

Il dibattito resta aperto: lo spazio-commenti è tutto vostro. Noi, qui sotto ci limitiamo a riproporvi lo spunto alla base della nostra inchiesta.

Gabriele Balestrazzi

Tre notizie in due settimane. Ognuna fa storia a sè, ma tutte portano a un preoccupante denominatore comune: la droga a scuola. Che non significa (lo diciamo subito prima di attirare le reazioni di qualche preside) che ci si droghi necessariamente "a scuola", nè ovviamente significa che la droga circoli "solamente" in zona scuola.

Ma le tre notizie parlano chiaro. Ad iniziare dalla più angosciante, arrivata sabato da Fidenza: perchè l'idea di due ragazzi di soli 16 e 17 anni in carcere (il carcere minorile di Bologna) perchè sospettati di spaccio di droga ci colpisce come un violento pugno allo stomaco. E questa volta, lo diciamo a quei nostri lettori che talvolta sembrano indentificare nell'immigrazione extracomunitaria la radice di tutti i mali, si tratta di due "nostri" ragazzi, rispettivamente di Salso e Fidenza. Così come nostri sono sicuramente - in questo caso, ma anche quando l'arrestato è magari di pelle nera - molti dei consumatori.

Alla notizia di sabato a Fidenza, si è subito sovrapposta quella di ieri in città, con la denuncia di uno studente 19enne che la droga (eroina) l'aveva con sè in autobus. E a fine gennaio, anche se in realtà il fatto è precedente, si è saputo che un rappresentante di istituto di una scuola cittadina si era autosospeso dopo avere avuto proprio questo tipo di problema.

Stupirsi sarebbe fuori luogo, visto che la cronaca aveva già disseminato da tempo altri indizi: in ottobre il 15enne al cinema con 53 grammi di hashish nello zaino, la 16enne svenuta uscendo dalla discoteca dopo un mix di alcol e droghe. Oppure le statistiche, anche locali, secondo cui uno studente su tre quando arriva alle superiori ha già provato il "brivido" del primo spinello.

Nè siamo autorizzati a scandalizzarci di ciò che fanno i nostri ragazzi, visti che anche a Parma non sono mancati nomi di personaggi anche illustri che, in diversi settori della vita pubblica, hanno avuto guai giudiziari legati in particolare alla cocaina. E la chiacchierata di fine anno con don Luigi Valentini ( anima della comunità di Betania) non aveva profuso spunti di ottimismo.

Però, questi tre episodi ravvicinati ci impongono, per l'ennesima volta, di affrontare il problema. Un primo sasso nello stagno lo ha gettato la direttrice del settimanale della diocesi, Vita Nuova. Maria Cecilia Scaffardi, rispondendo a chi ha criticato la sua scelta di dare ampio spazio all'episodio del rappresentante di istituto, ha risposto di non avere certo voluto "sbattere in prima pagina il mostro o tanto meno condannare il protagonista o la sua famiglia". Ma ha aggiunto di averlo fatto "per fare emergere un vissuto che non può lasciarci tranquilli, indifferenti o preoccupati solo della risonanza mediatica".   E a ruota il Gruppo scuola Montanara, che era intervenuto sul tragico fatto di sangue accaduto davanti all'Ipsia, nella sua riflessione sulla scuola ha aggiunto che "il problema droga è trasversale a tutte le scuole e alle agenzie educative extrascolastiche, ma se affronti questa riflessione, ogni singola realtà si chidue a riccio".

Ecco: noi vorremmo partire da qui.Con un primo appello ai presidi, di cui ben conosciamo la diffidenza verso i mass media: a volte giustificata, a volte alibi per nasconderde la sola preoccupazione che "il nome della mia scuola non venga infangato". Ma l'appello è poi rivolto a tutti: insegnanti, genitori, esperti...e naturalmente ai RAGAZZI, che non devono aspettare "noi", ma devono trovare in prima persona il coraggio di riflettere e di spiegare la scelta di molti di loro. Una scelta che sicuramente all'inizio deve mostrarsi invitante, ma che poi - inevitabilmente - presenta il conto, a volte pesantissimo. E questo è un tema che suggerisco soprattutto ai "colleghi" giornalisti dei vari giornali d'istituto.

Noi, per ora, ci mettiamo solo lo spazio: lo spazio-commenti di questo articolo nel quale ognuno può dire la sua. Ma siamo pronti ad accogliere tutte le proposte, perchè - così come abbiamo iniziato a fare sulla questione-immigrazione - crediamo che la piaga della droga sia un altro tema sul quale un giornale-web come la Gazzetta deve essere a disposizione di tutta la città.

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  • Maurizio Spagna

    02 Marzo @ 15.43

    IL SOMMO ODORE …L’amore e la droga scivolano sul pelo della vita… È fatta così Melissa È fatta così bella Che è meglio di ogni calmante. È così piena di vita Che è possedimento Di un giorno di sole E a volte Solletica l’essenza del tuo corpo Mentendo Alla sciocca paura di planare Da vecchie cascate incorniciate. “Sei uscita Da specchi del passato Poggiati, piaggiati in assuefatti piagosi dispiaceri”. È ansimante Per un solo bacio sulla guancia Melissa È fatta così, così sottile Che gli riconosci I tre specchi del tuo futuro: La foglia dell’imbarazzo, Il profumo di starsene in pace Ed il bianco di un viaggio già sconosciuto. Melissa Sono estremo e non tremo Ma il volto del tuo fiore… Oggi, si è contratto verso me Intuendone il sommo odore. “Sei uscita Da specchi del mio futuro Infelici e felici di convalescenti piaceri”. © Da “Diversi, versi ed ersi” di Maurizio Spagna www.ilrotoversi.com info@ilrotoversi.com L’ideatore paroliere, scrittore e poeta al leggìo-

    Rispondi

  • Giorgio G.

    23 Febbraio @ 19.05

    Caro Edi, dato che credi giusto, da quello che ho capito, che gli stupefacenti debbano rimanere illegali, mi potresti fare degli esempi dove la droga illegale è servita a ridurne il consumo e la sua diffusione? Ti andrebbe di elencare i "pro" di tenere tutti gli stupefacenti illegali e motivarmi il tuo punto di vista? Sono aperto a cambiare idea se tu riuscissi a portarmi delle motivazioni serie e reali che evidenziano il successo del proibizionismo.

    Rispondi

  • michele

    23 Febbraio @ 08.18

    Caro Giorgio, condivido in pieno le tue critiche, cambia i "no" con i "sì" e sembra scritto apposta per te. Mi associo allo sconforto per la mancanza di altre testimonianze, soprattutto da parte dei ragazzi.

    Rispondi

  • Giorgio G.

    22 Febbraio @ 13.25

    Io ho anche smesso di commentare in attesa di qualcuno che continui sull' argomento, ma a quanto vedo non arrivano altri "pensieri". Cara cazzetta vuole sapere il perchè? Perchè l' argomento droga "fa notizia" solo quando se ne parla per facile consenso; quando arrestano degli spacciatori perchè "siamo tutti per il no alla droga". Ma quando se ne deve parlare e si deve argomentare una propria posizione, o saltano fuori gli irriducibili falliti del "no alla droga" oppure non se ne parla più, perchè tanto riguarda qualcun' altro; magari il figlio di un amico o lo sconosciuto sulla gazzetta o ancora meglio, per i giornali perchè se ne parla, del personaggio noto, cosicche tutti possano scagliarsi contro qualcuno e giudicare. Però, pensare ed ascoltare, mai.

    Rispondi

  • michele

    19 Febbraio @ 22.59

    Grazie Giorgio del "cara" ma sono un uomo. Non continuo l'infinita diatriba, solo una rettifica ad un errore mio: nell'ultimo messaggio mi è scappato un "anti" di troppo, volevo dire "l'ipocrisia... essere proibizionista e poi comprare le felpe di Lapo". Mi piacerebbe che Chiara e altri giovani spiegassero meglio la colpa del permissivismo dei genitori, e perchè no anche della scuola, ma peccato che questa discussione finisca sempre in seconda pagina nel giro di pochi giorni, fino al prossimo arresto...

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