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Il caso Romagnosi va in campo al Palasport

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Sabato la protesta silenziosa davanti alla scuola, con l'ingresso ritardato di due ore. Oggi, alle 13,30, una assemblea straordinaria al Palasport di via Pellico, alla quale saranno presenti anche i genitori. Il caso Romagnosi resta in primo piano. E oggi si guarda anche alle possibili decisioni del Provveditorato.

VIDEOGALLERY - La Vasca 2010: interviste al Romagnosi - Alcune voci di ragazzi (io pochi che hanno parlato) su questo particolare momento del liceo classico di viale Maria Luigia

La protesta di sabato

Si è svolta al Romagnosi la  protesta silenziosa degli studenti "contro l'assenza di dialogo con la preside".

Lo hanno stabilito ieri i rappresentanti degli studenti, riunitisi informalmente attorno alle 13. E' stata chiesta l'autorizzazione alla prefettura (che l'ha concessa), poi è iniziato il tam-tam fra i ragazzi. Fra le 8 e le 10, quindi, gli studenti non sono entrati in classe ma sono rimasti sul marciapiede di viale Maria Luigia, protestando per la situazione creatasi nell'istituto. Non  uno "sciopero" contro l'istituzione, contro la scuola in sé, ma una protesta mirata. 

In classe dalle 8 solo una minoranza di studenti. Presenti anche numerosi genitori.
 
Dalla Gazzetta di Parma 5-3

Al Romagnosi, preside e do­centi non si parlano. Dopo l’in­tervista a Maria Giovanna For­lani su un quotidiano nazionale salta la riunione dello staff di presidenza, convocata dalla pre­side e disertata dai professori. 
«Ci siamo rifiutati di partecipare per due motivi spiega la vice­preside, Cristina Arpiani ; siamo stati avvisati all’ultimo momen­to e non abbiamo ancora visto la rettifica della preside a quanto riportato nell’intervista».
«Se le cose che ha detto fos­sero vere interviene la profes­soressa Emanuela Giuffredi e se la preside ha davvero trovato spinelli e preservativi a scuola, doveva comunicarlo negli orga­ni preposti, quali collegio dei do­centi e consiglio di istituto, non alla stampa». 

L'articolo ha toccato alcuni nervi scoperti. Due insegnanti, a fine gennaio, si erano dimessi per protesta dagli incarichi della scuola, lasciando vacanti la fun­zione scambi con l’estero e la commissione gite.


LA POLEMICA - Caterina Zanirato - Gazzetta di Parma 4-3 
Tre alunni classificati tra i pri­mi dieci per il premio nazionale «Certamen Lucretianum», pri­mo premio per il concorso na­zionale «Il coraggio delle donne 2009», premio nazionale sul ca­so Moro nel 2008, primo premio concorso Arteven di Treviso.
Gli studenti e gli insegnanti del liceo Romagnosi vogliono re­plicare con i propri meriti a un articolo/intervista alla preside del liceo classico, Giovanna For­lani, comparso su un quotidiano nazionale. Un articolo in cui si descrive la storica scuola di Par­ma come un luogo senza regole «con preservativi dappertutto, canne e spinelli in giro e tutti che facevano quello che volevano».

Un articolo che ha lasciato in­creduli ed esterrefatti alunni e professori, che ieri pomeriggio si sono ritrovati a discuterne in un’assemblea d’istituto per ri­spondere e smentire punto per punto a quanto riportato.
«Abbiamo immediatamente chiesto alla preside Forlani di smentire quanto riportato scri­vono in un comunicato gli in­segnanti , lo riteniamo grave­mente lesivo della dignità e del prestigio della scuola e dei suoi componenti». E aggiungono a voce: «In caso contrario ci ri serviamo di percorrere tutte le strade atte a difenderci, anche legali».
 
La replica 
■ «Ho preso contatto con il quo­tidiano che mi ha intervistata per puntualizzare meglio alcune af­fermazioni che possono essere state fraintese e so che il gior­nalista ha chiesto scusa ad alcuni insegnanti sulla frase sulla ‘dit­tatura dei maiali’. E’ stata forse troppo forte, ma sicuramente non voleva offendere». E' immediata la replica della dirigente, Giovan­na Forlani: «Sono tranquilla e con serenità e onestà intellettuale ri­badisco agli studenti e ai docenti del Romagnosi la mia volontà di non interrompere il dialogo e la collaborazione che ho sempre di­mostrato dichiara . Non sono tanti 6 mesi per conoscere l’ani­ma di una scuola e desidero dire a Parma che ce l’ho messa tutta. Il rispetto delle regole rientra nel normale andamento della quoti­dianità di un istituto e a maggior ragione in un liceo ritengo sia il presupposto sottinteso e indi­spensabile per vivere insieme l’esperienza scolastica. Non è sta­to così al Romagnosi. Le regole che ho cercato di far rispettare hanno suscitato immediate po­lemiche, non è stato facile far ca­pire in più sedi che la disciplina fa parte della formazione e della morale di qualsiasi studente.

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  • patrizia

    11 Marzo @ 03.32

    Probabilmente non sono stata abbastanza chiara in alcune parti del mio discorso provo a spiegarmi meglio. E' assolutamente logico e giusto che la stampa locale abbia dato risalto ad un avvenimento importante della nostra citta, anzi direi che era un "dovere". E' la manifestazione che, anche se civile, non mi trovava d'accordo in quel contesto . Per quanto riguarda la "scorrettezza"del giornalista mi riferivo ai suoi commenti (dei quali credo si sia comunque scusato) come "la dittatura dei maiali" e le frasi che paragonano "il liceo Romagnosi a un' Italia senza colpe e senza punizione ecc. "

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  • gazzettadiparma.it

    08 Marzo @ 07.26

    Per Patrizia - Ci sono molte cose condivisibili nel suo intervento, ma anche un paio di contraddizioni. 1) Proprio perchè una manifestazioni di giovani che si battono civilmente per le proprie idee è una buona cosa, era giusto che avesse risalto sulla stampa locale, e non vedo perchè questo non debba giovare a chi appunto propone educatamente il proprio disagio. 2) Attenzione alle "leggerezze" anche quando le commettiamo noi. Lei dice: "resta la scorrettezza del giornalista". MI pare che questa scorrettezza sia tutta da provare, e quindi è meglio un po' più di cautela nel giudicare un episodio (l'intervista) al quale nè lei nè noi abbiamo certo assistito.

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  • patrizia

    08 Marzo @ 03.27

    Sono la mamma di un alunno del Romagnosi, scuola da lui liberamente scelta con convizione. Io so che essa è considerata una delle migliori scuole di Parma e sono stata felice di questa sua scelta. Avevo stima della precedente preside di cui sono note le qualità e che evidentemente amava la sua scuola. Quando pero' è arrivata la nuova preside e mio figlio mi ha detto della musica durante l'intervallo io ,che la estenderei a tutti gli uffici pubblici ,ho apprezzato la novita'(sto parlando di musica non di disturbo alle lezioni che sono altra cosa).Quando si è parlato di rispetto delle regole io ero d'accordo perchè ho sempre pensato che esse debbano essere poche ma rispettate davvero. Quando sono iniziate le polemiche poi non sapevo sinceramente che parti prendere perchè mi sembrava un pò presto dopo pochi mesi attaccare cosi' una persona e ho pensato che forse dietro a tutto potessero esserci le sue dichiarate antipatie politiche (io ho antipatie diverse ma credo che la stima per le persone ,soprattutto in certi settori non debba essere condizionata dalla "politica") L'articolo sul quotidiano "La Stampa" dove la dirigente scolastica parla della sua scuola in "quel" modo mi fa capire però che i tanti che la contestano le loro ragioni probabilmente le avranno. La preside ha ritrattato in parte e può anche essere vero che si sia un po' travisato il senso del discorso che voleva forse essere generico(non sarebbe la prima volta che succede)comunque resta la leggerezza da parte della prof Forlani e la scorettezza del giornalista. Detto questo io penso che sarebbe stato corretto anche criticare la preside in modo ben diverso. Intanto io non credo che i"La Stampa " . sia poi così letto a Parma, inoltre non credo che il prestigio di un liceo come il Romagnosi sai stato scalfito da quelle dichiarazioni .La droga può circolare in tutti gli ambienti è risaputo ,scuole, centri di ritrovo, ambienti di lavoro perfino al Parlamento, ma questo non significa che si trovino in giro ovunque spinelli e comunque,ripeto a scuola Romagnosi è ben nota a Parma per altre caratteristiche.Purtroppo però il risalto che é stato dato alla vicenda anche attraverso la stampa locale non ha giovato sicuramente alla scuola stessa.Secondo il mio modesto parere anche la protesta doveva avvenire attraverso una discussione in assemblea con la preside (anche fra qualche giorno cosa cambiava) o eventualmente con una denuncia alle autorità competenti ma senza tanta pubblicità.Mio figlio,che in parte condivde il mio punto di vista non ha partecipato alla "protesta silenziosa" più o meno per questi motivi e non perchè d'accordo con la preside! Nessuno dei suoi compagni gli ha chiesto la motivazione della sua scelta dando per scontato che chi non ha seguito gli altri era per forza dall'altra parte, aggredendolo o non rivolgendogli parola.Tra questi anche qualcuno a cui magari in realtà importava poi poco della cosa e che comunque non avrebbero MAI aderito se avessero dovuto prendere posizione contro professori o genitori. Mio figlio invece ha deciso da solo e ha avuto il coraggio delle sue idee. Io non ho avuto l'onore di frequentare un liceo ,ho avuto però la fortuna di avere un'insegnante di italiano che ci teneva molto ad educarci in una cosa importante: PENSARE CON LA PROPRIA TESTA! Questo insegnamento mi è servito spesso, ho ripensato ad esso in certe scelte della vita e ho cercato di trasmetterlo ai miei figli perchè siano persone e non pecore.Detto questo la manifestazione di tanti giovani che si battono civilmente per loro idee (anche se in questo caso non ne condivido il motivo) è sempre una buona cosa soprattutto con la prospettiva dei dolorosi "tagli" che attendono la scuola e per i quali sarà bene conservare grinta! Grazie

    Rispondi

  • anna

    07 Marzo @ 23.34

    La Preside scrive: "Non sono tanti 6 mesi per conoscere l'anima di una scuola". Proprio per questo avrebbe dovuto astenersi dal denigrare la Scuola che rappresenta e dal farlo addirittura dalle pagine di un quotidiano nazionale. Sei mesi non sono pochi però per rendersi conto de essere stata chiamata a dirigere un Liceo prestigioso, con iscrizioni in crescita costante negli ultimi anni; segno questo di credibilità e apprezzamento per l'offerta formativa da parte delle famiglie. In un'azienda privata quando un dirigente denigra la propria società pubblicamente evidentemente... ha già fatto altre scelte.

    Rispondi

  • cristina

    07 Marzo @ 18.37

    Da leggere la lettera al giornale di oggi, di una signora (ovviamente piacentina) che pur di difendere la (indifendibile) preside sciorina argomenti al limite con il demenziale. Leggetela, se non lo avete ancora fatto, merita.

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