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Dopo la "bufera di marzo", se ne vanno la neve e i disagi - Ora si teme il rapido disgelo: monitorati i corsi d'acqua

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La nevicata è cessata e il grosso dei disagi resta alle spalle. Ma in questo giovedì c'è ancora da fare i conti con il rischio ghiaccio: questa mattina alle 7 la temperatura era di -0,2°, e altre gelate saranno possibili in serata.

Pulite le strade principali, restano problemi nelle vie laterali di alcune zone della città. La Polizia municipale ha parlato in mattinata di traffico più intenso del solito ma regolare, invitando i cittadini ad una particolare attenzione sui cavalcavia e nei sottopassi, proprio per possibili formazioni di ghiaccio.  Oggi, come noto, è stato revocato il consueto blocco del traffico del giovedì.

Nessun problema particolare, oggi, in relazione all'apertura delle scuole, dopo le polemiche di ieri.

PERICOLO DISGELO - Un serbatoio d’acqua da 50 milioni di metri cubi grava sulla pianura emiliana, con fiumi etorrenti a rischio di piena, se ci fosse un rialzo termico troppo brusco e quindi un disgelo troppo veloce dopo le grandi nevicate degli ultimi due giorni sull' Appenino. È questo rischio che ha fatto scattare lo stato di preallarme da parte del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, che ha attivato 40 tecnici per controllare il territorio.

«Siamo in preallarme per una combinazione singolare di fattori dopo la nevicata record: ci stiamo attivando con il nostro personale per smaltire le acque dal comprensorio e, quindi, scongiurare allagamenti della pianura», ha spiegato Marino Zani, presidente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, che ha ricordato come sulle vette di crinale la neve abbia toccato anche i tre metri, raggiungendo i 70-90 centimetri nel medio Appennino e i 40-60 in collina e pianura.

La combinazione che preoccupa il Consorzio è la tanta nevecaduta e il rialzo termico previsto per le prossime ore. «Iterreni, per le precipitazioni invernali, erano già saturi d’acqua – ha ricordato il direttore Vito Fiordaligi – E l’arrivo del clima più mite potrebbe mettere a rischio l’intero sistema di scolo in pianura, anche se si tratterà inizialmente di pochi gradi in più. È quasi come se ci fosse un enorme serbatoio d’acqua che incombe sulla pianura che ora dobbiamo monitorare e agevolare nello scolo verso Enza, Crostolo e Secchia e, quindi,in Po». Secondo il consorzio, nelle prossime ore sono previste massime di 5-6 gradi e minime di 2-3, con punte di 11 gradi nel week end. E i fiumi Enza, Crostolo e Secchia potrebbero non riuscire a ricevere tutta l’acqua in arrivo. A sorvegliare la situazione ci sono una quarantina di persone, in turni anche nel week end e di notte, e, in caso di bisogno, potranno essere attivate le pompe negli impianti idrovori. La situazione, per un comprensorio che spazia tra 65 comuni e le province di Modena, Reggio Emilia e Parma, è monitorata in diretta da una sala di telecontrollo dove giungono dati in tempo reale.

INVERNO SENZA FINE: LA "BUFERA DI MARZO" E' UN RECORD STORICO

 Gian Luca Zurlini

La più copiosa nevicata di questo «inverno infinito» è arrivata proprio quando sembrava che la neve avesse deciso di arrendersi definitivamente all'arrivo della primavera. E invece fra martedì pomeriggio e  ieri sera, nel giro di  24 ore, sono caduti sulla città, in base ai dati ufficiali dell'Osservatorio meteo dell'Università di Parma rilevati dal tecnico Paolo Fantini, ben 25 centimetri di neve, che sono la maggior quantità di tutto l'inverno dopo i 23 caduti fra il 19 e il 20 dicembre. In realtà, in alcune zone delle frazioni, a causa della bufera di vento, si sono accumulati anche fino a 30-35 centimetri di neve, ma il dato è comunque «storico».
In marzo mai così da 36 anni
Per trovare altrettanta neve a Parma nel mese di marzo bisogna infatti addirittura risalire al 1974, quindi a 36 anni fa, quando caddero sulla città 41 centimetri di neve suddivisi però in 5 giornate, mentre nel 2005, ultima volta della «neve marzolina», ne erano arrivati «soltanto» 10 in 3 giornate.  
L'inverno più nevoso dall'85-86
Con i 25 centimetri di ieri la quantità di neve caduta a Parma in questo inverno 2009-2010 è arrivata a quota 77,5 centimetri. Un dato di assoluto rilievo, tanto che per trovare una quantità maggiore di neve caduta bisogna tornare al 1985-86, quando «arrivarono» ben 98 centimetri.
 
L'articolo completo sulla Gazzetta di Parma oggi in edicola, con nove pagine sul maltempo in città e in provincia
 
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  • ANDREA

    11 Marzo @ 16.52

    Come sarebbe preziosa quest'acqua durante l' estate, ma mancano i bacini di raccolta in montagna. Non opere faraoniche, ma piccoli invasi servirebbero anche a frenare la velocità dell' acqua. E' dalla siccità del 2003 che si parla, si parla ma poco è stato fatto.

    Rispondi

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