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Romagnosi, via ai controlli: è arrivato l'ispettore

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 Enrico Gotti 
 

Al Romagnosi è il giorno degli ispettori. L’Ufficio scolastico re­gionale diventa l’arbitro delle controversie tra la preside e la scuola. Ma la visita ispettiva, ini­ziata ieri mattina, è un esito a cui nessuno sarebbe voluto arrivare. E' una ferita per tutta la scuola.
 

L’ispettore inviato dalla dire­zione generale dell’Emilia Ro­magna è arrivato ieri, in tarda mattinata, nel liceo classico. Ha incontrato la dirigente scolasti­ca Maria Giovanna Forlani e nel pomeriggio alcuni docenti e il vicepreside. E' incaricato di ve­rificare il corretto funzionamen­to delle attività scolastiche e am­ministrative dopo le tensioni e degli scontri all’interno dell’isti­tuto. Dovrà ascoltare tutte le componenti della scuola, i rap­presentanti degli studenti, i ge­nitori, il personale tecnico, e la visita potrà durare fino a sette giorni non consecutivi.
  Ieri nel liceo classico, che da sempre è un polo culturale di riferimento per la città, è calato il silenzio, da entrambi gli «schie­ramenti».
 

Tutti i particolari sulla Gazzetta di Parma oggi in edicola

LA PRESIDEMaria Giovanna Forlani, dirigente scolastico del liceo Romagnosi, ci ha inviato questa precisazione, "per i lettori di Gazzetta On Line che ancora non avessero letto la mia smentita ufficiale  pubblicata su "La Stampa" di Torino e sulla "Gazzetta di Parma" il giorno  5 marzo 2010 ". Ecco il testo:

Finalmente la mia voce nel deserto è diventata pubblica. Ho creduto nelle regole e nella forza morale della mia linea educativa: A proposito delle parole "preservativi, canne e spinelli dappertutto" sono stata mal interpretata.. Si è trattato di un discorso generale sulla scuola di oggi, spesso infangata da questo triste fenomeno. Non mi riferivo assolutamente al Liceo Romagnosi e non mi sarei mai permessa di connotare tanto negativamente la scuola che dirigo e che vorrei con tutto il cuore fosse la migliore. La frase "la dittatura dei maiali" non è mai uscita dalla mia bocca. Io rappresento le istituzioni e sono in continuo contatto con l'Autorità Scolastica, per garantire ordine e solidarietà all'interno della scuola.

Maria Giovanna Forlani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • gazzettadiparma.it

    13 Marzo @ 07.21

    Per Giorgia F. - Non entriamo minimamente nella polemica, proprio perchè noi giornalisti la viviamo comunque da fuori. Però dobbiamo ricordare, a Giorgia come a tutti i lettori, di stare molto attenti alle proprie affermazioni: parlare di "documento falsificato" è un'accusa molto grave, da codice penale. Quindi, o si è in grado di provarla o ci si espone ad una querela. Noi, come cronisti, attualmente non siamo in grado di avvalorare questa affermazione, e questo lo dobbiamo segnalare ai lettori, lasciando quindi a Giorgia la responsabilità di ciò che afferma.

    Rispondi

  • Giorgia F.

    12 Marzo @ 19.08

    mi chiedo, visto che i giornali continuato imperterriti ad accanirsi su fatti decisamente minori quali macchinette e fumo, se la gente la' fuori sappia cosa sia stato scritto nella mozione presentata dal consiglio d'istituto... la gente sa che e' stato falsificato un documento dalla nostra preside? sa che ha detto menzogne di tutti i tipi incolpando poi i giornalisti? sa che usa docenti e collaboratori Ata per farsi portare dalla stazione alla scuola(docenti che sono costretti a lasciare classi scoperte!)? che in 5 mesi ha fatto passare 120 circolari, molte delle quali servivano a smentire o modificare cio' che diceva la circolare precedente (proprio oggi e' passata una circolare che sarebbe dovuta passare ieri, quindi inutile!)? e' a questo punto che non riesco a capire come la gente in italia (perche si, adessoo siamo diventati un caso nazionale grazie al buongusto della Forlani che ha voluto sbatterci su un giornale nazionale da un giorno all'altro, senza dire niente a nessuno, senza parlare con noi dei problemi interni alla scuola e che spero non interessino al popolo italiano che di problemi ne ha abbastanza anche senza di noi) possa prendere posizioni senza nemmeno sapere cosa sta succedendo all'interno della nostra scuola (e mi riferisco in primis a Giulia che su Facebook scrive di supportare gli studenti del romagnosi, ai quali e' stato tolto il diritto di fumare?? se fossero questi i problemi, forse non ci sarebbero cira 1000-1200 persone + rispettivi genitori + ex studenti + docenti imbufaliti per il ritratto di una scuola che non e' la nostra). giusto per concludere... ci tengo a fare sapere che, uno a uno, tutti i professori che avevano un ruolo all'interno dell'amministrazione della scuola si stanno dimettendo: ora possiamo convincerci che le parole della professoressa Arpiani all'assemblea dell'8 marzo erano vere. e' arrivato l'ispettore e spero con tutto il cuore che in questo mese abbia la possibilita' di decidere cio' che e' giusto per la nostra famiglia, la famiglia Romagnosi

    Rispondi

  • Francesco e Francesca

    12 Marzo @ 16.21

    Con riferimento alla "smentita" della Preside del Romagnosi, vorrei fare alcune osservazioni. Anzitutto: la frase “…ma che cosa pretendevano? Avevo trovato preservativi dappertutto, canne e spinelli in giro e tutti che facevano quello che volevano”, riportata fra virgolette nel testo dell'articolo non può intendersi come riferita alla scuola italiana in generale. Se il signor Sapegno ha ritenuto di riportare fra virgolette la frase stessa (e fa il giornalista...!), vuol dire che quello la Preside ha detto. Se così non è, esiste sempre la querela... Poi: che razza di smentita può mai iniziare con “Finalmente la mia voce nel deserto è diventata pubblica”? L'orgogliosa riaffermazione della propria posizione concettuale che tali parole sottintendono è tutto tranne che una smentita. Anzi, è quasi peggio dell'articolo iniziale, perchè testimonia una perseveranza d'atteggiamento, non un mutamento o una precisazione. Infine: nell'articolo del 3 marzo non c'era solo il passaggio su canne e spinelli, ma anche robetta come questa: “…ci sono delle leggi che dicono che tutto questo è vietato, come riescono a pensare che io possa accettarlo in una scuola?”; e poi“…(questa storia) mi ricorda tanto la Fattoria di Orwell, 1984”. Insomma: uno degli insegnamenti del mio Liceo è stato imparare la coerenza delle parole, il loro significato e la capacità d'esprimersi con esse, distinguendo la verità dalla menzogna. E questo è l'insegnamento che auspicavo che anche mia figlia possa trovare da quest'anno al Romagnosi...

    Rispondi

  • Marcello

    12 Marzo @ 15.10

    Perchè chi lascia i commenti non si firma col vero nome e cognome invece di nascondersi dietro a dei nikname???

    Rispondi

  • Piero P.

    12 Marzo @ 14.23

    che significa "finalmente la mia voce nel deserto è diventata pubblica"? la preside non trovava nessuno che l'ascoltasse cioè parlava e come nel deserto nessuno le dava retta? perchè se intende questo, smentisce solo in piccola parte.....forse ho capito male? non è mica chiaro quel "finalmente ecc. ecc.

    Rispondi

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