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Romagnosi, i presidi: "Tornate a dialogare"

Romagnosi, i presidi: "Tornate a dialogare"
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Enrico Gotti 
Un gesto di pace. Per riportare serenità alla scuola. I presidi di Parma intervengono sul «caso» Romagnosi. E cercano di calma­re gli animi, ricomponendo il conflitto. Undici dirigenti scola­stici del territorio cercano una soluzione allo scontro tra la di­rigente scolastica Maria Giovan­na Forlani e numerosi studenti e docenti della scuola e invitano a «ricomporre al dialogo».

Il documento è firmato dai presidi degli istituti Ferrari, Fra' Salimbene, Micheli, Montebello, Verdi, Melloni, Bocchi, Maria Luigia e Giordani, oltre ai diri­genti degli istituti di Corniglio e Medesano. Nel documento si sottolinea come il primo anno di lavoro di un dirigente in un nuo­vo istituto sia complesso e dif­ficile e come sia necessaria la col­laborazione dei docenti per ri­solvere i problemi, creando un clima «in cui trova spazio la re­ciprocità ».

Il testo della lettera sulla Gazzetta di Parma oggi in edicola

LA VICENDA - Arrivati gli ispettori

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  • alberto

    15 Marzo @ 09.30

    Da tempo sto dicendo che la preside è inadeguata al ruolo che le è stato assegnato. Dopo le sue esternazioni su "Di Più", rivista dall'alto contenuto culturale, ritengo che sia INDEGNA di rivestire quel ruolo. Quale dialogo pensa di instaurare in questo modo ? E` lei che per prima si è messa al di fuori di ogni possibilità di dialogo. Ed ai ragazzi, quale "lezione" sta dando ? Provate ad andare su Facebook, e leggere come gli studenti del Romagnosi si sentono dopo l'intervista a "DI Più": calunniati, umiliati, e soprattutto non rispettati come persone. Coloro che qui e altrove esprimono solidarietà alla preside (senza sapere) si sono fatti questa domanda ? E soprattutto, si sono fatti questa domanda i colleghi che invocano il dialogo ? Se fossi un preside, mi vergognerei di avere come collega la Dott.sa Forlani.

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  • anna painelli

    14 Marzo @ 17.51

    Mi associo allo sdegno di Mario. E in più segnalo che , dall'alto delle sue due lauree ecc... ecc... la Signora Preside (appellativo che non intende essere offensivo) non trova di meglio da fare che rilasciare interviste ad UN GIORNALE DI GOSSIP. Povera Italia se questi sono i tuoi nuovi dirigenti scolastici!!!

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  • mario

    14 Marzo @ 14.02

    Il colmo dei colmi! in tutto questo, con ispezione ministeriale in corso, la preside rilascia un'altra intervista diffamante per tutta la scuola al settimanale "Di Più", ultimo numero (n. 11), nella quale dice che secondo lei tutti ce l'hanno con lei perchè è non vedente! E altre cose con cui dipinge la scuola come scuola di studentelli che fanno capricci per qualche regoletta, che invece c'è sempre stata e che non è arrivata lei a mettere.... Lascio ai lettori avveduti ogni altro commento, io sono sdegnato e per me è stato superato ogni limite.

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  • Carlo

    14 Marzo @ 10.45

    Consideriamo la figura di un manager (tale dovrebbe essere quella di un Preside) che, insediatosi in una nuova realtà aziendale ne rileva problemi gestionali ed elementi di criticità: la prima elementare cosa da fare è: a) comporre un team di persone capaci all'interno dell'organizzazione da lui /lei diretta, b)approfondire le cause di tali problematiche, c)ascoltare i suggerimenti di tutti, effettuare delle scelte gestionali d) preoccuparsi che siamo condivise dalla maggior parte dei collaboratori e) provare, ad effettuare i cambiamenti (paso dopo passo). Esiste, inoltre, un processo di feed back ovvero di riscontro sul campo dell'efficacia delle scelte operate e un manager avveduto sarà pronto a "cambiare rotta" se le scelte effettuate dovvessero rivelarsi alla prova dei fatti non risolutive. In ogni caso il "brand", il "marchio", la "reputazione" dell'Azienda in cui tutti operano non deve MAI, sottolineo MAI, essere messo a repentaglio. Tutti coloro che operano in una azienda, infatti, si identificano nel suo "nome" , nella sua tradizione, nei "prodotti" che realizza; esporre al vilipendio di tutti "la bandiera" vuol dire gettare discredito su quanti operano, credono e si identificano in quella "bandiera". E' ciò che è accaduto al Romagnosi, la "fabbrica della cultura", l'Azienda che sforna "i cervelli", che forma i ragazzi perchè diventino la "classe dirigente" del domani. Il nome dell'Istituto, la "bandiera" in cui tutti i ragazzi (forse l'inter città) si identifica come la "tradizione" scolastica di prestigio, è stata irragionevolmente compromessa con una campagna stampa denigratoria che a mio avviso altro non ha fatto che porre in luce i gravissimi limiti, l'inesperienza ed l'inadeguatezza del manager preposto alla guida di una importante istituzione culturale cittadina. Che la scuola abbia dei problemi è cosa nota, che anche il Romagnosi possa esserne afflitto è cosa comprensibile. direi inevitabile in quanto scuola che vive e "trasuda" nel contesto cittadino; la strada intrapresa per risolvere questi problemi è inadeguata e non conduce da nessuna parte. Chiedo alla d.sa Forlani, qual è ora il passo che intende fare per governare il processo di cambiamento di questa scuola; è indubbio infatti che la Preside con questa sconsiderata uscita sui giornali ha avocato a se ogni "potere" di iniziativa: in parole povere ha provocato questo disastro ? Come pensa ora di ricomporre la situazione. Sopratutto qual è la direzione in cui intende condurre il suo mandato, in cosa intende "cambiare" questo istituto, con quali forze, con quale consenso. In una parola qual è il programma che ha in mente. A mio avviso i passi che un manager o meglio che un leader deve compiere sono elementari ma non per questo facili da attuare. 1) chiedere scusa per l'uscita infelice; 2) dichiararsi fiera del prestigioso compito assegnatole (ovvero quello di dirige il Romagnosi) 3) comunicare il programma di cambiamenti che intende effettuare; 4) preoccuparsi di ascoltare tutti coloro i quali vorranno darle un contributo anche critico; 5) ricomporre le critiche all'interno del Programma da attuare; 6) assegnare compiti affinché il programma venga svolto da ognuno per la parte che compete (professori, studenti, ausiliari, etc) 7) rivedere il Programma dopo i primi sei mesi per verificarne l'efficacia. Questo è il vero modo di insegnare ai nostri ragazzi qualcosa, questo ha veramente un senso: dare l'esempio di un Capo che chiede scusa quando comprende di aver sbagliato. Solo così si può essere credibili quando si impartisce un ordine; aver dentro l'umanità di comprendere i propri errori ed accettare gli errori altrui. In tal caso D.sa Forlani gli studenti del Romagnosi, i suoi eccellenti professori, tutti gli operatori scolastici saranno pronti a seguirla ovunque, aiutandola a sostenere il peso della Bandiera nelle battaglie più cruente.

    Rispondi

  • virgi

    14 Marzo @ 08.31

    brava monica fialmente un commento che riconosce la tolleranza come valore.

    Rispondi

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