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Il Pd ringrazia i consiglieri che si sono opposti al "metrò" e critica le giustificazioni date da Vignali

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Comunicato stampa del gruppo del Partito democratico (Pd) in Consiglio comunale:

...legge "ad metropolitanam"! In questo caso, rispetto a tutte le altre leggi "ad personam" o singolari di questi anni, c'è una differenza: la rispondenza all'interesse generale. La cancellazione della metropolitana è una grande soddisfazione per chi, fin dall'inizio con coerenza e con motivate posizioni, si è opposto a quest'improbabile opera. In questo momento, è doveroso ringraziare anche i Consiglieri, che, nella precedente legislatura, in un clima difficile, hanno condotto la battaglia contro quest'opera. La revoca è una vittoria della città e per la città, prima che non un successo delle forze politiche e di quanti altri, in forma associata o individuale, si sono opposti. Tutti questi hanno avuto il merito di denunziare l'improbabilità dell'opera, la sua oggettiva inidoneità a risolvere il problema della mobilità, l'azzardo tecnico del progetto, l'assoluta insufficienza del finanziamento, la sottostima (da due a tre volte) del vero costo dell'opera, l'impossibilità di caricare sul bilancio comunale il costo - effettivo - dell'opera e la sproporzione tra costi e benefici (quanto meno nel senso che l'unica linea realizzata avrebbe avuto effetti tutt'altro che risolutivi sui nodi viabilistici della città). E che non fossero parole al vento non è dimostrato solo dall'epilogo della vicenda, cioè la revoca per legge della metropolitana, ma dalla mancata approvazione definitiva, prima e a tutt'oggi, da parte del Cipe del progetto definitivo, presupposto indispensabile per la effettiva realizzabilità della metropolitana medesima. I problemi evidenziati dall'opposizione, politica e non, si sono rivelati, in sostanza, tutto tranne che dei cavilli, delle pretestuosità o delle falsità, com'è stato sostenuto, quasi fino ad ieri, dalla maggioranza civico-polista: erano ragioni serie, che i fatti di oggi dicono essere risultate - effettivamente - insuperabili e decisive. E di questo è legittimo essere soddisfatti.

Sia consentita, comunque, una chiosa: le prime parole di commento del sindaco lasciano più che perplessi: "La crisi impone altre priorità" dice il primo cittadino. E' una giustificazione - si consenta - incredibile, prima che non illogica: se il problema fosse stato davvero - solamente - finanziario, il Comune avrebbe avuto il dovere di perseguire, "fino alla morte", l’ottenimento di tutto il finanziamento dal governo (anche se è noto il vizio di quest'ultimo di erogare finanziamenti del tutto parziali). Il sindaco, se questo risultato è stato dal medesimo voluto e non subito (il che sarebbe gravissimo e delegittimante), dovrebbe avere il coraggio di dire che si è convinto, nonostante l'inclusione dell'opera nel suo programma di governo del 2007, che la “metro” era irrealizzabile e sbagliata e che avviarla avrebbe significato mettere la città a soqquadro senza tempi certi di realizzazione e per ottenere alla fine un risultato privo di una reale incidenza sulla mobilità cittadina: sarebbe un atto di onestà intellettuale e, insieme, di assunzione piena della responsabilità politica di una decisione oggettivamente difficile da assumere nel contesto di una città, nella quale, coi governi civico-polisti, lo spazio effettivo dell’autonomia decisionale della funzione di governo della città si è sempre più ristretto. Diversamente, ferma la soddisfazione per la revoca della metropolitana, si dovrebbe constatare come tutto sia stato determinato da una sorta di stato di necessità, cioè dalla condizione di cronico deficit del bilancio comunale e dalla conseguente necessità di cancellare (pure) le rate degli € 96 milioni di competenza del comune per l'opera stessa (e, magari, anche dal timore dell'impatto dei cantieri sugli orientamenti elettorali del 2012).

In ogni caso, il tema di oggi e di domani, con attenzione alle esigenze della Città, diventa l'impiego della quota di finanziamento, che rimane al Comune.

Due paiono i paletti oggettivi: da un lato, non può trattarsi dell'utilizzo per coprire il (una parte del) deficit di bilancio; dall'altro, non può pensarsi ad un impiego per opere che non concernano le criticità, che affliggono la Città: tra queste, il nodo viabilistico ed è innegabile che quest'ultimo appaia come la destinazione naturale del finanziamento ex-metropolitana. Ad ogni buon conto, è evidente che il problema dell'utilizzo delle risorse in questione ha bisogno di un'attenta riflessione, che il Gruppo PD opererà onde avanzare una sua proposta attraverso un confronto il più allargato possibile, pur dichiarandosi,   fin d'ora,   pronto a un confronto, con la Giunta e le altre Forze presenti in Consiglio Comunale, su questo tema.
 

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