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Ghiaia e movida: due proteste degli esercenti

Ghiaia e movida: due proteste degli esercenti
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Due aree del centro di Parma. Due zone diverse per vocazione e tradizioni: la Ghiaia e la movida tra via Farini e la Piazza,  oggi entrambe al centro di polemiche, legate allo sviluppo futuro.

Partiamo dalla Ghiaia: oggi i boxisti hanno rispolverato la forma della lenzuolata. Una protesta in piazza della Pace per ribadire la loro volontà di tornare al "loro" posto e per pungolare il Comune su questo punto: i negozianti chiedono all'amministrazione risposte concrete e in tempi brevi.

Dalla Ghiaia alla movida. Poche centinaia di metri di distanza e uno scenario che cambia completamente, ma che a sua volta (lo si è letto anche in questi giorni) si porta dietro alcune polemiche. Questo il testo della lettera aperta alla città firmata da esercenti dei locali pubblici di via  Farini e piazza Garibaldi.

Lasciatecelo dire: per fortuna che c'è la movida. Perché rende il centro più
sicuro, tiene lontano lo spaccio e la prostituzione, fa sì che i nostri ragazzi
non si spostino da una città all'altra per cercare divertimenti, e, non ultimo
in questi tempi di crisi, garantisce posti di lavoro. Siamo i titolari dei
pubblici esercizi (bar e ristoranti) di via Farini. E abbiamo deciso di far
sentire la nostra voce e le  nostre ragioni, in questi giorni in cui si parla
tanto di chiudere i locali della movida e si trattano i baristi come complici
di chi fa rumore e disturba di notte. Ci rivolgiamo a tutti i cittadini di
Parma, all'amministrazione comunale che tanto ha investito in iniziative per
migliorare la qualità di vita della città e del centro storico. Invitiamo tutti
a una rilflessione seria sulla <questione movida>. Troppo spesso ci sentiamo
attaccati, sotto accusa, in modo ingiusto e unilaterale, come se chi protesta
guardasse solo alla propria nicchia, senza allargare lo sguardo all'interesse
generale. Che è quello di avere una città che vive, nel rispetto delle esigenze
di chi vuole dormire, ma anche di chi vuole divertirsi.

Movida e sicurezza

Proviamo a immaginare cosa sarebbe il centro storico senza la movida. Sarebbe
un centro silenzioso, certo, ma altrettanto deserto, vuoto. O meglio: sarebbe
una zona di spaccio, di prostituzione, di malaffare, come del resto succede
laddove i locali non ci sono: pensiamo a via Dalmazia, via Corso Corsi, via
Palermo, solo per citare alcuni esempi. I bar, troppo spesso ingiustamente
accusati, offrono non solo servizi di pubblica utilità, ormai indispensabili -
pensate alle toilette, visto che i bagni pubblici praticamente non esistono
più  -, ma sono diventati anche presidi per la sicurezza, garanzia per i
cittadini perbene che magari rientrano a tarda ora e si sentono tranquilli, se
c'è la luce di un locale  vicino a casa. La presenza di persone tiene lontano i
malviventi, scongiura i furti negli appartamenti (quanti colpi ci sono nella
zona della stazione e quanti in via Farini? Tantissimi nel primo caso, quasi
nessuno nel secondo), tranquillizza le donne che girano da sole, perché
qualsiasi cosa succeda, c'è qualcuno che può dare loro una mano. Chi ricorda
cos'era via Farini prima della movida? Una strada trascurata e degradata, a due
passi dalla Piazza. E cosa succedeva in via Nazario Sauro, in via Maestri? Zone
di prostituzione, borghi nei quali c'era paura ad addentrarsi col buio. Pensate
a quello che è diventato il centro di Reggio: terra di conquista di
spacciatori, dove i reggiani hanno timore ad addentrarsi di notte.

Chiediamo più controlli
 Vorremmo invitare quei residenti che protestano a scendere le scale dei loro
palazzi e a verificare di persona cosa succede durante la settimana, davanti ai
locali di via Farini: dal lunedì al giovedì,  bar e ristoranti aperti e gente
che beve e chiacchiera,.ma raramente musica e voci fino a notte tarda. E nel
fine settimana? Ha ragione forse chi accusa la movida di rendere insopportabili
le notti dei residenti? Nei weekend, lo riconosciamo. qualche volta la
situazione è sfuggita al controllo, ma, nonostante tutto, crediamo che questo
sia il male minore rispetto allo spauracchio di un centro storico degradato e
delinquenziale. Anche i mali minori, però, richiedono risposte serie e
efficaci. E noi, esercenti di locali pubblici, siamo i primi a chiedere più
controlli per coloro che non rispettano le regole: basterebbero due persone in
divisa che vanno avanti e indietro lungo le strade della movida per ridurre a
miti consigli anche il cliente più rumoroso. Divise che, con la loro presenza,
garantirebbero nel contempo baristi, clienti e residenti. Siamo noi stessi i
primi a chiedere sanzioni e multe per coloro che, anche tra noi esercenti,
escono dal seminato. La musica è troppo alta? Si serve da bere oltre l'orario
di chiusura? Giusto allora punire i responsabili, cioè i baristi che non
rispettano le regole e danneggiano tutta la categoria e i cittadini. Ma di
certo non si può invocare la fine della movidà e la chiusura dei bar di via
Farini  solo per colpa di quei rarissimi casi in cui l'esercente che non si è
comportato come avrebbe dovuto! Noi dobbiamo rispettare le leggi e farle
rispettare dentro ai nostri locali e nelle loro vicinanze. Ma non dobbiamo
garantire l'ordine pubblico delle nostre strade, davvero non è compito nostro,
anche se spesso interveniamo, quando vediamo gesti di maleducazione o di
degrado. Ma torniamo al punto dei controlli: la vista delle divise basterebbe a
ridurre assemblamenti, evitare ubriachi molesti e schiamazzi. Dateci finalmente
questi controlli!

Vogliamo una città che vive

Infine, le opportunità di lavoro: solo nella zona di via Farini i bar sono 21
e offrono all'incirca 100 posti di lavoro a giovani e non più giovani. Di
questi tempi non è roba da poco. Potrebbero, i residenti che protestano,
garantire uno stipendio a questo persone?
La città che noi vogliamo è un luogo vivo, accogliente, ricco di iniziative,
capace non solo di attrarre turisti in occasione di grandi eventi, ma anche di
tenere a sè i suoi <figli>, ogni giorno dell'anno. Una città che sa interessare
e divertire, che non costringe i giovani a cercare altrove quello che non
riescono a trovare qui, magare affrontando pericolosi viaggi notturni in
autostrada. Parma è una  città universitaria, che vive  dei suoi studenti. E'
la città delle grandi mostre, di Settembre italiano, di fiere importanti, in
primis quella di Cibus: come si può immaginare che persone, giunte a Parma per
cultura o affari, approdino in un centro storico che abbassa le saracinesche
alle otto di sera? Che immagine offrirebbe di sè questa città? Come si può
pensare di abitare in un centro storico vivo e pretendere il silenzio della
campagna?

Salviamo la movida

Allora, lo ripetiamo, non lasciamo che la movida sia soffocata dalle proteste.
Salviamo la vita del centro storico: a trarne beneficio sarà tutta la città.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Matteo

    31 Marzo @ 10.22

    UCCIO74.........UCCIO74......mo tes so....hai 37 anni, trovati uno scopo nella vita che alla tua età secondo me è ora. A fare il Peter Pan fai ridere, almeno non scrivere che hai 37 anni!

    Rispondi

  • gianluca

    27 Marzo @ 16.12

    UCCIO 74 hai perso un'altra occasione per startene zitto.

    Rispondi

  • luca

    27 Marzo @ 15.07

    per la stragrande maggioranza dei baristi e commercianti,la cosa piu' importante è guadagnare.... poi,se la gente prende delle &quot;base&quot; che vanno da un muro all'altro,o si ritrova con il fegato spappolato,fa niente.... Ponzio Pilato docet.... a piu' riprese sento correre voci di baristi che danno da bere a persone visibilmente alterate,alticcie,per non dire ubriache fradicie..... non m'invento niente,l'ho visto anche con i miei occhi..... protagonista,un'amica mia... la prima cosa che ho fatto,è stata di dare del &quot;deficente&quot; al barista..... poi il resto... lasciamo perdere.... un delirio....

    Rispondi

  • Francesco

    27 Marzo @ 11.34

    VA BENE. CERCHIAMO DI ESSERE UN PO' PIU' SERENI , EVITANDO, SE CI RIUSCIAMO , INUTILI INSULTI . I bar e i baristi hanno tutto il diritto di lavorare , ed i giovani, e meno giovani, hanno tutto il diritto di divertirsi. Però, le persone, in casa propria, hanno tutto il diritto di riposare per poter andare a lavorare e studiare, e, specialmente se sono anziani o ammalati , hanno il diritto di curarsi e riguardarsi. Stare insieme, parlare , magari di libri, di teatro, di cinema, di ragazze, di automobili, di viaggi, è bello, ma che bisogno c' è di ragliare come asini fino alle quattro di notte ? Dove sarebbe il divertimento ? Dov' è il divertimento nel riempirsi di birra o altri intrugli per poi vedersi via Farini volteggiare sopra la testa e vomitarsi tutto sui piedi ? Che divertimento c' è nel trasformare in un inferno la vita degli altri ? Credete che tenere comportamenti incivili sia manifestazione di modernità e di progresso ? Si sentono dire sciocchezze , come che sarebbero le vittime , cioè gli abitanti di via Farini , a doversene andare per lasciare campo libero ai loro persecutori ! La casa è un bene primario che non può diventare inutilizzabile perché quattro avvinazzati hanno deciso di mettere quattro tavoli in mezzo alla strada ! Ma credete che sia modernità, che sia progresso , che sia divertimento, ridurre a vespasiano la porta dell' abitazione degli altri , e, dopo aver compiuto quest' eroica impresa , tornarsene tranquilli a dormire a casa propria , pretendendo di non essere disturbati da nessuno ? Allora, io dico che, tra spostare centinaia di famiglie, e spostare quattro tavoli di maleducati &quot;caciaroni&quot; , la soluzione più logica è la seconda. Volete la &quot;movida&quot; ? E FATEVELA ! MA ANDATE A FARVELA AL CENTRO TORRI ! C' è tutto lo spazio che volete ! Ci sono bar , tavole calde, ristoranti, parcheggi , impianti di audiodiffusione ! C' E' TUTTO ! ANDATE A FARVELA LI' , LA VOSTRA MOVIDA, E RISPETTATE LA BRAVA GENTE DI VIA FARINI , E, GIA' CHE CI SIAMO, AGGIUNGIAMOCI ANCHE VIA D' AZEGLIO E VIA BIXIO, CHE SONO ANCHE LORO IN GRAVE PERICOLO !

    Rispondi

  • new boy 1973

    27 Marzo @ 08.22

    PER &quot;BARBARA&quot; E &quot;MENOKEBABPIUANOLINI&quot;: L'ESAME DI COSCIENZA ME LO SONO FATTO E NON CI VEDO NIENTE DI MALE A 37 ANNI AD ANDARE IN MOVIDA....SAI...LE PERSONE SONO DIVERSE TRA LORO...PER FORTUNA!! LA DEFINIZIONE DI MOVIDA (PER IL VOCABOLARIO) E ' : &quot;Come espressione gergale Movida sta oggi ad indicare il tipico stile di vita all'insegna del divertimento. Un modo molto latino di intendere la vita, caratterizzato da feste continue e da una forte fratellanza tra i partecipanti. In alcuni dizionari, la parola &quot;movida&quot;, viene tradotta letteralmente &quot;animazione&quot;. QUINDI UNA MOVIDA SENZA GENTE O CON PERSONE MUTE O INANIMATE E' DIFFICILE DA TROVARE. VE LO RIPETO....SVECCHIATEVI...VIVETE CON PIU' SERENITA' LA VITA... FINO A QUANDO SOTTO CASA EVETE GENTE CHE SI DIVERTE E' UNA COSA POSITIVA...O NO? ....MI SEMBRATE PIUTTOSTO INCAZZOSI....FORSE E' MEGLIO CHE QUESTA SERA VENIATE A FARE UN GIRO.... SE POI ODIATE I BARISTI PERCHE' FANNO SOLDI (LAVORANDO COMUNQUE GIORNO E NOTTE)....BHE...QUESTI SONO I VERI MOTIVI PER FARSI UN ESAME DI COSCIENZA.

    Rispondi

    • barbara

      27 Marzo @ 09.43

      IN RISPOSTA A UCCIO74: se per te divertirsi è bere sino al vomito, sbraitare e fare casino.... per me il divertimento è tu tt'altra cosa. Per quanto riguarda ai baristi ... a me non mi interessa se fanno i soldi ... ma il modo come li fanno....NON SOPPORTO CHE VENDONO ALCOLICI AI MINORI NE ALLE PERSONE CHE SI PRESENTANO GIA' UBRIACHE... SE TU VIVI LA MOVIDA CERTAMENTE AVRAI NOTATO CHE L'ETA DEI RAGAZZINI CHE BEVONO SI E' ABBASSATA NOTEVOLMENTE... CI SONO RAGAZZINI DI 12 ANNI CHE SI UBRIACANO E FANNO USO DI TANTO ALTRO.... SONO CONVINTA CHE TU NON ABBIA FIGLI PERCHE' ALTRIMENTI LA TUA OPINIONE SICURAMENTE CAMBIEREBBE....NE SONO CERTA.... LA MOVIDA E' SOLAMENTE MODA .... E NIENT'ALTRO..... LA LIBERTA TUA NON DEVE INTRALCIARE LA LIBERTA MIA!!!!! IL RISPETTO E' LA COSA + IMPORTANTE.. SI PUO' FARE MOVIDA MA AL TEMPO STESSO PENSARE CHE CI SONO ALTRE PERSONE CHE CI VIVONO E MAGARI NON GRaDISCONO TUTTO QUEL CASINO O DIVERTIMENTO COME DI TU!!!!!!!!

      Rispondi

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