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Gli abitanti di via Farini: "Movida, troppi luoghi comuni"

Gli abitanti di via Farini: "Movida, troppi luoghi comuni"
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Lettera aperta

TROPPI LUOGHI COMUNI SULLA MOVIDA

Dopo aver letto nei giorni scorsi la lettera aperta degli esercenti della “movida”, con cui si autoproclamano benemeriti dell'ordine pubblico poiché avrebbero salvato Via Farini e borghi vicini da un drammatico degrado, premesso che non mancheremo di candidare gli stessi titolari dei locali pubblici e l'entità “movida” al prossimo premio S. Ilario, fuor di battuta vorremmo fare alcune osservazioni sull'argomento, a nome dei residenti e degli altri cittadini che a centinaia hanno dato il loro appoggio al Comitato Civico Farini,

1) E' ora di finirla con l'affermazione assolutamente pretestuosa che la movida rende il centro più sicuro: le altre strade del centro dove non c'è movida, come via Mazzini, Via Repubblica o Strada Cavour, non sono affatto pericolose, né hanno registrato fatti di microcriminalità di rilievo. Lo stesso dicasi per Via Farini il lunedì sera, quando una tantum è deserta.
Sono invece molto meno sicure proprio le notti di movida, perché si incontrano ad ogni angolo ragazzi  ubriachi ed aggressivi, in più occasioni ci sono state delle risse, è capitato di trovare  siringhe ed assistere a scambi sospetti.
Gli esercenti hanno un interesse legittimo a fare cassa, ma per favore ci risparmino questo tentativo di mascherare il proprio tornaconto con la foglia di fico della sicurezza.
2) Via Farini e strade limitrofe non sono mai state zone degradate, sono sempre state vive di giorno e tranquille la notte, lo spaccio e la prostituzione sono uno spauracchio fantasioso e strumentale, mentre il degrado è arrivato proprio con la movida e a causa della movida: l'assembramento di migliaia di ragazzi sulla pubblica via, infatti, produce enormi problemi di mobilità, di inquinamento atmosferico, di inquinamento acustico e d'igiene.
Al di là della situazione drammatica per i residenti, cui sono negati i diritti elementari al libero movimento e soprattutto alla quiete e al sonno, chiunque può verificare che queste strade sono stabilmente un orinatoio a cielo aperto, mentre non mancano vomitate, rifiuti e cocci di vetro, al punto che Enia deve spesso intervenire con idropulitrici e spazzolatrici.
Grazie alla movida molti appartamenti sono stati messi in vendita ma nessuno compra, perché nessuno vuole vivere nel caos. E' quindi totalmente falso che la movida ha portato vantaggi a tutti a fronte di piccoli disagi: il vantaggio è solo degli esercenti, che scaricano i costi del loro business sui residenti e sull'intera città, mentre il disagio è tutto di chi ha la disgrazia di abitare in queste strade, e significa notti insonni, problemi psicofisici,  in alcuni casi gravi esaurimenti nervosi.

3) La situazione si è progressivamente aggravata negli anni, poiché l'Amministrazione ha consentito l'apertura di nuovi esercizi e non ha veramente regolamentato il fenomeno, o peggio non ha garantito il rispetto delle regole esistenti.
In particolare ci sembra inaccettabile che la movida sia diventata un fenomeno soprattutto notturno, che va in scena dalle 10 di sera fino alle 3 di mattina, trasformando una zona residenziale densamente abitata in una specie di discoteca a cielo aperto, che talvolta vira al rave party, con locali che pompano musica e ragazzi che si accalcano all'esterno producendo un boato da stadio, in spregio ai diritti dei residenti e alle leggi.
Dobbiamo sempre ricordare che, se viviamo ancora in uno stato di diritto, il “disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone” è un reato, previsto e sanzionato dall'art. 659 del nostro codice penale.
E ancora il disturbo della quiete pubblica  è un illecito civile, perché lede i diritti fondamentali della persona, in particolare il diritto al sonno, come espressione del diritto alla salute tutelato dall'art. 32 della nostra Costituzione, con conseguente danno biologico ed esistenziale.
Va aggiunto che, per orari e immissioni sonore, la movida vìola palesemente  le linee guida OMS e  UE in materia d’inquinamento acustico, le quali raccomandano un’esposizione notturna non superiore ai 30 decibel, e pure sfora il limite previsto dal piano di zonizzazione acustica fissato dalla Giunta Ubaldi-Vignali nel 2006, il quale prevede un limite max. di 55 decibel in orario notturno, a partire dalle ore 22.00, limite che risulta ampiamente superato secondo i rilevamenti ARPA già effettuati.
Cosi com'è oggi, infine, la movida non rispetta le ordinanze dello stesso Sindaco Vignali in materia, poiché l'ordinanza n. 248/2009 stabilisce che è compito degli esercenti i locali pubblici risolvere le situazioni di eccessivo affollamento e far cessare gli schiamazzi davanti ai loro locali nel raggio di 20 metri, prevedendo lo stop di qualsiasi forma di emissione sonora per intrattenimento musicale entro le 23.30.
Ma di leggi e norme fino ad oggi se ne sono infischiati tutti quanti, e non risulta sia stato fatto un solo verbale dalla Polizia Municipale.

4) Nonostante tutto il Comitato Civico Farini non ha mai preteso di chiudere la movida, ma di limitarla e renderla civile, riportandola a fenomeno serale, di aperitivo, cena e dopocena, che deve terminare a un'ora ragionevole per restituire la strada e i borghi limitrofi al riposo delle persone che ci vivono.
In particolare il nostro Comitato ha chiesto al Comune una moratoria al rilascio di nuove autorizzazioni di pubblico esercizio e di occupazione di suolo pubblico, proponendo la cessazione della musica comunque percepibile all'esterno dei locali alle 23,00, nonché la chiusura dei locali stessi tutte le sere a mezzanotte.
Sono richieste sensate, in linea con l'orientamento che si va affermando in tutte le metropoli europee e in molte città italiane. Provvedimenti restrittivi sono già stati adottati infatti in diversi comuni come Milano (dove il Sindaco Moratti è stato indagato per omissione di atti d'ufficio in ordine alla movida di Piazza Sempione), e così pure a Roma, Pisa, Bologna, Genova, ed altre. Ma il segnale più forte viene da Barcellona, proprio la città che ha inventato la “movida”.
A Barcellona, già con l'ordinanza del 2005 sulla “convivencia y civisme”, è stato regolamentato rigidamente l'uso dei luoghi pubblici residenziali prevedendo, tra l'altro, il divieto di consumare alcool in luogo pubblico, la responsabilità oggettiva degli esercenti per gli schiamazzi prodotti dagli avventori, il divieto di aggregarsi sulla pubblica via dopo le 23.00, una rigida disciplina degli orari di chiusura e, infine, puntuali interventi repressivi della polizia municipale nei confronti di esercenti e privati contravventori.
E se accade a Barcellona... perché non a Parma, sopratutto considerando che le nostre richieste sono molto più modeste?


Giovanni Passerini – Comitato Civico Farini


 

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  • ENRICO

    01 Aprile @ 15.51

    RACOON be certo leggere e commentare quello che fa comodo a Lei e' facile!!!!.. certo se uno legge solo quello che si vuole e da qui giudicare c'e' poco da star qui a commentare VERAMENTE!!! io ho risposto PER LE RIME a Francesco che insinuava che chi fa la movida e' un figlio di papa viziato! bene a me chi fa generalizzazioni cosi non mi stanno bene visto che questo e' sito dove tutti possono leggere e condividere o meno quello che si dice. Siccome io sono stato un frequentatore e tutt ora lo sono ma molto meno tendo a precisare che sono un lavoratore che se ne sta in ufficio 10 ore al giorno e che la grana per farmi l ape nn me la da il papino!! ok RACOON??? e cosi tanti altre persone sono come me! se io sono un arrogante lei e' un gran OTTUSO!!!

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  • Matteo

    01 Aprile @ 15.12

    "Perchè non invitate la gente a fare la movida sotto casa vostra Massimo, Andrea, Burno..?? Così se vi piace tanto pulire il piscio, il vomito e le vostre siringhe ve lo potete fare per i cavoli vostri? Se non vi stanno bene le leggi che ci sono andate a stare da un altra parte che le vie del centro sono di tutti..

    Rispondi

  • Carlo

    01 Aprile @ 14.05

    Per fortuna che c'è la Movida! Lavoro tutto il giorno e tutti i giorni torno a casa spaccato. Solo la Movida è l'unico vero momento dove riesco a VIVERE la mia città, tra i suoi borghetti e i miei coetanei. Trovarsi con qualche amico a bere un bicchiere di ottimo vivo accompagnato da un Principe al Prosciutto è diventata un'ottima prassi, come la celebrazione di chiusura di una settimana di stressante lavoro. Guai quindi, per noi "giovani" se venisse meno. Non sempre possiamo concederci di andare a cercarci Movida lontano, in altre città. Noto che molti, i non più giovani, preferiscono finire la serata a chiacchierare piuttosto che andare in disco. Quindi capisco che tanta gente insieme produce rumore e può dare fastidio, ma ai miei occhi non ho veramente mai visto situazioni di grossi schiamazzi e gente che svomitazza, come leggo in questo forum. E credo saranno stati casi molto isolati, e non si deve fare di tutta l'erba un fascio. Caro Vignali, tu che hai avuto modo di frequentare con noi belle serate tra i giovani del centro, pensa semmai a regolare orari... ma ti prego non soffocarci la Movida dei giovani!

    Rispondi

  • sara.madureri

    01 Aprile @ 11.18

    ho abitato 6 anni in via farini prima della famigerata movida.e devo dire che la via era una strada meravigliosa un fiore all'occhiello per la citta' ;che adesso sta diventando sempre piu' una citta' solo ed escusivamenta da aperitivo (come del resto l'hanno voluta gli attuali amministratori eletti dal popolo sovrano)e' inutile e stupido dire che quelli che la frequentano sono dei figli di papa' nullafacenti ,probabilmente e' aperta a chiunque,pero' i residenti vecchi,giovani, pensionati, lavoratori studenti,bambini, insomma chiunque essi siano e a qualsiasi ceto sociale appartengano, a casa propria hanno il sacrosanto diritto di starci in pace di giorno e di notte.nel dibattito un eventuale persona ammalata che ha bisogno di silenzio non e' neppure nominata.e' ora che chi ci abita stia in pace e basta. il divertimento non e' quello!!!!! la signora simpson sara' anche asagerata ,ma anche tu andrea esageri quando in un italiano molto discutibile dici "molto migliore"

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  • Francesco

    01 Aprile @ 11.11

    CREDO CHE GLI ABITANTI DI VIA FARINI NON ABBIANO BISOGNO DEI MIEI CONSIGLI , PERCHE', FRA DI LORO, CI SONO ANCHE VALENTI AVVOCATi, PERO' CONSENTITEMI DI DIRE UNA COSA : PERCHE' I RESIDENTI NON FANNO UNA "CAUSA CIVILE" AI GESTORI DELLA "MOVIDA" , CHIEDENDO LORO UN CONGRUO RISARCIMENTO DEI DANNI ? SE QUESTI "FURBI" SI TROVASSERO A GUADAGNARE , PER ESEMPIO, 10000 EURO, MA A DOVERNE POI PAGARE 100000 IN RISARCIMENTO-DANNI, FORSE RITROVEREBBERO UN PO' D' INTERESSE PER LA CIVILTA', L' EDUCAZIONE ED IL RISPETTO DEL PROSSIMO ! L' HO GIA' DETTO, MA LO RIPETO : VOLETE FARE LA "MOVIDA" ? E FATELA ! MA ANDATELA A FARE AL CENTRO TORRI ! C' E' TUTTO IL NECESSARIO: BAR, RISTORANTI, TAVOLE CALDE, PARCHEGGI, TAVOLI NEGLI ATRI E NEI CORRIDOI, ALTOPARLANTI PER LA MUSICA. C' E' TUTTO E NON DISTURBATE NESSUNO ! E, OLTRE AGLI ABITANTI DI VIA FARINI, STIANO BENE ATTENTI ANCHE QUELLI DI VIA D' AZEGLIO, VIA BIXIO, E, FORSE, ALTRE ZONE DELLA CITTA' SU CUI PENDE MINACCIOSA LA "SPADA DI DAMOCLE" ! INFINE , POICHE' "IN CAUDA VENENUM" , NON E' CHE, ALL' IMPUNITA' DELLA "MOVIDA" , CONTRIBUISCANO ANCHE ALCUNI "PAPAVERI" CHE FREQUENTANO QUEI LOCALI, NON SOLO DI SERA, MA ANCHE , E FORSE, SOPRATTUTTO , DI GIORNO, POI, DI NOTTE, DORMONO SERENI, TRANQUILLI ED INDISTURBATI A CASA LORO ?

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