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Tremonti al summit di Parma: "Il fisco riforma delle riforme". E oggi arriva Berlusconi

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Parma per due giorni al centro del dibattito politico-economico. Al Palacassa dell'Ente Fiere si tiene il convegno "Libertà e benessere", che celebra i 100 anni di vita di Confindustria e al contempo intende tracciare le linee del possibile sviluppo del nostro Paese, mettendo a confronto big dell'imprenditoria e della politica, anche internazionale.

LA CRONACA

Le interviste di Tv Parma

In apertura di collegamento, Tv Parma ha raccolto la soddisfazione ma anche le attese, per questo nuovo appuntamento parmigiano, dei rappresentanti della nostra imprenditoria: Guido Barilla, Marco Rosi, Paolo Pizzarotti e Alberto Chiesi, e naturalmente il presidente dell'Unione industriali  Daniele Pezzoni, hanno sottolilneato la valenza di questo summit. Una occasione da non perdere, per temi quali infrastrutture e ricerca, e più in generale per modernizzare l'Italia e aiutarla ad affrontare una crisi che non può ancora dirsi alle spalle.

"Anche perchè - ha aggiunto Marco Tronchetti Provera - occorre sfruttare la prospettiva di tre anni senza elezioni", e quindi si spera anche senza eccessive contrapposizioni. La presidente di Confindustria regionale, Annamaria Artoni, sottolinea anche la centralità del nostro territorio, così come è trasparente la soddisfazione del direttore dell'Upi Cesare Azzali, per questo nuovo incontro parmigiano, che è anche una sfida organizzativa (5mila le persone presenti al Palacassa). Una sfida e un orgoglio che si riflettono sulla città, come spiegano dai rispettivi osservatori il rettore dell'Università Gino Ferretti e il direttore della Gazzetta di Parma Giuliano Molossi.

"Dal governo attendiamo coerenza, dall'opposizione che trovi le stade per dare il proprio contributo, di fornte a un'epoca di cambiamenti epocali. Dobbiamo mettere insieme le esigenze e non dividerle", dice Roberto Colaninno.

Inizia anche la sfilata dei politici. E mentre Alfredo Peri dribbla le domande sulla conferma del suoassessorato nella giunta Errani, Pierluigi Bersani spiega a Tv Parma che "bisogna pensare innanzitutto ai problemi delle famiglie e alle misure economiche. C'è insofferenza per le chiacchiere e i discorsi mediatici: occorre concretezza, altrimenti il distacco politica-società è destinato ad allargarsi. La gente non vuole sapere se avremo il semi-presidenzialismo alla francese, ma se avrà il lavoro".

Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, parla di convergenze da portare avanti. E sul federalismo, dopo le parole dice di attendere "una convocazione a Palazzo Chigi per passare alle realizzazioni concrete". Guglielmo Epifani, segretario Cgil, chiede aiuti per l'economia: "dalla crisi si esce innovando, ma per innovare occorrono gli stimoli. Occorre cambiare politica fiscale, sia verso i dipendenti che verso gli investimenti".

Oscar Giannino anticipa il convegno da giornalista: "il titolo è ampio, ma le conclusioni dei politici dovranno essere concrete e stringenti. Ad esempio, quanta spesa pubblica dovrà essere tagliata nei prossimi anni?".

Il convegno

Si parte alle 15,30 con il saluto del vicesindaco Paolo Buzzi, anche a nome del sindaco Vignali , a Roma per presentare una manifestazione culturale (il festival jazz che sarà ospitato da Parma, annunciato oggi nella Capitale). Buzzi propone al convegno "la ricetta dei nostri territori, poggiata su solide basi industriali e manifatturiere, e non sulle ubriacature finanziarie degli anni '90".

Poi tocca al "padrone di casa", il presidente Upi Daniele Pezzoni, secondo cui "le prospettive non si fermano ai cancelli dei nostri stabilimenti. Dobbiamo e vogliamo contribuire al benessere della comunità".

Si entra nel vivo con le relazioni: la prima è del direttore Centro studi Confindustria, Luca Paolazzi. Italiani sempre più poveri secondo le stime di Confindustria: nel 2014 il pil pro capite sarà infatti del 10% in meno rispetto alla media europea. Lo ha calcolato il Centro Studi di Confindustria, secondo il quale nel 2009 il Pil pro capite risultava sotto del 5%.
 «Questa tendenza proseguirà però nei prossimi anni», annuncia il direttore del Csc Luca Paolazzi secondo il quale il Pil procapite scenderà di altri 5 punti. «Il gap sarà quindi di dieci punti percentuali sotto la media europea», dice Paolazzi ricordando che la perdita rispetto alle altre nazioni europee è iniziata negli anni '90: «se nel '91 eravamo a quota 106, fatta 100 la media europea, nel 2009 eravamo al 95 e nel 2014 saremo a 90», così come prevedono anche le stime del Fmi.

Prende la parola Il commissario europeo alla concorrenza, Joaquin Almunia. Almunia ha insistito sul ruolo della concorrenza come motore dello sviluppo, replicando a chi ha nostalgie protezioniste che la crescita subirebbe un duro colpo da dazi o restrizioni. «Se gl iscambi tra i Paesi Ue fossero eliminati, come risultato ad esempio di fusioni tra società o per restrizioni alla concorrenza da parte degli Stati, si stima che la produttività dell’Europa potrebbe calare del 13%. Chiudere i mercati alla concorrenza – ha aggiunto – consente solo alle imprese di alzare i prezzi e di ridurre la produzione, che significa un ulteriore rallentamento della crescita».
«L'Europa, e la stessa industria italiana, hanno bisogno di essere competitive», ha quindi insistito Almunia, ricordando che la vera concorrenza si fa «sulla base di idee, creatività, efficienza e innovazione».

Segue il segretario del Pd Pierluigi Bersani. "Dobbiamo fare qualcosa di più per questo Paese, per il suo presente e il suo futuro, tutti insieme - ha detto - . I temi strutturali credo vadano sì affrontati, ma vanno collegati a questioni urgenti che il Paese deve affrontare: il lavoro, l'impresa, la famiglia. Politiche economiche e riforme devono darsi la mano, avere un senso univoco bisogna che mettiamo un po' di soldi in tasca a chi li deve spendere. Non riesco a immaginare che siamo l'unico paese al mondo che non riesce a dare un po' di stimolo all'economia.
Abbiamo fatto cose sensate ( ammortizzatori) con fondi di investimento".

 "Se discutiamo seriamente, sono disposto ad andare a Arcore anche a piedi. Noi sicuramente abbiamo fato degli sbagli, ma loro hanno governato 7 anni su 9: non possono dare le colpe solo a noi".  "Il federalismo fiscale? Noi abbiamo collaborato, ma dopo un anno manca ancora il primo decreto attuativo". "Bisogna far funzionare il Parlamento, altrimenti l'agenda la fa uno solo: e non è salute...". Intervento applaudito, ed ora si passa alla doppia tavola rotonda presieduta da Ferruccio de Bortoli.

Ripartire con una politica delle liberalizzazioni: è l’auspicio che arriva dal presidentedell’Antitrust, Antonio Catricalà. «L'abbiamo visto con le parafarmacie, la cui liberalizzazione ha consentito un calo tra il 20 e il 30% dei prezzi dei farmaci da banco. Se ci fosse maggiore concorrenza sui servizi bancari, assicurativi, sull'energia, ci sarebbero più possibilità di competizione per le nostre imprese» ha detto il Garante della concorrenza, convinto che «le imprese sono penalizzate da zavorre spesso giustificate da leggi nazionali ma anche regionali». Applaudita la frase di Sergio Chiamparino: "i politici  non devono limitarsi alla ricerca del consenso, altrimenti saremo dei semplici megafoni". Tantissimi, ovviamente, gli spunti. Se Antonio Catricalà (presidente Autorità garante della concorrenza e del mercato) invoca ad esempio "più concorrenza nei servizi bancari per ridurre i costi" e Marco Tronchetti Provera invita a non restare al palo nei prossimi anni, il segretario Cgil Guglielmo Epifani parte dal dato dei 500mila posti di lavoro persi (più altrettanti in cassa integrazione).  E se Li-Gang Liu annuncia una crescente presenza cinese in Italia nei prossimi anni, il vicepresidente della Commissione industria della Ue Antonio Tajani dice che «Bisogna uscire dalla crisi puntandomolto sulla politica industriale, una politica per le imprese: la Commissione Europea deve essere una Commissione protagonista,che fa le cose, cancellando lo stereotipo di una Commissioneassente». E il presidente della Piaggio Roberto Colaninno ammonisce: «Non torneremo più come eravamo prima. Come imprese italiane ed europee abbiamo uno scenario molto positivo: ci sono 4 miliardi di persone che hanno deciso in via pacifica di migliorare la loro vita facendo imprenditori e aprendosi al mercato dei consumi: la loro domanda fa la nostra offerta, si è invertito criterio».

Non manca qualche scambio vivace, come quello fra Epifani e il Ceo Fiat Sergio Marchionne, per il quale "la priorità è dare competitività alle aziende e al Paese", mentre il sindacalista invoca più investimenti della Fiat in Italia ("I due terzi", replica Marchionne, ma i due restano divisi dalla questione di Termini Imerese). «L'unica cosa che non dobbiamo fare - chiosa Marchionne - è picchiare su un’azienda che sta cercando di competere». "I sindacati anzichè ripetere le stesse cantilene 'quello non si può fare, lo stabilimento non si deve chiudere', dovrebbero rimboccarsi le maniche e contribuire alla soluzione del problema, come sta facendo l’industria", ha aggiunto Marchionne, per il quale "il vero rischio per noi italiani, e per l’Occidente in genere, è lo sviluppo della Cina. Lo dobbiamo capire con una certa chiarezza. Noi stiamo andando in Cina, il problema è che arriveranno loro...".

E poi le conclusioni del ministro dell'Economia Giulio Tremonti."La crisi non è passata - spiega dopo una premessa storica sui cambiamenti di questi 100 anni - ma il modo in cui è stata gestita non merita critiche". "E' ancora saggio pensare globalmente per agire localmente: non sarebbe sasggia ogni altra combinazione".

"Le riforme - crisi o non crisi - sono una necessità storica" "I numeri dicono che gli italiani sono più ricchi dell'Italia: e sto parlando delle dichiarazioni dei redditi".

"E' necessario - dice ancora Tremonti . superare gli egoismi e gli interessi individuali. Dobbiamo fare tutti un passo indietro per fare tutti insieme un passo avanti".

«La riforma fiscale non sarà una riforma platonica. Sarà invece una riforma ad alta intensità politica. Non sarà facile ma è necessaria: nel quadrante dell’economia, la riforma delle riforme è la riforma fiscale».  E una frase forte sul federalismo fiscale e sulla sua urgenza: "Tra le varie riforme c'è il federalismo fiscale: «Basta – ha detto Tremonti– con un sistema in cui i poveri delle regioni ricche finanziano i ricchi, ladri, delle regioni povere".

"De Gasperi ha detto che i politici pensano alle prossime elezioni, gli statisti alle prossime generazioni. Alle elezioni abbiamo dimostrato che ce la caviamo. Domani sentirete ilpresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana".

 IL PROGRAMMA

 Oggi arriva Berlusconi 
  La giornata di oggi (coor­dinata dal direttore del Sole 24 Ore Gianni Riotta) si aprirà alle 9.30 con i saluti del presidente della Regione Vasco Errani e della presidente di Confindustria Emi­lia Romagna Anna Maria Artoni, cui seguirà alle 9.45 l'intervento del presidente della Banca cen­trale europea Jean Claude Trichet sul tema «Condurre l'Unione mo­netaria fuori dalla crisi». Alle 10.15, alla tavola rotonda «Pronti al cambiamento: il ruolo delle istituzioni», interverranno il Ceo di Intesa SanPaolo Corrado Pas­sera, il vicepresidente di Confin­dustria Alberto Bombassei, il mi­nistro del Welfare Maurizio Sac­coni, il presidente della Bocconi Mario Monti e il segretario ge­nerale della Cisl Raffaele Bonan­ni. Alle 11.15 parlerà Nouriel Rou­bini, della New York University. Chiuderanno i lavori alle 12 l'in­tervento del presidente del Con­siglio Silvio Berlusconi e alle 12.30 quello della presidente di Confin­dustria Emma Marcegaglia.

 

 

 

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  • luisa

    09 Aprile @ 17.46

    Tutto il rispetto e la stima per Buzzi ma possibile che in un'occasione simile in una circostanza del genere significativa per la città da tanti punti di vista MANCHI LA PRESENZA DEL SINDACO? Stupisco.. stupisco e ancora stupisco.

    Rispondi

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