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Summit Confidustria - Berlusconi: "Non siamo un Paese in declino. E faremo le riforme" - Marcegaglia: "Sì, ma in tempi certi"

Summit Confidustria - Berlusconi: "Non siamo un Paese in declino. E faremo le riforme" - Marcegaglia: "Sì, ma in tempi certi"
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Ieri lo scenario delle riforme , le schermaglie Epifani-Marchionne, i propositi della politica e le attese dell'imprenditoria. Oggi si dovranno tirare le somme, nel summit parmigiano di Confindustria: e a farlo sarano il presidente del Consiglio Silvio berlusconi e la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, dopo una mattinata ancora ricca di interventi importanti: ad esempio il presidente BCE Trichet. 

LA CRONACA

Interventi e tavola rotonda

Ad aprire i lavori è la presidente regionale di Confindustria, Anna Maria Artoni, che sottolinea: "vi trovate nel cuore dell'Europa avanzata. Una zona con uno straordinario patrimonio di imprenditorialità, con un sistema di filiere ben organizzato. Imprese che ora chiedono soprattutto meno vincoli".

Poi subito uno degli ospiti più attesi del summit: il presidente della BCE Jean Claude Trichet, che esordisce dicendo di avere davanti "la vera forza dell'economia italiana". "La ripresa dalla crisi - spiega - sarà irregolare e varierà da regione a regione e da settore a settore". Un elogio alle banche italiane, che di fronte alla crisi "hanno dimostrato lucidità".

"Migliorare la competitività dei Paesi è fondamentale, per non intaccare la fiducia". E qui entra il discorso dele riforme "necessarie". Occorre "semplificare e ridurre i costi della burocrazia". "Qui c'è una base solida, perchè fondata sull'economia reale, di cui la finanza è solo un supporto".  Bene l’Italia e la sua politica di bilancio nei medio termine: «La prospettiva di medio termine ha guidato la politica di bilancio in Italia durante la crisi. Il ministro dell’Economia – sottolinea – ha resistito alle pressioni per l’introduzione di stimoli fiscaliche vadano oltre l’alleggerimento che deriva dall’azione degli stabilizzatori automatici. Questa è una strategia appropriata,dato il suo scottante debito pubblico e in prospettiva della sua evoluzione nel lungo termine»

Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi esordisce dicendo che "dobbiamo liberare il lavoro, soprattutto in un Paese dove è sempre stato caratterizzato da un sovraccarico ideologico". In questi due anni "abbiamo cercato di liberare il lavoro da conflitti e insicurezza. Ora abbiamo davanti un piano triennale, con tre obiettivi: il primo è  liberare il lavoro dall'illegalità". "Poi il lavoro va liberato dagli eccessi di pressione fiscale. E a 40 anni di distanza dovremo passare dallo Statuto dei lavoratori allo Statuto dei lavori". "Infine il lavoro va liberato dall'incompetenza, intervenendo sul sistema di domanda-offerta e su un sistema formativo fortemente ideologizzato".

«Sempre meglio che lavorare»: è questa la logica che, dice il ministro del Lavoro, dagli anni '70 ha ispirato la cultura del lavoro negl i«ambienti dell’editoria, della magistratura, dell’istruzione».
Sacconi ha infatti esortato gli industriali riuniti da Confindustria a Parma a «difendere la cultura del lavoro» da quell'eredità che arriva dagli anni '70 quando era diffusa una cultura «nichilista». «C'è chi dice – ha continuato – che hanno perseguito, in una logica gramsciana la strategia dell’occupazione delle 'case matte'. Io ho più la sensazione che si siano, come si dice, 'infrattati', nella logica del 'sempre meglio che lavorare'».

E' il momento della tavola rotonda condotta da Gianni Riotta . E torna la polemica che ieri aveva contrapposto Epifani e Marchionne. Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, infatti, critica chi "pone ostacoli e veti sulla flessibilità, che consente di investire e competere". Per il sindacalista, a termine intervento, uin lungo applauso dalla platea, su cui scherzano Riotta e il vicepresidente Confindustria  Alberto Bombassei ("sulle cose di buonsenso si può essere davvero d'accordo"). «Lavoratori e pensionati, essendo ip iù poveri, pagano anche per i ricchi infedeli: ci siamostufati di essere il bancomat dei Comuni e dello Stato». E' questa, secondo Bonanni, la ricetta per la riforma fiscale. «C'è problema di tasse eccessive – ha detto ancora il numero unodella Cisl – con disservizi ampi che non consentono di avere consumi all’altezza della produzione. In questo sistema feudale noi siamo i servi della gleba, ma voi – ha detto rivolgendos iagli imprenditori – siete i valvassini a servizio di vassalli e valvassori: non è possibile pagare tasse d’impresa del 30%, quando le rendite finanziarie sono al 12,5% e quando dal Baltico al Mar Nero si paga la metà delle tasse». Corrado Passera dedica anche parole di elogio a Cariparma.

Bombassei sottolinea anche che "Bisogna insistere sull'innovazione che consente di andare nella  parte alta della catena del valore: non possiamo infatti più  permetterci di rimanere aggrappati al cosiddetto Made in Italy,  che pure è importante, ma dobbiamo essere capaci di guardare e  finanziare quei settori con maggiore contenuto intellettivo  orientando la ricerca in questa direzione per migliorare le  esportazioni. Occorre utilizzare le nuove tecnologie ".

Intanto,a mezzogiorno in punto (orario previsto per il suo intervento, ma i lavori sono slittati di oltre mezzora) fa il suo ingresso al Palacassa il presidente del Consiglio Berlusconi. Al suo ingresso il premier è salutato da applausi. Ad accoglierlo la presidente degli Industriali, Emma Marcegaglia.

 Prima del presidente del Consiglio, tocca ora a Nouriel Roubini, della New York University, che ribadisce la necessità di riforme strutturali: "c'è molto da fare, dal piano fiscale a quello delle infrastrutture, a quello della flessibilità sul mercato del lavoro".

L'intervento di Berlusconi

Alle 12,40 sale sul palco Silvio Berlusconi, che sottolinea i 100 anni di Confindustria e dedica parole di cordoglio al capo dello stato polacco deceduto in un incidente aereo. Poi una notizia "rosa": "E' nata la figlia del ministro Gelmini, e io ho imposto - dice indicando la presidente Marcegaglia - di chiamarla Emma". Si dice ammirato dalle parole di Roubini, "ma la differenza -come quando facevo l'allenatore di calcio - è dal dire al fare".

Quindi entra nel vivo del discorso. "Il regime previsto dalla nostra Costituzione non dà vero potere all'Esecutivo". E cita come esempio il piano casa. "Fra un passaggio burocratico e l'altro, tutto è fermo". Poi un accenno di respiro internazionale, sull'importanza dell'accordo Usa-Urss sugli arsenali atomici.

Berlusconi si vanta di avere evitato alle imprese "costi importanti per interventi legati ai cambiamenti climatici, che a noi - diversamente  dai francesi - non sembravano una incombenza così urgente, soprattutto in tempi di crisi".

Le riforme. "Condividiamo tutto quello che la presidente Marcegaglia ha detto negli ultimi tempi". Un primo esempio:  la digitalizzazione della Pubblica amministrazione, "che consentirà di lavorare tramite il computer con una riduzione di costi".

«Non siamo un paese in declino» ma «abbiamo consapevolezza di tutti i gravi problemi che ci affliggono». "In due anni questo governo ha fatto tanto: ho qui un libro che ci si sente stanchi già solo a leggerlo..."

La crisi? "Dobbiamo essere ottimisti. Stamattina mio figlio mi ha detto che in Italia e in Spagna la pubblicità sta riprendendo a risalire verticalmente. E questo è un segnale importante".   Quanto alle riforme istituzionali, al semipresidenzialismo e alle altre formule, "ne discuteremo in tutte le sedi. Ma è fondamentale dare al presidente del Consiglio gli stessi poteri che hanno i suoi colleghi degli altri Stati".

Riforma fiscale. "E' complicata. Per prima cosa occorre disboscare, e arrivare a un codice di tutte le leggi. Abbiamo un ministro come Tremonti, che è davvero geniale. Grazie a lui abbiamo tenuto i conti in ordine: potevamo essere come la Grecia... Anche perchè i governi del compromesso storico avevano moltiplicato il debito pubblico. E noi non abbiamo potuto effettuare interventi sulle infrastrutture".

"Riformeremo la giustizia. Dobbiamo dimezzare i tempi della giustizia civile. Per la giustizia penale, vi parla il più grande imputato di tutti i tempi: ho governato più di De Gasperi, ma ho avuto ancora più giorni di udienze. Ci sono processi ridicoli, fatti solo per tenere l'avversario politico sulla griglia mediatica". E poi cita il meccanismo che vanifica le leggi emanate dal Parlamento, "se non piacciono ai giudici di Magistratura democratica".  

"Vinceremo la battaglia contro la criminalità organizzata al Sud".  "Faremo crescere università e scuola". "Tuteleremo il diritto alla privacy rispetto alle intercettazioni telefoniche".

"Sono sereno. Ho raggiunto tutti i traguardi che mi ero proposto. Oggi mi dò quello di rendere più moderno il nostro Paese. Datevi anche voi traguardi ambiziosi". "Mia figlia mi ha raccontato la forza che sta sprigionando la Cina. E' preoccupante, ma è anche un grande mercato dove portare i nostri prodotti, perchè siamo i più bravi e vinceremo". Il presidente del Consiglio salulta applaudito, mentre sale sul palco il presidente di Confindustria.

Le conclusioni di Emma Marcegaglia

Le prime parole di Emma Marcegaglia sono il ringraziamento a Daniele Pezzoni, presidente degli industriali di Parma e all'Upi. "Oggi - aggiunge - parte una pagina nuova. Qui c'è energia vitale". "In questi due gioni abbiamo parlato di risultati importanti, ma in questi ultimi 10 anni ci siamo fermati e abbiamo declinato. Dò atto al governo, a noi stessi, ai sindacati che abbiamo tenuto la coesione sociale e abbiamo tenuto insieme il Paese di fronte alla crisi. Ma i dati scientifici ci dicono che dobbiamo porci obiettivi anche a breve termine".

" Il dato positivo che emerge da qui è che possiamo crescere come e più degli altri". "Abbiamo bisogno di decisioni chiare e serie, e da prendere velocemente. Abbiamo bisogno del governo e della politica che ci aiuti". "Gli imprenditori sono la parte più ottimista del Paese. Ci poniamo l'obiettivo di crescere del 2% all'anno di pil".

"Il credito deve tornare a finanziare le imprese sane". "L'Europa non deve cedere a nazionalismi e individualismi".

"Le elezioni sono alle spalle, ma è stata una campagna elettorale davvero pessima, con litigi, accuse al presidente Napolitano... Ora è davvero il momento del fare. Oggi inizia una prova senza appello: dobbiamo tutti insieme superare i problemi dell'Italia. La storia ci insegna che va cercata la condivisione. Le cose a colpi di maggioranza non funzionano".

"Presidente Berlusconi, ti chiediamo sei impegni in questi tre anni, 1) Lo Stato inefficiente è da riformare e deve stringere la cinghia, come lo abbiamo fatto tutti davanti alla crisi ( e dalla platea parte un lungo applauso). Siamo pronti a mobilitarci per tagliare la spesa corrente: iniziamo dai falsi invalidi e dagli enti inutili. 2) Le infrastrutture: vediamo quanti sono veramente i soldi spendibili. E spendiamoli 3) Ricerca e innovazione: noi dobbiamo investire di più, ma il governo deve fare su questo una scommessa forte: almeno un miliardo di euro. E sull'università, appoggiamo il ministro Gelmini per avìbbattere le baronìe che ammazzano la nostra università. 4) Il fisco: iniziamo a ragionare sull'Irap.  5) Federalismo fiscale: va fatto e va fatto bene. Si teme che la Lega faccia troppo? A noi va bene che la Lega e il governo vadano avanti su questo. E i prsidenti di regione che non riescono a mantenere i costi-standard devono andare a casa. 6) Nucleare. Il rischio è che ci si blocchi nelle liti Stato-Regioni. Andiamo avanti con l'opzione nucleare: siamo pronti a mobilitarci, perchè senza il nucleare non andiamo da nessuna parte".

La conclusione. "E' importante che non ci siano solo promesse. E' venuto il momento di fare le cose, e in tempi certi". "Non siamo pessimisti. Non abbiamo paura, e dobbiamo infondere al Paese questo coraggio e questa stessa voglia di fare".

 

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  • virgolars

    12 Aprile @ 16.57

    Ma dove eravate tutti .... e' la seconda volta che vince ....vuol dire che va bene cosi il problema non e' lui ma chi l'ha votato e nonostante tutto continuano a farlo.. italiani ipocriti

    Rispondi

  • francesco

    12 Aprile @ 15.17

    Dopo tante polemiche ha fatto un pò di movida Parmigiana anche Silvio!!!

    Rispondi

  • Giuseppe Dallara

    12 Aprile @ 09.33

    Non siamo un paese in declno? Sarà, ma dai dati ISTAT dei giorni scorsi, leggo che solo io e pochi altri fessi risultano con redditi ipertassati in quanto dipendenti e l'Italia dei finti poveri ed evasori fiscali gira in Mercedes e va in villa al Forte! Al Liceo di mio viglio devo dare per l'anno prossimo un contributo "volontario" maggiorato del 30% per la carta igienica e le fotocopie che la Gelmini non paga e mia figlia, che una ricercatrice eccellente e di livello internazionale, lascierà presto questa Italia che va a rotoli per andare ad insegnare in Belgio guagagnano il doppio di qui. Berlusconi, non siamo in declino? Forse tu e le tue società.

    Rispondi

  • Bonora Alberto

    12 Aprile @ 00.06

    >Ma queste persone che scrivono in continuazione che questo paese é ridotto alla FAME per colpa del governo di DESTRA, si rendono conto di cosa accade in Europa e nel mondo ??....oppure pur di dare colpe al governo attuale tutto va BENE solo per fare DEMAGOGIA !!....la Marcegaglia ed i suoi predecessori, hanno di fatto sempre attuato una politica SIMILE a quella d’oggi, poiché per chi non avesse ancora capito, in tutti paesi del mondo chi ci comanda veramente, sono coloro che HANNO I SOLDI e NON operai, impiegati, etc….basti tenere presente cosa sta succedendo in Grecia !!.....ed in Inghilterra come gira ??.....sono in mezzo alla M***A peggio di NOI, andate di persona e per una volta siate sinceri almeno con VOI stessi, invece di continuare a dire delle CA***TE suggerite dal “Commissario del Popolo della cellula” di turno !!....e comunque i problemi più GRAVI di questo paese, gli avete creati Voi con la VOSTRA inspiegabile TOLLERANZA verso “TUTTI” coloro i quali NON rispettano le più elementari REGOLE CIVILI di un paese così detto DEMOCRATICO !!.....un giudice DEVE applicare le leggi vigenti e NON interpretarle o peggio NON applicarle poiché NON le condivide !!!...ASSURDO !!..solo in questo paese succede ciò !!!!.....il concetto è estremamente chiaro, negli ultimi 30 anni abbiamo visto al governo del paese diverse coalizioni politiche, ma poi alla fine che cosa è cambiato ??....pressoché NULLA !!!.....allora di logica se ne deduce che “chi VERAMENTE COMANDA questo paese, sono SEMPRE QUELLI e NON si vedono MAI” !!......

    Rispondi

  • new boy 1973

    11 Aprile @ 18.03

    OH.....MA VI RENDETE CONTO CHI CI GOVERNA? GLI IMPRENDITORI E IL MINISTRO DELL'ECONOMIA DICONO CHE SIAMO FERMI CON LO SVILUPPO E CHE LA CRISI NON E' ASSOLUTAMENTE FINITA E COSA DICE SILVIOLO?!?!....CHE VA TUTTO BENE!!! MA HA VERAMENTE ROTTO IL ....!!! DEVONO FARGLI UN ESAME PSICHIATRICO!!! VIVE IN UN MONDO PARALLELO!!!

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