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Avramopoulos

"Giovani, il futuro dell'Europa nelle vostre mani"

Il commissario Ue: "Migranti, tutti responsabili. Non tutti i carichi a Grecia e Italia"

I diplomati del Collegio Europeo

I diplomati del Collegio Europeo con il commissario Dimitris Avramopoulos (al centro), il presidente del Collegio europeo Cesare Azzali e il presidente dell'Upi Alberto Figna (a destra)

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L'Europa è in crisi ed è divisa di fronte al problema dei migranti: un vero esodo, destinato a non fermarsi entro breve tempo. Se i Paesi sapranno lavorare insieme, l'Europa potrà salvarsi; in caso contrario rischia di disgregarsi, facendo vincere xenofobia e populismo e facendo tornare il pericolo di conflitti. Il flusso di migranti non è un problema solo di Italia e Grecia: è una responsabilità di tutti accogliere i rifugiati e impegnarsi per respingere gli irregolari
E', in sintesi, il messaggio emerso dalle discussioni oggi al Teatro Regio, dove il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos ha tenuto la lectio per l’apertura dell’anno accademico del Master universitario in Alti studi europei (Dase) del Collegio europeo. 

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Hanno partecipato il sindaco Federico Pizzarotti, il presidente della Provincia Filippo Fritelli, l'assessore regionale all'Agricoltura Simona Caselli, il presidente dell'Unione industriali Alberto Figna, Andrea Zanlari (Camera di commercio), Paolo Andrei (Fondazione Cariparma), il rettore dell'Università Loris Borghi, il direttore scientifico del Collegio Europeo Alfonso Mattera e il suo presidente Cesare Azzali. 
Nei discorsi alla platea del Regio sono stati ricordati i problemi di grande attualità dell'Europa, a partire dalle migrazioni bibliche da Asia e Africa. L'Europa trova difficoltà a mantenere in vita la scelta dei fondatori ma - è stato detto - bisogna tornare a governare insieme il continente, perché l'unità è una conquista che si può anche perdere. E, come rimarca Azzali, non si deve pensare che la guerra non possa tornare anche in Occidente: da qui la necessità di mantenere salda l'Unione europea. 
Dopo i discorsi sono stati consegnati i diplomi ai ragazzi che hanno terminato il percorso di studi. Infine la lectio magistralis di Dimitris Avramopoulos, che tra l'altro si è rivolto ai giovani diplomati del Collegio Europeo (e ai giovani in generale): "Il futuro dell'Europa è nelle vostre mani". Il commissario Ue è stato nominato anche professore onorario del Collegio. Altri dettagli sui discorsi al Regio nella diretta Twitter a fondo pagina. 

"MIGRANTI, SIAMO TUTTI RESPONSABILI". «Noi vogliamo che tutti gli Stati membri collaborino per poter gestire al meglio questo problema molto complicato. Queste ondate di migranti che passano da un Paese all’altro in maniera incontrollata non è qualcosa di positivo, per questa ragione a Bruxelles abbiamo una politica molto chiara: tutti devono essere responsabili di quello che accade mostrando solidarietà sul campo». Il commissario Avramopoulos lo ha ribadito in un'intervista a Tv Parma.
«La vertenza rifugiati - ha aggiunto - è qualcosa che non conosce confini. Era iniziata come un problema di alcuni singoli stati della sponda sud del Mediterraneo ma si è rivelato essere un problema di dimensioni globali. Quindi bisogna cooperare ed questo è il messaggio che mandiamo da Bruxelles. D’altro canto non dobbiamo dimenticarci che qui si tratta di una crisi umanitaria. Chi arriva in Europa sogna una vita migliore, ricercando un paradiso sicuro, e se ne hanno i requisiti come rifugiati dobbiamo essere in grado di fornire loro assistenza e protezione sociale. Sull'altro piano però dobbiamo essere chiari: gli immigrati irregolari dovranno essere rimandati nei loro Paesi d’origine con accordi specifici con i rispettivi governi». 

"NON TUTTI I CARICHI A GRECIA E ITALIA". «Grecia e Italia - continua Avramopoulos - non devono prendersi tutto il carico degli arrivi, ma hanno l’obbligo di allestire i centri di accoglienza, i cosiddetti hotspot nel più breve tempo possibile per gestire al meglio le ondate. Poi deve arrivare il momento della redistribuzione equa negli altri Paesi europei, su questo ci sono delle difficoltà, lo sappiamo». Nell'intervista a Tv Parma, il commissario Ue ha aggiunto che «alcuni Stati membri, pur avendo accettato il piano, si dimostrano ancora scettici sulla sua applicazione. Su questo c'è ancora molto lavoro da fare». 

"ALFANO SPESSO IN CONTATTO CON ME". «Sul tema dell’immigrazione stiamo cooperando molto bene con il governo italiano. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano è spesso in stretto contatto con me. L’Italia è sotto pressione e dobbiamo essere grati al popolo italiano per la pazienza e l’abnegazione che sta dimostrando nella gestione di questa crisi». Avramopoulos parla anche dei rapporti con il governo italiano ai microfoni di TvParma. «L'Italia deve sapere che non è sola - aggiunge Avramopoulos - e noi abbiamo intenzione di aiutarla concretamente e non lasciare sole le sue autorità, così come del resto stiamo facendo con la Grecia, per fare in modo che gli sforzi non siano resi vani. Sappiamo tuttavia che la situazione è molto complicata e purtroppo non sappiamo nello specifico quali potrebbero essere gli ulteriori sviluppi nell’immediato futuro. I flussi potrebbero aumentare in special modo dal Nord Africa. Tutti noi dobbiamo essere preparati e l'Unione europea ha compiuto importanti passi in avanti in questa direzione. Abbiamo già un’agenda ad hoc sull'immigrazione, piani operativi che sono già in funzione e che tutti abbiamo adottato».



Diretta Twitter e sul nostro sito dal Teatro Regio 

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