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Hashish, ecstasy, cocaina: arrestati tre pusher

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Trecento grammi di hashish, 16 pasticche di ecstasy, 10 flaconcini di metadone, 12 grammi di cocaina e marijuana. E tre pusher in manette, una persona denunciata e 20 segnalate alla Prefettura. Questo l'esito di un'operazione della Guardia di Finanza di Parma a contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti nell'ultimo mese che ha coinvolto venti militari e l'ausilio di tre unità cinofile provenienti da Bologna, Piacenza e Modena.
Gli interventi sono stati eseguiti in diverse zone della città e della provincia. Le manette sono scattate per un giovane magrebino senza permesso di soggiorno, trovato con circa 25 grammi di hashish finalizzati allo spaccio e 380 euro provenienti dalla cessione della sostanza. In questa occasione, 2 italiani sono stati segnalati alla Prefettura perché erano in possesso di alcuni grammi di marijuana e hashish.
A Traversetolo, 20 grammi di hashish e marijuana sono stati trovati in seguito a controlli su autovetture: dodici persone sono state segnalate come assuntori di sostanze stupefacenti. Altre attività sono state eseguite a Fornovo e a Medesano: sono stati sequestrati 6 grammi tra hashish e Lsd. Un italiano e un ragazzo di origini latino-americane, dopo una perquisizione personale e domiciliare, sono stati arrestati: il primo è stato trovato in possesso di un bilancino, 10 flaconcini di metadone e 16 pasticche di ecstasy; il secondo di 245 grammi di hashish, 1 bilancino e 5 taglierini. Un terzo ragazzo è solo stato segnalato alla Prefettura.
Le attività di indagine delle Fiamme Gialle hanno portato anche a risalire a chi aveva ceduto il metadone al giovane ventenne arrestato, con conseguente denuncia a piede libero.

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  • Giorgio G.

    27 Maggio @ 23.02

    Caro "A." un mio parente è morto per AIDS perchè faceva uso di eroina. La più classica delle morti "evitabili" causate dalla proibizione. Lui, come tanti, è stato criminalizzato, marginalizzato, messo nella posizione di non poterne uscire da solo. Sarebbe bastato che fosse stato assisto da strutture sanitarie e garantite iniezioni sicure, in cui si limitasse la possibilità di contrarre una malattia trasmissibile tramite scambio di siringa per evitarne la morte. E' la semplice dimostrazione di una persona morta non per uso di droga, ma per una politica che criminalizza un malato. Il paragone con gli omicidi è da emerito ignorante. La cannabis non ha mai ucciso nessuno, è illegale, potrebbe esere utilizzata in terapie come la cura dei tumori, oltre all' Alzhaimer, il galucoma, la SM. Il tabacco uccide in europa 650 000 europei all' anno ed è legale. Come è possibile? Può il tabacco essere utilizzato in qualche terapia? Come ho già scritto, l' omicidio è un atto di violenza verso il prossimo e lo stato deve tutelare gli individui dalla violenza che può effettuare un individuo su di un altro, come può una persona tra le mura domestiche commettere una violenza su di un altro se utilizza una sostanza proibita, per esempio come terapia contro un tumore? In messico la proibizione ha ucciso più di 40000 persone in scontri armati negli ultimi 3 anni. Un numero di morti che non è neppure pari al numero di vittime morte per overdose in quel paese dall' inizio della guerra mondiale alla proibizione nel anni 30. Non è la droga che uccide, è l' ignoranza degli individui.

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  • A.C.

    27 Maggio @ 18.13

    Se per società più gradevole intendi una società di drogati o comunque di persone con il cervello obnubilato, perchè è questo l'effetto delle droghe, anche le più leggere, mi complimento per i tuoi grandi ideali di società civile. A questo punto liberalizziamo anche gli omicidi, ovviamente previo pagamento di un biglietto, così lo Stato ci guadagna, e sapendo già chi è il colpevole non deve nemmeno sprecare denaro in indagini. Faccio notare che il mio paragone con gli omicidi non è casuale: la droga è morte. E chi difende questo, o addirittura sostiene che facciano bene (forse questi studi li finanziava Pablo Escobar) significa che non si rende conto di quello che fa o dice. Forse non hai mai visto come si riduce un tossico, forse non ha mai avuto parenti o figli drogati. Prima di sostenere alcune idee bisognerebbe pensare, e non con davanti degli studi cretini e fasulli. Un giro nei centri di recupero per credere (e vedere come "alcune" droghe facciano bene al cervello).

    Rispondi

  • Luca

    27 Maggio @ 17.58

    UN PLAUSO AI FINANZIERI E A TUTTE LE FORZE DELL'ORDINE PER IL LAVORO CHE, QUOTIDIANAMENTE, SVOLGONO. GRAZIE, RAGAZZI

    Rispondi

  • Andrea

    27 Maggio @ 16.07

    Non esisterebbero migliaia di tossici in quanto la vendita sarebbe tenuta sotto controllo. La vendita illegale ne risentirebbe eccome in quanto non ci sarebbero più persone disposte all'acquisto. La criminalità basa il suo potere sui proventi delle proprie azioni illegali e soprattutto dalla vendita di stupefacenti. Se si potesse disporre dei proventi derivanti da un lato dalla vendita legale di droghe leggere e dall'altro dai risparmi alla guerra alla repressione, e investirli in spesa pubblica avremmo una società decisamente più gradevole. Trovo demenziale sentenziare che tali sostanze bruciano il cervello senza sapere che diversi studi sostengono il contrario. Un pò di informazione non sarebbe male...

    Rispondi

  • A.C.

    27 Maggio @ 14.25

    Rispondo a Giorgio: e quanto spenderebbe lo stato a curare migliaia di tossici frutto di una legalizzazione degli stupefacenti? E quanti ragazzi che se non altro, con le leggi odierne, temendone le conseguenze non ne fanno uso, almeno non abituale, ne farebbero abuso sentendosi autorizzati dallo Stato? Credi inoltre che attraverso la legalizzazione il mercato nero ne risentae? Trovo demenziale sostenere la legalizzazione di sostanze che bruciano il cervello, anche perchè chi ci tiene particolarmente all'autodistruzione ha gia a disposizione l'abuso di alcol.

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