Emilia-Romagna

Asilo nido: vaccini obbligatori per l'iscrizione

Asilo nido: vaccini obbligatori per l'iscrizione

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Servizi educativi per la prima infanzia più flessibili per rispondere ai cambiamenti delle famiglie. E’ questo uno dei punti del progetto di legge di riforma dei servizi da 0 a 3 anni della giunta dell’Emilia-Romagna. Tra le novità l’introduzione dell’obbligo di essere vaccinati per difterite, tetano, poliomielite e epatite B per accedere ai nidi.
Lo prevede la normativa regionale entrata in vigore. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, spiega che il vaccino obbligatorio nella fascia 0-3 anni è stato deciso per tutelare i bambini più deboli. 
«Teniamo fede ad un’altra promessa - ha detto il presidente Bonaccini -. In questa regione abbiamo il primato dei posti nei nidi e dell’occupazione femminile. E le due cose ovviamente vanno insieme. Ringrazio il gran lavoro fatto dalla vicepresidente Gualmini insieme agli enti locali». Quanto all’obbligo delle vaccinazioni, per il presidente non si tratta di una logica punitiva «o dirigista. Non è scuola dell’obbligo con questa norma pensiamo ai più deboli». Solo dal 2013 in Emilia-Romagna la percentuale di vaccinati è calata di oltre due punti percentuali, scendendo sotto quota 95%, valore che garantisce la miglior protezione a tutta la popolazione.
A Parma la percentuale è scesa dal 2010 ad oggi però mai sotto la "soglia minima": si passa infatti dal 98,4% del 2010 al 95,6% del 2015. 


Il comunicato integrale della Regione Emilia-Romagna 
Cambia il mondo del lavoro, cambiano le famiglie, che chiedono una maggiore flessibilità nei servizi educativi per la prima infanzia. Va in questa direzione il progetto di legge che la Giunta esaminerà lunedì prossimo, e che riforma il sistema educativo emiliano-romagnolo per la fascia di età da 0 a 3 anni, superando l’attuale normativa, del 2000, nata in un contesto economico e sociale assai diverso da quello di oggi.
Tre sono gli assi di intervento del provvedimento: maggiore flessibilità organizzativa dei servizi, un sistema diaccreditamento delle strutture educative semplice, introduzione della obbligatorietà delle vaccinazioni contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B per l’iscrizione.  

 “Con questo provvedimento - ha dichiarato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - teniamo fede a un’altra promessa che avevamo fatto a inizio legislatura: presentiamo un progetto di legge che garantisce e accresce l’altissima qualità del servizio educativo 0/3 anni, che è un nostro fiore all’occhiello, da sempre. Spiegando le ragioni che hanno ispirato il provvedimento, il presidente ha sottolineato che “nella nostra regione vi sono due aspetti rilevanti: l’alta percentuale di accoglienza dei bimbi nei nidi e l’occupazione femminile. Credo che questo provvedimento vada nella direzione di rispondere positivamente a questi temi, rafforzando le opportunità e rispondendo alle esigenze di una società che è profondamente cambiata negli ultimi anni. Allo stesso tempo, manteniamo molto alta la qualità dei servizi e diamo la possibilità di creare nuovi posti di lavoro”.

Per quanto riguarda l’obbligatorietà delle vaccinazioni, previste nel progetto di legge per accedere ai servizi educativi 0-3, Bonaccini ha detto che “il presupposto è chiaro: abbiamo a cuore la salute dei bambini, a partire dai più deboli e dai più fragili. Dobbiamo tutelare, è nostro dovere, i bambini immunodepressi, affetti da gravi patologie, malati di tumore: vaccinando tutti proteggiamo anche loro, che ne hanno ancora più bisogno. Non vogliamo mettere vincoli inutili ma, al contrario - ha concluso Bonaccini-, garantire il massimo della salute alla nostra comunità. Siamo la prima Regione e farlo e lo facciamo con convinzione”.

Il progetto disegna una legge-cornice, che recepisce le novità introdotte dalla riforma nazionale (legge 107/2015) e che, insieme alla direttiva sull’organizzazione e il funzionamento che la completerà, punta ad andare incontro alle esigenze di un mondo del lavoro diverso dal passato, senza arretrare in nessun modo sulla qualità dei servizi erogati.

“L’Emilia- Romagna è la terra degli asili nido e questo continuerà ad essere anche se- ha detto Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione e assessore al welfare- occorre avere il coraggio di adeguarsi al mondo che cambia e alle esigenze molto differenziate dei giovani genitori, tenendo in considerazione anche la sostenibilità del sistema. Il progetto di legge regionale- ha spiegato la vicepresidente- si orienta verso una maggiore flessibilità nel funzionamento dei nidi e dei servizi educativi integrativi, proponendo un modello organizzativo del tipo ‘hub and spoke’:  al centro il nido classico, full time o part time, con orario tradizionale, e intorno una rete di servizi più flessibili (sperimentali, domiciliari, integrativi, spazi genitori-bambini) con orari più elastici”.

“Fatemi esprimere la mia gratitudine- ha concluso Gualmini-  in primo luogo verso tutti gli educatori che svolgono un lavoro appassionato e rilevantissimo per i nostri bambini più piccoli e, poi a tutti coloro che partecipano alla rete dei servizi”.

La riforma istituisce anche un  sistema di accreditamento per i servizi educativi: chi vorrà ricevere finanziamenti pubblici  potrà contare su un percorso più snello, assai diverso da quello vigente nel sistema socio-sanitario. Alle strutture che vogliono accreditarsi sarà infatti richiesto soltanto il progetto pedagogico,  la presenza di un coordinatore pedagogico  di riferimento e uno strumento di autovalutazione della propria attività. Dal punto di vista della salute, il progetto di legge introduce il rispetto degli obblighi vaccinali per difterite, tetano, poliomielite ed epatite B. E questo sarà un vincolo per l’ammissione ai servizi educativi per la fascia di età 0-3 anni.
Altre importanti misure contenute nel provvedimento sono la valutazione della qualità dell’offerta, la valorizzazione della formazione e del progetto pedagogico, la semplificazione della distribuzione delle risorse per la gestione e la qualificazione dei servizi, che vengono direttamente assegnate dalla Regione ai Comuni o loro Unioni.

“I vaccini, come ha detto recentemente  il presidente dell’Istituto superiore di sanità, sono la tecnologia sanitaria più sicura che l’uomo abbia mai inventato- ha sottolineato Sergio Venturi, assessore regionale alle Politiche per la salute-.Da parte nostra, abbiamo già avuto un incontro con i gestori dei servizi educativi, pubblici e privati: hanno espresso soddisfazione per questo provvedimento, lo considerano una salvaguardia importante per la comunità. La settimana prossima incontriamo i responsabili delle società scientifiche. E’ importante che la copertura vaccinale torni ad essere superiore al 95%, è il segnale che non ci saranno nuovi malati. Sia chiaro, non vogliamo mettere in difficoltà nessuno, né i servizi né tantomeno i genitori: ci sarà tempo tutto l’anno prossimo per adeguarsi. Vogliamo evitare intoppi burocratici, per cui la trasmissione dei documenti che attestano le avvenute vaccinazioni potrà essere gestita direttamente dal Servizio sanitario regionale con i nidi. Sono sicuro- ha concluso Venturi- che questa sia una battaglia di civiltà e che altre Regioni seguiranno il nostro esempio”.

Il sistema educativo in Emilia-Romagna
Il sistema dei servizi educativi per la prima infanzia in Emilia-Romagna è rappresentato da nidi d’infanzia che  possono accogliere bambini in età 3 - 36 mesi, sia a tempo pieno che a tempo parziale, organizzati con modalità diversificate in riferimento sia ai tempi di apertura (tempo pieno e part-time) sia alla loro ricettività; dai servizi domiciliari organizzati in piccoli gruppi educativi; da quelli integrativi, come lo Spazio bambini e  i Centri per bambini e genitori.

Secondo i dati regionali riferiti all’anno educativo 2014-2015 in Emilia-Romagna i bambini iscritti nei 1.214 servizi educativi della regione sono 33.140, di cui l’82% frequenta i 997 nidi, nidi aziendali, micronidi e sezioni primavera e il restante 7% frequenta i 137 servizi integrativi e gli 80 servizi domiciliari e sperimentali.

Vaccini: una tutela per il singolo e per la comunità
Il progetto di legge - all’articolo 6, comma 2 – introduce quindi il rispetto degli obblighi vaccinali per quelli già considerati obbligatori. Un apposito provvedimento della Giunta regionale darà attuazione a quanto disposto dal progetto di legge. 
Perché questa scelta? Perché i bimbi che vivono in comunità dove il tasso di vaccinazione è basso corrono un rischio ancora più elevato di contrarre le malattie, dal momento che vi è una maggiore circolazione dell’agente infettivo. Alla luce di tutto questo è importante vaccinare per proteggere tutti i bimbi, e a maggior ragione i più deboli (immunodepressi, con gravi patologie croniche, affetti da tumori): per loro l’unica possibilità di frequentare la collettività è che tutti gli altri siano vaccinati, per evitare che le malattie circolino e possano raggiungerli.

La copertura in Emilia-Romagna: un calo di oltre due punti percentuali in due anni
La percentuale di vaccinati che garantisce la miglior protezione a tutta la popolazione deve attestarsi al di sopra del 95%.
In Emilia-Romagna la copertura, per tutte le vaccinazioni, è sempre stata molto buona, una delle migliori in Italia. In particolare per le obbligatorie le coperture, fino agli inizi degli anni 2000, superavano il 98%. Fra il 2009 e il 2010 è iniziata una graduale diminuzione, che si è accentuata particolarmente dal 2013 a oggi, passando dal 95,7% (nel 2013) al 93,4% nel 2015, con una perdita di oltre due punti percentuali in soli due anni. In alcune aree della regione poi, in particolare nel riminese, le coperture sono al di sotto del 90% (87,5% nel 2015). 

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  • Margherita

    02 Luglio @ 10.33

    Posso comprendere la vaccinazione contro polio, difterite e tetano. Visto che l'epatite b si prende attraverso contatto sessuale ed ematico, non mi spiego come mai vengano vaccinati i neonati.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      02 Luglio @ 12.16

      E' una vecchia domanda. E' necessario vaccinare i bimbi sin dai primi mesi di vita per l' epatite B. Come solo in pochi sanno, la trasmissione del virus B (epatite B) non è solo sessuale nè è solo legata a stili di vita 'a rischio' come molti pensano. Il virus B è infatti molto forte , si trasmette anche per via ematica , ed è resistente nell'ambiente esterno. Purtroppo i casi di inaspettata trasmissione tramite oggetti contaminati (contagio parenterale inapparente ) ai bambini della famiglia, da parte di adulti inconsapevoli di aver avuto il virus B avendolo contratto magari in modo del tutto asintomatico ed essendone guariti dopo pochi mesi (spesso senza neanche accorgersene!), sono assolutamente possibili. La vaccinazione antiepatite B , ad iniziare dai neonati , è volta a proteggere la persona non solo in età neonatale , ma anche nella futura vita adulta.

      Rispondi

  • Enzo

    01 Luglio @ 20.44

    I grillini sono antivaccinisti: come prenderanno la notizia?

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  • Vercingetorige

    01 Luglio @ 18.40

    MOLTO FUMO E POCO ARROSTO ( almeno dal punto di vista vaccinale) ! Intanto il provvedimento , al momento , è ancora un "progetto" , che andrà in Giunta la settimana prossima , quindi non è ancora operativo , POI PREVEDE L' OBBLIGO , PER L' ISCRIZIONE ALLA SCUOLA MATERNA , DELLE VACCINAZIONI CHE SONO GIA' OBBLIGATORIE , quindi si tratterà semplicemente di presentare un certificato che prima non era richiesto. Ad avere qualche difficoltà potranno forse essere soprattutto gli extracomunitari . I vaccini facoltativi continueranno a restare tali , compreso quello contro il morbillo , che ha ucciso alcuni bambini , non vaccinati , nell' ultimo anno.

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    • salamandra

      01 Luglio @ 23.08

      Credo sarebbe stato piuttosto difficile pretendere i vaccini che lo stato stesso decide non essere obbligatori.

      Rispondi

      • Vercingetorige

        02 Luglio @ 12.03

        Si , però può darsi che valga la pena di prendere in considerazione la possibilità di rendere obbligatoria qualche vaccinazione attualmente facoltativa , come , per esempio , quella contro il morbillo . Il morbillo non è solo qualche macchiolina sulla pelle , ma può avere complicanze gravi , perfino mortali. Sono morti alcuni bambini , non vaccinati , negli ultimi due anni . Una bambina romana era figlia di due Medici , che non l' avevano vaccinata . Lo "Stato" prende queste decisioni su indicazione medico-scientifica.

        Rispondi

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