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Via Imbriani: non un raptus, ma un gesto premeditato anche nei dettagli - Disposti gli esami dei Ris

Via Imbriani: non un raptus, ma un gesto premeditato anche nei dettagli - Disposti gli esami dei Ris
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Luca Pelagatti

Chissà da quanto tempo lot­tava con quell'idea, chissà per quante notti ha inseguito una via d'uscita. E forse in quelle ore so­litarie ha progettato anche l'ul­timo atto: quello delle sirene, delle ambulanze. Quello delle di­vise e del clamore.

Aveva programmato ogni det­taglio Luigi Soliani, anche la sco­perta del proprio corpo e quello del figlio Maurizio. Lo conferma un dettaglio di raggelante sem­plicità: l'uomo infatti, che per problemi economici non pagava l'affitto da tre anni, aveva con­cordato con la padrona di casa la data nella quale la donna avreb­be potuto riprendere possesso dell'appartamento di via Im­briani: proprio la mattina di ve­nerdì.Soliani si era congedato con­segnandole le chiavi e invitan­dola ad un sopralluogo concor­dato che ha impedito che nes­suno si accorgesse per giorni di quella tragedia avvenuta in si­lenzio. (Tutti i particolari nei servizi sulla Gazzetta di Parma in edicola)

IL MAGISTRATO ORDINA GLI ACCERTAMENTI DEI RIS. Non ci sono misteri da svelare. Un dramma umano, non un caso giudiziario. Ma le inchieste hanno dei passi obbligati. Il primo è già stato completato ieri: l'autopsia sui corpi di Luigi e Maurizio Soliani è stata effettuata all'Istituto di medicina legale. E, secondo le prime indiscrezioni, avrebbe confermato l'ipotesi dell'omicidio-suicidio subito formulata dagli inquirenti. Il padre avrebbe fatto fuoco con la calibro 22 contro il figlio, probabilmente mentre Maurizio era in piedi accanto al letto, poi si sarebbe seduto sul proprio letto sparandosi un colpo in testa. Il proiettile che ha ucciso il figlio è entrato sotto l'orecchio sinistro e dovrebbe essere stato sparato da dietro. Insomma, l'omicidio sarebbe avvenuto poco dopo che il figlio si era alzato, poi l'uomo si sarebbe ucciso.
Come di prassi, tuttavia, il pm Lucia Russo - titolare dell'inchiesta - ha disposto l'esame dello stub, l'analisi che consente di rilevare tracce di polvere da sparo, per poter avere la certezza che sia stato Luigi Soliani ad impugnare la calibro 22 e a sparare. Allo stesso tempo verrà verificata la corrispondenza tra i proiettili esplosi e la pistola.
Il movente? Due sono gli elementi su cui hanno puntato l'attenzione gli investigatori: da una parte il tracollo economico-finanziario, reso ancora più insopportabile dalla battaglia legale durata anni che Luigi Soliani ha dovuto affrontare, dall'altra la morte - lo scorso ottobre - della moglie. Traumi che hanno pesato enormemente sull'equilibrio familiare, come hanno anche confermato alcuni amici e conoscenti sentiti dagli inquirenti nel pomeriggio della tragedia. Tuttavia, né il padre né il figlio erano in cura per problemi psichiatrici e nemmeno lo erano stati in passato. Così come non sono stati trovati nell'appartamento farmaci specifici per il trattamento di disturbi psichiatrici. Un dramma esploso improvvisamente. Ma che è cresciuto negli anni. E di cui forse nessuno ha saputo cogliere i segnali.
G. Az.

SI CERCANO I PERCHE'   (26-6)
Il figlio era sul pavimento, ri­verso su un fianco accanto al let­to, la testa in una pozza di san­gue. Il padre era nella sua stanza, steso sulle lenzuola. Sembrava che dormisse, Luigi Soliani, 78 anni. Dalla soglia della sua ca­mera non si vedeva la ferita mor­tale alla tempia; la calibro 22 a tamburo, ancora stretta in pu­gno, era nascosta lungo il fianco. Da quella rivoltella è partito il proiettile con il quale il pensio­nato si è ucciso subito dopo aver freddato il figlio Maurizio di 39 anni. Due colpi di pistola in ra­pida successione, per cancellare quel che restava di una famiglia unita e felice fino all'ottobre del 2009.

Otto mesi fa, il cancro s'era portato via Sandra Fortuna, ma­dre della vittima e moglie del­l'omicida. Un lutto che ha segna­to il figlio e che deve aver fatto precipitare nella depressione anche il marito. Potrebbe non essere l'unico motivo alla base dell'omicidio-suicidio. Di certo è tra quelli che hanno avuto più peso nell'armare la mano del pensionato. Via Imbriani 69, an­golo con borgo Cocconi: la dop­pia tragedia si è consumata qui, al terzo piano di un palazzo mo­derno, nell'appartamento nel quale i Soliani abitavano da cin­que anni. Sembra, stando ad al­cune testimonianze, che da tre anni non pagassero l'affitto. Una situazione inspiegabile, almeno all'apparenza, perché il 78enne (ex imprenditore con attività an­che in Venezuela ed ex rappre­sentante di commercio) poteva contare su una pensione, mentre il figlio, assunto dall'Enaip, ave­va la sicurezza di un reddito mensile da aggiungere alle sue collaborazioni di musicista. Ieri mattina, la proprietaria dell'al­loggio è salita al terzo piano con un parente, per portare una let­tera, forse un prologo dello sfrat­to. Pare che avesse chiamato il giorno prima, dopo essersi con­sultata con un avvocato, per an­nunciare l'inevitabile dopo aver­lo rimandato per la malattia di Sandra Fortuna. «Venga pure, ci saremo», le avrebbe risposto Luigi Soliani.

LA CRONACA DELLA TRAGEDIA (25-6)
Tragedia in via Imbriani: in un'abitazione al civico 69 un uomo ha sparato al figlio con una pistola, per poi suicidarsi. Sul posto sono accorsi carabinieri, polizia e personale del 118. In base alla prima ricostruzione dell'accaduto, il 78enne Luigi Soliani avrebbe sparato con una pistola al figlio Maurizio, di 39 anni, che lavorava come tutor all'Enaip. Il padre era stato rappresentante di ferramenta. Le indagini proseguono, ma gli inquirenti, coordinati dal pm Lucia Russo, hanno pochi dubbi sul fatto che si sia trattato di omicidio-suicidio.

E' stato il proprietario dell'appartamento, attorno alle 10,30, a scoprire la tragedia. L’uomo si era recato nello stabile, al civico 69 di via Imbriani, per consegnare la lettera di sfratto. Nonostante non avessero apparenti problemi economici, la famiglia Soliani non pagava infatti l’affitto da tempo e il proprietario si era messo d’accordo con i due inquilini per arrivare alla chiusura del contratto di locazione. Stamattina si è recato nell’abitazione ma dopo aver più volte suonato il campanello, si è insospettito ed ha deciso di chiamare le forze dell’ordine.

Maurizio è stato ritrovato nella sua camera, disteso a terra su un fianco, in pigiama e con una ferita alla tempia; il padre era invece riverso sul suo letto con in pugno la rivoltella con cui aveva fatto fuoco.

«Stiamo vagliando tutte le ipotesi ma quella più concreta è che si sia trattato di un omicidio-suicidio - ha commentato Cristiano Spadano, capo del reparto operativo dei Carabinieri di Parma -. La tragedia si è consumata in ambito familiare, escludiamo che siano coinvolte altre persone». L’appartamento, al terzo piano dello stabile, non presenta infatti segni di effrazione, né alle porte né alle finestre. Nessun oggetto appare fuori posto, segno che fra padre e figlio non c'è stata alcuna colluttazione. «Era tutto in perfetto ordine - ha confermato il capitano Spadano -. Anzi all’interno dell’appartamento abbiamo trovato una disposizione degli oggetti quasi maniacale, come prodotti per l’igiene della casa e deodoranti spray su molte sedie; elementi che fanno pensare ad un disagio psicologico su cui ora continueremo ad investigare».

I due, hanno spiegato alcuni vicini, non avevano mai dato segni di grandi contrasti fra di loro, anche se il 39enne era caduto in uno stato di profonda depressione dopo la scomparsa della madre, avvenuta meno di un anno fa per un tumore. La pistola con cui si è consumata la tragedia, una calibro 7,65, era regolarmente detenuta da Luigi Soliani, ex rappresentante di ferramenta: la custodiva in un armadio blindato, anche questo in perfetto ordine, dove i carabinieri hanno trovato altre armi, tutte denunciate. Nessuno avrebbe sentito rumori provenire dall’interno dell’appartamento, tantomeno i due colpi di pistola. 

IL TEATRO EUROPA ANNULLA IL CONCERTO. Nel pomeriggio è stato reso noto che "il concerto previsto per stasera (25 giugno) all'interno della stagione estiva del Teatro Europa è annullato a causa della tragedia che ha colpito la famiglia Soliani".

 

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  • marco

    28 Giugno @ 02.06

    Se qualcuno ha ancora un pò di dignità,d'accortezza, di sensibilià d'animo di fronte a questo dramma, è meglio che smetta di scrivere commenti volgari e offensivi, che tra l'altro sforano dalla tragedia che si è consumata. E' facile prendersela con tutti senza calcolare chi maurizio lo conosceva davvero. Ognuno prima o poi verrà giudicato, voi giudichini siete pronti a questo?

    Rispondi

  • Antonio

    27 Giugno @ 23.27

    Anche qui vedo che c'è chi vuol intromettere politica ed extracomunitari, dalle ultime notizie che ho sentito sembra invece che sia una cosa molto parmigiana, chi ha assorbito l'agenzia viaggi non veniva molto da lontano e se la causa da poco vinta e stata vinta su motivi reali il tutto si indirizzza verso i soliti personaggi che hanno rovinato gli altri, si sentono forse tristi , in prigione non andranno mai e un pezzo di pane con anche il companatico da mangiare l'avranno sempre

    Rispondi

  • rosetta

    27 Giugno @ 19.31

    per Cozzano , NON sono eresie forse lei è fuori dal mondo, ritorni subito !!! Anch'io conosco persone nullateneti che posseggono auto di lusso e altro speriamo che con questi controlli che stà facendo la Finanza sulle auto salti fuori qualcosa di buono,Per quei signori morti mi dispiace molto perchè alla disperazione non cè conforto che tenga o che si possa dare.

    Rispondi

  • Yanomani

    27 Giugno @ 16.53

    Conosco Italiani che abitano nelle case Acer e hanno macchine da soldi!..come mai??

    Rispondi

  • DADDA

    27 Giugno @ 12.34

    SMETTETELA DI SCRIVERE DELLE ERESIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Rispondi

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