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Un monumento per i 200 anni di Verdi

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Per chi giunge a Parma dalla stazione, via Verdi è la vera e propria porta d’ingresso alla città storica. È l’ingresso urbano privilegiato che accompagna il visitatore al centro architettonico culturale di Parma: piazza della Pace, la Pilotta, l’antica residenza dei Farnese, il Teatro Regio, palcoscenico dell’arte musicale parmigiana, il Duomo e il Battistero, l’antico centro civico e religioso.
La nuova stazione di Parma offre alla città l’opportunità di costituire un trait d’union tra il centro storico e la città sviluppatasi a nord dell’asse ferroviario. Per questo l’amministrazione comunale, attraverso l’Agenzia Qualità urbana e architettonica, ha messo a punto un progetto per riqualificare e valorizzare l’asse urbano di via Giuseppe Verdi, deputato a rendere compiuta l’unione tra la Nuova Stazione ed il centro storico. Occasione ancor più straordinaria dal momento che, nel 2013, cadrà il bicentenario della nascita del Maestro cui la strada è dedicata. Un segmento urbano di grande importanza, dunque, che unirà il centro città alla nuova stazione.
Il progetto porta la firma dell’architetto Moreno Pivetti, in collaborazione con l’architetto Camilla Girelli.
Il progetto preliminare, approvato ieri dalla Giunta comunale, ha ottenuto parere unanime favorevole del consiglio del Quartiere Parma Centro. Il progetto ha altresì avuto riscontri favorevoli da parte dell’Istituto Studi Verdiani e della Soprintendenza ai Beni Architettonici e del Paesaggio di Parma e Piacenza.
 
IL PROGETTO- Il progetto è un “monumento urbano lineare” che si sviluppa longitudinalmente lungo l’intera via, dall’ingresso all’altezza di viale Bottego fino al quadrilatero ricostituito di piazzale Bodoni. Il monumento lineare, che recupera gli elementi concettuali che formavano l’esedra del Centenario, sarà composto da ventisette stele commemorative delle altrettante opere verdiane, disposte in sequenza secondo l’ordine cronologico delle medesime per “ridefinire” il nuovo asse visivo della strada.
Da un lato un passeggio urbano esclusivamente pedonale, della larghezza di circa otto metri, dall’altro la sede veicolare, data dalla carreggiata stradale e dai parcheggi. Questi ultimi sono previsti esclusivamente sul lato destro, al fine di liberare il più possibile la sede stradale ottimizzando gli stalli auto secondo una loro nuova disposizione a spinapesce. Lo sviluppo sequenziale delle stele descrive lungo il passeggio altrettanti microspazi urbani, in forma di ‘stanze verdiane’, attrezzati per la sosta, l’ascolto e la comunicazione. Piazzale Bodoni non sarà più uno “slargo” bensì il quadrilatero storico di un tempo, una piazza-fulcro che anticipa il “vuoto urbano” della Pilotta: le ventisette stele chiudono un percorso e al tempo stesso aprono e indirizzano verso la città storica.
I lineamenti del progetto si propongono di interpretare i temi specifici dell’arte verdiana – tra imaginerie popolare e riproposizioni antologiche – coniugandoli alle necessità che la fruizione di uno spazio urbano impone di rispettare. Tra queste gli aspetti di mobilità sostenibile dell’area, la sintesi tra usi privati e pubblici degli spazi, il rispetto e la valorizzazione degli equilibri commerciali della zona compresa anche la possibilità di conservare il suo uso mercatale temporaneo.
 
LE STELE - Le ventisette stele, alte circa 3,5 metri, saranno dedicate ciascuna ad un’opera del Maestro. Ogni stele - totem sarà dotata di apparecchiature tecnologicamente avanzate per l’emissione di suoni, di luci e proiezioni. Sui lati verso il percorso pedonale, saranno ospitati bassorilievi dedicati ciascuno ad ognuna delle ventisette opere. Al piede di ciascuna stele sarà posizionata una lastra di pavimentazione con riportato a rilievo il titolo delle opere verdiane, secondo il loro ordine cronologico.
Il progetto prevede l’integrazione dei corpi illuminanti esistenti, le colonne saranno dotate di luci ad incasso alla base ed in sommità. L’allineamento verso la carreggiata sarà chiuso da “sedute musicali”.
La distanza tra le stele sarà di circa 10 metri e consente una loro distribuzione lungo l’intera strada, dal limite planimetrico del quadrilatero di largo Bodoni all’allineamento degli edifici su viale Bottego. La sequenza geometrica, pur ripetendosi costante lungo i fronti degli edifici, subisce leggere variazioni in corrispondenza delle strade laterali, al fine di consentire le manovre dei veicoli come previste dal codice della strada. Il “passeggio verdiano” sarà pavimentato con doghe di legno-cemento, intervallate da lastre di larghezza pari alla base delle corrispondenti stele.
Ogni stele recherà il nome di ciascuna delle ventisette opere e potrebbe fare riferimento a un “main partner” all’interno degli sponsor del comitato per le celebrazioni del bicentenario 2013.
Sarà mantenuta la fermata dell’autobus intermedia a via Verdi, coordinata con la nuova configurazione progettuale.
 
PIAZZALE BODONI
- Via Verdi non può fisicamente concludersi in piazzale Bodoni, ma deve invitare a entrare e percorrere piazza della Pace, attraversando i portici della Pilotta per arrivare al monumento a Verdi e continuare poi verso il cuore del centro storico. Questo asse stazione-monumento-città storica dovrà diventare il percorso privilegiato per chi arriva a Parma.
Il progetto prevede la ridefinizione geometrica e spaziale del ‘quadrilatero Bodoni’, tramite una pavimentazione disegnata da fasce corrispondenti alla proiezione planimetrica delle sei pilastrate verso il piazzale della Pace. In corrispondenza della loro intersezione con via Bodoni vi saranno sei stele a formare una sorta di “propileo” che anticipa la Pilotta o, alternativa, getti d’acqua con erogazione da terra, a costituire una sequenza scenografica di giochi d’acqua (ricerca dell’”effetto” verdiano).
Il ‘carré’ è leggermente in rilievo rispetto alle quote delle carreggiate stradali, ossia in continuità con le quote pavimentali dei percorsi pedonali, determinando una zona franca che permetterà di rallentare la velocità veicolare in corrispondenza del suo attraversamento.
 
“Il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi – spiega il Sindaco di Parma Pietro Vignali – è un evento che necessita di un impegno corale di tutta la città e il recupero della sua memoria deve passare attraverso un momento celebrativo concreto. Il sogno di tutti i parmigiani di poter in qualche modo riproporre il ricordo del grande monumento semicircolare dedicato al Maestro, inconsultamente distrutto dopo la guerra, si concretizza nell’idea di riproporre via Verdi come museo lineare all’aperto”.
Per il responsabile dell’Agenzia per la Qualità Urbana e Architettonica Paolo Conforti “via Verdi diventerà una vera e propria porta alla città per chi arriverà dalla nuova stazione, dove, attraverso un percorso di natura monumentale e celebrativa, si entrerà nel cuore del centro storico accompagnati dalle opere del melodramma verdiano, nell’ambito di una riqualificazione dello spazio pubblico che troverà in piazzale Bodoni un rinnovato accesso all’ara dello Ximenes. Una strada che è di fatto estranea al tessuto storico per impianto e dimensione diventerà dunque protagonista della città attraverso questo intervento di riqualificazione funzionale.
 

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  • emilio Medioli

    03 Luglio @ 10.41

    Residenti ancora più penalizzati...GRAZIE!!! ne facciamo a meno..perchè non siamo stati interpellati???Stiamo bene così e con la scomparsa definitiva del maledetto mercato staremmo ancora meglio

    Rispondi

  • adriano

    03 Luglio @ 10.20

    Circa il posizionamento attuale del monumento a Verdi o meglio, di ciò che ne rimane dopo la distruzione ad opera di amministrazioni social comuniste con il pallino della ruspa,concordo in pieno con quanto scriitto sal sig.RENZ. Splendido il progetto della via, collegamento naturale tra la bellissima stazione in costruzione e la pilotta. Il monumento, ripeto, andrebbe ripensato nella sua collocazione magari aggiungendo le rimanenti statue che si sono salvate dai vandali di un tempo. Complimenti all''amministrazione, ai progettisti ecc.

    Rispondi

  • linda

    03 Luglio @ 08.42

    Malissimo. Verdi non ha bisogno di monumenti. E Parma ha solo bisogno di buone opere anche di Verdi, ma a teatro.

    Rispondi

  • Bruno

    02 Luglio @ 19.26

    STUPENDO ... MAGNIFICO ... NON VEDO L'ORA CHE SIA FINITA PER AMMIRARLA ! ORA L'OPPOSIZIONE E L'INTENDENZA AI MONUMENTI NON CI METTANO IL BASTONE TRA LE RUOTE ... COME AL SOLITO !

    Rispondi

  • Giacomo

    02 Luglio @ 16.28

    un museo dedicato al nostro verdi lungo una strada del centro...bellissimo ed unico!! bravi architetti. Un modo attuale per fare "mea culpa" perciò che è stato fatto con l'originale monumento!

    Rispondi

    • Stefano Melani

      03 Luglio @ 08.06

      Vorrei ricordare che Verdi non è di Parma, semmai di Busseto. Cosa mai ha fatto per Parma, forse la casa di riposo per musicisti? E' forse sepolto a Parma? E' divenuto famoso a Parma? Quindi abbassate la cresta. Se proprio volete un musicista di Parma pensate a Paer

      Rispondi

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