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VIOLENZA

Salva la barista pestata da un cliente. Ma si becca una denuncia

La titolare del «Laguna»: «Il mio compagno mi ha difesa. Quell'uomo mi aveva colpito con un portacenere»

Salva la barista pestata da un cliente. E si becca una denuncia
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«Cosa dovevamo fare? Abbiamo cercato di difenderci. E quando il mio compagno ha visto quell'uomo che mi afferrava per il collo non ci ha più visto... Adesso, la mia preoccupazione principale è che vada nei guai lui per avergli messo le mani addosso».

Florida Ciccarello ieri mattina è arrivata come sempre alle 7,30 ad aprire il Bar Laguna di via Venezia. Solita carrellata di caffè e sorrisi ai clienti, che non sapevano ancora nulla della sua nottataccia. Poi la notizia della lite furibonda ha cominciato a circolare sui siti online con le informazioni diffuse dalla questura. Ed è partito il sottofondo dei si-mormora, delle domande a mezza voce («sarà mica il vostro bar?»).

Questi i fatti nudi e crudi dell'altra notte: un cliente marocchino diventato di colpo molesto quando il bar stava per chiudere. Aggredisce i due gestori (che sono Florida e il suo compagno Enrico). Il barista a sua volta reagisce e i duellanti si fronteggiano brandendo uno un manico di scopa e l'altro il bastone del mocho Vileda. Ha la peggio il marocchino: i poliziotti lo trovano accasciato sulla «rotondina» all'incrocio con strada Naviglio Alto, un taglio sanguinante in testa. Tutti finiscono al pronto soccorso: i due baristi medicati e dimessi, il marocchino trattenuto in ospedale (e ieri mattina non ancora refertato) perché prima bisognava fargli smaltire la sbornia. («Questo non me lo spiego: da noi ha preso solo una Heineken, come le altre volte», scuoteva la testa Flo).

L'uomo, che ha 38 anni, è residente in provincia di Reggio Emilia, è stato denunciato per lesioni aggravate e violenza privata, avviato il procedimento del foglio di via per non fargli più metter piede a Parma. Ma del reato di lesioni aggravate dovrà rispondere anche il barista.

«Della denuncia l'ho letto sui siti. Lui non lo sa ancora: è a casa, ancora dorme. Se non l'hanno già arrestato...», cerca di scherzarci perfino un po' su Florida, per stemperare la tensione e lo spavento ancora addosso. Scosta il colletto della camicia per fare vedere meglio le striature rossastre sul collo. Che è successo dunque l'altra notte?

«Quel tipo non è la prima volta che viene. Prende una birra, si siede in un angolo ad ascoltare la sua musica araba. E' sempre stato tranquillo. Nel quartiere ci conoscono tutti, mai una rissa: alla sera teniamo aperto fino alle due, la clientela è sempre la solita...».

Giovedì la combriccola s'era sciolta presto: «A mezzanotte non c'era più nessuno. “Per una volta chiudiamo un po' prima” ho pensato. Io ero dentro a pulire, il mio compagno metteva a posto fuori».

Fino a quel punto è ancora tutto normale: nel locale erano rimasti il marocchino e un altro cliente abituale, che poi sarà ascoltato dalla polizia come testimone. Il marocchino prende la sua bici e fa per andarsene, «e mentre se ne andava è passato davanti ai nostri “cari amici spacciatori” che si appostano qui di fianco tutte le sere. Si sono detti qualcosa: forse l'hanno stuzzicato un po'. Lui è arrivato fino alla vetrina dell'ottico e poi è tornato indietro passando ancora davanti al gruppetto. Hanno discusso ancora un po'. Poi eccolo di nuovo qui nel bar: “ho lasciato qui uno zaino. Dov'é?” Gli rispondo che non ho visto nessuno zaino».

Secondo il racconto di Florida, è proprio a quel punto che l'uomo comincia a scaldarsi: «Ha cercato di fare il giro del bancone. E' intervenuto il mio compagno: “Esci di lì, lo zaino non c'è”. Lui è uscito: ha preso Enrico per il collo e gli ha strappato la maglietta. Sono intervenuta io: “Non lo toccare, ci sono le telecamere che filmano tutto, chiamiamo la polizia”. L'uomo si è girato verso di me: mi ha preso per il collo, ha afferrato un portacenere da un tavolino e me l'ha tirato in fronte. Il mio compagno, davanti a quella scena, non ci ha più visto...».

Florida mette in fila le altre fasi salienti del match impresse nella memoria: il marocchino che afferra la scopa, il barista che gli sferra un colpo e lo fa cadere su un tavolino, l'uomo si rialza, il barista lo rincorre fino alla rotonda... Lei e il cliente si barricano nel bar, lui chiama la polizia: «C'è una rissa, qua si stanno ammazzando... fate presto...».

In via Venezia arrivano due pattuglie della squadra volanti. Il marocchino è malconcio ma cosciente: un'ambulanza del 118 lo porta dritto al Maggiore, «mentre noi ci siamo andati con la nostra auto. Gli agenti hanno sentito noi e il testimone, ci hanno detto di andare oggi in questura a fare la denuncia. Non ci sono ancora andata perché devo portare i filmati, aspetto il tecnico: le telecamere hanno registrato tutto, almeno si vedrà chi è stato a cominciare....»,

Florida si accende una sigaretta. Assicura che al Bar Laguna di problemi con gli stranieri non ce ne sono mai stati: su quei tavolini è un miscuglio di gente e di razze. «Faccio gli spuntini per tutti: chi non può mangiare il maiale, chi vuole il latte di soia...».

L'orizzonte di via Venezia è quello che è, ma questo si sa. Complesso e opaco, specie dopo il tramonto. Gli spacciatori sono di casa, «ma non sono pericolosi: certo, ti fanno perdere molta clientela perché c'è gente che ha paura. Paura io? Mai avuta». Interviene Daniel, 19 anni, il figlio di Flo che finora ha ascoltato in silenzio: «E' vero, mia mamma non ha paura. Ma se l'altra notte fosse stata da sola dietro il bancone, come sarebbe finita?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Massimiliano

    25 Settembre @ 22.21

    Beh, se espellere i CLANDESTINI, VIOLENTI, UBRIACONI, NULLAFAFACENTI, NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI ANCHE LADRI E SPACCIATORI, non vuol dire risolvere il problema alla radice, trovatene uno voi.....

    Rispondi

  • ab9pr

    25 Settembre @ 18.55

    alberto_bianco@alice.it

    Massimiliano espellere i clandestini non é risolvere il problema alla radice ... mi spiace ma non sono d'accordo

    Rispondi

  • ab9pr

    25 Settembre @ 16.03

    alberto_bianco@alice.it

    A mare é sempre troppo tardi Anonimous ... ci vai tu ad affondare i barconi?! Scrivete tanto x scrivere ma a domande precise nessuno risponde...

    Rispondi

    • burdlazz

      25 Settembre @ 19.42

      La Spagna è (era) obiettivo di quasi altrettanti sbarchi dell'Italia ma da anni, pur senza un governo stabile da oltre un anno, applica la stessa regola. La Armada Española soccorre in mare, in acque internazionali, i barconi o i gommoni in difficoltà, imbarca i "migranti" e li riporta là da dove sono partiti. Nel 2016 con questo sistema l'afflusso verso le coste iberiche si è ridotto dell'80%. Salvataggio in mare sì, come d'obbligo, invasione di clandestini no.

      Rispondi

  • ANONIMUS

    25 Settembre @ 13.57

    I problemi andrebbero risolti a MARE non a monte..

    Rispondi

  • Massimiliano

    25 Settembre @ 12.13

    Il problema andrebbe risolto alla radice. Infatti come può un extracomunitario, senza lavoro, residente a Reggio, ma bellamente in giro in BICICLETTA a PARMA ( novello Girardengo?) essere regolare sul territorio e potersi permettere di ubriacarsi? ( dove trova i soldi per alcolici e sigarette??) Manca quindi una legge che preveda l'immediata espulsione di chi non ha ne arte e ne parte. Come mai le FFOO non guardano queste cose? Semplice, perché non hanno potere decisionale che è delegato ai giudici...... Quindi la questione è più che politica.... Le leggi le fa il parlamento, ergo, la politica. Sai quanti poliziotti o carabinieri vorrebbero ma, causa questa politica , non possono fare niente???? Tutti. Costretti a scrivere montagne di carte, verbali, notifiche, notizie di reato che NON AVRANNO MAI SEGUITO. Chi mi conosce sa che mi sono sempre battuto per avere una legge ferrea per espulsioni, ma come novella un proverbio latino : "UBI MAIOR, MINOR CESSAT." Saluti

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