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Psicologi in strada, un punto di riferimento per tutti

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Quaranta colloqui a persone dai 20 ai 45 anni. Questo il primo bilancio del progetto "Psicologi in strada" che rientra nel programma di "Sotto le stelle...in piazzale della Pace" dell’Agenzia alla Sanità del Comune di Parma e dell’Ausl e che vede quattro psicologi professionisti occuparsi di problematiche di ampio spettro: problemi familiari, di coppia, alimentari o legati alla sfera sessuale. Tutti i cittadini che hanno voluto usufruire del servizio sono stati indirizzati ai Centri e Servizi Territoriali competenti.  Sono emersi molti disturbi legati all’umore, problemi legati all’ansia, ma anche patologie legate a dipendenze sia da fumo che da internet e cellulari e si è riscontrato una maggior conoscenza da parte degli utenti rispetto alla sintomatologia, mentre è emerso un certo disorientamento rispetto a consulenza pubbliche di sedute di psicoterapia individuale.  I dati, nel rispetto della privacy, sono stati supervisionati dalla dott.ssa Francesca Palombi (Psicologa Clinica Ausl di Parma, da quest’anno Supervisore del Progetto)  e dal dott. Paolo Volta (Direttore Programma Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Parma). A differenza dei  precedenti  progetti, in cui l’attività prevista era finalizzata alla prevenzione, mediante la diffusione di materiale informativo riguardante l’uso e abuso di sostanze alcol e la promozione di condotte sessuali consapevoli e responsabili,  quest’anno all’attività di prevenzione sulle dipendenze è stato affiancato uno spazio di consulenza psicologica.
La  media dei colloqui è ben più alta rispetto al passato (in due settimane superata la metà dei 70 colloqui fatti lo scorso anno in tre mesi).

GLI ORARI - A differenza dello scorso anno sono stati inseriti nuovi orari di apertura a turni, non solo dalle 19 alle 23, ma anche in fasce diurne (ad esempio al mattino dalle 10 alle 12)  per favorire famiglie, anziani, e adolescenti.
Questi, nello specifico, gli orari indicativi, che potranno variare in base alla programmazione complessiva degli eventi in cartellone e saranno comunicati attraverso gli organi di stampa e affissi sulla "casetta" di via Garibaldi:
LUNEDI  19-23
MARTEDI 10-12; 21-23
MERCOLEDI 10-12; 21.30-23
GIOVEDI 10-12; 21-24
VENERDI 9.30-11.30, 20.30-22.30
SABATO 9-11
DOMENICA 18-22

LA PAROLA AI PROTAGONISTI

PAOLO VOLTA, Direttore Programma Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Parma
 
Quali le tematiche affrontate maggiormente?
“Come ci aspettavamo le problematiche sono molto variegate: la nostra società, i nostri ritmi di vita portano ad un livello di stress elevato: abbiamo avuto problemi, soprattutto nelle ragazze, di disturbi del comportamento alimentare, anche se non eclatanti e non ancora sviluppati completamente; problemi di ansia, di coppia, rapporti genitoriali difficili, anche problemi della sfera sessuale. Un po’ tutte le difficoltà che il nostro stile di vita comporta e che inevitabilmente poi si riflette sull’equilibrio psicologico. Stiamo raccogliendo tutti i dati, in forma anonima, di queste persone, per poi riuscire ad avere la fotografia precisa della situazione.”
Quali le fasce d’età?
“Tendenzialmente dai 25 ai 45 anni, ma un po’ tutte le fasce di età. La finalità per la quale l’Ausl si è più impegnata è la prevenzione dell’abuso di sostanze, che continua anche quest’anno, pur essendosi aggiunta la novità di questo aspetto consulenziale per problemi legati all’equilibrio psicologico. L’obiettivo è fare un premio screening per inviare le persone ai servizi specialistici.”
 
FRANCESCA PALOMBI , Psicologa Clinica Ausl di Parma, Supervisore del Progetto
Lei da quest’anno è il Supervisore del Punto d’Ascolto degli Psicologi di “Sotto le Stelle… in Piazzale della Pace”: che strategia ha suggerito per incrementare la fruibilità di questo servizio?
“Abbiamo eseguito circa 40 colloqui in due settimane, contro i 70 in tre mesi dell’anno scorso: avendo inserito degli orari anche nelle fasce diurne, soprattutto al mercoledì e al sabato, giorni di mercato, c’è stata una maggiore affluenza di cittadini rispetto al passato.”
Si sono rivolte al Punto d’Ascolto Psicologi in Strada anche persone in difficoltà per la crisi economica, magari dopo aver perso il posto di lavoro?
“Sì. Si sono presentate delle persone disoccupate che ci hanno chiesto un sostegno psicologico. Presentavano tratti non solo ansiosi, ma depressivi, per le difficoltà nel mantenimento della famiglia, con un conseguente carico emotivo importante.”
Com’è l’approccio?
“Sono le persone interessate che si affacciano direttamente allo sportello per esporre le diverse problematiche o patologie. Trattiamo non solo le dipendenze, come negli anni precedenti, ma ci offriamo come punto di ascolto per qualsiasi tipo di fragilità. Si rivolgono a noi adolescenti, le famiglie,gli anziani, le mamme. Dai colloqui emerge che c’è una maggiore informazione sulle problematiche o le patologie – ho l’ansia, ho avuto un attacco di panico –,mentre c’è un maggior disorientamento rispetto a quella che è la rete dei servizi, cioè il dove posso andare? o a chi posso rivolgermi? Del resto il nostro ruolo è proprio quello di rispondere a queste domande, di fornire queste informazioni.  Tutte le persone sono state indirizzate ai vari servizi del territorio, quello che richiedono è proprio un supporto psicologico. Il primo colloquio viene visto come uno sfogo emotivo, con questo disorientamento per non sapere dove andare. Il fatto che vengano presentati loro dei servizi che esistono sul territorio, li rende più soddisfatti, perché appunto apprendono che esistono dei punti di riferimento.”
Tradizionalmente in questa casetta entrava solo chi aveva dipendenze patologiche…
“Ancora ci occupiamo di dipendenze, come possono essere quella da abuso di alcool, ma oggigiorno aumentano quelle che vengono definite dipendenze da new addiction, cioè da siti internet, abuso di cellulare(“ho tre cellulari in borsetta, non esco di casa senza cellulare, lo sento suonare anche se in realtà non è ancora squlillato”) palmare, etc.. Insomma un bisogno estremo di mantenere il contatto virtuale con altri.” Inoltre dipendenze da gioco d’azzardo: a differenza di quanto avveniva negli scorsi anni quando le persone si rivolgevano a noi soltanto per chiederci etilometri monouso o preservativi, adesso c’è la richiesta del nostro supporto per queste patologie.”
Esiste una dipendenza da Facebook?
“Assolutamente si: c’è questo bisogno di conoscere persone via chat o con i social network. Quella da Facebook è diventata sempre di più una dipendenza, soprattutto in luoghi professionali dove è ancora consentito l’uso ed il portale rimane acceso almeno otto ore per avere la possibilità di comunicare con persone che sono fisicamente lontane, ma virtualmente presenti.”
Le persone conoscono già la propria sintomatologia?
“Sì, c’è maggiore consapevolezza ed informazione, grazie ai media, ai libro o internet o perché qualche conoscente ha avuto una sintomatologia simile. C’è, invece, un maggior disorientamento su quelli che sono i servizi messi a disposizione sia dall’Ausl che dal Comune per trattare questo tipo di disturbi. Abbiamo rilevato che la maggior parte di persone richiede dei colloqui di psicoterapia individuali, anche perché ci sono persone che dicono che sono state seguite da psicologi privati e non possono permetterselo e avrebbero piacere che ci fosse un servizio del genere messo a disposizione da Ausl o Comune, dove magari spendere un po’ meno.”
Arrivano anche disoccupati…
“Sì, ci sono state alcune persone che hanno perso il lavoro che sono venute allo sportello per avere un supporto emotivo in un particolare momento di disagio personale e famigliare.”

FILIPPO TINELLI, operatore Punto d'Ascolto Psicologi in Strada

“La prima riflessione che mi viene da fare è che la gente sta familiarizzando con questo spazio: lo scorso anno la cittadinanza sembrava molto più spiazzata o disorientata, mentre quest’anno inizia a riconoscerci e ad avere un grado di familiarità maggiore, come testimoniato dalla maggiore fruibilità di questo spazio. Se pensiamo che l’anno scorso abbiamo fatto 70 consulenze in tre mesi, mentre quest’anno sono già 40 in due settimane, mi pare un grande indice.
L’esperienza comune con gli altri miei colleghi del Punto di ascolto, Francesca Violi ed Antonio Di Sabato, mi porta a dire che un conto sono i colloqui che avvengono all’interno della struttura, un conto è il sommerso dei colloqui che avvengono all’esterno della struttura. Ci sono tante persone che ci prendono come punto di riferimento, anche se non si azzardano ad entrare: comunque arrivano, scambiano due parole, magari in un momento di solitudine e di difficoltà, senza avere un problema ben preciso. Non possiamo dimenticare anche questo sommerso…
Si sono rivolte a noi per chiedere aiuto per difficoltà che stavano affrontando anche persone anziane, di 80 anni…
Gli atteggiamenti sono molto vari: c’è curiosità, gente che apprezza molto questa iniziativa, altri sono più diffidenti e si muovono in maniera più guardinga. Prima iniziano a parlare con noi, a familiarizzare, e poi qualche giorno dopo chiedono la consulenza. E’ uno spazio che va a ridurre la distanze tra noi professionisti ed il territorio e le persone, che ci permette di farci conoscere in maniera più rassicurante rispetto al dover prendere un appuntamento ed entrare in un servizio. Si porta un contributo di cultura in una nazione come la nostra dove c’è gente che sa chi è un oncologo, o un pediatra, o cos’è una tac, e magari con conosce la differenza tra psicologo e psichiatra, psicoterapeuta o psicanalista o tra emozione e sentimento.”
 
FABRIZIO PALLINI , Delegato del Sindaco alla Sanità
“Sotto le Stelle… in Piazzale della Pace è un progetto di natura socio-sanitaria, anche se alle volte si serve di strumenti ludici o di svago, come concerti o attrazioni, per il raggiungimento delle finalità. L’aspetto sociale e sanitario si manifesta con questo punto di appoggio che quest’estate offriamo alle persone fragili, in particolare per chi fa uso di sostanze stupefacenti, ma non solo, perché si parla non solo di dipendenza patologiche ma anche di corretti stili di vita. Quest’anno abbiamo cambiato gli orari di servizio della casetta, inserendo anche la fascia mattutina, per favorire l’accesso di genitori e nonni. Di sera, invece, si affacciano soprattutto i giovani per confessarsi in modo semplice e aperto … Quello che è nel sottobosco, qui viene evidenziato. Abbiamo indubbiamente migliorato l’aspetto qualitativo: la gente inizia ad avere fiducia ed è un primissimo accesso ai servizi che potranno essere utilizzati. Si parla di dipendenze, ma anche di solitudine. E la solitudine, specie nelle donne, spesso sfocia nell’alcolismo, tanto per fare un esempio. D’estate questi problemi si amplificano: solitudine, caldo, bevi… Senza dimenticarci che d’estate c’è un incremento di suicidi.”

Nella foto, da sinistra: Francesca Palombi (Psicologa Clinica Ausl di Parma, Supervisore del Progetto); Filippo Tinelli (psicologo, operatore Punto d'Ascolto); Francesca Violi (psicologo, operatore Punto d'Ascolto); Fabrizio Pallini (Delegato del Sindaco alla Sanità); Paolo Volta (Direttore Programma Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Parma) e Antonio Di Sabato (psicologo, operatore Punto d'Ascolto)






 

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