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Legionella: Intesa Sanpaolo spegne le sue torri di raffreddamento. Due nuovi casi

Il totale resta di 37 contagiati: esclusi due casi sospetti. Migliora la 27enne: uscirà presto dalla Rianimazione

Legionella, sei nuovi casi in 48 ore
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Due nuovi casi di legionella sono stati registrati oggi ma il totale resta di 37 contagiati. Altri due casi infatti sono stati esclusi dal focolaio in corso a Parma: uno di questi non è correlato con zona Montebello e l’altro è risultato negativo. Sono 20 i pazienti ricoverati: 19 al Maggiore (fra i quali la 27enne in Rianimazione, che sta migliorando e sarà trasferita in Pneumologia), uno a Borgotaro. 
Dice una nota di Ausl e azienda ospedaliera:
Si ricorda che se alcune delle persone confermate positive sono state ricomprese nel conteggio del focolaio epidemico, anche se non vivono o non lavorano nella zona Montebello, è perché le stesse hanno dichiarato ai sanitari di aver frequentato di recente questa zona, dove si concentra la maggior parte dei casi. Sono attualmente 19 le persone ricoverate per polmonite da legionella all’ospedale Maggiore di Parma, dopo le dimissioni nel tardo pomeriggio di ieri di un paziente, mentre una persona è ricoverata all’ospedale Santa Maria di Borgotaro: quest’ultimo caso è in condizioni stabili ed è riferibile alla zona del Montebello a Parma.
E’ in deciso miglioramento il quadro clinico della ragazza di 27 anni ricoverata al Maggiore, che nelle prossime ore sarà trasferita dalla 1° Anestesia e Rianimazione alla Pneumologia. Per 12 pazienti il decorso risulta stabile, per 6 è in progressivo miglioramento, con uno di questi prossimo alle dimissioni.  

OCCHI PUNTATI SULLE TORRI DI RAFFREDDAMENTO DEGLI IMPIANTI: BANCA INTESA SPEGNE LE SUE TORRI. Il sindaco ha firmato l'ordinanza che impone la disinfezione delle torri per il raffreddamento dell'acqua. E nel pomeriggio Intesa Sanpaolo ha fatto sapere che da stanotte (fra venerdì 7 e sabato 8 ottobre) spegnerà le torri di raffreddamento dell'impianto del proprio centro contabile, in via precauzionale. E' previsto un intervento di disinfezione nelle torri di evaporazione. 

A chi rivolgersi se compaiono i sintomi
I sintomi più frequenti della legionellosi o Malattia dei Legionari sono: polmonite, febbre, raffreddore, tosse, mal di testa, dolori muscolari, astenia (stanchezza), perdita d'appetito, occasionalmente diarrea e disturbi renali. In questi casi è bene rivolgersi con fiducia al medico di famiglia. 

Numero verde ed e-mail dedicata
Per chiedere informazioni sulle precauzioni da tenere contro la diffusione della malattia e per avere informazioni sull’accesso ai servizi sanitari, i cittadini possono chiamare il numero verde del Servizio Sanitario Regionale 800.033.033 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30 e il sabato dalle 8.30 alle 13.30 oppure scrivere all’indirizzo e-mail infolegionella@ausl.pr.it. Non verranno fornite indicazioni terapeutiche o di cura, per queste, il riferimento rimane il medico di famiglia. Per aggiornamenti è possibile consultare il sito www.ausl.pr.it e la pagina Facebook @auslparma.

Come si previene la diffusione
E’ necessario: far scorrere l’acqua (sia calda che fredda) per qualche minuto prima dell’uso, mantenendosi distanti; rimuovere e pulire in modo accurato (con utilizzo di prodotto anticalcare) i frangi–getto (filtrino del rubinetto) e cipolle delle docce. In caso di doccia “a telefono”, non riporla, ma lasciarla pendente, in modo da evitare ristagni d’acqua; non utilizzare le vasche idromassaggio se non viene applicato un corretto sistema di manutenzione.
L’acqua del rubinetto può essere utilizzata per lavarsi, per preparare e lavare i cibi, per lavare gli indumenti, le stoviglie e le superfici della casa, purchè si seguano le indicazioni sopraindicate. Non ci sono pericoli nell’utilizzo di elettrodomestici che scaldano l’acqua come ad es. lavastoviglie, lavatrice, ferro a vapore, macchina del caffè, caffettiera, ecc. Per gli apparecchi di aerosolterapia, umidificatori e nebulizzatori si devono utilizzare esclusivamente soluzioni fisiologiche sterili.
L’acqua del rubinetto può essere bevuta tranquillamente.

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  • StekkoPardo

    08 Ottobre @ 11.42

    Personalmente trovo molto difficile che la causa siano le torri di raffreddamento del centro IntesaSanPaolo: se così fosse sarebbero ammalati molti dei 200-300 dipendenti che lì lavorano. E forse lo stesso discorso si potrebbe fare per le Poste di via Pastrengo. Non trovo invece alcuna menzione alla Casa di Cura Città di Parma: è anche più vicina alla zona rossa.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      08 Ottobre @ 15.41

      Sembra che la Casa di Cura "Città di Parma" non abbia torri di raffreddamento. Le sue osservazioni sono ragionevoli , ma ricordi che , tra tutte le persone esposte allo stesso agente patogeno , qualcuna si ammala , altre no. E' un fenomeno ben noto in epidemiologia , e dipende dallo stato immunitario individuale. Poi può esserci anche la questione del movimento delle masse d' aria , delle zone di ricaduta , eccetera.

      Rispondi

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