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LEGIONELLA

Torri di raffreddamento: trovato il batterio. Nessun nuovo caso, dimesso un paziente

Campionamenti: i primi risultati non sono definitivi. L'Ausl fa chiarezza sui casi nella prima parte dell'anno

Legionella: nessun nuovo caso segnalato oggi, migliorano i ricoverati
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"I primi risultati preliminari, ma non definitivi, dei campionamenti alle torri di evaporazione avviati in «un insediamento (centro contabile Intesa Sanpaolo) indicano la presenza del batterio legionella. Questi esiti potranno o meno essere confermati dai risultati definitivi degli accertamenti di laboratorio nell’arco dei prossimi giorni". Lo riferisce l'Ufficio stampa dell'Ausl di Parma in cui si ricorda che «le indagini ambientali in corso per individuare le cause della diffusione di legionella a Parma hanno interessato anche le torri di evaporazione di alcuni grandi insediamenti, sia nella zona Montebello che in altri quartieri della città».

NESSUN NUOVO CASO Nessun nuovo caso di legionella oggi, migliorano o sono stabili i ricoverati in ospedale: rimane dunque invariato a 38 il numero complessivo dei casi risultati positivi a Parma. Si conferma - spiega l'Ausl in una nota emessa in serata - il miglioramento della situazione nel suo complesso, anche grazie al fatto che dal 4 ottobre non si segnalano nuovi pazienti con i sintomi della malattia.

I RICOVERATI Sono attualmente 15 le persone ricoverate per polmonite da legionella al Maggiore di Parma, dopo le dimissioni oggi di un altro paziente. Per 11 dei ricoverati le condizioni sono in miglioramento, mentre per gli altri quattro sono stabili compresa la ragazza 27enne. Una persona resta ricoverata all’ospedale Santa Maria di Borgotaro: le sue condizioni sono stabili e il suo caso è comunque riferibile alla zona del Montebello.

I PRECEDENTI. L'AUSL FA CHIAREZZA  L'Ausl puntualizza anche che fino a meta’ agosto scorso erano stati 13 i casi in tutta la provincia di Parma risultati positivi alla legionella nel 2016. Del totale dei casi provinciali di quel periodo quattro erano quelli registrati a Parma: l’11 febbraio, il 10 e 30 giugno, e il 6 luglio dei quali nessuno risiedeva nella zona Montebello. Il numero di casi, che si erano registrati fino ad allora sia in provincia che in citta’, è in linea con le medie degli anni precedenti. Inoltre per tutti questi casi le origini della diffusione di legionella sono state individuate e risolte. Questo quadro è  cambiato con l’aumento anomalo, dal 26 settembre, di casi positivi registrati a Parma in poco tempo e tutti correlati con la stessa zona della citta’. Infine, si ricorda che la prima nota stampa, congiunta Azienda Usl-Comune di Parma, in cui si annunciano i primi casi positivi alla legionella e le prime misure precauzionali gia’ adottate, e’ stata diffusa il 28 settembre.

A chi rivolgersi se compaiono i sintomi
I sintomi più frequenti della legionellosi o Malattia dei Legionari sono: polmonite, febbre, raffreddore, tosse, mal di testa, dolori muscolari, astenia (stanchezza), perdita d'appetito, occasionalmente diarrea e disturbi renali. In questi casi è bene rivolgersi con fiducia al medico di famiglia. 

Numero verde ed e-mail dedicata
Per chiedere informazioni sulle precauzioni da tenere contro la diffusione della malattia e per avere informazioni sull’accesso ai servizi sanitari, i cittadini possono chiamare il numero verde del Servizio Sanitario Regionale 800.033.033 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30 e il sabato dalle 8.30 alle 13.30 oppure scrivere all’indirizzo e-mail infolegionella@ausl.pr.it. Non verranno fornite indicazioni terapeutiche o di cura, per queste, il riferimento rimane il medico di famiglia. Per aggiornamenti è possibile consultare il sito www.ausl.pr.it e la pagina Facebook @auslparma.

La legionellosi: cos’è e come si contrae l’infezione
E’ un’infezione, causata da un batterio chiamato legionella, che colpisce l’apparato respiratorio e può manifestarsi in forme anche gravi. La legionella è un microrganismo molto diffuso in natura, dove è associato principalmente alla presenza di acqua (laghi e fiumi, sorgenti termali, ambienti umidi in genere). Da qui, la legionella può “colonizzare” gli ambienti idrici artificiali, come le reti di distribuzione dell’acqua potabile nelle città, impianti idrici dei singoli edifici, impianti di umidificazione, piscine, fontane, e così via. Il batterio della legionella si trasmette solo per inalazione (aerosol) di acqua contaminata, non si trasmette bevendo acqua infetta, non si trasmette da persona a persona.
La legionella si moltiplica in ambienti acquatici tra i 25 e i 42 gradi. Al di sotto dei 20 gradi la legionella non cresce e pertanto non è pericolosa. Di norma, l’acqua fredda dei rubinetti di abitazioni, scuole, ospedali, alberghi, ecc. esce ad una temperatura inferiore ai 20 gradi.

Come si previene la diffusione
E’ necessario: far scorrere l’acqua (sia calda che fredda) per qualche minuto prima dell’uso, mantenendosi distanti; rimuovere e pulire in modo accurato (con utilizzo di prodotto anticalcare) i frangi–getto (filtrino del rubinetto) e cipolle delle docce. In caso di doccia “a telefono”, non riporla, ma lasciarla pendente, in modo da evitare ristagni d’acqua; non utilizzare le vasche idromassaggio se non viene applicato un corretto sistema di manutenzione. L’acqua del rubinetto può essere utilizzata per lavarsi, per preparare e lavare i cibi, per lavare gli indumenti, le stoviglie e le superfici della casa, purchè si seguano le indicazioni sopraindicate. Non ci sono pericoli nell’utilizzo di elettrodomestici che scaldano l’acqua come ad es. lavastoviglie, lavatrice, ferro a vapore, macchina del caffè, caffettiera, ecc. Per gli apparecchi di aerosolterapia, umidificatori e nebulizzatori si devono utilizzare esclusivamente soluzioni fisiologiche sterili.
Si ribadisce che l’acqua del rubinetto può essere bevuta tranquillamente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • ac

    10 Ottobre @ 05.54

    Il batterio quanto tempo sopravvive o rimane vitale nell'aria ? sono previste forme disinfestazione dell'aria ?

    Rispondi

  • Michele

    09 Ottobre @ 20.43

    mandra_sala@libero.it

    Dimesso un paziente. ..bene ! Si dimettere anche pizzarotti sarebbe meglio. Situazione epidemia fuori controllo completo.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    09 Ottobre @ 20.02

    L' incubazione "classica" delle legionellosi va da poche ore a 10 giorni , ma sono stati segnalati alcuni casi di incubazione più lunga ( 16 giorni) , perciò , per parlare di fine dell' epidemia , bisogna aspettare che non ci sia nessun nuovo caso per almeno quindici giorni.

    Rispondi

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