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Epidemia di legionella: le nostre 10 domande alle autorità

"I silenzi inquietanti e la voglia di chiarezza": editoriale

Le nostre 10 domande

torri di raffreddamento

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Quella dell'ultimo mese è l'epidemia di legionella più grave mai registrata a Parma e una delle più gravi in Italia. A 30 giorni dall'inizio dell'emergenza i parmigiani sono smarriti e preoccupati di fronte all'assenza di notizie certe da parte degli organi preposti. Per questo vogliamo proporre alle istituzioni competenti dieci domande che potrebbero fare un po' di chiarezza su questa vicenda che tiene con il fiato sospeso l'intera città.

L'editoriale di Claudio Rinaldi: "I silenzi inquietanti e la voglia di chiarezza"


●1

Dove, in che concentrazione e di quali ceppi è stata riscontrata la legionella?


●2

Il sindaco ha detto che ci sono circa 70 tipi di legionella, ma quella trovata nelle torri non è la stessa riscontrata nei malati. Qual è il ceppo che ha contagiato le persone? E’ di un solo tipo?


●3

Se non sono le torri di raffreddamento le fonti del contagio, quali altre fonti si stanno controllando?


●4

L’Ausl dice che non vi è un’area definita «a rischio». Ma allora come si spiega la concentrazione di casi nel quartiere Montebello?


●5

Sono state fatte indagini epidemiologiche sui colpiti per verificare se hanno frequentato gli stessi luoghi al momento della probabile infezione?


●6

Al 21 settembre erano stati accertati 13 casi di contagio dall'inizio dell'anno. L’Ausl sostiene che la causa di quei 13 casi è stata accertata. Qual è? Perché non viene comunicata?


●7

Perché il Comune (nelle persone del vicesindaco e del dirigente del settore ambiente) è stato informato solo il 28 settembre?


●8

E’ vero che è stato cambiato il sistema di «sanificazione» dell’acqua del pozzo del Bizzozero (nel quartiere Montebello), passando dal cloro ai raggi ultravioletti? Se sì, questo nuovo metodo è più o meno efficace del cloro?


●9

Quest’anno a Parma ci sono stati 13 casi di legionellosi fino al 21 settembre, e poi altri 41 nell’ultimo mese. Risultano numeri di questo tipo in altre città italiane? E’ stato fatto un controllo di questo tipo?


●10

Davvero, come ha detto il sindaco nell’intervista alla Gazzetta, «non è detto che si possa arrivare con certezza a stabilire la fonte del contagio»?


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  • Ausl Parma

    19 Ottobre @ 16.08

    Come abbiamo già scritto o postato oggi anche altrove, tutte le informazioni disponibili e aggiornate si trovano nel sito dell'Azienda Usl di Parma - www.ausl.pr.it - oppure alla pagina Facebook @auslparma, oppure scrivendo a infolegionella@ausl.pr.it oppure telefonando al numero verde 800 033 033. Stiamo sempre lavorando intensamente, con l'impegno quotidiano di decine di professionisti, per ricercare le possibili cause della diffusione della legionella. Occorre però dire che la fase di allerta maggiore è ormai alle spalle, e che dunque stiamo raggiungendo il primo obiettivo di tutto il nostro lavoro, un obiettivo prioritario di salute pubblica: fermare la diffusione della malattia. La diffusione di legionella infatti si sta fermando in modo significativo, come conferma la forte diminuzione di casi positivi registrati: 22 positività nella settimana dal 26 settembre al 2 ottobre, poi scese a 11 in quella successiva fino ai tre casi nella settimana dal 10 al 15 ottobre, giorno in cui si è registrato l'ultimo caso positivo. Per avere informazioni definitive sulle possibili cause della diffusione del batterio, tuttavia, occorre aspettare i tempi tecnici degli accertamenti di laboratorio e delle analisi, che puntano a stabilire anche se e quali correlazioni ci siano tra campioni ambientali prelevati e i campioni umani. Non c'è nessun silenzio da parte nostra: vogliamo fornire pubblicamente le informazioni sulle positività ambientali riscontrate, e sulle possibili correlazioni con le positività umane, solo quando avremo i dati definitivi e non parziali degli accertamenti, in un quadro complessivo. Infine desideriamo ricordare, anche per non alimentare eccessive aspettative tra le persone, che in letteratura è ampiamente documentato come non sempre gli esperti riescano ad individuare con certezza le cause di un'epidemia di legionella quando questa si verifica in "comunità aperte", come quella della zona Montebello di Parma anche una volta acquisiti e analizzati tutti gli esiti definitivi degli accertamenti.

    Rispondi

  • alex

    19 Ottobre @ 14.45

    Ottima iniziativa della Gazzetta: ora vedremo se gli esperti istituzionali potranno finalmente rispondere, anche documentando naturalmente le risposte, senza aspettare tempi biblici.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    19 Ottobre @ 11.24

    RISPOSTE MIE PERSONALI , CHE NON SONO UN' "AUTORITA' " , ALLE DIECI DOMANDE : 1 ) chiedere "dove ed in che concentrazione è stata riscontrata le legionella" è una domanda perfettamente legittima . Sapere di "quali ceppi" è una domanda capziosa perché l' argomento è altamente specialistico , e quand' anche lo si dicesse , chi non sia specialista nella materia non ci capirebbe un beneamato . La sola domanda utile è se , i ceppi reperiti sugli ammalati , al controllo incrociato , corrispondano a quelli trovati nelle fonti sospette. 2 ) E' mia OPINIONE PERSONALE che , sugli ammalati , sia stata correttamente posta la diagnosi di legionellosi , ma non su tutti sia stato identificato il ceppo responsabile. Per arrivare a questo si dovrebbe esaminare materiale prelevato dai bronchi , e questo si può fare solo ricorrendo ad esami invasivi , come , ad esempio , la broncoscopia. Non credo che sia stata fatta una broncoscopia ( che è un esame fastidioso e non privo di qualche rischio ) a tutti gli ammalati. Il campione esaminato credo sia un frammento di polmone prelevato in autopsia ad una persona deceduta. Comunque , secondo l' European Legionnaire' s Disease Surveillance Networks , nell' 81 % dei casi , il responsabile sarebbe il sierogruppo 1 . 3 ) Non lo so , ma è mia OPINIONE PERSONALE che , nonostante le rassicurazioni diffuse dal Comune , dovrebbero essere controllati i cantieri dei lavori stradali su rete idrica , rete fognaria e condutture varie. Sono anni che le strade di Parma , con giustificazioni diverse e scaricabarile reciproci , subiscono una devastazione peggiore che nei bombardamenti del 1944. Dei disagi dei residenti , degli ingorghi nel traffico , dei danno ai commercianti , sembra non interessare niente a nessuno. 4 ) L' "area a rischio" (il quartiere Montebello) , evidentemente c' è . 5 ) Probabilmente solo per sommi capi ( OPINIONE PERSONALE ) . 6 ) Non lo so . 7 ) Chiedere alla Direzione Sanitaria dell' Ospedale ed all' Ufficio di Igiene Pubblica dell' AUSL L' Istituto Superiore di Sanità , comunque , come inizio dell' epidemia , dà il 22 agosto . 8 ) Non lo so . 9 ) Non mi risulta. Le epidemie di legionellosi in Europa sono monitorate dall' European Legionnaire 's Disease Surveillance Network . 10 ) Quel che ha detto il Sindaco è verissimo . Non è detto che si possa arrivare con certezza a stabilire la fonte del contagio , e , quand' anche se ne identificasse una , non è detto che sia stata l' unica.

    Rispondi

    • gigiprimo

      19 Ottobre @ 15.09

      vignolipierluigi@alice.it

      Grazie !!!

      Rispondi

  • blackdag

    19 Ottobre @ 11.20

    Le analisi di campioni d'acqua per la ricerca di legionella hanno durata Max di 10gg. Come mai non sono stati ancora resi noti? Se non c'è nulla di allarmante e il ceppo è diverso da quello dei contagiati... Poi gli i raggi ultravioletti come metodo è riconosciuto anche dalle linee guida nazionali sulla legionella come di incerto risultato! "SVANTAGGI L'irraggiamento risulta efficace se lo spessore del filetto fluido è limitato (in genere fino a 3 cm) e sel'acqua SCARSAMENTE TORBIDA. La mancanza di effetto residuo nei punti distali ne limita le potenzialità."Sveglia!

    Rispondi

  • marco

    19 Ottobre @ 09.49

    ma non potevate chiedere un intervista a farvi rispondere?

    Rispondi

    • 19 Ottobre @ 13.38

      Da Redazione: e secondo lei queste domande non le abbiamo fatte? Ma dice davvero?

      Rispondi

      • marco

        19 Ottobre @ 14.16

        eh non lo so ....non è che siete molto chiari con l'anteprima...se le avete fatte dove sono le risposte? se non vi hanno risposto allora la domanda è perchè non vi hanno risposto. Nessun responsabile sanitario di competenza ha voluto farsi intervistare?

        Rispondi

        • marirhugo

          19 Ottobre @ 15.40

          La gazzetta di parma deve informare, mica fare domande, qundo faranno una conferenza stampa la gaazzetta mandera' qualcuno a fare domande e ci dara ' le risposte

          Rispondi

        • 19 Ottobre @ 15.46

          (dalla redazione) Beh, non facciamo solo domande alle conferenze stampa. Ma a volte, come in questo caso, le risposte che arrivano non sono pienamente soddisfacenti.

          Rispondi

        • 19 Ottobre @ 15.24

          (Dalla redazione) Le risposte che abbiamo avuto non sono state soddisfacenti, anche per problemi oggettivi, come la complessità del problema, i tempi tecnici delle analisi ecc. Ma non solo. Con questa iniziativa speriamo di avere risposte chiare da chi di competenza e in tempi non biblici.

          Rispondi

        • marirhugo

          19 Ottobre @ 20.59

          Vercingetorige ha risposto,e prima dell'USL, Non le avete lette le sue? Devo rispondere anch'io? un po di tempo ce l'ho, non sono impegnato nelle analisi

          Rispondi

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