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Legionella

La risposta dell'Ausl alle nostre 10 domande: "Allerta alle spalle, aspettiamo le analisi"

Le nostre 10 domande

torri di raffreddamento

1

La Gazzetta di Parma pubblica 10 domande rivolte alle autorità sanitarie per chiedere chiarezza sull'epidemia di legionella. E ora l'Ausl invia una risposta.
L'Ausl sottolinea che è in corso un intenso lavoro da parte di "decine di professionisti" per cercare le possibili cause di diffusione della legionella. "La fase di allerta maggiore è ormai alle spalle e dal 15 ottobre non ci sono nuovi casi di contagio. "Non c'è nessun silenzio da parte nostra", aggiunge l'Ausl, secondo cui per avere risposte certe bisogna però "aspettare i tempi tecnici degli accertamenti di laboratorio e delle analisi".

Ecco la risposta integrale dell'Ausl di Parma:
Come abbiamo già scritto o postato oggi anche altrove, tutte le informazioni disponibili e aggiornate si trovano nel sito dell'Azienda Usl di Parma - www.ausl.pr.it - oppure alla pagina Facebook @auslparma, oppure scrivendo a infolegionella@ausl.pr.it oppure telefonando al numero verde 800 033 033. Stiamo sempre lavorando intensamente, con l'impegno quotidiano di decine di professionisti, per ricercare le possibili cause della diffusione della legionella. Occorre però dire che la fase di allerta maggiore è ormai alle spalle, e che dunque stiamo raggiungendo il primo obiettivo di tutto il nostro lavoro, un obiettivo prioritario di salute pubblica: fermare la diffusione della malattia. La diffusione di legionella infatti si sta fermando in modo significativo, come conferma la forte diminuzione di casi positivi registrati: 22 positività nella settimana dal 26 settembre al 2 ottobre, poi scese a 11 in quella successiva fino ai tre casi nella settimana dal 10 al 15 ottobre, giorno in cui si è registrato l'ultimo caso positivo. Per avere informazioni definitive sulle possibili cause della diffusione del batterio, tuttavia, occorre aspettare i tempi tecnici degli accertamenti di laboratorio e delle analisi, che puntano a stabilire anche se e quali correlazioni ci siano tra campioni ambientali prelevati e i campioni umani. Non c'è nessun silenzio da parte nostra: vogliamo fornire pubblicamente le informazioni sulle positività ambientali riscontrate, e sulle possibili correlazioni con le positività umane, solo quando avremo i dati definitivi e non parziali degli accertamenti, in un quadro complessivo. Infine desideriamo ricordare, anche per non alimentare eccessive aspettative tra le persone, che in letteratura è ampiamente documentato come non sempre gli esperti riescano ad individuare con certezza le cause di un'epidemia di legionella quando questa si verifica in "comunità aperte", come quella della zona Montebello di Parma anche una volta acquisiti e analizzati tutti gli esiti definitivi degli accertamenti.

LEGIONELLA A PARMA: LE DIECI DOMANDE DELLA GAZZETTA

Quella dell'ultimo mese è l'epidemia di legionella più grave mai registrata a Parma e una delle più gravi in Italia. A 30 giorni dall'inizio dell'emergenza i parmigiani sono smarriti e preoccupati di fronte all'assenza di notizie certe da parte degli organi preposti. Per questo vogliamo proporre alle istituzioni competenti dieci domande che potrebbero fare un po' di chiarezza su questa vicenda che tiene con il fiato sospeso l'intera città.

L'editoriale di Claudio Rinaldi: "I silenzi inquietanti e la voglia di chiarezza"


●1

Dove, in che concentrazione e di quali ceppi è stata riscontrata la legionella?


●2

Il sindaco ha detto che ci sono circa 70 tipi di legionella, ma quella trovata nelle torri non è la stessa riscontrata nei malati. Qual è il ceppo che ha contagiato le persone? E’ di un solo tipo?


●3

Se non sono le torri di raffreddamento le fonti del contagio, quali altre fonti si stanno controllando?


●4

L’Ausl dice che non vi è un’area definita «a rischio». Ma allora come si spiega la concentrazione di casi nel quartiere Montebello?


●5

Sono state fatte indagini epidemiologiche sui colpiti per verificare se hanno frequentato gli stessi luoghi al momento della probabile infezione?


●6

Al 21 settembre erano stati accertati 13 casi di contagio dall'inizio dell'anno. L’Ausl sostiene che la causa di quei 13 casi è stata accertata. Qual è? Perché non viene comunicata?


●7

Perché il Comune (nelle persone del vicesindaco e del dirigente del settore ambiente) è stato informato solo il 28 settembre?


●8

E’ vero che è stato cambiato il sistema di «sanificazione» dell’acqua del pozzo del Bizzozero (nel quartiere Montebello), passando dal cloro ai raggi ultravioletti? Se sì, questo nuovo metodo è più o meno efficace del cloro?


●9

Quest’anno a Parma ci sono stati 13 casi di legionellosi fino al 21 settembre, e poi altri 41 nell’ultimo mese. Risultano numeri di questo tipo in altre città italiane? E’ stato fatto un controllo di questo tipo?


●10

Davvero, come ha detto il sindaco nell’intervista alla Gazzetta, «non è detto che si possa arrivare con certezza a stabilire la fonte del contagio»?


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  • Vercingetorige

    19 Ottobre @ 18.39

    BENE , ALLORA , visto che , ancora una volta , tocca a me far la parte del cattivo , faccio io un paio di domande , "Gazzetta" permettendo : 1 ) considerato che l' incubazione della legionellosi è , mediamente , di 7 - 10 giorni , cosa c' era , nel quartiere Montebello , nella seconda metà di settembre ? 2 ) siamo sicuri di avere un campione per ciascun paziente , idoneo all' identificazione del sierotipo in causa ? Il materiale adatto a questa ricerca è secreto bronchiale prelevato in broncoscopia e sottoposto ad esame microscopico e colturale . Siamo sicuri di avercelo di tutti gli ammalati ? Ho sentito dire che , il campione esaminato , è un frammento di polmone prelevato in autopsia , ad una persona deceduta . Ci sono a disposizione altri campioni affidabili , o no ? Quanto segue proviene dal Centro Nazionale di Epidemiologia dell' Istituto Superiore di Sanità : 13/10/2016 - Focolaio di legionellosi a Parma: in corso le indagini epidemiologiche A partire da agosto 2016, all’11 ottobre scorso, le autorità sanitarie locali hanno segnalato 41 casi di legionellosi nella città di Parma e due decessi. Tutti i casi sono di origine comunitaria e riguardano persone residenti in particolare nella zona urbana di Montebello. L’età media dei casi è 67 anni e il rapporto maschi/femmine è 1:1. LE DATE DI INIZIO DEI SINTOMI VARIANO DAL 22 AGOSTO AL 8 OTTOBRE.. Dopo la notifica del primo caso, la Regione Emilia-Romagna ha istituito un’Unità di crisi – composta da esperti delle Aziende sanitarie di Parma, dei servizi regionali, di Arpae (Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna) e dell’Istituto superiore di sanità (Iss) – per avviare un’indagine epidemiologica e ambientale e individuare le possibili fonti di esposizione. 3 ) considerato che il Morbo dei Legionari non è una malattia molto frequente , in che circostanze è stata fatta la diagnosi del primo caso ? Per parlare di fine dell' epidemia bisogna aspettare che non ci sia la segnalazione di nessun nuovo caso per quindici giorni. Gli esperti , gli epidemiologi , i microbiologi , i medici , impegnati nello studio della situazione , hanno tutta la nostra gratitudine e tutto il nostro incoraggiamento per il complesso e difficile lavoro che stanno cercando di fare , ma , proprio per la loro mentalità scientifica , non vanno in giro spacciando certezze che non possono avere , e sarebbe bene che anche "press agents" e Tribuni della Plebe facessero altrettanto.

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