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Folli: "Inceneritore, la pianificazione dei flussi va corretta"

L'assessore: " Dovrebbe prevedere con largo anticipo eventuali anomalie"

Inceneritore di Ugozzolo

Inceneritore di Ugozzolo

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Dopo il comunicato di Legambiente, intervenuta recentemente sul tema dell’autorizzazione in deroga data dalla Regione per l’incremento di capacità dell’inceneritore di Parma (in sintesi, gli ambientalisti sostenevano che la situazione "Mina la credibilità della politica di fronte ai cittadini. Solo ad ottobre ci si accorge che l'azienda ha già esaurito la capacità autorizzata?"), risponde il Comune attraverso l'assessore all'Ambiente Folli: "Ci preme precisare che il Comune di Parma sta verificando con l’aiuto di consulenti incaricati la conformità degli atti rispetto a quanto previsto dall’Autorizzazione Integrata Ambientale ed i possibili correttivi da proporre in futuro affinché questa situazione non si ripeta rispetto ad una pianificazione che dovrebbe prevedere con largo anticipo eventuali anomalie dei flussi in ingresso al Paip (Polo Ambientale Integrato di Parma ndr).
Per questo verrà chiesto agli enti competenti che nei report mensili che spesso ci giungono con qualche ritardo direttamente dal gestore, una maggiore tempestività nella trasmissione degli stessi e pure che siano distinti i flussi di rifiuti urbani provenienti dalla Provincia di Reggio Emilia rispetto a quelli di Parma, al fine di essere più precisi nell’individuazione delle cause di eventuali futuri scostamenti.
Si fa presente altresì che, il citato incremento dei rifiuti ingombranti rispetto alle attese non risulta essere causato, se non in minima parte, dal Comune di Parma che vede a settembre 2015 una produzione totale di rifiuti ingombranti di 1.943 tonnellate rispetto ad un complessivo 2014 di 2.399 tonnellate, in linea dunque se non di poco superiore ai dati dell’anno precedente.
Analizzando poi ulteriormente i dati forniti si evidenzia che:
· la produzione di rifiuti urbani indifferenziati della provincia di Parma, nella stima regionale per il 2016, è diminuita rispetto alle previsioni del Piano
· la produzione di rifiuti urbani indifferenziati della provincia di Reggio Emilia, nello stesso periodo è aumentata rispetto alle previsioni del Piano
· il bilancio complessivo tra le due province determina comunque un leggero decremento della produzione di rifiuti urbani indifferenziati
Nel resto della regione vi sono stati incrementi nella produzione di rifiuti indifferenziati che non hanno determinato problemi di adeguamento delle capacità autorizzate in quanto queste ultime sono "sovrabbondanti" rispetto alla produzione, Parma invece si è battuta - e manterrà questa posizione - per non incrementare la capacità autorizzata alla "saturazione del carico termico".
Si evidenzia infine che il sistema di monitoraggio dei flussi è partito in ritardo rispetto alle necessità (la delibera regionale è del primo di agosto 2016), ci auguriamo che dopo un primo periodo di assestamento il sistema sia allineato rispetto alle necessità di controllo tempestivo dell'andamento.
Diventa dunque sempre più di attualità la richiesta avanzata alla Regione lo scorso 7 luglio dai 5 sindaci dei comuni di Sorbolo, Colorno, Torrile, Mezzani e Parma per la costituzione di un Osservatorio che veda allo stesso tavolo i Comuni, Regione, ARPA, ASL, ISS e rappresentanti delle associazioni ambientaliste, per cui si è in attesa di una convocazione per definirne perimetro di azione, responsabilità e ruolo nella convinzione che questo strumento possa garantire la massima trasparenza nella comunicazione alla cittadinanza di tutte le tematiche inerenti all’impianto di incenerimento situato nel Comune di Parma.

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  • Vercingetorige

    24 Ottobre @ 19.09

    Dobbiamo adeguare i flussi alle esigenze della bella Virginia . Roma è sommersa dall' immondizia . "Rifiuti zero" non esiste , e , anche differenziando e riciclando tutto il riciclabile , rimane comunque una grossa quota di residuo che , a meno che non arrivi la Maga Magò con la bacchetta magica , o viene seppellito in discarica , o viene bruciato in un inceneritore. Le discariche , per la salute della popolazione , sono più inquinanti e pericolose degli inceneritori. Ma la dolce Virginia non vuole né discariche , né inceneritori , e vuol scaricare il suo "rudo" a qualcun altro . Adesso non vorremo mica metterci a spentolacciare contro la Virginia ! Ad ogni modo , dopo che ci hanno detto che i sacchettini infami avevano "affamato" l' impianto di Ugozzolo , dopo che Di Maio ha detto che , con la "differenziata" , era pressoché inutilizzato , ora Legambiente ci dice che , già a ottobre , ha esaurito la capacità autorizzata . Si mettessero d' accordo su qualcosa ! O racconta frottole uno , o racconta frottole l' altro ! Intanto IREN , con la benedizione del Comune di Parma , senza la quale , sulle strade della città , non avrebbe potuto toccare neanche un sassolino , ha sbudellato dappertutto per posare le condotte del teleriscaldamento , alimentato dall' inceneritore. Se lo "affamiamo" , poi ci scaldiamo con gli zolfanelli , come la piccola fiammiferaia ?

    Rispondi

    • Davide

      24 Ottobre @ 20.32

      Bravissimo bell'intervento gli inceneritori sono una una grandissima risorsa: producono energia per il teleriscaldamento, permettono una riduzione delle tasse sui rifiuti che non ricordo chi ma lo aveva detto, possono escludere la raccolta differenziata porta a porta tanto odiata dai cittadini, inquina nei termini di legge e pertanto non fa male alla salute anzi qualcuno non ricordo chi aveva detto che esce aria più pulita di quella entrata e infine è molto redditizio economicamente. In base a questi dati e a quel che dicono alcuni io proporrei di costruirne un altro in zona sud una volta quello esistente raggiunge il massimo della capacità.

      Rispondi

      • Vercingetorige

        25 Ottobre @ 11.40

        E' un' idea da prendere in considerazione. Che un inceneritore di ultima generazione , e tenuto monitorato affinché i fumi si mantengano entro i limiti di sicurezza , non rappresenti un pericolo per la salute della popolazione , è scientificamente acquisito . A Parma ne abbiamo la prova a Baganzola , dove è stato in funzione per vent' anni un impianto più antiquato ed inquinante di Ugozzolo , senza che , a vent' anni dal suo spegnimento , ci sia nessuna anomala incidenza di malattie ( cancro in primo luogo ) nella zona. IREN sbudella le strade di tutta Parma per connettere la rete del teleriscaldamento all' inceneritore con la benedizione del Comune "grillino" , senza il quale non potrebbe toccare neanche un sassetto . Che , con la raccolta dei sacchettini infami , sarebbe diminuita la tassa sui rifiuti , lo avevate falsamente promesso voi. Il problema non è la "differenziata" , il problema è costringere la gente a tenersi l' immondizia a putrefare in casa -

        Rispondi

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