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Ubriaco, cerca di entrare in un locale con un coltello: denunciato

Ubriaco, cerca di entrare a forza in un locale con un coltello: africano denunciato
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Alle 3.30 di domenica notte, una Volante della Questura di Parma è intervenuta al Jamaica pub in Via Reggio, dove era stata segnalata una lite all’ingresso. Secondo il racconto dell'addetto alla sicurezza del pub, verso le 2.40 si era presentato all’ingresso del locale un uomo visibilmente ubriaco, chiedendo di entrare. Proprio per lo stato di alterazione alcolica, il personale di sicurezza gli aveva negato l'ingresso.  L'uomo, anziché allontanarsi, aveva iniziato a litigare con un gruppo di ragazzi davanti al locale: con atteggiamenti aggressivi e molesti aveva fatto apprezzamenti volgari ad un ragazza del gruppo. E' nata una lite, interrotta dall'addetto alla sicurezza che ha fatto entrare nel locale il gruppo di giovani. Ma la serata turbolenta non è finita qui. Dopo pochi minuti l'uomo ha ritentato di entrare. Ma l’addetto alla sicurezza si è accorto che, nascosto sotto agli abiti,  aveva un oggetto infilato nella cinta dei pantaloni. Per evitare ulteriori problemi l'addetto alla sicurezza ha chiamato il 113. Arrivati sul posto, gli agenti hanno identificato l’uomo: A.S., cittadino senegalese 34enne pregiudicato ma regolarmente residente in provincia di Ancona. 
Sottoposto a perquisizione personale, il 34enne è stato trovato in possesso di un grosso coltello da cucina di circa 30 cm., immediatamente sequestrato. L'uomo è stato quindi indagato in stato di libertà per porto ingiustificato di arma e segnalato alla locale Prefettura per ubriachezza molesta ai sensi dell’art. 688 C.P. depenalizzato.
Nei suoi confronti è stata inoltre avviata la procedura per l’applicazione di un’idonea misura di prevenzione.

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  • filippo

    14 Novembre @ 19.27

    I senegalesi...nessuno lavora regolarmente a parma, assieme ai nigeriani sono monopolisti dello spaccio e dei parcheggi abusivi, cosa fanno i prefetti? hanno i soldi solo per accogliere e mai per fare UNA espulsione?

    Rispondi

  • jeffroy

    14 Novembre @ 19.17

    anche le risorse hanno diritto a divertirsi, mica potranno occupassi delle nostre pensioni tutto il giorno e tutta la notte, vero ?

    Rispondi

  • Indiana

    14 Novembre @ 16.52

    Indiana

    L'unica vera misura preventiva sarebbe rimandarlo a casa sua insieme agli altri come lui,immigrati con precedenti penali,e chiudere le frontiere!

    Rispondi

    • ab9pr

      14 Novembre @ 17.59

      alberto_bianco@alice.it

      più che preventiva è una misura consuntiva facile da dire ma molto difficile da fare ... vediamo cosa combinerà effettivamente Trump negli Usa, situazione comunque molto diversa dalla nostra per parecchi aspetti.

      Rispondi

  • angelo

    14 Novembre @ 16.06

    il protagonista dell'articolo risiede ad Ancona, ma alle 3 di notte è ubriaco a 400 km da casa sua. Solo, con un coltello e le sue brutte intenzioni. Io non sono un migrante, sono italiano e risiedo a Parma. Lavoro a tempo pieno, pago l'affitto e le tasse. Ho uno stipendio base, non posso scialare. Se volessi farmi una birra a Reggio Emilia (40 km da casa mia) dovrei fare due conti con: 1) il tasso alcolemico quando torno a casa 2) il budget mensile destinato alle uscite velleitarie. 3) il mio lavoro che comincia alle 8 dei giorni feriali. Cioè devo pensare ai soldi: birra, benzina, eccetera. Ma per gli stranieri residenti in Italia quando comincerà a valere il principio di responsabilità? Possibile che ci siano sempre delle scusanti laddove io vedo delle aggravanti?

    Rispondi

  • filippo

    14 Novembre @ 15.01

    Senegal...no guerre..no profughi

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    • Vercingetorige

      14 Novembre @ 16.18

      Questo non è vero . In Senegal c' è la sanguinosa guerra civile di Boko Haram . Il guaio è che , se viene accolta la sua richiesta d' asilo , non si può più neanche espellerlo . Comunque , è residente ad Ancona.

      Rispondi

      • Matteo

        14 Novembre @ 17.26

        Sbagliato. Boko harem agisce in Nigeria, Ciad,Niger e Camerun. Il Senegal non c'entra proprio nulla ed è uno dei paesi più stabili e tranquilli del continente africano

        Rispondi

        • Vercingetorige

          14 Novembre @ 18.31

          Sbagliato. In Senegal c' è , da trent' anni , la guerra civile indipendentista in Casamance , quindi non è per niente "stabile e tranquillo" .

          Rispondi

        • Vercingetorige

          14 Novembre @ 17.59

          No no ! Per niente "stabile e tranquillo" ! Forse i guerriglieri del Senegal non si chiamano Boko Haram , e , forse , non sono neanche tutti islamici , ma la guerra civile in Senegal , c' è da anni . Dal 1982 in Senegal si perpetua un conflitto armato in una piccola regione sconosciuta al resto del mondo, posta come una lingua di terra divisa dal resto della nazione dall’enclave anglofona del Gambia. La Casamance inizialmente era un territorio portoghese, ceduto poi ai francesi, che però non l’hanno mai unito al resto delle loro colonie del Nord (Senegal), mantenendolo sempre un’estensione a parte della Guinea Conakry. È considerata il polmone verde del Senegal, grazie alle sue terre fertili e molto produttive, diversamente dalle terre sabbiose del Nord: la separazione non è solo fisica, ma anche culturale e religiosa e questa divisione ha portato nel Paese un conflitto che da trent’anni dà vita a una silenziosa guerra sfuggita agli occhi dei media occidentali.

          Rispondi

      • Biffo

        14 Novembre @ 17.14

        Quindi, Verci, tu pensi che costui sia un eroico profugo, sopravvissuto a strenue lotte contro Boko Haram? E non potrebbe invece essere proprio un simpatizzante? Di solito, la brava gente non compie gesta del tipo del senegalese, che noi, comunque, ci terremo qui, per non figurare da fassìsti, senofobi e rassìsti.

        Rispondi

        • Vercingetorige

          14 Novembre @ 18.02

          No , io non penso che "costui sia un eroico profugo" , ma temo che , se riuscirà ad ottenere il riconoscimento come rifugiato , a norma della Legge di Bossi e di Fini , non potremo espellerlo.

          Rispondi

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