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Parma 1950-2000 - Un viaggio di mezzo secolo nelle cronache della Gazzetta

Parma 1950-2000 - Un viaggio di mezzo secolo nelle cronache della Gazzetta
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Nello "scaffale parmigiano", sono tante le storie di Parma. Scritte nel corso dei secoli, si fermano ovviamente alle epoche dei rispettivi autori. E anche le più recenti arrivano generalmente fino alla prima parte del Millenovecento. Una di queste ( Parma, la vita e gli amori di Luigi Alfieri - Mup editore  ) la trovate sul nostro sito, nella sezione che abbiamo appunto dedicato alla storia di Parma . Per quanto invece riguarda il dopoguerra, a parte alcune pubblicazioni uscite a caldo su episodi specifici (come alcune elezioni o il crac Parmalat), l'unico periodo davvero scandagliato è quello dall'8 settembre alla Liberazione e al primissimo dopoguerra, negli eccezionali volumi (Parma kaputt e Parma anno zero) lasciati da Baldassarre Molossi e Aldo Curti. Senza dimenticare l'ioniziativa che venne dedicata agli Anni Cinquanta, racchiusa in un volume curato da Giancarlo Gonizzi (PPS editrice).

E mentre attendiamo che si compia l'importante progetto della Storia di Parma in dodici volumi, partito negli anni scorsi sempre a cura di Mup, ci è sembrato interessante iniziare sul nostro sito un viaggio nella cronaca (che certo è diversa dalla Storia, ma è a sua volta importante), per conoscere e far conoscere la parte più recente della vita della città, e per capire come si è arrivati alla Parma del terzo millennio che stiamo vivendo. Un viaggio che percorreremo a puntate, attraverso le raccolte della Gazzetta: un passo alla volta per "navigare" (visto che siamo sul web) in mezzo secolo di vita parmigiana. Magari anche con il vostro aiuto, attraverso il consueto strumento dello spazio commenti. 

1950

Marzo


Una nuova sistemazione per la Ghiaia – Anche all'inizio di marzo sembra di leggere cronache dei giorni nostri. Ma sulla Gazzetta di 60 anni fa, la sistemazione di cui si parla per la Ghiaia è in particolare la creazione di uno spazio per il mercato all'ingrosso, per un movimento quotidiano di 700 quintali di merci. E già che ci siamo – aggiunge la Gazzetta – occorrerebbe trovare una soluzione per il mercato del fieno che si tiene in viale Mentana, nelle immediate vicinanze di barriera Vittorio Emanuele (ovvero l'odierna barriera Repubblica), e che “arreca disturbo a tutto l'abitato, e conferisce all'ingresso della città un aspetto poco edificante, punto invitante”.

Un ospedale per la Val Taro - Ora gli ammalati, commenta la Gazzetta con fredda concretezza, “non devono più essere trasportati fino a Parma col rischio, magari, di morire durante il viaggio”.

E a proposito di ammalati, sicuramente rischiano molto i polmoni dei parmigiani, visto che la nostra città è ai primi posti delle graduatorie nazionali (evidentemente si facevano già allora, in largo anticipo sulla Qualità della vita del Sole 24 ore...) per le “città fumatrici”. Nell'ultimo semestre del '49, aggiunge il cronista, a Parma sono stati consumati 870 quintali di sigarette e 110 di sigari e trinciati. “Non è più di moda”, invece, il tabacco da fiuto, fermo a soli 3 quintali.

Tornando in montagna, un altro titolo si chiede se “Schia può diventare l'Abetone parmense?”. L'effetto serra è ancora di là da venire, e forse non è ancora nemmeno arrivato il “marino”, se il lettore che propone l'interrogativo può spiegare che “lo scorso inverno a Schia la sola nevicata caduta prima del Natale si conservò inalterata fino ad aprile”.

A Bannone una lite fra due donne nel segno della gelosia finisce addirittura a coltellate, mentre nella cronaca giudiziaria si torna a parlare dell' “oro di Dongo” (il presunto tesoro dei fascisti in fuga e catturati con Mussolini): fra le persone coinvolte nel processo imminente, anche Dante Gorreri, figura di spicco del Partito comunista e della Camera del lavoro di Parma.

Protesta da San Pancrazio – Non ci sono ancora i comitati, ma c'è già chi cerca di far conoscere, attraverso la Gazzetta, i problemi di questa o quella zona. A San Pancrazio, ad esempio, ci sono diverse inadempienze di cui viene accusato il Comune: ad iniziare dalla mancata costruzione della scuola alla Crocetta, tuttora confinata in una stalla priva di luce elettrica, al punto che le maestre hanno chiesto agli scolari di presentarsi con...una candela.

In pieno centro (via Garibaldi) fa invece notizia un singolare furto in uno studio fotografico: sono infatti state asportate soltanto fotografie di donne. “Ammiratori respinti?, è l'ipotesi del cronista.

La vendetta dell'innamorato” - Nessuno conosce la parola stalking, ma anche nel marzo 1950 ci sono uomini che non si rassegnano a un “no” femminile. Per T.M., “bella brunetta, ventiduenne cassiera in un cinema cittadino”, aver piantato il fidanzato si è trasformato in un incubo. Per due notti, il giovane si è piazzato in via Marchesi, sotto la casa della ragazza “amata”, impedendole il sonno con un incessante suono di clacson. Fino all'inevitabile arrivo delle forze dell'ordine.

E per chi invece lo dice con un fiore, a Parma pare entrata in crisi la tradizione delle violette. “In tre ore di vendita - annota scrupoloso il cronista, - furono venduti solo 15 mazzolini del profumato fiore di Maria Luigia”.

Extracomunitari parmigiani - L'immigrazione vista da Parma, nel 1950, è in realtà emigrazione. E un medico, il prof. Giovanni Tommasinelli (sulla base dell'esperienza come medico di bordo sulle navi dirette in Australia) fornisce preziosi consigli sanitari agli emigranti che da Parma si apprestano a raggiungere la stessa Australia o l'Argentina.

Quanto alle cose che accadono in città, mentre fa notizia un singolare incidente in via Mazzini (“cavallo imbizzarrito investe e rovescia un ciclista”), la Gazzetta apre un dibattito che precorre quelli su tv e internet dei giorni nostri: “Dannosi ai piccoli – sentenzia il titolo – giornali a fumetti e cinema”. E nell'articolo si auspica l'apertura di cinematografi per bimbi e ragazzi.

Ma non è l'unico tema sociale che trova posto sulla Gazzetta. In questi giorni di marzo, infatti, Alfonso Madeo firma una inchiesta a puntate sulla situazione del carcere di San Francesco, mentre Ubaldo Bertoli regala un altro pezzo da antologia sulla “truppa del corpo della nettezza urbana: i 50 spazzini che si levano prima che il gallo canti”.

I problemi della montagna – Due buone notizie per gli abitanti dell'Appennino. In Provincia si registra un concreto passo avanti verso la realizzazione della strada “Fondo Valle Taro”, mentre il ministro alle Telecomunicazioni, on. Spataro, rende noto che “il telefono sarà installato i tutti i comuni montani”.

In pianura, invece, già uccide la via Emilia: la vittima è il ciclista Artemio Zilioli, travolto e ucciso da un'auto. E la Gazzetta si chiede se non ci siano di mezzo “i tanto discussi e pericolosi fanali abbaglianti”.

La tragedia di Attila Alberti – Venerdì 24 marzo, per la prima volta è un argomento parmigiano ad aprire la prima pagina: ed è un argomento tragico. “Una dolorosa fatalità – è la frase che apre l'editoriale intitolato 'Meditazione' – ha voluto che anche la nostra cara Parma fosse funestata da un triste episodio di sangue”. Il riferimento è ai violenti incidenti, la cui cronaca è nella seconda pagina del giornale, che hanno funestato lo sciopero generale proclamato dalla Cgil: una protesta nata in un clima di tensione preannunciato, in mattinata, da una sassaiola in via Mazzini e da un tafferuglio davanti al caffè Bizzi, punto di incontro cittadino fra via Cavour e la Piazza.

Ma è nel pomeriggio che la situazione precipita e si fa tragica. Il corteo (si parla di 30mila dimostranti, la questura di 7mila: anche allora il conteggio avveniva con sistemi diversi...) viene fermato in Piazza dai funzionari di polizia e della Celere. Nasce una discussione sulla mancanza di autorizzazione, e ben presto dalle parole si passa a un vero e proprio scontro fra una parte dei dimostranti e la polizia. “Da questo momento – spiega il cronista – le versioni della Questura e della Camera del Lavoro si differenziano nettamente”. Al culmine dello scontro, “un uomo, Attila Alberti, di anni 32, abitante in via Corso Corsi, si abbatte al suolo all'angolo di borgo Sant'Ambrogio e poco dopo decede; altri tre cadono feriti. Tre feriti anche da parte della Polizia”.

La tensione in città è alle stelle (nello stesso pomeriggio ci sarà una aggressione al presidente dell'Unione industriali Alberto Zanlari ), e solo a fatica l'intervento del prefetto e quello dal balcone della Camera del lavoro di alcuni delegati sindacali riescono a riportare la calma. I funerali di Attila Alberti si svolgono il giorno dopo senza incidenti, mentre la tragedia di Parma viene portata alla Camera, e al ministro Scelba si chiede di chiarire chi ha esploso i colpi mortali.

La Gazzetta, nel già citato editoriale, chiede a tutti “una salutare purificazione spirituale” e una nuova collaborazione reciproca: “i datori di lavoro vadano incontro fin dove è possibile ai lavoratori, ed i lavoratori riconoscano la necessità di salvare la produzione e la loro stessa economia familiare”. E il giorno dopo le dichiarazioni registrate dal quotidiano testimoniano un “unanime desiderio di pacificazione”, così come la giunta comunale si dichiarerà “ammirata dal contegno tenuto dalla popolazione”. In effetti Parma, di fronte alla tragedia, sembra riuscire subito a far nuovamente prevalere il senso della comunità e della convivenza civile. Ma quella vicenda produrrà anche un'altra vittima: Luciano Filippelli, condotto in carcere e qui morto a causa di un diabete che non gli fu permesso di curare.

La cronaca della città torna pian piano alla sequenza normale: martedì 28 fa notizia una novità per il traffico cittadino, che da quel giorno “sarà regolato a colpi di fischietto”, di cui sono stati dotati, come già in altre città, i vigili urbani. Due fischi lunghi, informa la Gazzetta, serviranno a bloccare tutto il traffico, ad esempio per consentire il passaggio di una autolettiga o di una autopompa dei pompieri. Un fischio breve e secco fulminerà un'auto in sorpasso azzardato o anche un pedone che non rispetta le norme. E tornano anche le cronache-storie di Ubaldo Bertoli, che ricorda il fascino e la popolarità dei vecchi venditori ambulanti, “signori della ciarlataneria di piazza, capaci di incantare con fluido e polverine”.

Lo strazio di Bardi – Ma è un'altra tragedia a chiudere il mese: “sei scolarette di Bardi straziate da una bomba”, deve raccontare la Gazzetta di giovedì 30. La curiosità per un oggetto luccicante sul bordo della strada costa la vita alla piccola Caterina Bozzi, di 10 anni, e ferisce le sue cinque amichette. E in un secondo articolo il cronista racconta del chirurgo chiamato ad operare sui cinque corpi dilaniati: “Da tanto tempo non vedevo una cosa così orribile” riesce sollo a dire, e poi “va via perchè gli altri non vedano il tremore che gli percuote la gola”.   Purtroppo il già tragico bilancio si aggraverà nei giorni successivi, con la morte di un'altra bambina: Luciana Brigati.

Aprile

I dischi volanti – Da alcune sere pare che alcuni dischi volanti (il termine ufo arriverà qualche decennio più tardi) solchino i ìl cielo di Parma diretti verso l'Appennino. Il fenomeno è visibile soprattutto dalla zona viale Solferino-viale Martiri della Libertà, e qualcuno, fra le 21 e le 22, vi si apposta munito di binocolo, per non perdersi l'insolito spettacolo.
Più scientifiche le cifre che fornisce il Consiglio provinciale di sanità: se ne ricava che gli abitanti di Parma e provincia sono circa 400mila, e che sta diminuendo la morbilità delle malattie infettive. “Lo stato sanitario della provincia è soddisfacente”: quella che oggi sembrerebbe la norma, per quei tempi ancora di dopoguerra e di difficoltà, può essere considerata una notizia. Così come la è l'annuncio della presenza a Parma, nella giormnata di domenica 2, del campionissimo Fausto Coppi, che sarà in via Mazzini (come testimonial, si direbbe oggi)  presso il grande magazzino di tessuti Marasini Ronchini e Pedroni. Siamo negli anni della grande rivalità con Bartali, ma la Gazzetta di dice certa che “nessun sportivo, anche se avversario di idea, vorrà lasciarsi sfuggire l'occasione più unica che rara di festeggiare il più grande Asso che onori il ciclismo mondiale”. Dal che si deduce che la notizia non deve essere stata redatta da un giornalista bartaliano...

Processi e rinvii – Se in marzo abbiamo detto dell'attenzione con cui a Parma si segue ilm processo per il cosiddetto “oro di Dongo”, sulla sponda opposta c'è analoga attenzione per il processo romano che vede protagonista, per l'eccidio del 31 agosto a Parma, Pino Romualdi, federale di Parma durante il periodo della repubblica sociale italiana. Ed è con disappunto che la cronaca in prima pagina della Gazzetta da Roma registra  l'ennesimo rinvio, a ormai cinque anni dall'avvìo del processo.
Nella cronaca strettamente cittadina, invece, si scopre che già nel più ridotto traffico del 1950 sono presenti i pirati della strada, come l'automobilista che a San Lazzaro, con una 1100, travolge e riduce in fin di vita un ciclista 28enne, fuggendo poi verso Reggio senza fermarsi a prestare soccorso.

La “cozzetta” e una tragica indigestione di uova – Nelle cronache pre-pasquali, la Gazzetta rispolvera la tradizione della “cozzetta”, sfida che prevedeva di battere fra loro due uova sode: l'uovo che si incrinava diventava di proprietà del vincitore. “Un gioco simpatico che non usa più”, spiega la Gazzetta che racconta anche la tragica e quasi incredibile vicenda di circa 40 anni prima davanti alla Chiesa del Quartiere, dove il parmigiano “Sterpòn” riuscì a vincere ben 174 uova: in realtà, una vincita fraudolenta, come si scoprì in seguito, di cui però il protagonista non trasse vantaggio, perchè morì due giorni dopo proprio “per averne ingoiati 69”.

Molti suicidi e un omicidio – Sono anni difficili, e la cronaca della Gazzetta, in tempi non ancora di privacy,  deve registrare “un numero non trascurabile di suicidi”: nel giro di due gioni leggiamo di un giovane che si taglia i polsi dopo un diverbio c on il padre, di un agente che si spara alla tempia in questura e di un facchino che si getta nella Parma annegandovi.
E suscita altrettanta impressione l'omicidio che in via Farnese insanguina il giovedì dei Sepolcri: un 36enne di Sissa, con quattro revolverate, uccide il socio d'affari, davanti allo sguardo atterrito di due bambine. “Mi ha rovinato la vita, non m'importa del carcere che mi attende” dirà poi l'omicida nella caserma dei carabinieri in via D'Azeglio.

Un altro Ferdinando Carretta – Anche nel 1950 c'è un Ferdinando Carretta al centro di una vicenda di sangue. Ma in questo caso, diversamente dalla tragedia familiare che si compirà 39 anni dopo, questo Ferdinando Carretta ne è la vittima, ucciso per vendetta politica con due colpi di rivoltella a Roncocampocanneto: l'omicida viene condannato a 19 anni di carcere.

Poco spazio per il teatro... – Davvero curioso l'inizio della recensione di una prima teatrale (“Rosso di sera”), anche perchè la sigla b.m. sembra indicare il futuro direttore della Gazzetta Baldassarre Molossi, impegnato anche nelle critiche cinematografiche come “Vice” di Attilio Bertolucci. Ebbene, b.m.  lamenta pubblicamente, all'inizio del suo breve articolo, “l'esiguo spsazio, davvero sconfortante, di cui disponiamo”.

...e un titolone per lo scudetto del rugby – Ma nello stesso giorno, lunedì 17, la Gazzetta celebra con ampio risalto, e un titolo a 9 colonne, lo scudetto della Rugby Parma, conquistato battendo Milano per 22-3: e “dopo la vittoria – racconta la Gazzetta – qualcuno piangeva”.

“Il sublime sacrificio di una madre” - La tremenda notizia di mercoledì 26 offre anche la fotografia di una città ancora in via di sviluppo, dove a poche centinaia di metri dalla Piazza è già campagna. In viale Duca Alessandro,infatti,  scorre un canale gonfio d'acqua, nel quale Gianni Folloni, un bimbo di 6 anni, ama giocare con dei ramoscelli. Ad un tratto il bimbo cade in acqua; la madre Maria Bassi cerca di afferrarlo, ma la corrente vince la sua resistenza de porta via entrambi. I due cadaveri (è tremendo pensarlo) saranno recuperati all'altezza di viale Mentana. Nei giorni successivi si aprirà in città una gara di solidarietà per questa famiglia colpita così crudelmente, con le tante offerte che i parmigiani portano spontaneamente nella redazione della Gazzetta.

Il problema dei rifiuti – Nel 1950 non si parla ancora di inceneritori o termovalorizzatori, ma lo smaltimento dei rifiuti è già una preoccupazione. E un lettore si chiede se non ci siano soluzioni migliori della “collina d'immondizie” che  è nata, “e si sta allargando”, nel torrente Parma, proprio sotto ponte Italia.
Intanto Parma non dimentica i lutti della guerra (è pronto per l'inaugurazione il monumento alle vittime del bombardamento del Cornocchio) e continua la ricerca di una nuova “normalità”. La Gazzetta del 27 aprile chiede dove trovare i mezzi per “riportare ai suoi trionfi la Corale Verdi”. E il mese si chiude con un altro titolo tricolore nello sport: questa volta individuale, grazie a Marcello Padovani che diventa il campione italiano dei pesi leggeri.
 

(segue...)

PUNTATE PRECEDENTI

1950 - Gennaio/Febbraio



 

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  • Ettore Musini

    18 Agosto @ 19.24

    Per G.B. perché non richiedere aiuto a volontari, per questa eventuale iniziativa ?

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    12 Agosto @ 20.51

    Girerò la sua richiesta, anche se si tratta di operazioni non semplici. Nel frattempo, spero potrà incuriosirsi al nostro viaggio parmigiano nel tempo. (G.B.)

    Rispondi

  • Aldo

    12 Agosto @ 20.36

    Si può sperare un giorno di leggere l'intero archivio della gazzetta via web, come sta per fare "La stampa"?

    Rispondi

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