SALUTE

Aids: in farmacia test per autodiagnosi Hiv

A Parma il più alto numero di nuove diagnosi nel 2015

Aids: da domani in farmacia test per autodiagnosi Hiv
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Arriva anche in Italia il test per l'autodiagnosi dell’Hiv. Dal 1° dicembre è possibile comprarlo in farmacia senza ricetta per poi eseguirlo a casa con la risposta in 15 minuti. La novità è stata presentata oggi alla Camera proprio alla vigilia del World Aids Day.
Il test costerà 20 euro, e verrà consegnato solo ai maggiorenni dal farmacista insieme a del materiale informativo sulla malattia. In caso di esito positivo, hanno raccomandato gli esperti alla presentazione, è necessario ripeterlo in una struttura specializzata sia per confermare il risultato che per iniziare subito la terapia. La speranza, ha spiegato Rosaria Iardino, presidente della fondazione The Bridge, è che emergano quei pazienti, fino a 18mila secondo alcune stime, che non sanno di essere sieropositivi. «Questo è uno strumento per chi non ha voglia o tempo di andare nei centri, dove il test è gratuito - ha ricordato Iardino -, ma noi immaginiamo anche un impiego ad esempio nelle carceri. Proprio ieri l’Oms ha ribadito l'importanza dell’autotest, e una volta tanto l’Italia è in linea».
I farmacisti che vorranno ordinare i test, distribuiti da pochi mesi anche in Francia, dovranno prima seguire un corso di formazione online su come rapportarsi al paziente. «Finalmente possiamo favorire la prevenzione e la diagnosi precoce - ha commentato Cinzia Falasco Volpin, ad di Mylan Itali, l’azienda produttrice - è un momento di grande orgoglio, anche perchè il lancio avviene a poche ore dalla giornata mondiale sulla malattia».

Aids: il più alto numero di nuove diagnosi nel 2015 si è avuto a Parma 

Allarma il costante aumento delle persone che si scoprono sieropositive già in fase avanzata o addirittura di Aids conclamato: 40 nuovi cassi nel 2015 a Parma, sono il 51% delle nuove diagnosi in Emilia-Romagna. Emerge dall’annuale rapporto regionale realizzato per la Giornata mondiale di lotta al virus (1 dicembre) e mostra che la preoccupazione è tornata a crescere, mentre l’anno precedente sembrava mostrare un’inversione di tendenza. Nelle province, il più alto numero di nuove diagnosi di Hiv nel 2015 si è avuto a Parma (tasso di 8,5 per 100mila abitanti) e a Ravenna (7,9), il più basso invece a Reggio Emilia (4,5) e a Modena (5). Nelle altre province a Piacenza e Bologna il tasso è di 7,3, a Forlì-Cesena 7,1, Rimini 5,9, Ferrara 5,1. 
Di positivo c'è che diminuiscono, seppure poco, le nuove diagnosi di Hiv tra i residenti: nel 2015 sono state 288, confermando il lieve calo degli ultimi anni. L’identikit della persona sieropositiva è quello di un maschio tra 30 e 39 anni, italiano. La modalità di trasmissione principale si conferma quella sessuale.
Le 288 nuove diagnosi di infezione da Hiv tra i residenti in Emilia-Romagna dterminano un tasso di 6,5 per 100mila abitanti: erano state 338 nel 2014 (7,6), 300 nel 2013, 373 nel 2012, 361 nel 2011, 388 nel 2010, 418 nel 2009.
Nell’intero periodo di sorveglianza (2006-2015) il 73,7% dei sieropositivi è maschio, il 32,7% ha 30-39 anni, il 70,9% è italiano. Le classi di età più colpite sono tra 20 e 49 anni (79,7%), meno interessati i più giovani e gli "over50".
Il rapporto maschi/femmine è di 2,8 maschi sieropositivi per ogni donna. L’età media della persona al momento della diagnosi di Hiv è pari a 39,9 anni.
La modalità di trasmissione principale si conferma quella sessuale, con il 92% delle diagnosi anche nel 2015 (come nel 2014; era 88% nel 2013, 89% nel 2012, 87% nel 2011): 49% attraverso rapporti omo-bisessuali, 43% eterosessuali. Molto bassa la percezione del rischio tra le persone eterosessuali: solo il 14,6% delle persone sieropositive l’ha dichiarata come motivazione del test di diagnosi.
Le persone entrate nella fase conclamata della malattia nel 2015 sono state 77 (73 nel 2014, 78 nel 2013), per un tasso di 1,7 per 100mila residenti, un dato che pone l’Emilia-Romagna al livello della Lombardia e dopo Toscana, Lazio, Liguria. Erano 1,5 nel 2014, 1,8 nel 2013, 2,2 nel 2012. Anche le persone in Aids conclamato sono prevalentemente maschi (in rapporto 2,9 a 1). Grazie alle terapie antiretrovirali il numero di morti è diminuito significativamente nel tempo e per molti malati l’Aids è considerato oggi alla stregua di una malattia cronica. 

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  • lucaparma

    01 Dicembre @ 08.13

    Credo sia interessante far presente e sottolineare che le persone risultate positive sono praticamente equamente distribuite tra omosessuali e eterosessuali. Bisogna sfatare la diceria secondo la quale l'Aids è un esclusivo problema degli omosessuali. Questi dati lo dimostrano. Serve prima di tutto informazione, informazione a tappeto nelle scuole e in tutte le strutture sanitarie che hanno contatto con tutti i tipi di pubblico. Mi pare inconcepibile che ancora oggi in qualche farmacia non siano venduti i profilattici. Oppure che i profilattici siano nascosti perché vederli è un peccato mortale.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      01 Dicembre @ 11.23

      La "diceria" è "sfatata" da un bel pezzo ! Tutte le farmacie vendono i preservativi. Alcune hanno anche distributori automatici in strada. Personalmente resto un pochino perplesso sull' aspetto della segretezza. La persona HIV positiva ha diritto all' anonimato , e , questo , può anche sembrare giusto , però ci sono persone che non lo dicono alla compagna ( o al compagno) , e i Medici non glie lo possono dire , perché vincolati alla segretezza.

      Rispondi

  • Michele

    30 Novembre @ 20.53

    mandra_sala@libero.it

    Nessun piano di prevenzione.... evidentemente. Chi è la massima autorità sanitaria della città ?

    Rispondi

    • Vercingetorige

      01 Dicembre @ 18.44

      Giusto ! La "massima autorità sanitaria della città" dovrebbe far distribuire preservativi per strada , gratis , ed ordinare ai Vigili Urbani di controllare che si usino !

      Rispondi

  • Vercingetorige

    30 Novembre @ 19.25

    Si , però state attenti perché le statistiche sono uno strumento prezioso di studio e di lavoro , ma bisogna saperle analizzare ed usare. Il numero di casi denunciati è in funzione , tra l' altro , anche dell' efficienza della diagnosi. In un sistema efficiente il numero delle diagnosi segnalate è superiore a quello di un sistema inefficiente , ma non è detto che gli ammalati , in realtà , siano di più. Questo è uno studio osservazionale , non è un "doppio cieco" (il metodo più affidabile in una sperimentazione). Poi , quelle venute all' osservazione , sono persone che , più o meno , si sono inserite nel sistema sanitario , ma quanti sono i clandestini allo sbando ? L' HIV è molto diffuso in Africa . Le prostitute di colore che popolano le nostre strade avranno fatto tutte il "test" , ed andranno a comprare il "kit" in farmacia ?

    Rispondi

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