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L'addio a Carlo Ugo: tutti i particolari della cerimonia

L'addio a Carlo Ugo: tutti i particolari della cerimonia
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 Marco Federici

Tutto  è già  scritto   in  un rigido protocollo: ai funerali di Carlo Ugo di Borbone, duca di Parma e Piacenza - in programma sabato prossimo  - al caso non sarà lasciata  neppure una virgola. La salma del principe spagnolo sarà prelevata dalla sagrestia nobile  (lì dove mercoledì e giovedì sarà allestita la camera ardente):  i cavalieri dell'Ordine costantiniano, intorno a mezzogiorno,  porteranno la bara davanti all'altare della Steccata. Usciranno dalla porta laterale, percorreranno un tratto di via Dante, poi rientreranno in chiesa dall'ingresso principale di via Garibaldi e  percorreranno la navata centrale fino a posare la bara sul pavimento del  presbiterio,  a pochi metri dall'altare. Altri cavalieri formeranno il corteo e porteranno i fiori della famiglia e i cuscini degli ordini di cui Carlo Ugo era gran maestro:   l'Ordine costantiniano di San Giorgio,  l'Ordine al merito di San Lodovico,  l'Ordine al merito militare di San Giorgio e  l'Ordine de la legitimidad proscrita. Quindi altri cavalieri porteranno i simboli   della Gran croce d'armi e d'onore del sovrano militare ordine di Malta e della Gran croce dell'Ordine d'Orange. Tutti i cuscini saranno poi depositati  nel presbiterio. Durante il percorso,  in città risuoneranno i rintocchi del bajon, la campana maggiore della torre del Duomo (un rito riservato a  poche famiglie della città). Ad accogliere la bara, in chiesa, ci saranno  gli invitati al funerale. Proprio così:  all'interno della Steccata  si potrà accedere solo  se si possiede  il «lasciapassare»  della famiglia, che sarà rigorosamente controllato all'ingresso principale di via Garibaldi.  La chiesa conterrà all'incirca quattrocento persone, ognuna con il posto già assegnato.
Per volere dello stesso Carlo Ugo  nel  presbiterio si troveranno otto bandiere: quelle della casa dei Borbone Parma, dell'Ordine costantiniano di San Giorgio e dell'Ordine al merito di San Lodovico; poi quelle di Parma e di Piacenza;  quindi   lo stendardo dei    Carlisti (il movimento spagnolo di cui Carlo Ugo  era stato a capo) e quello dei legittimisti di Francia.  La bara sarà avvolta nella bandiera spagnola senza stemma reale. Il motivo? Evitare  incidenti diplomatici con  il re di Spagna Juan Carlos.  Sopra, invece,   ci sarà il basco rosso  dei  Carlisti. Il duca  sarà sepolto con addosso   un abito dei frati domenicani.
Alle 12,15 inizierà la messa: celebreranno  i vescovi di Parma, di Piacenza, di Fidenza e  l'arcivescovo di Rotterdam (nell'ordine, Enrico Solmi, Gianni Ambrosio, Carlo Mazza e Adrianus Herman van Luyn). Terminate le esequie la bara sarà portata nella cripta della Steccata: solo la famiglia parteciperà alla tumulazione. Quindi,  dopo qualche minuto,   gli stessi  familiari torneranno al loro posto per il rito dell'investitura: il figlio minore  Giacomo Bernardo,  metterà  al collo del fratello maggiore Carlo Saverio  il gran collare dell'Ordine costantiniano.   In quell'istante,  il primogenito di Carlo Ugo   erediterà il titolo di duca di Parma e Piacenza. Lo  stesso Carlo Saverio si posizionerà al centro del coro dei cavalieri,  attorniato dai familiari, per ricevere le condoglianze dei presenti. Siamo   all'ultimo capitolo del protocollo: resta solo  il ricevimento   al Ridotto del Regio dove i Borbone Parma ringrazieranno  gli invitati:  a quel punto, dall'inizio dei funerali saranno passate almeno un paio d'ore. 

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