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Stupro di gruppo in via Testi: "Ora basta omertà"

Stupro di gruppo in via Testi: "Ora basta omertà"
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Qualche settimana fa è comparsa in tribunale per ripercorrere quella nera notte allo spazio autogestito di via Testi. Un racconto drammatico il suo. E drammatica - sostiene qualcuno - anche l'omertà con cui la vicenda è stata affrontata nell'ambiente dei movimenti di cui fanno parte i quattro imputati per stupro di gruppo, inchiodati non dalla denuncia della ragazza - mai presentata, "per vergogna, per paura, per dimenticare" - ma dal video scovato per caso, per un'altra indagine, dai carabinieri sul telefono di uno di loro. 

Ora è un blog - "Abbattoimuri" - a tornare sulla vicenda e a dire "basta al silenzio": "Mentre la ragazza è abbastanza sola ad affrontare le udienze,  c’è l’indifferenza o, peggio, la banalizzazione da parte di compagni e compagne che fanno muro a difesa degli accusati invece che a difesa della “presunta” vittima. A rompere il silenzio sono intervenute alcune realtà (Generiot, ArtLab Occupato, Casa Cantoniera Autogestita, Rete Diritti in Casa, Parma Antifascista). E ora anche Romantic Punx assieme ad un gruppo di Guerriere Sailors. Un abbraccio alla donna che sta affrontando un processo sulla propria pelle, in termini giudiziari e sociali, fino all’ostracismo nei suoi confronti in sedi e ambienti politici. Un abbraccio a chi riflette sul sessismo nei movimenti perché è necessario guardarlo a fondo per combatterlo".

E proprio il comunicato Romantic Punx va a toccare le corde più delicate di questa vicenda. Ad esempio, l'accusa di non credibilità della vittima. 

"La violenza - sostengono - è avvenuta su un soggetto totalmente incosciente, condizione che pare impossibile possa essere stata causata soltanto dal (poco) vino che lei ricorda di aver bevuto. Al momento dello stupro era incapace di dare il suo consenso o di opporre resistenza fisica o verbale" Parlano di un video diventato "virale". "E nei giorni, settimane, mesi successivi continua a girare, tutti lo guardano eppure nessuno VEDE la violenza". "Se una donna o un uomo sono palesemente alterati perché sotto l’effetto di alcol o droghe non possono dare un consenso. Senza consenso è stupro. Se non diamo il consenso e percepiamo una parola, un atteggiamento o un rapporto come degradante o violento è stupro", scrivono.

E poi accusano: " Dove siamo state in quei tre anni che vanno dallo stupro al giorno in cui due pattuglie sono andate a cercare la ragazza a casa della sua famiglia? Perché al posto di diffondere il video, umiliarla, organizzare assemblee CON gli accusati non è stato fatto muro attorno alla ragazza? Perché per salvare il gruppo si è deciso di abbandonare chi davvero aveva bisogno? (...) Sono innumerevoli i messaggi di minacce e di insulti sessisti con cui è stata bombardata da quando sono partite le denunce. Troppe sono state le occasioni in cui è stata cacciata con violenza, senza la possibilità di essere ascoltata, da spazi occupati e autogestiti. (...) Quanti di noi le hanno scritto o chiesto la sua versione? Quanti di noi l’hanno minacciata con messaggi anonimi o su Facebook per poi bloccarla e non darle la possibilità di parlare? Quanti di noi hanno diffuso le “voci” messe in circolo dagli accusati senza mettere in discussione la fonte? Quanti di noi hanno reputato più grave la presunta infamia di uno stupro? Quanti di noi attaccano la Giustizia dei tribunali per poi formulare le proprio accuse con le loro carte e i loro metodi? Quanti hanno chiesto di vedere il video perché “altrimenti non ci crediamo”? 

"Ciò che è accaduto a lei poteva succedere ad ognuna di noi - concludono -.  Ed oggi ci alziamo in piedi, ritti come chiodi che scintillano nella notte delle belle cose, insieme, contro la violenza avvenuta quella notte in via Testi, la vergogna di quel video diffuso e l’orrore di quel nomignolo. Contro il suo abbandono e l’incapacità di vedere il disagio di una donna. Contro l’omertà e il muro di silenzio. Contro i modi e il linguaggio adottati nei suoi confronti. Contro chi l’ha processata, condannata e punita basandosi su voci e fatti incompleti e di parte. Contro chi l’ha minacciata, aggredita, allontanata dagli spazi occupati usando la violenza…"

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  • cicciopasticcio

    17 Dicembre @ 00.18

    Tranquilli nessuna pena esemplare.... È già tanto che non cadano in prescrizione. Questi sono quelli che fino a l'altro giorno andavano in piazza per manifestare contro i reati che forse è sottolineo "FORSE" avevano commesso altri. Me li ricordo bene bandiera rossa la trionferà... Parola di ciccio.

    Rispondi

  • Enzo

    16 Dicembre @ 14.35

    le ex senatrici parmigiane-reggiane di solito a favore dei centri sociali stavolta prendono le distanze sì o no?

    Rispondi

  • andrea66

    16 Dicembre @ 12.11

    Persino le "compagne" del movimento sono rimaste zitte. Si era creato un vero e proprio muro di omertà intorno a questa vicenda fino a quando un gruppo di ragazze del movimento ha deciso di rompere il silenzio e di condannare apertamente quanto accaduto, affermando che "uno stupro è sempre un atto fascista anche se chi lo commette si dichiara antifascista" (tgcom24) Uno stupro è sempre un atto fascista? ma cosa vuol dire? Cioè, ci si nasconde dietro le parole per un atto fuori dal comune e per il quale la pena dovrebbe essere pesantissima e senza nessuno sconto? Se si arriva ad affermare una cosa del genere vuol dire che per chi l'ha detta (ed il fatto che sia una donna a dirlo è solo che peggiorativo, se possibile) ormai non c'è più speranza.......

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