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Corso di pop, Rossana Casale: "Addio Parma, con amarezza"

Il direttore Ceni: "Compensi squilibrati tra docenti: serve uguaglianza"

Corso di pop, Rossana Casale conferma: "Addio, con amarezza"

Rossana Casale

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La bufera l'hanno scatenata gli studenti, che sui social network hanno espresso tutto il loro disappunto per il rischio di perdere il corso di pop al Conservatorio Boito: in particolare, di perdere i loro insegnanti di riferimento, tra cui Rossana Casale. Ed è stata la stessa  artista, vocal coach di «X Factor», da alcuni anni impegnata come insegnante di canto jazz con indirizzo popular, a confermare il suo addio a Parma. In un post su Facebook in cui parte dall'articolo di ieri di Gazzetta di Parma.it, parla di "questa e altre gravi ragioni" per "rifiutare la proposta di collaborazione" del nuovo direttore del Conservatorio Riccardo Ceni, subentrato a Roberto Cappello alcuni mesi fa.

"Non tornerò a insegnare nel suo Conservatorio - scrive in quella che dovrebbe essere la comunicazione inviata a Ceni - lo stesso che negli anni passati e con la precedente Direzione ha vissuto momenti di gioia, orgoglio, musica e cultura". "E' un grande dolore per me vedere  il lavoro svolto negli ultimi 5 anni svanire nel nulla. Ho già avvisato i miei allievi di questa mia decisione, che non avrà ripensamenti".

Il caso sulla Gazzetta di Parma e le risposte del direttore Ceni

Ilaria Notari
Rossana Casale è pronta a lasciare il Conservatorio di Parma e come lei potrebbero fare altri docenti del corso di popular music istituito alcuni fa al «Boito». E’ stata la stessa artista, vocal coach di «X Factor» e da alcuni anni impegnata come insegnante di canto jazz con indirizzo popular, a confermarlo sia pur indirettamente attraverso un post pubblicato su Facebook (e condiviso da diversi allievi), in cui spiega l’amara e irrevocabile decisione di lasciare quel Conservatorio in cui negli ultimi cinque anni ha vissuto, come lei stessa sostiene, momenti di gioia, musica e cultura, per trasferirsi in quello di Frosinone. Le parole della Casale, che si dice costretta a rinunciare alla proposta di collaborazione della direzione, sono improntate alla stessa amarezza provata dagli allievi del corso, sfociata ieri nel post al veleno di una studentessa che, in poche ore, ha ottenuto parecchie condivisioni e centinaia di visualizzazioni anche sul sito della Gazzetta di Parma che lo ha ripreso.
«In questi giorni la nuova direzione sta lavorando per smantellare il corso di pop dal Conservatorio di Parma - scrive la ragazza, di fatto facendo scoppiare il caso - Lo sta boicottando e ci sta portando ad abbandonare la nave. Noi studenti abbiamo sradicato le nostre vite, lasciato lavori, ribaltato tutto per trasferirci a Parma. Sapevamo - aggiunge l’allieva - che con la nuova direzione non ci sarebbero state Masterclass per noi. Non concerti importanti. Non occasioni di lavoro e collaborazioni. Non aule in cui poter studiare. Ma non pensavamo potessero addirittura toglierci il diritto di studiare con gli insegnanti che abbiamo scelto».
Un malcontento che non si era placato nonostante il direttore Riccardo Ceni - subentrato a Roberto Cappello alcuni mesi fa - avesse, nei giorni scorsi, ricevuto i ragazzi per dare ascolto alle voci della protesta e spiegare le motivazioni della scelte. A quanto si è appreso, la direzione del «Boito» intende adottare un criterio di equità nei compensi dei docenti, dopo che è emerso che i contratti di alcuni insegnanti del corso in questione risultavano maggiorati da rimborsi spese, giustificati principalmente dal fatto che gli stessi non risiedono in città. Rimborsi spese di cui però - fa notare qualcuno - non godrebbero altri professori nelle stesse condizioni.
Ma c’è anche chi si chiede se valga la pena rischiare di perdere insegnanti di prestigio se questo dovesse portare a una riduzione degli allievi, alla chiusura di alcuni corsi e di conseguenza ai relativi contributi ministeriali. Molti dei 93 iscritti al corso di pop music, non essendo residenti nella nostra città, sarebbero infatti pronti a seguire gli insegnanti altrove, con evidente danno per il “Boito”. Studenti che lamentano anche di pagare rette più alte rispetto agli altri.
Le risposta del direttore Ceni, da noi interpellato, non si sono fatte attendere: «Per tutti i docenti a contratto - spiega - la legge prevede eguale trattamento economico, a prescindere dalla disciplina insegnata, considerato che si tratta in un’istituzione pubblica. Questa è la linea da me proposta, in osservanza di un imprescindibile principio di uguaglianza, condivisa dagli organi istituzionali. Nel passato sono state effettuate scelte che non mi pertengono».
Ma è vero che gli studenti di pop music pagano più degli altri? «Le tasse degli studenti - spiega Ceni - sono state decise dalle precedenti gestioni: gli studenti di triennio pop pagano 1200 euro all’anno, come quelli di jazz e direzione d’orchestra, 300 euro in più rispetto agli studenti delle altre discipline. Tengo a precisare che è allo studio un progetto di radicamento e rilancio dell’area pop di questo Conservatorio, che ci permetterà di completare ed ampliare la proposta formativa oltre il triennio per i nostri studenti, nonostante il settore al momento incida sul bilancio dell’Istituzione molto di più di quello che le tasse di iscrizione degli studenti, ed i correlati contributi pubblici, possano consentire».
Sul rischio di perdere i contributi ministeriali, Ceni chiarisce che «i docenti per legge devono essere retribuiti tutti allo stesso modo, prescindendo dal richiamo che possono suscitare. Noi non possiamo certo intervenire su norme imperative di legge, ma soltanto assicurarne la corretta applicazione. Vorrei precisare inoltre che tutti i docenti a contratto non sono scelti dagli allievi, ma secondo una selezione da bando pubblico. Gli studenti si iscrivono anzitutto in Conservatorio per studiare la disciplina che hanno scelto». Quanto alle decisioni della Casale «posso affermare che non c'è alcun 'provvedimento' contro di lei; anzi, secondo la graduatoria d'istituto, è stata individuata come prima destinataria di contratto per la materia che ha sempre insegnato al Boito. Stiamo attendendo una risposta da lei per far iniziare le lezioni. E' noto che abbia accettato una cattedra in supplenza annuale al Conservatorio di Frosinone, tuttavia le porte per lei sono rimaste aperte attraverso la proposta di un contratto di collaborazione».
«Ciò che ho riferito - conclude Ceni - è già stato discusso ufficialmente con la Consulta degli Studenti mercoledì scorso, durante un incontro con il presidente, la vicedirettrice e il sottoscritto: sono quindi stupito nel leggere alcuni post di studenti. Nei confronti dei colleghi che mi hanno onorato del compito della direzione ho la responsabilità innanzitutto del rispetto delle regole, della trasparenza, della correttezza, e valuto fondamentale che questi valori vengano trasmessi alle giovani generazioni. Il merito si costruisce a partire da questo».

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  • margherita

    19 Dicembre @ 22.52

    ER UN PUGNO DI DOLLARI… Nell’articolo di oggi in cui la Signora Casale spega i motivi della sua scelta di abbandonare Conservatorio di Parma, forse la Signora non si rende conto della gravità delle sue affermazioni. Cito: “ho chiesto io alla direzione del maestro Cappello (il predecessore di Ceni...ndr) un aiuto per i miei rimborsi, per poter coprire le spese volte a realizzare le ore in più che dovevo fare, fino a chiedere di aprire una seconda cattedra e di dividere l’alto numero di allievi con un’altra docente, cosa che è stata rimandata a causa dell’elezione del nuovo Direttore” Dunque le ore di docenza che le hanno proposto negli anni passati dalla precedente direzione non erano sufficienti a coprire il numero di ore di lezioni a causa del numero elevato di allievi? Lei ha svolto ore in più? Lo sa che i contratti dei co.co.co non possono eccedere le 324 ore? E lo sa che gli allievi di materia principale devono svolgere 30 ore di lezione INDIVIDUALE secondo quanto definito dall’ordinamento ministeriale? Quindi la questione del sovrannumero di allievi rispetto ad una sola cattedra (la sua) di canto pop esisteva già da prima che il nuovo direttore fosse eletto, e in accordo con lei, la passata direzione invece di aprire un’altra necessaria cattedra pensa bene di “sanare” la situazione concedendo a lei un rimborso spese? Se è così, sembrerebbe che siano stati lesi i diritti dei docenti che la seguono in graduatoria che avrebbero dovuto già negli anni passati essere destinatari di contratti di collaborazione per completare l’offerta didattica rivolta agli allievi: un altro docente è stato privato del lavoro e dello stipendio, ma la signora però ha avuto il rimborso spese? Per citare Totò Signora Casale: “ma ci faccia il piacere”! Dalla sua toccante intervista traspare che il grave motivo della sua scelta a lasciare Parma risiede nel mancato rinnovo del rimborso spese. E per concludere, se davvero per lei fosse importante ciò che pensa di aver costruito a Parma e il rapporto con i suoi allievi, non avrebbe rinunciato al grande privilegio dell’insegnamento per una manciata di denari... Forse qualcuno le sta dando dei pessimi consigli in questa situazione, che di increscioso ha solo quanto precedentemente elencato.

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  • hasta

    18 Dicembre @ 12.13

    ha ragione il preside. era ora. I famigerati artisti, gia' ricchi di per se', se amano l'arte, la facciano gratis. E' finito il tempo di soldi pubblici in regalo a chi ha avuto nella vita la fortuna di fare quello che piace.La Casale e' indispettita ? Chiede di piu'? vada a lavorare in fabbrica a 900 euro al mese e si occupi d'arte nel tempo libero, come fanno tutti i comuni mortali.

    Rispondi

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