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"Dopo il crollo al Duc di notte fatico a dormire"

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Roberto Massa, uno dei dipendenti comunali scampati al crollo del Duc di lunedì scorso, dirigente del Servizio Sportello e relazione col cittadino del Comune, ci ha inviato alcune considerazioni su quell'episodio, che volentieri pubblichiamo.

 
Ringrazio la Gazzetta di Parma perché è stato l’unico organo di stampa a riportare l’esatta dinamica degli eventi tutelando quindi lettori e testimoni.
Ringrazio i tantissimi colleghi che mi hanno manifestato sincera gioia per lo scampato pericolo.
Ringrazio le squadre speciali del Comune con le quali, sin dalla mattina presto del giorno successivo all’evento, abbiamo gestito la difficile situazione di un solo ingresso per 600 dipendenti e, a fine giornata, di 656 utenti che si sono recati agli sportelli del Front-office. Grazie alla disponibilità e abnegazione di questi colleghi abbiamo mantenuto i livelli di servizio consueti, che sono molto elevati.
Ribadisco, e i filmati confermano, che non vi è stato nessun prologo, nessun segnale salvifico di quanto stava accadendo. Il  crollo è stato preceduto solo dal boato generato dal distacco dell’ampia superficie  che è crollata tutta in una volta sul punto dove sostavamo.
Dobbiamo la salvezza solo e unicamente al fatto che stavamo guardando in alto attratti dal vento che sibilava tra le strutture e ai nostri riflessi.
Concordo pienamente con il Procuratore Capo Laguardia per la valutazione di quanto accaduto. Infatti la situazione avrebbe potuto, senza le positive circostanze citate, avere gravissime conseguenza data la consistenza dei pesanti detriti  e delle strutture ferrose (non calcinacci), e queste circostanze possiamo considerarle la variabile, le cui risultanze sono dipese solo dal nostro comportamento, mentre l’evento è una costante che sarebbe rimasta tale in ognuno dei possibili esiti. Quindi è molto corretta la valutazione di gravità pronunciata in modo indipendente dalle fortunose conseguenze.
La mia reazione nell’immediatezza è stata molto contenuta e priva di manifestazioni ansiose, ma a distanza di pochi giorni dormo pochissimo, mi sveglio di soprassalto e mi ritrovo a pensare continuamente a quanto accaduto. La sindrome del sopravvissuto in questo caso non si manifesta come un senso di colpa verso vittime che, per fortuna, non ci sono state, ma nel timore di avere mancato un appuntamento col destino solo per sorte e per una caparbia volontà di reagire e di non soccombere e che questo sia solo per poco rimandato. Quel luogo e le persone che con me hanno vissuto la drammatica esperienza sono come un marker impresso in modo indelebile nei miei pensieri.
Si dice che a volte persone morte di morte violenta si ritrovino come spettri a ripercorrere i luoghi della propria dipartita. Forse non occorre morire per divenire fantasmi di un luogo teatro di drammatici eventi che ti rimandano sempre alla casella precedente come in una partita sfortunata ad un gioco dell’oca.
Infine resta la consapevolezza, leggendo i commenti di alcuni, di una società in declino dove lo sport nazionale sembra essere il dare addosso ai dipendenti pubblici. Questo nonostante il Comune di Parma sia ai vertici nazionali per servizi, innovazione, relazione e considerazione del cittadino. Gli sforzi dell’Amministrazione per creare un rapporto nuovo col cittadino in nome di un Comune Amico che sia davvero a misura d’uomo si infrangono contro preconcetti e luoghi comuni degni di una città di frontiera dell’ovest americano. Realizzando che se la circostanza avesse portato anche a produrre tre vittime uno dei commenti avrebbe riguardato comunque  l’auto in divieto di sosta, viene da chiedersi se, stante questo livello di sensibilità e cultura, non siano immeritati gli sforzi di quanti operano con impegno e dedizione e con quantità di ore dedicate al lavoro ben oltre la media del mondo del privato. Sicuramente in quantità e qualità più elevate di molti detrattori per scelta e non per capacità di discernere.
Roberto Massa

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  • mark

    04 Settembre @ 11.58

    condivido cio' che dice Marta, Pensiamo a cose serie e cerchiamo di cambiare. Ma proprio in qusti sig,ri che vogliono farsi pubbliciità invece di lasiare alle indagini il giusto percorso vedo i "raccomandati". Troppo presi a celebrare se stessi!

    Rispondi

  • marta

    03 Settembre @ 22.43

    IO RIBADISCO il concetto e cioè che è ora che ciascuno di noi si faccia un serio esame di coscienza...... Così non stiamo costruendo un bel niente, non stiamo cambiando questo mondo pieno zeppo di: - maschilisti - veline - raccomandati - corrotti. Tirate su la testa e ribellatevi! Le chiacchiere da bar sono da terzo mondo.....

    Rispondi

  • Roberto Massa

    03 Settembre @ 20.06

    Non volevo entrare in questa serie di commenti ma il sig. franbono mi costringe con una accusa inaccettabile: no, non sono io la sig. Hola, forse e' solo una persona che non la pensa come lei. in quanto all'altro commento sulla malattia in effetti ho una mano fasciata in Ortopedia del Maggiore e quindi sono forzatamente obbligato a non timbrare il cartellino ma mi sono recato comunque al lavoro tutti i giorni e probabilmente per piu' tempo di molti commentatori. In quanto al resto forse non ci si e' resi conto che non e' caduta una tegola che ci ha schivati ma per qualche istante siamo stati certi di non farcela. Oggi l'autista e' stato di nuovo trasportato al Pronto soccorso per una crisi di panico.Spero che il filmato prima o poi sia reso disponibile cosi' da chiudere molte bocche aperte solo per abitudine. Saluti

    Rispondi

  • romano

    03 Settembre @ 19.00

    in realtà è li che guarda tutti i commenti e se la prende con il suo stesso Ente, Forse ipocondiraco? E gli altri due stanno bene? Avvranno mica un altra sindrome? Di certo con questi sig.ri è meglio non aver mai incidenti. Son di quelli che si attaccano a tutto per spillare denaro. A proposito la diagnosi se la fan da soli o la suggerisce Brunetta....Da che mondo è mondo una diagnosi del genere richiede anni di analisi...

    Rispondi

  • francesco

    03 Settembre @ 17.43

    Sig. o sig.ra hola, non ho capito chi lei sia, anche se ho il sentore che lei sia il sig. massa, non capisco perchè ribatte ad ogni commento con tutto questo ardore.. Se io non volessi ricevere commenti, positivi o negativi che siano, non farei pubblicare un mio articolo sulla gazzetta. L'articolo per di più era anche piuttosto polemico, quindi le critiche se le è cercate. Più umiltà non guasterebbe.

    Rispondi

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