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La bottiglia sulla movida. E' ora di fermarsi

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di Pino Agnetti 

 Mettendo da parte ogni facile e assolutamente inutile «L’avevamo detto»: non è che, quando dalle finestre piovono bottiglie sulla movida, è forse il caso di fermarsi tutti almeno per un secondo? Lasciamo stare anche la condanna scontata - ci mancherebbe! - di un gesto non si sa bene se da giustizieri della notte con seri problemi di tasso alcolemico a loro volta (la pregiata etichetta francese sulla bottiglia incriminata parrebbe un serio indizio in tal senso), oppure da curva degli ultrà (ovviamente quelli cattivi). E prima di gettarci nell’arena con la bava alla bocca e le unghie fieramente sguainate per dar vita alla milionesima puntata di questa «guerra della movida» su cui si potrebbe scrivere ormai un poema omerico, proviamo a chiederci cos’è che ci ha impedito finora di trovare una soluzione decente e condivisa al problema. Intendiamoci: non è un problema solo nostro. In una città come Milano, ad esempio, i «numeri» della movida sono i seguenti: 761 locali, 108 discoteche, 270.000 clienti (calcolando la media per ogni sera d’estate), 425 milioni di euro di ricavi, circa ottomila addetti (inclusi quelli che si occupano della sicurezza), più altri cento e passa milioni di euro di indotto. Ma quella è Milano, appunto. Mentre noi siamo già alle bottigliate per duecento metri di strada (facciamo trecento?) fra via Farini e borghi limitrofi. E, per di più, a un passo dal «salotto buono» di piazza Garibaldi! Ovvio che, giunti a questo punto, la parola finisca prima o poi per passare ai magistrati. Ma si tratterebbe se non di una sconfitta (comunque la legge non è mai un fastidioso optional da temere o da esorcizzare in partenza), certo di una generale ben magra figura. Ed allora, senza metterci pure noi a discettare di decibel e di orari, di regolamenti sul dove e quando andare a fare pipì e di fumose quanto asfissianti analisi sociologiche che lasciano invariabilmente tutti ai rispettivi blocchi di partenza («La movida è un flagello», «No, è la salvezza dei centri storici»), prendiamo atto che va cambiato completamente l’approccio. Non per fare «tutti un passo indietro», come ci siamo sentiti ripetere con i risultati che si sono visti anche l’altra sera. Ma per farne (se possibile di nuovo tutti) «uno avanti».  Vogliamo chiamarlo «un patto per la movida?». Il copyright non costa niente. Però, se mai qualcuno risultasse interessato, chiariamo subito che la propaganda politica non deve entrarci. Che a siglarlo stavolta, e ben alla luce del sole perché poi nessuno possa stracciarlo come gli pare e piace, dovrebbero essere in primo luogo i residenti e gli esercenti. Magari uniti dalla incredibile scoperta che delle strade (non solo e sempre le stesse e nei centri storici) più pulite, più controllate, più accoglienti, più allegre, più educate, più popolate anche dai cittadini «normali» fanno bene a tutti. A Madrid, a Barcellona, a Grenoble, a Parigi ci sono riusciti. Perché non a Parma? 
Altrimenti, rassegniamoci al peggio. O alle ordinanze, stavolta, non più dei sindaci ma di qualche Pm. E poi, tutti a casa a leccarsi le ferite e a rimembrare i giorni in cui le bottiglie servivano per brindare. E non come armi di questa un pò umiliante «guerra» di soli vinti.

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  • Ermanno

    09 Settembre @ 10.30

    Ho abitato in Via Farini per quasi vent'anni. Quando mi sono trasferito in centro la movida non esisteva ancora. Pochi mesi fa me ne sono andato a vivere in periferia. I motivi? Sonno perso, non solo da parte mia ma soprattuttto da parte dei figli che spesso si sono presentati a scuola il sabato mattina dopo notti praticamente insonni. Impossibilità a trovare parcheggio anche nelle righe bianche e blu dopo le otto di sera. Adesso i figli dormono il sonno dei giusti, trovo parcheggio sotto casa e, nonostante ci siano poche persone in giro dopo le nove di sera, la zona non è ricettacolo di drogati, spacciatori, prostitute e gang di extracomunitari. Un suggerimento ai residenti con i quali solidarizzo da lontano. Invece di gettare bottiglie dalle finestre organizzino una serie di manifestazioni utilizzando i loro diritti. Stare in casa ad aspettare che ci pensi qualcun altro è un po' troppo comodo. Se si lasciano libere le strade sotto casa è ovvio che qualcun altro se ne può impossessare. Basterebbe percorrere in circolo le strade della movida con le auto impedendo l'invasione della sede stradale. E' legale e legittimo. In poco tempo i rumorosi giovanotti se ne andrebbero da altra parte. E a quel punto anche i commercianti inizierebbero a porsi il problema.

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  • Roberta

    09 Settembre @ 10.14

    Ripeto: se io vado a vivere in centro anche senza movida penso sia normale che alle 22 ci sia della gente per strada!!! Anche se non c'è la movida, se abito sopra a un bar è logico che alle 22 ci sia qualcuno che frequenta quel bar!!! Non sono una ferquentatrice della movida, ma mi sembra assolutamente normale, che in centro ci sia movimento dopo cena. Altrimenti cos'è? Il coprifuoco??? Ripeto: il lancio della bottiglia non è successo alle tre di notte ma alle 22! Ma vi sembra normale? Io sono stufa di leggere queste lamentele sulla movida! Parmigiani siete veramente dei provinciali!

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  • stefano

    09 Settembre @ 10.14

    ritengo di rispondere ad alcune affermazioni.......ragazzi....dovete capire che il continuo recare disturbo sempre alle stesse persone che al di fuori di aver casa in zona, nulla hanno a che fare con la goliardica baldoria detta Movida......perchè.....non la si estende in piazza duomo....perchè lì c'è la curia......vero.....perchè non la fate all'eurotorri....lì i locali non mancano e sicuramente sarebbero felici di fare cassa.......oppure in via saffi o borgo delle colonne in modo da sconfiggere la criminalità che serpeggia in quella zonna fra l'altro ben servita da parcheggio......il problema è un'altro...... i giovani devono far valere le loro ragioni......dicendo che i locali nella nostra città sono ....haibò ......oppure roba da bambini........altri fanno paragoni con paesi e ripeto paesi e non città della costa azzurra dove vivono solo di turismo e che grazie a dio conosco.......ma quì siamo in pianura padana dove la gente vive quotidianamente e lavora in città e periferia dove portroppo non puotrà mai essere a livelli di divertimento come a Rimini..... Riccione......st.tropez......o viareggiio.........di movide ne ho viste alcune..... nella citta di lucca .......nella città di siena......decisamente più composte e meno goliardiche......quindi è solo una questione di principio e di educazione sia da parte di chi fa movida e di chi ci specula o guadagna sopra....... e ovviamente in quelle città le amministrazioni sono più in gamba a risolvere la cosa......vedi mik.....se i gestori vengono multati o pizzicati dalle forze d'ordine ti sei già risposto da solo ....ci sono delle normative di legge che sono chiare.......quindi sta al gestore per primo a rispettarle......è come i velox se il limite è fissato dalla legge e lo si supera non puo dire che è il velox che ha torto perchè " abita " lì........un saluto.....a tutti.....

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  • racoon

    09 Settembre @ 09.24

    Per avere la movida come a Milano o Barcellona, bisognerebbe ESSERE come Milano o Barcellona. Se a Parma non si riesce a gestire nulla, nemmeno le festicciole perchè danno alcool all inclusive ai ragazzini, allora che pretendiamo? E metti caso che quella bottiglia fosse stata appoggiata sul davanzale per stare al fresco e fosse "accidentalmente" caduta? E comunque non bisogna far vivere solo le strade, ma anche chi le strade le abita... Parma è una città da sagra della polenta, altrochè movida. E lo dico con tutto l'orgoglio di una parmigiana che ama e rispetta la sua città ed i suoi cittadini.

    Rispondi

  • lorenzo

    08 Settembre @ 23.53

    Stefano ma...disturbi del sonno? Quindi non sei al corrente che la prima idea dei proprietari dei locali anni fa fu quella di pagare i doppi vetri ai residenti che rifiutarono perche' dicevano che il problema era la sporcizia? Qualcuno commenti la multa che quest'anno ha preso il bar Gianni (2km dal centro) perche' i residenti si sono lamentati, qualcuno commenti la polizia che all'una di notte si ferma al Parad'ice (3km dal centro) di via argini perche' "una signora ha chiamato", si accenni ai problemi del McQueen (Gaione) per la musica alta usciti sulla gazzetta. In questi casi ci spiegate dov'e' il problema movida? sempre curiosi di saperlo

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