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Fa discutere l'ordinanza antidroga

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Laura Ugolotti

E' stata emanata nei giorni scorsi dal sindaco e già ha suscitato pareri discordanti. E’ la nuova ordinanza che prevede il divieto di acquisto, in luoghi pubblici, di sostanze stupefacenti, anche in modica quantità e per uso personale. Le sanzioni non sono di tipo penale, ma amministrativo e prevedono il sequestro delle sostanze e una multa, che può andare dai 25 ai 500 euro.
Il testo della norma non specifica distinzioni tra «droghe pesanti» e «droghe leggere» e nemmeno tra consumatori abituali e consumatori occasionali. Una parificazione voluta, che parte dal presupposto che tutte le droghe, anche quelle leggere, provocano gravi danni alla salute e, indipendentemente dalle quantità, generano in chi le assume stati di alterazione psicofisica, guida pericolosa, comportamenti potenzialmente violenti per il singolo e per la collettività. Motivo per cui l’ordinanza è stata emanata in materia di sicurezza urbana. Secondo l’ordinanza, poi, tali comportamenti «favoriscono situazioni di isolamento, malessere sociale e possibilità di atteggiamenti criminosi», che hanno quindi un impatto sociale. La nuova norma ha suscitato pareri discordanti, anche tra chi da anni lavora a contatto con le tossicodipendenze. Tra questi don Luigi Valentini, responsabile della comunità di accoglienza per tossicodipendenti «Betania» di Marore, Roberto Berselli, presidente del Centro d’accoglienza «L'Orizzonte», e Andrea Muccioli, responsabile della comunità di San Patrignano, che proprio nei giorni scorsi era a Parma per l’inaugurazione di una via intitolata a suo padre Vincenzo, fondatore della comunità.

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  • Matteo

    17 Settembre @ 10.52

    Parma, 17.09.2010 LETTERA APERTA Ill.mo Sig. A mezzo e-mail SINDACO Comune di Parma e, p.c., Agli A mezzo e-mail ORGANI DI INFORMAZIONE Loro Sedi Oggetto: Ordinanza Sindacale denominata “DISPOSIZIONE PER CONTRASTARE LA DIFFUSIONE DELL’ACQUISIZIONE DI SOSTANZE STUPEFACENTI” Egregio Sindaco, Nei giorni scorsi il dibattito politica cittadino è stato incentrato sulla tua ultima ordinanza, quella relativa il consumo di droghe, la quale in definitiva prevede il divieto di acquisto, in luoghi pubblici, di sostanze stupefacenti , anche in modica quantità e per uso personale. Le sanzioni vanno da un minimo di 25 € ad un massimo di 500 €, non sono di natura penale ma amministrativa e prevedono, oltre alla sanzione, il sequestro delle sostanze. Il tema è uno di quelli sensibili, che divide e crea giustamente dibattito. Indubbiamente mi ha sorpreso che potesse essere oggetto di un ordinanza sindacale. Ho sempre pensato, e continuo a pensare, che il tema sia di valenza nazionale e come tale debba essere affrontato attraverso legislazioni nazionali e non provvedimenti locali. Inoltre sinceramente penso la questione sia di tale complessità che ho dei seri dubbi che una lista di sanzioni possa essere utile per affrontare il grande tema dell’abuso di sostanze. Questo vale soprattutto per chi come me è sempre stato antiproibizionista. Il proibizionismo, a mio parere, in tutte le sue forme ha sempre finito per essere un rimedio peggiore del problema che tenta di arginare. Ieri, poi, nelle pagine di una testata giornalistica locale ho potuto leggere l’intervento di Don Luigi Valentini, il responsabile della comunità di accoglienza per tossicodipendenti “Betania”, che non ho ancora avuto il piacere di conoscere di persona, ma che quasi “magicamente” ha esposto con precisione quello che anche io penso sul tema. Un punto di vista, quella di Don Valentini, costruito sul campo, da chi vive e si confronta con il mondo delle dipendenze ogni giorno e “dal vivo”. Due sono le valutazioni di fondo da Lui esposte e su cui si fonda il suo scetticismo sulle misure intraprese: in primo luogo, l’approccio repressivo al fenomeno, per cui si ricorre alle mere sanzioni come strumento per affrontare il problema delle dipendenze, in secondo luogo il fatto che non si faccia distinzione in primis tra droghe cosiddette “leggere” e “pesanti”, ma anche e soprattutto tra consumatori e abituali ed occasionali. Per quello che riguarda il primo aspetto, non posso che essere d’accordo con il Responsabile della Comunità di Betania quando osserva che il deterrente delle sanzioni non necessariamente aiuta a far calare il consumo di sostanze. Spesso la punizione mette in atto processi inversi che, facendo leva sul fascino della “trasgressione” possono portare ad aumentare e non a diminuire l’utilizzo e la diffusione delle sostanze. Penso che da questo punto di vista centrale sia il tema della prevenzione, la promozione della sensibilizzazione nelle principali agenzie educative (scuole, Centri di Aggregazione giovanile, Famiglie) sugli effetti dell’abuso di sostanze stupefacenti e sulle potenziale conseguenze di questi comportamenti. La repressioni può essere utile su altri destinatari, vale a dire quando è rivolta ai responsabili dello spaccio, ad esempio. In secondo luogo, non si può prescindere dalla distinzione necessaria tra droghe “leggere” e droghe “pesanti”. Come dice lo stesso Don Valentini, e lo cito perché non penso si potrebbe esprimere meglio questo concetto “Tutte le droghe fanno male, questo non si discute, ma adottare lo stesso approccio è pericoloso. Distinguere tra droghe pesanti e droghe leggere è fondamentale.” Questo ragionamento vale ancora di più in una realtà, come quella di Parma, in cui è ormai un’emergenza la diffusione della cocaina, la “regina” delle cosiddette droghe “pesanti”. Una questione che per altro abbiamo più volte affrontato nella nostra attività in Consiglio Comunale. In conclusione, queste sono le valutazioni che mi portano a non essere d’accordo con l’Ordinanza emanata nei giorni scorsi. Penso altresì che le valutazioni di Don Valentini possano invece essere la base di un ragionamento che invece la nostra città debba assumersi la responsabilità di svolgere. Con coraggio, senza omertà. Una discussione in cui non penso si possa fare a meno dell’esperienza di chi vive ogni giorno il mondo delle dipendenze e delle sostanze come appunto il Responsabile di Betania. Un dibattito che non si può limitare a qualche estemporaneo provvedimento che pare più mirato a conquistare la prima pagina del giornale che a interessarsi in profondità di una questione importante come questa. Matteo Caselli Consigliere Comunale

    Rispondi

  • Gio

    17 Settembre @ 08.52

    Non ci si deve drigare !!!!!! Basta tollerare certe cose. Basta andare per strada e trovare gente con atteggiamenti assurdi che disprezzano la propria vita e quella degli altri !!! Siamo una società fuori di testa !!!

    Rispondi

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