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Ordinanza antidroga, Caselli scrive al sindaco: "Le sanzioni non combattono l'abuso"

Ordinanza antidroga, Caselli scrive al sindaco: "Le sanzioni non combattono l'abuso"
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 "Ho dei seri dubbi che una lista di sanzioni possa essere utile per affrontare il grande tema dell'abuso di sostanze". Così Matteo Caselli, consigliere comunale del Pd, prende posizione sull'ordinanza antidroga del sindaco che multa chi acquista sostanze stupefacenti in luoghi pubblici per uso personale.  Il consigliere, sulla questione,  ha scritto una lettera aperta al sindaco che pubblichiamo:

 
"Egregio Sindaco,
 
 
Nei giorni scorsi il dibattito politica cittadino è stato incentrato sulla tua ultima ordinanza, quella relativa il consumo di droghe, la quale in definitiva prevede il divieto di acquisto, in luoghi pubblici, di sostanze stupefacenti , anche in modica quantità e per uso personale. Le sanzioni vanno da un minimo di 25 € ad un massimo di 500 €, non sono di natura penale ma amministrativa e prevedono, oltre alla sanzione, il sequestro delle sostanze. Il tema è uno di quelli sensibili, che divide e crea giustamente dibattito.
Indubbiamente mi ha sorpreso che potesse essere oggetto di un'ordinanza sindacale.  Ho sempre pensato, e continuo a pensare, che il tema sia di valenza nazionale e come tale debba essere affrontato attraverso legislazioni nazionali e non provvedimenti locali.
Inoltre sinceramente penso la questione sia di tale complessità che ho dei seri dubbi che una lista di sanzioni possa essere utile per affrontare il grande tema dell’abuso di sostanze. Questo vale soprattutto per chi come me è sempre stato antiproibizionista.
Il proibizionismo, a mio parere, in tutte le sue forme ha sempre finito per essere un rimedio peggiore del problema che tenta di arginare.
Ieri, poi, nelle pagine di una testata giornalistica locale (la Gazzetta di Parma, ndr)  ho potuto leggere l’intervento di Don Luigi Valentini, il responsabile della comunità di accoglienza per tossicodipendenti “Betania”, che non ho ancora avuto il piacere di conoscere di persona, ma che quasi “magicamente” ha esposto con precisione quello che anche io penso sul tema.
Un punto di vista, quella di Don Valentini, costruito sul campo, da chi vive e si confronta con il mondo delle dipendenze ogni giorno e “dal vivo”.
Due sono le valutazioni di fondo da Lui esposte e su cui si fonda il suo scetticismo sulle misure intraprese: in primo luogo, l’approccio repressivo al fenomeno, per cui si ricorre alle mere sanzioni come strumento per affrontare il problema delle dipendenze, in secondo luogo il fatto che non si faccia distinzione in primis tra droghe cosiddette “leggere” e “pesanti”, ma anche e soprattutto tra consumatori e abituali ed occasionali.
Per quello che riguarda il primo aspetto, non posso che essere d’accordo con il Responsabile della Comunità di Betania quando osserva che il deterrente delle sanzioni non necessariamente aiuta a far calare il consumo di sostanze. Spesso la punizione mette in atto processi inversi che, facendo leva sul fascino della “trasgressione” possono portare ad aumentare e non a diminuire l’utilizzo e la diffusione delle sostanze. Penso che da questo punto di vista centrale sia il tema della prevenzione, la promozione della sensibilizzazione nelle principali agenzie educative (scuole, Centri di Aggregazione giovanile, Famiglie) sugli effetti dell’abuso di sostanze stupefacenti e sulle potenziale conseguenze di questi comportamenti. La repressione può essere utile su altri destinatari, vale a dire quando è rivolta ai responsabili dello spaccio, ad esempio.
In secondo luogo, non si può prescindere dalla distinzione necessaria tra droghe “leggere” e droghe “pesanti”. Come dice lo stesso Don Valentini, e lo cito perché non penso si potrebbe esprimere meglio questo concetto “Tutte le droghe fanno male, questo non si discute, ma adottare lo stesso approccio è pericoloso. Distinguere tra droghe pesanti e droghe leggere è fondamentale.”
Questo ragionamento vale ancora di più in una realtà, come quella di Parma, in cui è ormai un’emergenza la diffusione della cocaina, la “regina” delle cosiddette droghe “pesanti”. Una questione che per altro abbiamo più volte affrontato nella nostra attività in Consiglio Comunale.
In conclusione, queste sono le valutazioni che mi portano a non essere d’accordo con l’Ordinanza emanata nei giorni scorsi. Penso altresì che le valutazioni di Don Valentini possano invece essere la base di un ragionamento che invece la nostra città debba assumersi la responsabilità di svolgere. Con coraggio, senza omertà. Una discussione in cui non penso si possa fare a meno dell’esperienza di chi vive ogni giorno il mondo delle dipendenze e delle sostanze come appunto il Responsabile di Betania.
Un dibattito che non si può limitare a qualche estemporaneo provvedimento che pare più mirato a conquistare la prima pagina del giornale che a interessarsi in profondità di una questione importante come questa".

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  • Claudio Mezzadri

    18 Settembre @ 18.34

    a differenza del nostro amico sono sufficientemente rilassato, ma quando mi si da del catto comunista tanto per dir qualcosa e mi si accusa di idre cazzate contrapponendo tesi da terza elementare, mi infiammo..ma poi mi passa, ci mancherebbe..speriamo che a wolf passi allo stesso modo..mai scritto di tutelare i farabutti, legalizzare semmai vuol dire togliere incassi e guadagni stratosferici alla malavita..ma questo i camerati non lo capiranno mai..e poi a loro le droghe leggere danno fastidio..in compenso si fanno portare la coca in parlamento..facendosi anche cuccare..ah, la coerenza...chiedo scusa a tutti se ho trasceso

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    18 Settembre @ 16.51

    Facciamo che vi rilassate tutti e due e provate a confrontarvi più serenamente. Sempre che vi interessi continuare a partecipare ai nostri forum. (G.B.)

    Rispondi

  • Claudio Mezzadri

    18 Settembre @ 16.40

    Wolf, beviti una camomilla, e prima di dire che io scrivo cazzate rileggiti le tue perle,va che è meglio..ciao nazi,rilassati

    Rispondi

  • wolf

    18 Settembre @ 10.17

    >Ennesima riprova della persistente CONNIVENZA “CATTO-SISNISTRORSA” sul tema DROGA….leggera, pesante, si dichiara che comunque fa MALE ma però è necessario scindere le due DIVERSE potenzialità letali….ma BASTA con queste MORTALI FANTASIE !...costoro divulgano dei TEOREMI sulla PREVENZIONE verbale nelle scuole e quant’altro, ormai clamorosamente FALLITI ovunque, NON hanno il coraggio di affrontare tale FLAGELLO con DECISA operatività !....LIBERALIZZARE un c***o !....e poi chi ha detto che “mai un divieto ha sanato un malessere sociale” ?...ma vogliamo scherzare ?....a New York il famoso Sindaco Italo/Americano “Rudolf Giuliani” aveva pressoché risolto il problema sicurezza con la famosa formula “TOLLERANZA ZERO”, affinata poi dai suoi successori…o sono TUTTE BALLE pure queste ?!....a dimenticavo che questo è il paese dei TOLLERANTI, che GIUSTIFICANO i FARABUTTI e condannano senza tante SCUSANTI gli INTOLLERANTI !....BENE si continui pure su questa strada e faremo Km. di LURIDUME !!....

    Rispondi

  • pier luigi

    17 Settembre @ 22.56

    toglierei anche il divieto di 'uccidere', tanto vedete quanti morti per futili motivi! per droga, per eccessi di vario tipo, tantopiù che i giudici sono molto magnanimi con tutti!

    Rispondi

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