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Le dimissioni del rettore, i commenti: "Gesto dovuto", "Serviva un segnale di discontinuità"

Dimissioni rettore

Il rettore dell'Università Loris Borghi

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La notizia delle dimissioni del rettore Loris Borghi accende il dibattito politico. Ecco i comunicati arrivati finora: 

Luigi Alfieri (Alfieri per Parma): «Apprezziamo il senso di responsabilità di Borghi, serviva un segnale di discontinuità»
«L'11 maggio avevamo chiesto le dimissioni del magnifico rettore, un atto di responsabilità a tutela dell’immagine della città e della stessa Università degli Studi: oggi apprezziamo la scelta fatta, il gesto compiuto da Loris Borghi – spiega Luigi Alfieri, candidato sindaco della lista civica Alfieri per Parma».
«È un atto che sottolinea la volontà dell’Ateneo di dare un segnale di discontinuità e chiudere i conti con una situazione a dir poco sconveniente. Questo è un segnale forte che dimostra l’intenzione di scrivere la parola fine al termine di un bruttissimo capitolo – prosegue il candidato sindaco.
Ora bisognerà essere prudenti nella scelta del successore di Borghi, che auspichiamo possa confermare la volontà dell'ateneo di voler tagliare definitivamente i legami con il passato.
In me resta comunque la convinzione che la stragrande maggioranza dei medici ospedalieri, universitari e operatori sanitari che lavorano in ospedale siano persone per bene, capaci e che lavorano con impegno e onestà – conclude Luigi Alfieri».

Laura Cavandoli (Centrodestra): “Un gesto dovuto, abbiamo massima fiducia nel proseguimento delle indagini” 
Coinvolto nell'inchiesta "Pasimafi", il rettore Loris Borghi, accusato di aver pilotato il concorso disegnato su misura per far entrare in Università Massimo Allegri, il delfino di Guido Fanelli, oggi si è dimesso. “Non avevamo chiesto espressamente le dimissioni di Borghi, ma eravamo fortemente critici sul proseguimento del suo mandato, per questo credo che le dimissioni siano un gesto dovuto, per il bene della città”. Questa la prima dichiarazione a caldo della candidata sindaco del centro destra Laura Cavandoli, che ha aggiunto: “Gli studenti hanno tutte le ragioni per sentirsi offesi nei confronti di chi avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di educatore, non solo in ambito accademico ma anche umano, e invece si vede coinvolto nella seconda indagine per abuso d’ufficio negli ultimi due anni”. A intervenire è anche il segretario della Lega Nord Parma e candidato consigliere Maurizio Campari, che ha dichiarato: “Vorrei sapere: cosa pensa dell’intera vicenda Pizzarotti, che dovrebbe essere, ancora per qualche giorno, la prima autorità locale in materia di sanità? Perché, se ha parlato, lo ha fatto con un filo di voce e noi non abbiamo sentito parole ferme e decise di condanna nei confronti di niente e nessuno”.


Massimo Bussandri, segretario generale Cgil Parma: "imissioni doverose e responsabili. Ma rimane il problema trasparenza"
"Apprendiamo delle dimissioni del Rettore Borghi a seguito dello scandalo sollevato dall'inchiesta Pasimafi. Si tratta di una decisione doverosa e coerente con quanto accaduto, che per questo merita apprezzamento. Non possiamo tuttavia nasconderci che le dimissioni in quanto tali non risolvono il problema della messa in trasparenza di quella zona opaca tra Università e sanità nella quale si infilano favoritismi e baronie, che così tanto sanno nuocere al bene comune.
Questo è uno scandalo che ci fa riflettere sul fatto che occorre mettere quanto prima in sicurezza tutta una serie di procedure che riguardano la sanità e il rapporto fra sanità e Università, in particolare per quanto concerne le gare di appalto, le nomine, i concorsi e i rapporti con le aziende farmaceutiche. Ma dobbiamo anche dire con forza che ciò che sta emergendo da questo terremoto non può cancellare il fatto che in questi settori, nella sanità, negli ospedali e nello stesso Ateneo, ci sono centinaia di operatori che ogni giorno lavorano con abnegazione e professionalità per tutelare la salute di noi cittadini, la salute pubblica, la sanità pubblica: un bene preziosissimo. Per questo occorre che si faccia al più presto la massima chiarezza, evitando di far tutto di tutta l'erba un fascio".


Daniele Ghirarduzzi (M5S): "Le dimissioni del rettore Borghi atto di responsabilità istituzionale"
Mentre il sindaco brilla per assenza, noi del M5S di Parma abbiamo risvegliato la coscienza del Rettore della nostra Università, il professor Loris Borghi, che oggi rassegna le sue dimissioni con un gesto di responsabilità istituzionale che noi abbiamo chiesto per primi. Evidentemente il professor Borghi ci ha ascoltato e ciò merita l’apprezzamento di tutti.
Questa non è una vittoria nostra ma dei cittadini, è il primo segnale di una riscossa etica di cui questa città ha bisogno come dell’aria per respirare. Sia chiaro: noi non siamo giustizialisti e ci auguriamo che l’ormai ex Rettore riesca a dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati, ma queste dimissioni erano un atto dovuto che non potrà che facilitare l’andamento delle indagini e tutelare l’Università di Parma.
Einsten diceva che “chi ritiene che una cosa sia impossibile, deve lasciare il posto a chi quella cosa la sta facendo”. Noi stiamo agendo, qualcun altro invece continua a non andar oltre a vacue dichiarazioni di “indignazione”. Noi DEL m5s di Parma facciamo #sulserio e questa battaglia lo dimostra.


Rainieri (Lega Nord): "Aiutiamo a rilanciare ospedale ma rimangono altre ombre"
“Bene le dimissioni del Rettore, aiuteranno a fare chiarezza e a rilanciare l’Ospedale Maggiore dopo quest’ultimo scandalo”. Questo il primo commento che ha rilasciato il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega Nord, Fabio Rainieri, alla notizia delle dimissioni del Rettore dell’Università degli Studi di Parma, Loris Borghi, a seguito del suo coinvolgimento nell’inchiesta “Pasimafi” che sta sconvolgendo la sanità parmigiana e non solo.
“Nei giorni scorsi le avevo chieste perché, come sottolineato nell’interrogazione che ho presentato in Regione, buona parte dei fatti contestati in questa inchiesta giudiziaria riguardano atti da riferire all’attività universitaria. Se si concorda che ora ci si dovrebbe concentrare sul rilancio dell’Ospedale, il fatto che non avrà più un ruolo determinante nel programmarne il futuro, un personaggio che aveva compiti direttivi fondamentali e sulla cui attività sono calate ombre peraltro anche per fatti oggetto di altre indagini, non può che costituire un buon presupposto – ha quindi aggiunto il Consigliere regionale leghista – Di lati oscuri in questa vicenda ne rimangono però altri che il PD di Parma, compreso il suo candidato Sindaco Scarpa, arroccato a difesa della dirigenza sanitaria regionale nominata dalla Giunta Bonaccini, non aiuta certo a dissipare. La domanda, sempre fatta nella sopra citata interrogazione alla quale si aspetta risposta, è quella se i controlli dell’Azienda Ospedaliera Universitaria contro la corruzione e le irregolarità sull’utilizzo dei farmaci hanno regolarmente funzionato. Non solo, ma dalle intercettazioni divulgate trapela che il principale indagato di Pasimafi, professor Fanelli, avesse, ancora due anni fa, rapporti stretti con alcuni membri del governo Renzi poi confermati nell’attuale esecutivo e che le utilizzasse, per fortuna inutilmente, per cercare di entrare nel Comitato nazionale per la terapia del dolore da cui era stato escluso. Anche qui credo che sia necessario e opportuno approfondire ed ho già chiesto ai parlamentari della Lega Nord di attivarsi per chiedere spiegazioni al Governo”.

I giovani di Forza Italia: "Finalmente un sussulto di dignità"
Finalmente con un sussulto di dignità il rettore si dimette, anche se un po' tardivamente, davanti a fatti clamorosi ed inquietanti. Siamo garantisti ma un'istituzione come l'Università degli Studi di Parma deve salvaguardare il lavoro importantissimo di dipendenti, ricercatori e medici da ogni polemica per il bene della nostra comunità.Ci aspettiamo che anche i vertici della azienda ospedaliera di nomina Pd, sulle cui responsabilità è stata stesa una cortina fumogena per evidenti ragioni politiche, prendano atto di una situazione gravissima, rispetto alla quale vi sono responsabilità quantomeno di mancata vigilanza, si facciano da parte.

Il sindaco Pizzarotti: “Un atto di responsabilità per l’Ateneo”

Apprendiamo la notizia delle dimissioni di Loris Borghi dalla carica di Rettore dell’Università degli Studi di Parma. Una presa di posizione che consideriamo un gesto di grande responsabilità nei confronti della città intera e dell’istituzione che Borghi ha guidato fino ad oggi. L’inchiesta Pasimafi che ha recentemente coinvolto il sistema sanitario locale, come inevitabilmente avviene in questi casi, ha toccato tutta Parma e l’intera Azienda Ospedaliera Universitaria. Alla luce della gravità dei fatti emersi, maturati all’interno di un sistema che ha messo da parte i principi etici e morali della sanità per far largo a interessi e tornaconti personali, chiediamo che sia fatta chiarezza e che i responsabili paghino. Anche questa volta l’amministrazione in carica sarà pronta a costituirsi parte civile nell’interesse di Parma, come ha sempre fatto in tutte le cause che hanno toccato la nostra città. Ciò non significa, però, che tutto il sistema sia marcio ed è proprio per la tutela nei confronti di quella stragrande maggioranza di professionisti e lavoratori onesti che consideriamo questo passo indietro del rettore un gesto di responsabilità per non lasciare ombre sull’istituzione.
Lasciando alla magistratura il compito di giudicare la verità di quanto accaduto, come sindaco della città non posso che dare merito di un cambio di passo dell’Università cittadina grazie al lavoro svolto dal rettore Borghi e dai suoi collaboratori. 
Ci sentiamo di voler ringraziare Loris Borghi per l’operato svolto fin qui per l’Università e per Parma, confidando che venga fatta al più presto chiarezza su questa brutta pagina, e che Parma e la sua Università possano guardare avanti.

L’Università di Parma al fianco di Borghi

Le dimissioni del nostro Rettore prof. Loris Borghi sono un atto che ha colpito con forza e violenza l’Università di Parma, a seguito delle quali desideriamo innanzitutto ribadire la piena fiducia e solidarietà nei suoi confronti. Gli attacchi che in questi giorni si sono susseguiti, in un crescendo di inesattezze e di confusione di informazioni, hanno portato il nostro Rettore a prendere una decisione che sgomenta e addolora tutta la comunità accademica parmense.
Una comunità, lo ribadiamo con forza ed orgoglio, che conta migliaia di professionisti e di studenti, impegnati costantemente nello studio e nella ricerca, e in quello sviluppo intellettuale essenziale per la crescita del nostro territorio e del nostro Paese.
Il successo che il nostro Ateneo ha raccolto in questi ultimi anni, in termini di migliorata attrazione di studenti e di risultati sempre più positivi, sono la dimostrazione che il lavoro di squadra impostato dal Rettore Borghi e l’impegno di tutto l’Ateneo sono stati premiati.
Vogliamo affermare con molta serenità e fermezza che è ora di fermare il gioco al massacro che con troppa leggerezza è stato operato in questi giorni, che ha ferito profondamente la nostra Università e che può mettere a rischio i risultati raggiunti.
L’Università, come comunità di studenti, ricercatori, docenti e personale tecnico-amministrativo, merita rispetto ed il rispetto, che in questi giorni ha vacillato, dev’essere ristabilito in tutta la sua pienezza.
Siamo profondamente convinti che il lavoro portato avanti dal nostro Rettore, insieme con tutto l’Ateneo di Parma, sia una ricchezza enorme per la nostra comunità e per la nostra città, e chiediamo che sia fatta immediatamente chiarezza.
Auspichiamo, per il bene di tutta l’Università di Parma, che il Rettore Borghi ritorni sulla decisione presa oggi e riprenda, insieme a tutti noi, quell’opera di rilancio perseguita con grande forza, coerenza e determinazione sino ad oggi.

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