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"Termovalorizzatore: il conto passa da 175 a 315 milioni"

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Ilaria Graziosi

L'arrivo di un plico anonimo con un piano economico-finan­ziario decisamente diverso da quello stabilito. E si torna a par­lare di inceneritore.

L’Associazione gestione cor­retta rifiuti e risorse di Parma, infatti, ieri mattina, ha indetto una conferenza stampa all’Hotel Savoy per discutere dei 315 mi­lioni di euro di costi di cui si parla nel quadro tecnico economico contenuto nel plico anonimo ar­rivato all’associazione, alcune settimane fa. «Quando abbiamo ricevuto e studiato le carte che ci sono pervenute - dice il presiden­te Aldo Caffagnini - accertandoci della loro attendibilità, abbiamo visto che i costi che presentavano per l’inceneritore di Ugozzolo erano decisamente diversi rispet­to a quelli presentati alla citta­dinanza: il progetto definitivo, ri­salente all’agosto 2007, prevede­va un costo di 175 milioni di euro, di cui 11 milioni per l’acquisto dei terreni, 17 per le opere di urba­nizzazione e 147 per gli impianti. Ma nella lettura del quadro tec­nico emerge una verità diversa: si parla di una spesa di 205 milioni per l’impianto, di altri 45 milioni per la fase di completamento cui si aggiungono 65 milioni per la rete di teleriscaldamento. Il tutto per l'astronomica cifra totale di 315 milioni di euro».

Con questo documento in ma­no, l’associazione pensa subito che tali costi siano giustificati da un solo motivo: la realizzazione di una terza linea...
 

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  • sabcarrera

    05 Novembre @ 14.40

    Ricilare è un miraggio. La strada da seguire è quella di produrre meno rifiuti. Meno consumismo, gettando beni che sono ancora utilizzabili, meno scarti riorganizzandoci in come facciamo la spesa (non al supermercato, non preconfezionato). Lo so, è faticoso, ma da quello che leggo tutti noi siamo persone che iperlavoratori e con coscienza sociale, quidi sarà possibile.

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  • SKCrociato

    05 Novembre @ 12.16

    Per Enigmista: è un quesito inutile, perchè tutte e due sono soluzioni che inquinano, uno l'aria e uno la terra! Ma non ci arrivate?? Bisogna essere dei pazzi psicopatici sia per aprire l'uno che per aprire l'altro! Soluzioni alternative ci sono e come! Il più è sbattersi (non più di tanto), informarsi e conoscere, ma sembra che alla gente di vivere meglio proprio non gliene freghi un bel fico secco di niente! Allora che queste persone si facciano da parte se non vogliono sapere e vivere meglio, saranno gli altri ancora una volta che si sbatteranno per loro! Questa è l'ipocrisia dell'Italia! SVEGLIA GENTE SVEGLIA!

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  • Stefano

    05 Novembre @ 12.04

    Rispondendo all'Enigmista mi viene da porgli un quesito analogo: è meglio lanciarsi sotto una macchina facendosi molto male o buttarsi dalla finestra continuando a ripetersi "fin qui tutti bene" fino alla tragica conclusione. Io personalmente preferirei una terza opportunità. Per la redazione: a qundo una bell'articolo sull'incenritore con interviste ai vari presidenti e vice presidenti, comune e provincia sulla fondatezza di questo plico anonimo che dovrebbe essere arrivato anche a voi? Giusto per fare un pò di giornalismo d'inchiesta. Sarebbe molto apprezzato dai parmigiani che non sanno più a che voci credere.

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  • reduce reuse recycle

    05 Novembre @ 11.29

    X enigmista : il termovalorizzatore ,anzi chiamiamolo con il suo nome inceneritore, alla fine del processo oltre ad aver prodotto energia ci lascia anche un regalino di un 10% in volume e 15% in peso (circa ) di scorie che vanno poi collocate in discarica.Quindi meglio la discarica o un inceneritore con produzione di energia?rispondo meglio il secondo anche se il problema discarica non lo eliminiamo! ma penso sarebbe più lungimirante investire tutti quei soldi per potenziare la differenziata e il riciclo,fare accordi con le aziende sul packaging e costruire un più economico centro sul modello Vedelago ... poi solo il tempo darà ragione all'una o all'altra "fazione"

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  • mirco

    05 Novembre @ 11.10

    Buongiorno Enigmista. Secondo me col suo enigma dimostra che a livello di informazioneè rimasto un pò indietro. A Napoli non c'è la raccolta differenziata, non c'è nemmeno un impianto come quello di vedelago che viene proposto come alterntiva all'inceneritore Se si mettono insieme questi due aspetti, + altri da mettere in atto, la situazione di Napoli a Parma non l'avremmo Anzi, è + facile avere la situazione di Napoli con l'inceneritore visto che serviranno delle discariche dove stoccare le ceneri prodotte. Queste dovranno essere INTERRATE(e non è stato ancora reso noto dove verrano fatte queste discariche) oppure smaltite nei cementi per la costruzione. A casa mia 1+1 fa 2...faccia lei i conti

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