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Migliaia di studenti in corteo contro la riforma Gelmini. Striscione davanti al Provveditorato e sit-in al Ponte di Mezzo

Migliaia di studenti in corteo contro la riforma Gelmini. Striscione davanti al Provveditorato e sit-in al Ponte di Mezzo
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Gli studenti di Parma hanno manifestato in centro contro la riforma del ministro dell'Istruzione Gelmini. Sono state migliaia le adesioni al corteo, che coinvolge sia gli universitari sia gli studenti delle scuole superiori.
Attorno alle 9 il corteo è partito da Barriera Bixio: prima i ragazzi si sono fermati davanti alle varie scuole della zona e attorno alle 10 sono andati davanti al Provveditorato, in viale Vittoria. La manifestazione è andata avanti in via D'Azeglio, via Mazzini e in piazza Garibaldi, dove è terminata a mezzogiorno.
Davanti c'era il furgone degli studenti universitari, cui si sono uniti i ricercatori; seguivano gli studenti delle scuole superiori, mentre agenti della Questura e della polizia municipale hanno effettuato il servizio di ordine pubblico. Non ci sono stati particolari momenti di tensione. Quando il "serpentone" è arrivato al Provveditorato, un gruppo di ragazzi ha cercato di entrare per attaccare uno striscione, ma le forze dell'ordine lo hanno impedito; alla fine lo striscione è stato attaccato fuori dalla cancellata. Lo slogan? "Provveditorato, della nostra scuola te ne sei fregato". Inoltre sul Lungoparma, all'altezza del Ponte di Mezzo, i ragazzi hanno fatto un sit-in, durato 7 minuti.
Sono tanti, comunque, gli striscioni realizzati dagli studenti: "La nostra arma è la cultura", "Maria Stella cadente", "La scuola va a rotoli e noi rotoliamo" (istituto Giordani), "Se noi ce ne freghiamo del futuro, il futuro se ne fregherà di noi" e "Con la Gelmini tutti spazzini" (istituto Sanvitale), "Tu Ruby, noi senza soldi" (Sinistra Studentesca Universitaria).
Al corteo hanno partecipato migliaia di studenti; secondo Chiara Cavatorti, coordinatrice dell'Udu, c'erano 5mila ragazzi. Comunque, per dare un'idea, gli studenti hanno riempito via D'Azeglio da piazzale Santa Croce fino all'ospedale Vecchio.

Mandate foto e video a sito@gazzettadiparma.net.

IL ROMAGNOSI TAGLIA LE GITE. Si allarga inoltre il fronte delle scuole che rinunciano alle gite scolastiche. Oggi un'insegnante del "Romagnosi" ha inviato una nota che spiega la decisione del liceo classico di sospendere le visite d'istruzione, a parte alcune iniziative specifiche, come "Un treno per Auschwitz". Gli insegnanti sottolineano che si tratta comunque di un'iniziativa di protesta contro i tagli decisi dal governo, non contro gli studenti. Ecco il testo del comunicato:

"I sottoscritti docenti del liceo classico Romagnosi, riunitisi in assemblea sindacale il 4 novembre 2010, alla luce degli attacchi portati dall’attuale governo alla scuola pubblica attraverso:
* taglio dei finanziamenti, quantificato in otto miliardi di euro in tre anni;
riduzione del personale docente (nella sola Emilia Romagna, a fronte di circa 20.000 studenti in più, l’organico è stato ridotto di 2.500 insegnanti);
* aumento del numero di alunni per classe;
* riduzione del tempo scuola e soppressione, senza attenta e seria valutazione, di sperimentazioni (Piano Nazionale Informatica, bilinguismo, storia dell’arte al ginnasio) che nel corso degli anni avevano rappresentato una crescita ed un arricchimento per la scuola in generale ed in particolare per il nostro istituto;
* grave rischio di dequalificazione dei docenti a causa della mancanza di fondi per l’aggiornamento e della loro prevista riconversione in ruoli per i quali sono privi di competenze specifiche;
* mancato rinnovo dei contratti di lavoro, con particolare riferimento ai docenti precari;
* taglio dei servizi più importanti forniti dalla scuola (sostegno, laboratori, recuperi, interventi individualizzati, ecc. …);
innalzamento dell’età pensionistica a 65 anni entro il 2012;

decidono, in segno di protesta,
di sospendere i viaggi di istruzione
per il corrente anno scolastico 2010 - 2011

Concordano, comunque, di dare corso alle iniziative già avviate ed a quelle che rientrano in progetti specifici (Un treno per Auschwitz, Classe viaggiante, Festival teatrale a Strasburgo, uscite teatrali a Milano, rassegne ed eventuali concerti del coro del liceo).

Propongono che i fondi stanziati dalla scuola per i docenti accompagnatori in viaggi di istruzione vengano utilizzati per le attività ordinarie e di potenziamento e consulenza agli studenti, oltre che per un auspicabile aumento delle aperture quotidiane della scuola.

Queste iniziative nel loro complesso non sono perciò dirette contro gli studenti e le loro famiglie.

Poiché intendono richiamare l’attenzione sul rischio di degrado del sistema nazionale dell’istruzione, i sottoscritti docenti chiedono anche il sostegno di studenti e famiglie in nome della comune difesa della scuola pubblica, luogo della formazione libera e critica ai diritti e ai doveri, del rispetto di ciascuno e della valorizzazione delle differenze di tutti.

Documento firmato da 71 docenti del Liceo classico Romagnosi riuniti in assembra sindacale il giorno 4 novembre 2010".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Giorgio

    19 Novembre @ 23.04

    Per me la cosa più inquietante che è stata scritta è stata questa: “ E CHE QUESTA DELLA GELMINI E' LA VERA PRIMA RIFORMA”. Ci sono vari errori in questa affermazione, prima di tutto il nostro sistema scolastico non si basa sulla legge del 1923 di Gentile, ma sulla Legge Casati risalente a prima dell’Unità d’Italia. Ragion per cui, si può affermare che la prima vera riforma scolastica sia stata quella di Gentile e che questa non sia la base del nostro sistema scolastico. Sul fattore della vecchiaia del nostro sistema scolastico è un dato di fatto e di non semplice soluzione. La soluzione non può mai partire da dei tagli, ma dagli investimenti, che devono essere prima di tutto statali. Quando sento “ci siamo passati anche noi”, mi viene da sorridere, perché questa frase non comprende mai il fatto che la nostra generazione è la prima dal dopo guerra ad essere più povera di quella precedente. Non è togliendo degli insegnanti ed impoverendo l’università che si fanno le riforme. La Riforma Gelmini non è una legge di riforma scolastica, ma una riforma finanziara. Una riforma scolastica dovrebbe (in teoria) comprendere: Ammodernamento delle strutture, revisione dei programmi di studio di tutte le scuole, licei, istituti tecnici e università, revisione del sistema di preparazione dei docenti, introduzione di nuovi insegnamenti importanti soprattutto nei licei (come le lingue emergenti, educazione sessuale in tutti gli anni del liceo, psicologia, diritto ecc…) Poi si spendono parole a favore della meritocrazia, cosa inesistente in Italia, soprattutto in ambito universitario, la Baronia è una piaga sociale e culturale che non si estirpa togliendo i soldi. Perché quando ci sono meno soldi, ci vogliono meno mani per adoperarli (o meglio, rubarli) e quindi togliendo i soldi si potenzia solo il sistema baronesco universitario. La baronia si batte migliorando il sistema dei bandi, rendendoli il più trasparenti possibile, introducendo leggi a favore dell’ingresso dei giovani nell’università e non è certo un fantomatico blocco del turn-over che semplifica la “scelta” del successore del barone che sta andando in pensione. Io vorrei semplicemente sottolineare che la scuola deve tornare ad essere luogo culturale e di educazione sociale, non si può fare scuola basandosi sulle leggi di bilancio. Alcune “istituzioni” sociali, come l’istruzione, la sanità ecc… non possono basarsi su leggi di profitto, ma dovrebbero, a rigor di logica, basarsi sulla qualità dello studio e sulla cultura trasmessa da ogni singola struttura scolastica e universitaria italiana.

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  • massimo

    18 Novembre @ 14.39

    Gente come dado, probabilmente 3 media e una piccola impresa alle spalle alla quale il governo attuale ha fatto un piccolo sconto impositivo due o tre anni fa dopo il salasso di Prodi...farebbe meglio a innovare la propria impresa...lavorare sul capitale umano...ed evitare commenti inutili.

    Rispondi

  • fabrizio ferrari

    18 Novembre @ 13.39

    bravi ragazzi, però, purtroppo per voi non avete fatto i vostri interessi ma quelli di chi vi ha mandato a manifestare.

    Rispondi

  • gigi

    18 Novembre @ 10.42

    Ho letto che uno striscione diceva 'con la Gelmini tutti spazzini'. E' errato in un concetto, oggi la società ricerca 'spazzini' o meglio 'operatori ecologici' e il dottore 'intelligente' andrà ad operare in quel campo se non trova posti diversi, mentre il 'dottore' rimarrà a carico dei genitori e naturalmente anche chi studia, per mantenersi può impegnarsi in 'incerti' lavori o andare a fare la 'vasca' in centro. La cultura è una cosa personale, una volta data l'impostazione, come andare in bicicletta, molti continueranno a pedalare altri si faranno accompagnare in macchina dall'asilo all'università. Purtroppo la 'nozione classificata' (diploma, laurea) si basa su materie ben definite mentre la cultura può spaziare in tutti i campi. Troveremo dottori che limitano la loro preparazione al campo del lavoro (e non sono da condannare, anzi) altri che pur valenti nella loro attività, ampliano la loro sfera culturale con la conoscenza in altri campi. Questi ragazzi hanno optato per un giorno di gogliardia sociale, purtroppo dietro e davanti vi sono persone 'radical-chic' che ci tengono a mantenere il loro 'campicello' d'azione, i soliti 'baroni'!.

    Rispondi

  • mamma esausta

    18 Novembre @ 08.50

    eh si ragazzi, che tristezza. Voi ci avete messo tutto il vostro entusiasmo e invece ancora una volta come sempre e solo in Italia vi hanno strumentalizzati! E nel modo più meschino... è bastato decidere di sospendere le gite per far abboccare gli studenti delle superiori. Io genitore finora ho sentito parlare della riforma dai docenti di vari gradi solo in relazione alla loro condizione di insegnanti. Mai, dico MAI, che uno di loro abbia avuto l'onestà intellettuale di parlare delle finalità della riforma per gli studenti. E questo la dice lunga. Sveglia. La scuola è stata finora un enorme " stipendificio ", provare a cambiare costerà pure qualche sacrificio e mieterà come vittime le gite dei nostri figli quest'anno, ma onestamente, non ne vale la pena? Mai come in questo caso tentar non nuoce... se servisse a abolire una casta radicata.... auguri agli studenti, non mollate ma non fatevi usare dalla politica solo perchè vi han detto che non vi porteranno in gita!

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