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Dda, la pm di Tommy: "Casalesi pericolosi anche in Emilia, ma possiamo fermarli"

Dda, la pm di Tommy: "Casalesi pericolosi anche in Emilia, ma possiamo fermarli"
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A Parma la ricordiamo soprattutto come il pm di Tommy. Lucia Musti è una dei magistrati che per un mese cercarono di individuare i sequestratori del bimbo, che allora si sperava ancora vivo, e che poi condussero la pubblica accusa nel processo a Mario Alessi e Antonella Conserva.

Ma la sua attività è stata legata per anni alla Direzione distrettuale antimafia di Bologna, e la è tuttora per alcune indagini, che si affiancano al "normale" lavoro di procuratore aggiunto a Modena. Sulla base di queste esperienze, Lucia Musti ha riaciato un'intervista al Quotidiano nazionale, sulla situazione delle infiltrazioni camnorristiche nella nostra regione.

Proprio Modena - secondo la Musti - è oggi la provincia dove più sono radicati i Casalesi, ovvero la cosca più pericolosa, "con diramazioni anche nella Bassa reggiana e bolognese". A Parma, invece, "si registrano insediamenti di cosche calabresi legate soprattutto al traffico di droga".

La Musti sottolinea anche le attività di riciclaggio, soprattutto "attraverso locali e imprese edili". Però, conclude il magistrato nell'ampio articolo di Beppe Boni, "la nostra società possiede gli anticorpi, perchè le leggi sono applicate dagli uomini, e se gli uomini sono onesti iol problema è risolto".

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  • Geronimo

    23 Novembre @ 19.36

    Edi il brutto è che il parmigiano cattivo è più di uno e non penso che noi lo conosciamo a differenza dei calabresi cattivi perchè ormai quelli sono schedati essendo parte di una vera e propria associazione a delinquere (ricordo anni fa un inserto di epoca con tutti i mafiosi siciliani, penso circa 3000, con tutte le parentele settori di attività e amicizie). Per me il calabrese buono che aiuta (consapevolmente perchè inconsapevolmente mi riesce un pò difficile pensarlo) il cattivo diventa pure lui cattivo. Al sud vado in calabria sicilia puglia basilicata e campania dove tra l'altro, a parte le zone tristemente famose, ci sono numerose realtà evolute di cui mai si parla anche se dovrebbero far più notizia perchè realtà diverse dall'immaginario della regione

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  • michele

    23 Novembre @ 08.03

    Maurizio fosse così possiamo suicidarci tranquillamente, siamo senza speranza. Dato che il parmigiano cattivo lo conosciamo ma non possiamo cacciarlo via, cosa dici di cacciare il calabrese cattivo, facilmente individuabile sorprendendolo a parlare col parmigiano cattivo? E non pensi che anche il calabrese buono trasferitosi qui possa dare appoggi al cugino calabrese cattivo? p.s. non so dove tu sia stato al sud, ma dove sono stato io, lontano da Napoli, il casco l'aveva si e no il 50%

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  • Geronimo

    21 Novembre @ 19.06

    Edi ti rispondo io, il parmigiano non può fare niente per evitare quello che stà avvenendo, perchè come ogni posto del mondo esiste il parmigiano buono e il parmigiano cattivo, il parmigiano buono dovrebbe comandare ed essere talmente potente da unirsi al bolognese buono, al calabrese buono e a tanti buoni italiani in modo da creare un partito buono per fare leggi buone e creare un'italia buona. Purtroppo il parmigiano cattivo favorisce l'inserimento del calabrese cattivo e del campano cattivo. Io sono in una posizione privilegiata come verginetoringe, penso di essere più obiettivo rispetto a te (senza offesa ma è così, tu ad esempio citi l'esempio del casco, io vado al sud da anni e, a parte napoli, tutti rispettano l'obbligo. Vedi, tu sei un pò prevenuto e generalizzi nel famoso dualismo sud cattivo nord buono) e proprio per questo sono pessimista sul futuro della città. Non tanto dal punto di vista della nostra qualità della vita ma proprio per la mafia silenziosa che quà con i favori locali fa affari e ricicla denaro.

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  • gazzettadiparma.it

    20 Novembre @ 12.41

    No, anzi: Vercingetorige ha fatto benissimo e replicare, e quasii ci contavo. Il suo discorso, che come figlio di meridionale è ancora più sincero e credibile, non fa una grinza. Quello che mi sono permesso di chiedere ai lettori (ma mi rivolgevo a tutti, non all'intervento suo o ad altri specifici) è di non cadere nella tentazione di limitarsi alla lotta per slogan, che solo un filo sottile separa dal suo ragionamento che è invece più articolato, meridionali=cattivi (e non parliamo degli extracomunitari...) e settentrionali=buoni. Ci sono in certe parti d'Italia condizioni e problemi oggettivi, che altrove non esistono ma che qualcuno "esporterebbe" molto volentieri. Credo che nel mirino dobbiamo avere soprattutto questo aspetto, e so che il suo contributo va in quella direzione, come spero accadrà per i prossimi post dei lettori. Grazie ancora. (G.B.)

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  • Francesco

    20 Novembre @ 12.24

    CARO SIGNOR "GAZZETTA DI PARMA" , MI PERDONI LA FRANCHEZZA , è chiaro che, i buoni e i cattivi ci sono dovunque, però esistono incontestabili realtà storiche , culturali, sociali , politiche CHE DIFFERISCONO SOSTANZIALMENTE TRA IL NORD E IL SUD. CHE LA CRIMINALITA' , ORGANIZZATA E COMUNE , SIA MOLTO PIU' DIFFUSA AL SUD CHE AL NORD E' UN DATO DI FATTO, NON UN PREGIUDIZIO RAZZISTA. CHE MAFIA , N'DRANGHETA , CAMORRA VENGANO DAL SUD E' UN DATO DI FATTO, NON UN PREGIUDIZIO RAZZISTA. COME LEI SA IO SONO PARMIGIANO FIN DALLA NASCITA , MA FIGLIO DI UN MERIDIONALE (E DI UNA CREMONESE), VOLEVO BENE AL MIO PAPA' , CHE NON C' E' PIU', PERO' DEVO PUR DIRE PANE AL PANE E VINO AL VINO. SULLE CELEBRAZIONI PER IL 150° ANNIVERSARIO DELL' UNITA' D' ITALIA GRAVA UNA RETORICA PATRIOTTARDA BEN LONTANA DALLA REALTA' STORICA, E, QUESTO , LO AFFERMO TRANQUILLAMENTE , PUR SENTENDOMI, NONOSTANTE TUTTO, ITALIANO. Tempo fa ho mandato , su questo "sito" , due citazioni , con tanto di riferimenti documentali e bibliografici . Una di Massimo D' Azeglio , l' altra del generale Ciarlini , plenipotenziario a Napoli di Vittorio Emanuele II. Sono state entrambe censurate. L' annessione del Sud al Nord , perché di annessione si è trattato , è un capitolo vasto e doloroso della Storia d' Italia , che viene a tutt' oggi nascosto anche nei libri di Scuola . E, badi , il Nord , dalla STORIA VERA , esce tutt' altro che bene . I bersaglieri piemontesi hanno fatto , a Pontelandolfo e a Casalduni , ma anche altrove , come le SS a Marzabotto. I Siciliani sono accorsi a migliaia ad aruolarsi con Garibaldi , perché era stata loro promessa l' indipendenza della Sicilia e la distribuzione delle terre incolte dei latifondi ai contadini. Se avessero detto loro che sarebbero diventati una colonia del Piemonte , Garibaldi sarebbe finito ributtato a mare a Marsala. Era molto tempo che non scrivevo su questo "sito" , che pure apprezzo , come ho vecchia stima per la sua persona. Capisco che lei voglia scoraggiare una stucchevole lite Nordisti-Sudisti , però io credo che, se si vuole andare alla radice di certi fenomeni , certe volte bisogna pure essere adeguatamente spietati, altrimenti si rischia di finire in un "volemose ben" con cui non si conclede nulla. Io , finora, non ho mai votato per la Lega, ma è un errore sottovalutarla come un fenomeno da baraccone rappresentato da montanari bergamaschi col fiasco di grappa in mano. Con questo chiedo scusa per il disturbo . Mi dispiace per la debolezza con cui ho ceduto alla tentazione di intervenire , vi saluto cordialmente, e torno nel mio silenzio.

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