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Costa indagato, si dimette da Stt

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Marco Federici

Andrea Costa si è dimesso. So­no da poco passate le sette e mez­za di sera quando il presidente di Stt, ormai da giorni al centro di una rovente bufera politica, la­scia la guida della holding. La sua decisione arriva alla fine di una giornata convulsa, quando trova conferma la notizia secon­do cui, all'alba, gli uomini della guardia di finanza gli avevano notificato un avviso di garanzia per abuso di ufficio.

Costa sale le scale del muni­cipio nel primo pomeriggio per entrare nell'ufficio del sindaco Pietro Vignali per un lungo col­loquio. Ma quando lascia il mu­nicipio, il presidente di Stt è an­cora formalmente al suo posto, nonostante le sollecitazioni del primo cittadino. E solo per qual­che minuto riesce a schivare te­lecamere e fotografi, che nel frat­tempo si sono concentrati sotto i Portici del grano in attesa che arrivino i tre capigruppo di mi­noranza: hanno appuntamento alle 18,15 in segreteria generale per acquisire gli atti di Stt...

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LA CRONACA "MINUTO PER MINUTO" (lunedì 22) - Importanti novità, nell'indagine aperta ormai da diverse settimane su Stt e sui legami di questa società con Banca Mb (un legame che ha toccato, come noto, anche la vicenda dei milioni depositati in Banca Mb dalla Tep). Un avviso di garanzia, per abuso di ufficio, ha infatti raggiunto il presidente di Stt, Andrea Costa.

L'atto dell’autorità giudiziaria è stato preceduto nel pomeriggio da una perquisizione della Guardia di Finanza nella sede di Stt, che controlla, tra l’altro, le società di trasformazione urbana della città emiliana. Nel mirino degli uomini delle Fiamme Gialle dovrebbero esserci i contratti di consulenza che Stt ha stretto con professionisti esterni alla holding. I finanzieri avrebbero sequestrato alcuni computer in uso a funzionari di Stt.

E questa accelerazione della vicenda, punteggiata oggi da nuove perquisizioni sia nella sede di Stt che in Municipio, è all'origine di un incontro in Municipio dello stesso Costa con il sindaco: un incontro che ha portato (poco dopo le 19,30) alle dimissioni dello stesso Costa. Questo il comunicato diffuso dall'Ufficio stampa del Comune:

Dopo essersi consultato con il sindaco Pietro Vignali, pur continuando a dichiararsi estraneo ai fatti e nella consapevolezza che si tratta di un avviso di garanzia e non di una sentenza definitiva, il presidente di Stt Andrea Costa ha rimesso il mandato nelle mani del Primo cittadino, per garantire la migliore operatività della società ed evitare strumentalizzazioni politiche.

DOPO LE DIMISSIONI - E Vignali, «nell’augurarsi che venga dimostrata l’estraneità dei fatti imputati ad Andrea Costa», ha accettato le dimissioni comunicando di voler convocare l’assemblea straordinaria di Stt per ratificarle. La decisione è arrivata dopo una riunione in Comune tra Costa e il sindaco, alla fasi finali della quale ha partecipato anche Luigi Giuseppe Villani, capogruppo del Pdl in Regione. Costa era stato al centro di critiche dell’opposizione comunale sulla 'trasparenza' delle operazioni compiute da Stt.

Costa è anche ex presidente della Tep, l’azienda bus di Parma che investì otto milioni di euro (uno solo rientrato) in Banca Mb, commissariata, nel cui Cda sedeva lo stesso Costa. Su questa vicenda la Procura di Parma ha aperto un fascicolo senza indagati.

La maggioranza - Ale 20,10 è stato diffuso un comuinicato dela maggioranza. Ecco il testo:

Prendiamo atto della decisione del presidente di Stt Andrea Costa, sollecitato dal sindaco, di rimettere il mandato da presidente della società nelle mani del sindaco stesso.
Apprezziamo la volontà del presidente di Stt di evitare strumentalizzazioni politiche e consentire alla società di portare a termine progetti strategici per l’Amministrazione.
Infatti un semplice avviso di garanzia non rappresenta di per sé dimostrazione di colpe.
Proprio per questo il gesto del presidente di Stt è un gesto di grande responsabilità nei confronti dei superiori interessi della città.
Condividiamo la decisone del sindaco che ha immediatamente deciso di convocare l’assemblea di Stt per procedere agli atti conseguenti, confermando il ruolo di garante della trasparenza e dell’interesse generale.
Guardando con fiducia all’operato della Magistratura auspichiamo che in tempi brevi si dimostri la totale estraneità del presidente Costa ai fatti contestatigli.
 
Claudio Bigliardi, Parma Civica
Mauro Libè, Unione di Centro
Luigi Giuseppe Villani, Popolo delle Libertà

L'opposizione - Sempre oggi, da segnalare che i capigruppo di opposizione sono entrati in possesso  dei documenti relativi alle società partecipate del Comune . E anche l'opposizione, poco prima delle 20,30 ha poi preso posizione sulle dimissioni di Costa, con questo comunicato:

Le dimissioni del Presidente di STT Holding S.p.A. sono, politicamente, un atto necessitato e, a questo punto, tardivo. Costituiscono, per il Sindaco, una chiara sconfitta ed una sconfessione della linea tenuta da inizio ottobre ad oggi; una sconfessione, resa ancora più clamorosa dall'attestato di stima manifestato non più tardi di martedì scorso, nel corso di una trasmissione televisiva. C'è bisogno di una svolta radicale, che non riguardi solo la scelta dei manager e l'attività di controllo sulle società partecipate da parte del Comune, ma che concerna anche, prima e innanzitutto, il ruolo che si vuole attribuire alle società partecipate stesse. E' chiaro che la giornata di oggi segna, con inequivoca evidenza , la perdita di ogni credibilità del modello del sistema Comune sviluppato e consolidato da questa amministrazione. Un modello che non ha garantito né la qualità dell'azione, né la qualità delle realizzazioni, né gestioni rispettose dei canoni dell'amministrazione legale, prudente ed economicamente coerente. Il Sindaco non può fare finta di niente. Dovrebbe trarne lui stesso delle conseguenze personali. Non lo farà! Ciò a cui non si potrà sottrarre, però, sarà, a questo punto, un'operazione di vera e totale ristrutturazione del sistema delle società, della situazione economico-finanziaria delle stesse e delle "governance". E dovrà cominciare, ché questo gli chiederanno le opposizioni, dalle azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori di cui dovessero risultare responsabilità rilevanti ai sensi delle disposizioni del codice civile. A questo punto, riservandoci di tornare sul tema, lanciamo sin d'ora una sfida: si proceda, affidandola ad una primaria società di certificazione, ad una verifica dell'esatta situazione economico-finanziaria del Comune stesso e del sistema delle partecipate, in modo da ripartire da una situazione certificata nella sua oggettiva consistenza.
Crediamo che le dimissioni da STT Holding S.p.A. significhino anche le dimissioni da Alfa S.p.A., ma, se così non fosse, il Sindaco avrebbe il dovere di chiederle immediatamente. Ci permettiamo, infine, di sottolineare che siamo stati accusati di strumentalizzazioni, di farneticazioni e di quant'altro, perché abbiamo chiesto le dimissioni del Presidente della Tep e quelle del Presidente di STT Holding S.p.A.. Siamo stati, per queste ragioni, anche irrisi e offesi sul piano personale. Oggi, prendiamo atto che, "a causa delle nostre strumentalizzazioni e farneticazioni", il Sindaco ha dovuto far dimettere i due Presidenti di sua esclusiva nomina. Ci consenta di chiedergli che le prossime nomine rispondano a sicuri criteri di professionalità, e non ad altre logiche, magari di lottizzazione politica. I danni che le sue nomine hanno determinato - ce lo consenta - sono già sufficienti per l'intera legislatura. 
 
Giorgio Pagliari    Marco Ablondi     Maria Teresa Guarnieri

DOSSIER STT

 

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  • franco

    23 Novembre @ 13.29

    CON LO STIPENDIO/I DI COSTA POTREI INCASSARE QUALSIASI COSA.....ANCHE DEI "CARTONI" IN FACCIA!!!!!

    Rispondi

  • Mauro

    23 Novembre @ 13.13

    Caro k315 hai perfettamente ragione e concordo in pieno col tuo commento, ma purtroppo queste personaggi hanno una faccia di bronzo e disinvoltura nell'incassare critiche e scandali vari che rasenta l'incredibile. La reputazione non sanno neanche dove stà di casa, altrimenti non si spiega come possono arrivare a ricoprire certe cariche pur non sapendo fare nulla di positivo, basta vedere come vanno le cose a Parma e in Italia è tutto in rovina, dissesti idrogeologici, mure antiche e non che crollano(Pompei)(Duc), spazzatura a Napoli, terremoto dell'Aquila ecc.ecc. Noi cosa possiamo fare? meglio non dirlo.

    Rispondi

  • italo

    23 Novembre @ 12.16

    C’è un problema alla base di tutto il sitema politico comunale, provinciale e regionale, nazionale: la qualità delle persone. Oggi si tirano le somme di una serie di miseri omuncoli che si sono prodigati in questi anni nella macchina pubblica attenzione, prima e dopo Vignali, (pensate al terzo mandato di Errani) o al secondo di Bernazzoli, o ancora a giunte che perdono i pezzi perché al loro interno (per voti, amicizie, parenti e diciamolo affari!) continuano a perpetuare la stessa solita inutile e finta politica (sinistra destra centro) invero assieme inginocchiano paesi, città, province e regioni, sopratutto le persone. Pensate agli sprechi sulla cultura della Provincia (GNAM) del Comune (Stt-Tep-JAZZ) della Regione (Orchestra TOSCANINI) e della Italia intera con Ministeri del Turismo (sessuale) e vedrete che non è colpa quasi mai dei cittadini che chiedono, oggi come prima di avere uomini /donne di qualità, persone che comprendano il merito e la necessità. (Pasolini docet) Parole come etica e morale, lasciamole fare a FABIO FAZIO che dorme soldi tranquilli sotto cieli di miliardi (8 sottratti a LA7) e ad altri come lui ingabbiati come moralizzatori del paese, oggi ci vuole altro. Il dispiacere profondo è che la giunta, le giunte (tutte tre Comune Provincia e Regione) dovevano in questo momento essere linfa nuova di giovani, non giovani vecchi con il loro sfigato tornaconto, triste reclamo di un non mestiere (politico) che ormai è finito, putrefatto esaurito, terminata l’ideologia, bravi amministratori sono più che sufficenti. Né Grillo, né i Vendola, nè i grillini o i Giovani leghisti sono la soluzione, forse l’unica cosa è smontare la macchina, e Vignalamente tornare alla bicicletta, quella dove si pedala onestamente, non quella elettrica. (quella forse a volte è una ingiusta e amara sedia, non una comoda poltrona)

    Rispondi

  • Andrea Meli

    23 Novembre @ 11.35

    "Democrazia, libertà. Parole semplici, scontate, offuscate come da certe descrizioni su Wikipedia che creano falsi valori destinati all'oblio.Un paese in cui per anni i principali quotidiani ostentano esclusivamente notizie ossessive, morbose,su escorts, festini ed intrallazzi non è né democratico né libero.Un paese che si dota di oltre cento canali televisivi in chiaro per inondare pedissequamente le sinapsi solo di reports voyeuristici su omicidi, battibecchi, starlettes non è né democratico né libero. Ancora maggiore è la loro responsabilità se nel frattempo le fabbriche chiudono, la crisi si mangia i risparmi, la famiglia perde la propria centralità, i pensionati non ce la fanno, i giovani non hanno futuro ed i meno giovani lo hanno perso. C'era la politica, c'è il civismo. Un civismo "velina". Una velina incartapecorita. Un civismo in cui raramente si intendono managers, imprenditori od impiegati prestati alla cosa pubblica. Civismo che ostenta a più riprese assessorati, in cui dirigenti e professionisti sono sempre più prestati alle attività private. Questo paese, l'Italia, è rimasta un'enorme "cosa loro". Abbiamo smarrito il valore di ruoli, persone, parole. Manca l'educazione, la formazione, il senso di collettività. In India formano c.d. "ingegneri ecologici", laureati che nel belpaese trovano il proprio equipollente nello spazzino, pardon "operatore ecologico"(In Italia la verità offende e fa male. Gli Italiani sono in balia di un eterno effetto moiré). Qui e fino ad oggi, è passato il concetto che se un cittadino è in grado di portare un taxi allora può fare l'assessore ai trasporti.Tout court. In 30anni nessuno, o quasi, ha investito in formazione causando un vuoto che persisterà nel blocco del paese. Serve che una classe dirigente politica spazzi via il pressapochismo civico troppo spesso in balia di arraffoni senza scrupoli. Urge la formazione politica, una coscienza sociale che tuttavia, e nostro malgrado, ci costerà altri anni tristi, altre traversate nel deserto. Il federalismo potrebbe portare un'accelerazione, anche verso il baratro, perchè costringerebbe molti amministratori a pianificare, progettare nel medio lungo periodo. Qualità che solo pochi possiedono. Peculiarità che non si può esercitare con lo spreco del denaro pubblico fra studi, progettazione, pianificazione, cantierizzazione, ritrattazione. Non a caso da più parti c'è il richiamo ad una sorta di condivisione di un percorso. Se vogliamo è un richiamo ad una grande restaurazione in favore di quei personaggi, rei o correi, anche solo per i loro silenzi, del disastro della prima repubblica, che nel corso degli ultimi anni gli italiani hanno combattuto con pervicacia. Sia ben chiaro, una classe politica unita nel "Governo per la salvezza della Nazione", che ha fra i punti principali una nuova legge elettorale, in realtà ha in primis l'esigenza di non farsi trombare al prossimo scrutinio. Né è consolante sapere di non poter fare a meno di chi ha causato un grande dolore. Tuttavia è ciò che rimane. Ma c'è un altro spiraglio. All'improvviso la politica ducale sembra ritrovare la propria centralità nella vita dei cittadini. Sembra interrotta la promiscuità fra governo ed opposizione. Sembra vacillare quel patto silente fatto di intrallazzi, accordi sottobanco, ammiccamenti clandestini che da sempre anestesizza lo sviluppo, il progresso e soprattutto l'emancipazione delle fasce più deboli e bisognose. Potrebbe essere il sentore di una classe dirigente che ha voglia di fare politicamente così intendendo rimettere in corsa il treno deragliato della cosa pubblica. Le iniziative di questi giorni, finalmente veri atti politici, potrebbero rappresentare, allelujah, la "restaurazione" della politica come centralità nella vita del cittadino. Sono indispensabili azioni chirurgiche ed incisive che non si pongano contro qualcuno,ma in primis al fianco del cittadino. Poco importa il luogo in cui gli attori si collocano nell'arco del Parlamento.E' indispensabile che vengano rimossi tutti i gazebo, banchetti,girotondi, sit-in che la occupano abusivamente e che l'agorà torni fruibile, a disposizione ed al servizio del cittadino.Con queste premesse Parma-Italia è un viaggio auspicabile." (Milano, 20-11-2010 Andrea Ampelio Meli - Presentazione "Inadeguato" Discussione su:-Verità è un fatto: Città drogate-) (Egr. Redattore, a me pare interessante anche per la discussione cittadina. Del testo ho la registrazione. Non è contestabile. Né mi sembra lesivo dell'autore.Dealla mia al vostro giornale gliene ho parlato e vi potrà eventualmente confermare. Pregasi pubblicare se rientra nei vostri canoni. Grazie ed un cordiale saluto. Caterina)

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  • federico

    23 Novembre @ 10.58

    allora facciamo 2 conti in tasca alle amministrazioni: 8 e 3 fanno 11 ..soldi persi tra TEP e STT. Di chi è la colpa??? dei propirietari: Comune e Provincia. Banca Monte: perdita di bilancio di 15 milioni, dati ufficiali pubblicati. quando le cose andavano bene se ne portavano a casa come minimo 6 o 7 . Chi sono i proprietari Provincia e Comune. Totale 11+15 a casa mia fa 26. 26milioni di euro buttati da Vignali e Bernazzoli: soldi nostri. Chi si dovrebbe dimettere secondo voi? perchè l'opposizione non martella a tappeto con questi dati? I cittadini sono al corrente di questo? Sanno Vignali e Bernazzoli che sono loro con le lore scelte che determinano questi risultati e queste perdite? Grazie fin da ora per a pubblicazione.

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