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Triplo blitz degli studenti a Palazzo del Governatore, sul campanile del Duomo e in Pilotta

Triplo blitz degli studenti a Palazzo del Governatore, sul campanile del Duomo e in Pilotta
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Un'altra notte al freddo, riscaldati solo dalla speranza che la riforma Gelmini possa essere ritirata. Gli studenti e i ricercatori dell'università di Parma che giovedì sono saliti sul tetto di Matematica al Campus per protestare contro il ddl, sono ancora lì. Con il loro striscione, il loro gazebo, le loro tende e con tanti amici più o meno virtuali. L'Udu Parma, infatti, dalla sua pagina di Facebook ha finora aggiornato in tempo reale - con foto, video e "status" - la situazione sul tetto, spronando altri ragazzi a sostenere la causa, anche portando coperte e viveri.  Prossimamente, tutti gli aggiornamenti avverranno tramite il gruppo- sempre su Facebook - "Tetto di Matematica - Parma".

BLITZ A PALAZZO DEL GOVERNATORE E SUL CAMPANILE DEL DUOMO - Alcuni studenti hanno anche organizzato un blitz in mattinata al Palazzo del Governatore. Otto di loro sono entrati pagando regolare biglietto e intorno alle 11,30 hanno srotolato da una finestra del secondo piano uno striscione di nove metri con la scritta: "Resto qui perché difendo l'università". Dopo quindici minuti circa, però, sono stati costretti a ritirarlo. "Abbiamo scelto di 'colpire' il Palazzo del Governatore perché è un luogo simbolico  - spiega Piera Rovito di Ssu - Volevamo destare scalpore e dar fastidio. La nostra protesta continuerà attraverso altri luoghi simbolo". E infatti, poco dopo, gli studenti hanno appeso lo striscione sul ponteggio del campanile del Duomo e successivamente sul Palazzo della Pilotta.

VENERDI' 26-11

Hanno trascorso la notte all'addiaccio, sotto la pioggia e al freddo. Gli studenti e i ricercatori di Parma, nonostante il maltempo, non hanno abbandonato il presidio di protesta sul tetto di Matematica al Campus universitario, iniziato ieri. "C'è freddo, ma ci siamo organizzati - spiega Chiara Cavatorti, coordinatrice dell'Udu  -: abbiamo montato un gazebo, e ora il dipartimento di Matematica ci ha messo a disposizione una stanzetta per restare più riparati".
In mattinata si è tenuta una riunione per organizzare turni di presidio e forme di protesta. "Siamo una quindicina - spiega Chiara -, ci organizzeremo per rimanere qui almeno fino a martedì (quando il ddl sarà votato alla Camera, ndr)". A sostegno di studenti e ricercatori, sono saliti sul tetto rappresentanti della Cgil, consiglieri del Pd, rappresentanti del Popolo Viola e della Federazione della Sinistra e le parlamentari parmigiane del Pd Carmen Motta e Albertina Soliani.

"DIRETTA" SU FACEBOOK - Sulla pagina dell'Udu di Parma, i ragazzi stanno caricando, foto e video in tempo reale. Nelle immagini si vedono tende, volti stanchi, ma anche tanta determinazione. "La pioggia non ci ferma...portateci tutti i teli di plastica che avete!", hanno scritto intorno alle 11. "Non mollate! Sono con voi", commenta Ilaria. E un'altra ragazza: "Io non ho teli, ma vi sto facendo i muffin al cioccolato!"

IL PD: "ANCHE NOI SUI TETTI" - "Università aziende, dove la governance verrà delegata ad un consiglio di amministrazione in larga parte a nomina rettorale. Ricercatori a tempo determinato con contratto di tre anni rinnovabile solo una volta. Commissioni di concorso presiedute unicamente da ordinari. Questi sono solo alcuni dei punti controversi di una riforma che non piace all'università italiana: non piace a chi ci lavora, non piace agli studenti - scrive il Pd di Parma in un comunicato stampa a firma di Lorenza Dodi, segretaria comunale del Pd e Caterina Bonetti, responsabile della Commissione politiche giovanili - Poi ci sono i tagli attuati da Tremonti ai finanziamenti: sul nostro ateneo il venir meno dell'investimento sulla cultura ha già costretto  molte facoltà al ridimensionamento dell'offerta formativa, nonostante per diversi corsi di laurea vi fosse comunque una buona richiesta da parte degli studenti. I tagli però si vedranno maggiormente quando, per il blocco del turnover, non sarà possibile avere una sostituzione dei professori che andranno in pensione e le singole facoltà si vedranno costrette a ridurre ulteriormente i loro corsi. Intanto lo stato finanzia centri di ricerca e università private. Come esponenti locali del partito democratico e come cittadine, noi riteniamo che un paese che non investe su cultura, formazione e ricerca sia un paese destinato non solo a non uscire dalla crisi, ma di necessità condannato all'arretratezza e alla mediocrità. Pensiamo che l'università pubblica italiana debba essere un luogo d'insegnamento, di formazione di cittadini liberi e  di avanguardia nella sperimentazione. Riteniamo che questa riforma vada a ledere questi elementi e, in base a criteri che poco hanno a che fare con un'idea di “riforma” appunto e molto richiamano una triste necessità dettata  dai drastici tagli in finanziaria, conduca necessariamente allo smantellamento della nostra università. Dichiarandoci contrarie  a questo tipo di operazione e preoccupate per le sorti della cultura a Parma come nel resto d'Italia, ci uniamo alla protesta di studenti, ricercatori ed esponenti di tutto il mondo universitario che in questi giorni nella nostra città come in tante altre si stanno mobilitando per dire no al Ddl Gelmini. Anche noi “sui tetti”.

LA CRONACA DI GIOVEDI' 25-11
Vogliono portare l'università "in alto": l'hanno scritto su uno striscione. E' per questo che alcuni studenti e ricercatori dell'ateneo di Parma - una quindicina - hanno deciso di protestare contro la riforma Gelmini salendo sul tetto di Matematica al Campus Universitario. Un gesto simbolico, che vuole far riflettere sullo status quo del mondo accademico, e anche coraggioso: i ragazzi hanno infatti deciso di trascorrere l'intera notte all'aperto.
Questa mattina si sono ritrovati con tute da sci e sacchi a pelo e poco dopo mezzogiorno sono saliti sul tetto. Ci sono studenti di Medicina, Scienze Politiche, Economia, Ingegneria, Agraria, Psicologia e ricercatori. Fra gli altri anche la coordinatrice dell'Udu Chiara Cavatorti.  "Saremo qua finché il ddl Gelmini non sarà ritirato alla Camera - ha detto -. Non è vero che siamo strumentalizzati e a favore dei baroni come ha detto il ministro. La riforma dell'università va fatta, ma non con i tagli".
"Questa riforma piace a una parte molto limitata dell'università, ai rettori che diventeranno deus ex machina degli atenei - ha detto Pietro Celada, ricercatore - Dal punto di vista dei ricercatori non risponde all'annoso problema del nostro status giuridico. Da dieci anni, oltre a fare ricerca, abbiamo un ruolo di docenti e il ddl ci farà restare in un limbo, con un ruolo ad esaurimento con nessuna prospettiva di carriera". Sul posto, a sostegno della protesta, anche qualche docente, la segretaria della Cgil Patrizia Maestri e Simone Saccani di Cgil Scuola. "E' una cosa insopportabile che in questo Paese i lavoratori che chiedono diritti devono salire sul tetto", ha detto Patrizia Maestri.

IL PD: "AL FIANCO DEI RICERCATORI E DEGLI STUDENTI" -  "Il grido di dolore che si sta alzando da tutta Italia contro la cosiddetta Riforma Gelmini dell'Università si sta diffondendo a macchia d'olio in tutto il paese, Parma compresa. Già da mesi è forte l'opposizione a Parma, dove numerosissime sono state le forme di protesta che hanno avuto una grande partecipazione - scrive il gruppo Pd di Parma in una nota stampa -. Come a livello nazionale ha fatto il Partito, anche a livello locale il Gruppo del Pd è al fianco di quei ricercatori e di quegli studenti che da stamattina stanno occupando il tetto della Facoltà di Matematica perchè sia "Portata in alto l'Università". E' davvero drammatico che il mondo dell'Università sia costretto a salire sui tetti per far sentire la propria voce. Pensiamo che la grande mobilitazione nazionale che anche Parma sta vivendo in questi giorni dovrebbe suggerire al Ministro Gelmini di riconsiderare le sue scelte e di fermare il massacro dell'Università Italiana che lei sta proponendo.  Il Gruppo del Pd in Consiglio Comunale sostiene la battaglia del mondo universitario e stasera, con un delegazione guidata dai Consiglieri Pagliari e Caselli, intorno alle 19,15 si recherà sul posto dell'occupazione per ascoltare gli occupanti e portare loro sostegno e appoggio".

RINVIATA LA CERIMONIA D'INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO - L’Università degli studi di Parma ha comunicato attraverso una nota stampa il rinvio della cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Accademico 2010-2011, già fissata per lunedì 29 novembre alle ore 11. "Si ritiene infatti opportuno - si legge -, stante le più recenti notizie di cronaca, rinviare l’evento a data da destinarsi.

CORTEI E OCCUPAZIONI IN TUTTA ITALIA
- Dopo il blitz di ieri al Senato, con due manifestanti arrestati e 27 denunciati, questa mattina a Palermo gli studenti hanno bloccato l'ingresso del porto e la stazione centrale della città.  A Torino, invece, continuano le occupazioni delle sedi universitarie e i cortei di protesta degli studenti dei licei.  Alta tensione a Firenze, con una carica di alleggerimento della polizia ed un ferito tra gli studenti. A Milano studenti nell’Agenzia delle entrate. A Cagliari, protesta sui tetti.

GELMINI "FORMA DI PROTESTA INACCETTABILE" - : «Ho sempre rispettato le proteste ma la forma che hanno assunto quelle di ieri è totalmente inaccettabile»: lo ha detto il Ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, intervenendo a Mattino Cinque.
«Assaltare il Senato, fare in modo che ci siano tafferugli in diverse università, in diverse città, non credo che sia un modo corretto e propositivo di esprimere una posizione sull'università». Il ministro ha poi invitato a non fare confusione con le contestazioni che in questi giorni si stanno registrando da parte degli studenti nel Regno Unito. «Lì – ha spiegato - protestano per un aumento delle tasse. Qui il governo lavora per evitare un incremento delle tasse, ma anche il collasso del sistema, perchè oggi molte università hanno i conti in disordine e se non interveniamo in maniera forte e risoluta non sarà il governo a commissariare alcuni atenei, ma saranno le banche». Dopo aver citato a questo proposito il caso dell’università di Siena, il Ministro ha aggiunto: «Di fronte a questi problemi mi aspetterei studenti desiderosi di poter accedere a un buon sistema universitario e soprattutto – ha concluso – un’opposizione responsabile che non sale sui tetti, ma in Parlamento ed esprime le sue posizioni». «La saldatura tra baroni e una parte degli studenti è l’elemento più anomalo della protesta», ha poi sottolineato. Secondo il Ministro a non volere il cambiamento sono coloro che «hanno posizioni consolidate dentro l’università e quindi non vedono di buon occhio una legge che introduce la trasparenza nei concorsi e che si batte per eliminare parentopoli». «Evidentemente – ha concluso il Ministro – chi non vuole il cambiamento riesce a strumentalizzare anche gli studenti».

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  • RidoAiCommenti!!!

    28 Novembre @ 17.55

    gigi ti dico solo ke mi mantengo con la borsa di studio e ti posso assicurare che meglio di così i miei non potevano avere ;) mi piace studiare e purtroppo dove sono nato non ci sono molte possibilità di lavoro nel mmio campo!!!

    Rispondi

  • Edward Bunker

    28 Novembre @ 12.15

    Semplicemente RIDICOLIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII. Andì a lavorer barbun.

    Rispondi

  • katiatorri

    28 Novembre @ 12.10

    scusate,in cosa la riforma colpisce solo i baroni?perchè tantissimi studenti ,docenti,precari si sentono colpiti?come si migliora l'università coi tagli?perchè ,invece,i soldi per gli istituti privati si trovano?è normale che a 40 anni e dopo anni di insegnamento si rimanga precari?gli "esuberi" che verranno licenziati sono baroni?il calo degli investimenti per la ricerca in che modo potrà aiutare lo sviluppo del Paese?e per ultimo ma non per importanza,l'università non rischia di tornare ad essere un privilegio riservato ai più abbienti?secondo me è di queste cose che bisognerebbe discutere

    Rispondi

  • CATTA64

    28 Novembre @ 11.24

    E' sempre la solita solfa: NESSUN VUOL CAMBIARE NULLA. E continuiamo a leggere di onorati "ordinari" di 70anni e più, che imperversano nella cultura italiana. E gi giovani (disoccupati) che proprio loro dovrebbero attaccare, invece li difendono. E' incredibile. E attenzione: non è che li voglio eliminare per decreto i "vecchioni". Sarebbe bello che qualcuno accettasse di lavorare GRATIS, dispensando il loro sapere, e aiutando qualche giovane ad entrare a testa alta nel mondo del lavoro. Loro intanto, penso che la serenità economica l'abbiano raggiunta.

    Rispondi

  • Graz

    28 Novembre @ 11.23

    Che carini! Che bello passare il week-end in compagnia e fare tante zingarate!! Come vorrei essere con loro ... E inveci am toca d'andar a lavorer!!! Gnirà al vostor turon, però...

    Rispondi

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