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Via Zarotto: bimbo e madre falciati da un'auto. Il piccolo è gravissimo in Rianimazione

Via Zarotto: bimbo e madre falciati da un'auto. Il piccolo è gravissimo in Rianimazione
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Un incidente drammatico e gravissimo è avvenuto nel tardo pomeriggio in via Zarotto.

All'incrocio con via Bandini, una donna di origine moldava stava attraversando la strada insieme al figlio di 4 anni (pare sulle strisce, ma ovviamente la dinamica è ancora in corso di accertamento) intorno alle 17.  Qualcuno parla poi di un movimento brusco del bambino, altri dicono che i due erano comunque sulle strisce: quel che è certo, è che è sopraggiunta un'auto che li ha investiti.

Subito gravissime sono apparse le condizioni del piccolo, che è stato ricoverato  in Rianimazione. La prognosi è riservata.

Anche la donna è stata trasportata al Maggiore: le sue condizioni sono meno gravi, ma ora la donna segue ovviamente con drammatica apprensione la sorte del figlio.

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  • ALAN RISOLO

    27 Novembre @ 09.31

    Io credo che sarebbe OPPORTUNO che i VIGILI URBANI, anziche istituire inutili posti di blocco volti ad aumentare le casse del COMUNE con sanzioni assurde (SPAZZOLE TERGICRISTALLO USURATE) iniziassero a multare le infrazioni più significative, come ad esempio MANCATA PRECEDENZA SULLE STRISCIE PEDONALI. Io lo vedo tutti i giorni e loro stessi spesso non rispettano tale obbligo

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  • francesco

    26 Novembre @ 21.52

    Nel 2008 ci sono stati nella provincia di Parma 138 incidenti ( 46 in città) che hanno coinvolto i pedoni, con 5 morti ( tre in città ) e 139 feriti ( 48 in città). Nè va dimenticato che i danni alle famiglie delle vittime rimangono enormi e solo in parte conosciuti e considerati: il 90% dei nuclei familiari di deceduti o di vittime rimaste inabili (si stima che ad ogni morto corrispondono 2 o 3 invalidi gravi) subisce una sostanziale diminuzione della qualità della vita,mentre solo il 30% dei disabili ritorna a svolgere a tempo pieno il lavoro precedente. Questo della viabilità è un altro dei campi in cui l’amministrazione non decide, in una città dove c’è il paradosso pericoloso di una densità automobilistica superiore alla media italiana ( 62 autovetture su cento abitanti, quando a New York, dicesi New York, sono solo 20 su cento !) e di un notevole uso della bici : volete creare una città a misura di auto o a misura di mobilità sostenibile ? Volete che questo diventi sempre meno un paese per vecchi o semplicemente per gente che vuol vivere la città in modo meno stressato e inquinante degli incalliti automobilisti ( a Milano uno su due abitanti – dicono le statistiche – ormai è incapace di lasciare l’auto a casa anche per andare a comprare le sigarette all’angolo e non mi sembra proprio il caso di incoraggiare questa tendenza anche a Parma, magari solo per far piacere ai soliti ottusi commercianti ancora convinti che l’auto sempre e comunque incoraggi gli acquisti nonostante le evidenze contrarie in tutta Europa, come ha fatto l’amministrazione liberalizzando gli accessi alle zone interdette il sabato e la domenica, come se settemila auto che entrano quotidianamente in un centro grande come un fazzoletto fossero poche ) ? Volete far diventare ciclisti e pedoni una razza in via di estinzione ? Volete che la convivenza difficile ciclisti-automobilisti degeneri in una guerra di comportamenti a rischio dall’una e dall’altra parte che hanno sempre più - già ora - il tono della sfida e della provocazione reciproca ( oltre che essere frutto di incoscienza ed inconsapevolezza del pericolo ), per non parlare degli atti vandalici sulle auto, compreso qualche occasionale falò ? E che si arrivi agli eccessi di Roma e Milano dove si vedono giovani ciclisti bardati come guerrieri tallonati da presso da automobilisti e tassisti intolleranti ? Volete che continui lo stillicidio di pedoni e ciclisti investiti e non di rado uccisi sulle strisce o le piste ? No ? ? E allora non bastano piste ciclabili purchessia, spesso a spizzichi e bocconi ( comunque siamo lontani dai 150 chilometri di ciclabile collegati a ben 7 parcheggi scambiatori ovvero 34 metri ciclabili per abitante di Reggio Emilia, dove è diffuso il Bici bus, che porta sei bambini su dieci in bici a scuola su percorsi protetti) o bike sharing ( colonnotti spesso fuori uso o vuoti) , occorre che chi si muove a piedi e in bici - gli utenti deboli - sia tutelato, oltre che autotutelarsi con comportamenti consapevoli. Quindi : a) moltiplicare i semafori a prenotazione : visto che è inutile avere delle strisce pedonali o delle piste ciclabili con diritto di precedenza sulle auto e moto, se poi le auto o le moto non si fermano o, se si fermano, lo fanno all’ultimo momento ( nonostante la giurisprudenza abbia stabilito ripetutamente che il pedone o ciclista deve poter attraversare “ in tutta sicurezza”), né si può pretendere che ciclisti e pedoni siano tutti dei kamikaze pronti ad immolarsi pur di affermare il loro diritto , bisogna moltiplicare i semafori a prenotazione , unico modo per far fermare auto e moto e passare “in tutta sicurezza” e senza il terrore ed i patemi d’animo che ormai attanagliano chiunque attraversi, visti i continui episodi tragici ai loro danni ( ci sono strade, come viale Mentana, dove è consigliabile fare testamento prima di attraversare). Sempre in quest’ottica, bisognerebbe prevedere che in corrispondenza di ogni incrocio tra piste ciclabili e strade normali sia apposto sulla carreggiata un segnale di stop per auto e motoveicoli. b) Diffondere a tutto il centro storico ( come s’è fatto a Lodi, per esempio, ) le “zone trenta”, quelle dove non si può andare a più di trenta allora, mica soltanto nell’estrema periferia di Piazza Lubiana e dintorni come ora!

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  • Oscar

    26 Novembre @ 18.25

    I sono, pedone, ciclista e automobilista, dipende dalle necessità. Sicuramente a Parma, i più indisciplinati non sono gli automobilisti. Pedoni e più ancora i ciclisti li definisco ASPIRANTI SUICIDII!

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  • paolo

    26 Novembre @ 17.14

    @gianluca .. dalle tue parole si capisce al volo che tu sei uno di quelli che piuttosto di fermarsi gli asfalta...

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  • sabcarrera

    26 Novembre @ 16.57

    moni - "sui marciapiedi soprattutto dove non c'e' la pista ciclabile!" Forse non lo sai ma piuttosto di prendere la careggiata alle macchine del terrore a Parma hanno messo le piste ciclabili su i marciapiedi. addirittura sul Lungoparma passando dalle fermate degli autobus. La soluzione è di mettere le strisce sopra un dosso alto o un limite di 30 kmh. Spesso è un giovane a guidare in eccesso di velocità o altro allora alzare l'età minima per la patente.

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