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In via Volturno una culla termica per i neonati abbandonati

In via Volturno una culla termica per i neonati abbandonati
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Monica Tiezzi

Diverrà operativa fra una set­timana, ma è già stata installata nella «casetta» costruita appo­sitamente in via Volturno, la cul­la termica, moderna versione della «ruota degli esposti», de­stinata ad accogliere i neonati di mamme in difficoltà. Un'inizia­tiva voluta dalla Fondazione Francesca Rava e da KPMG Ita­lia che ha trovato a Parma im­mediata accoglienza e il soste­gno, oltre che dell'Azienda ospe­daliero- universitaria, anche del Comune.

La culla «Ninna ho» di Parma (l'«ho» finale sta per ospedale, a mettere l'accento sulla scelta di coinvolgere gli ospedali) sarà la quinta in Italia del progetto, do­po quelle già installate a Varese (Azienda ospedaliera), Milano (Policlinico Mangiagalli), Roma (Policlinico Casilino) e Napoli (Ospedale Federico II). Altre so­no in programma a Padova e Fi­renze.

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  • Angioldo

    15 Dicembre @ 12.02

    Ribadisco, chi ha intenzione di sbarazzarsi di un neonato attraverso un cassonetto probabilmente ha una situazione tale per cui l'ultimo dei suoi pensieri è quello di trovare una collocazione adeguata a quello che in quel momento è solo un "fagotto " di cui disfarsi. Uno strumento molto valido (e a quel che vedo poco conosciuto) è il parto anonimo in ospedale con possibilità di abbandono del neonato in struttua ospedaliera. La ruota degli esposti nasce in tempi i cui le scarse conoscenze in materia di contraccezione, l'assoluta mancanza di rispetto per la condizione femminile, e l'assoluta ed egemone azione assistenziale delle organizzazioni cattoliche ha messo a punto questo strumento che per le mutate condizioni socio culturali di nostri giorni appare anacronistico anche nella versione iper tecnolgica. Suggerisco massicce e diffuse (in ogni ambiente) campagne di informazione poliglotte in modo da raggiungere anche i più disagiati e potenzialmente a maggior rischio abbandono, possibilmente rispettose ache delle altrui radici religiose. Resto perplesso sulla possibilità di garantire al contempo anonimato e sicurezza nel luogo di collocazione della "culla termica" e sulla efficienza di un servizio espletato in modo così estremamente saltuario.

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  • Francesca

    14 Dicembre @ 17.20

    caro Creator cercare un modo o forse un modo in più per salvare la vita di un neonato non è mai demagogia. Forse è vero che non tutti sanno che ciò può essere fatto in \"tutta\" sicurezza e in anonimato anche in ospedale o forse non tutti si fidano del completo anonimato.... sta di fatto che è, e rimane un modo per cercare di salvare una vita umana e di strapparla allo straziante gesto dell\'abbandono in un angolo di strada o peggio ancora in un cassonetto. Nessuno dice che sia l\'unico modo... è una possibilità in più. E se anche solo un neonato verrà salvato in questo modo la tua demagogia sarebbe fritta in padella!!!! L\'iniziativa merita tutto il rispetto, una volta tanto.

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  • Angioldo

    14 Dicembre @ 13.01

    Vedo che molti non conoscono la possibilità di partorire in ospedale in tutta sicurezza poi abbandonare ivi il neonato in completo anonimato, sarebbe opportuno pubblicizzare tali procedure, questa è una proposta concreta il resto è demagogia e...beata ignoranza|| La storia del cassonetto è un dramma vero ed un delitto gravssimo cui hi è dedito non sarà certo dissuaso dall'esistenza delle ruote degli esposti hi-tech

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  • Nocciola

    14 Dicembre @ 12.50

    @Marc0: hai ragione, ma purtroppo in italia va di moda il disfattismo, per cui non va mai bene nulla! Secondo alcuni bisognerebbe intavolare discussioni su discussioni e tavole rotonde su ogni minima cosa, anche la pi insignificante (per il gusto di parlare e intascare soldi senza fare un tubo, io aggiungerei)... intanto però il tempo passa e non si combina nulla. E' un'iniziativa lodevole questa, che può permettere a certe donne (scusate, ma con tutto il rispetto, chi abbandona un figlio non merita di essere chiamata madre) di salvare il proprio bambino invece che di sbarazzarsene in modo crudele e vergognoso. La riservatezza non è un problema, dato che altrove hanno già sperimentato con successo questo sistema: le videocamere di sorveglianza non riprendono chi abbandona il bimbo.

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  • daniela peri

    14 Dicembre @ 11.59

    Sicuramente è una iniziativa lodevole, anche perchè nei secoli passati esistevano già le ruote presso Chiese , conventi (vedi SS. Annunciata e suore Clarisse a Parma) sicuramente un deterrente che dovrebbe servire ad evitare l'abbandono in cassonetti di neonati. Vorrei però chiedere alle Autorità competenti come intendono gestire gli essere umani abbandonati : Voglio dire, sono previsti anche Orfanotrofi dove parcheggiare i bambini fino a quando saranno concluse le procedure lunghe , burocratiche e stressanti per le adozioni e gli afffidi ? Non è una polemica ma una critica costruttiva a fin di bene .

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