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Lite per il cellulare in classe: alunno sospeso per 16 giorni

Lite per il cellulare in classe: alunno sospeso per 16 giorni
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Enrico Gotti

Dopo la lite per un cellulare tra professore e studente, arriva la sospensione di 16 giorni per il ragazzo. Lo ha deciso il consiglio di istituto dell’Ipsia Primo Levi, riunito ieri pomeriggio, per di­scutere di quanto era successo dentro alla scuola, giovedì 9 di­cembre. Il professore ha tolto l’auricolare dall’orecchio del ra­gazzo, e sono cominciati gli in­sulti e le urla, con i compagni di classe e anche dell’aula vicina che intervengono per sedare gli animi. La sospensione per 16 giorni è la sanzione più lieve che può dare il consiglio di istituto, che però si riunisce solo per fatti più gravi di quelli discussi dal consiglio di classe, che può so­spendere al massimo per 15 gior­ni.

Nei corridoi dell’istituto di piazzale Sicilia, in questi giorni non si parla di altro, non tanto per il fatto in sé, quanto perché gli studenti si sentono i riflettori puntati addosso, ad ogni mini­mo episodio che accade tra le mura della scuola. I rappresen­tanti degli studenti hanno de­ciso di scrivere una lettera, in cui chiedono di essere messi all’attenzione della città anche per gli aspetti positivi, e sottolineano l’importanza di questa scuola in termini di prospettive di lavoro e di futuro per il territorio.
 

L'articolo completo sulla Gazzetta di Parma in edicola

AI RAGAZZI DELL'IPSIA - E' giustissima la richiesta di "essere messi al'attenzione della città anche per gli aspetti positivi". Bene: ricordiamo allora ai ragazzi dell'Ipsia, come di tutti gli altri istituti di Parma, che gazzettadiparma.it ha dedicato fin dal primo giorno una sezione del proprio sito (Parmagiornoenotte/Gazzettascuola) a questo aspetto. E' sufficiente che voi ci inviate testi, notizie, immagini, giornalini d'istituto ecc.  all'indirizzo sito@gazzettadiparma.net   E noi saremo contentissimi di pubblicare i vostri contributi, e di non parlare di scuola solo quando è la cronaca ad imporcelo. (g.b.)

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  • Mauro

    17 Dicembre @ 16.59

    qualcuno scrive che sono ragazzi poco educati; per me sono fin troppo educati a tenerseri stretti i propi gioielli fino a difenderli con violenza. E viene dalle alte sfere il concetto che la proprieta' va difesa ad ogni costo.

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  • Nocciola

    17 Dicembre @ 16.30

    Sinceramente io non sono stupita della notizia. Sarà che ho ancora vivi i ricordi di quando a scuola ci andavo io, ma per me è scontato che in classe non si tengano gli auricolari. Trovo vergognoso che il ragazzo si sia ribellato in quel modo, anche perchè non è che per sfilare un auricolare si debbano mettere le mani addosso a una persona. Basta un dito per sfiorare il filo e zac! auricolare fuori! Cos'è, adesso qualcuno ci vede una molestia sessuale forse?? Quindi i discorsi "eh ma se il prof avesse fatto così con me mi sarei inca**ato pure io" non valgono un tubo! Magari aveva il volume così alto da non sentire i richiami del prof. E non mi si venga a dire che magari una pacca sulla spalla sarebbe stata ideale per attirare l'attenzione del ragazzo, perchè qui c'è già chi si scandalizza per un auricolare sfilato! Non sia mai la mano sulla spalla.... stuproooo! Io a quel ragazzo gli avrei pure tirate un ceffone, se è per questo. Perchè reagire quando si è in torto è da imbecilli forti!! Incredibile cmq come la scuola sia peggiorata negli ultimi 15 anni. C'è del marcio da entrambe le parti, ma di sicuro un minimo di educazione e di rigore ci vogliono! Diamine!

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  • massimiliano

    17 Dicembre @ 15.58

    ...senza star li' a discuter troppo.....IN CLASSE NON BISOGNA AVERE TELEFONINI !!!

    Rispondi

  • PAOLO

    17 Dicembre @ 11.52

    Piu che toglierlielo di persona l'auricolare, occorrerebbe tornare un po ai bei tempi in cui al ragazzotto in questione , senza tante mezze parole gli si dava una bella bacchettata a cavallo delle orecchie. Purtroppo i ragazzi di questa età ormai non hanno piu rispetto di nulla e di nessuno. 16 giorni di sospenzione sono piu che giusti e mi auguro gli diano anche un bel 7 in condotta, in classe ci si sta per imparare non per telefonare.

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    17 Dicembre @ 09.58

    @ Marc0 - Non ho più l'età per fare lì'avocato difensore degli studenti, però contesto quello che dici. Prima a Tv Parma con la trasmissine LA Vasca e adesso al sito, ho invece avuto occasione diverse volte di raccontare cose che accadono nelle scuole (magari minori, ma importanti per i ragazzi) in positivo. Ti faccio solo un esempio: segui il Meetting organizzato dalle scuole insieme all'Ausl, e vedrai ragazzi che cantano o recitano su un palco (vincendo la loro timidezza), vedari articoli, poesie, giornalini, ecc . Ho visto i ragazzi che erano ad ascoltare Vandana Shiva e queli dell'Itis che hanno costruito uin aereo ecc. ecc.. - Ti cito anche la campagna per il divertimento sicuro: ho visto spot creati dai ragazzi nè banali nè retorici. Ecco perchè abbiamo messo questo spazio a disposizione delle scuole. (G.B.)

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