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"Il nostro Natale senza regali e senza soldi"

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Margherita Portelli

Il Natale non è solo il luccichio abbagliante e ingarbugliato delle luminarie cittadine. Per alcune persone, le festività non necessariamente coincidono con l’affannosa caccia al regalo, tra i brindisi e gli auguri conditi da spensierati risolini. C'è anche chi, il Natale, lo vive un po' diversamente. Perché la crisi non va in ferie nei giorni delle feste, e i problemi, neppure quelli. Tra i calici alzati degli ormai consueti party natalizi e l’angosciante realtà di una vigilia passata in dormitorio, ci sono tante altre situazioni difficili anche nella nostra bella Parma. Situazioni di famiglie che hanno visto sfumare quella stabilità grazie alla quale ci si può concedere delle festività serene. Per molti, questo Natale è «in rosso», indipendentemente dalla carta di pacchi regalo che non ci sono o dal costume di un Babbo Natale latitante.
È il caso di Silvia e Andrea (i nomi sono di fantasia ndr), e della loro piccola di appena tre anni. Una famiglia giovane, 26 anni lei e 36 lui, che dal 2008 deve fronteggiare una situazione economica insostenibile. Perché quando manca il lavoro, quando non hai una casa degna di questo nome, quando l’unica nota di colore delle feste è un albero addobbato - ma sotto il quale non ci sono né doni, né giocattoli per una bambina che invece avrebbe tutto il diritto di poter «scartare» il suo Natale come tutti gli altri -, allora sì che è difficile pensare «Tanti auguri». I due ragazzi, siciliani di origine, ma a Parma da quando erano bambini, sono sposati da una manciata di anni e, da due, devono fare i conti con le ristrettezze imposte da questo difficile periodo. Andrea era operaio e, quando è imperversata la crisi, ha perso il lavoro. Da allora non ha più trovato un’occupazione. Silvia, invece, da pochi mesi ha trovato un lavoro come operaia nel settore imballaggi. Tira un sospiro di sollievo mentre racconta che le hanno appena rinnovato il contratto. Per qualche mese, ancora, almeno lei lavorerà. Mentre Andrea sta con la bambina. Certo, andare avanti con uno stipendio non è facile. Non hanno una casa vera e propria da quando lui è stato licenziato: «A pagare un affitto con i prezzi che ci sono in giro non ce la facciamo», spiegano. E allora dove vivono? Chiedono ospitalità ad amici, si appoggiano a qualche associazione e in passato, spesso, hanno dovuto pernottare in automobile. «Nomadi costretti» che soffrono la mancanza di tutto, e che si devono adattare a vivere un Natale «arrangiato». «Noi non abbiamo potuto fare dei regali alla bambina - spiega Silvia -. Abbiamo però voluto addobbare un piccolo albero per far sì che vivesse almeno un po' lo spirito del Natale, ma sotto, purtroppo, non ci sono doni. Al panettone, allo spumante e a tutte le classiche cose che la gente associa alle feste, noi non ci abbiamo voluto neanche pensare». Come a dire che ci sono sfumature un po' più serie delle bollicine o dei canditi. «Il giorno di Natale andremo da mia suocera - continua Silvia -, per fortuna almeno in quell'occasione la piccola potrà vivere un giorno di spensieratezza. Riceverà qualche regalo dai parenti e passerà una giornata in compagnia». Mamma e papà, però, l’angoscia di una situazione che sembra senza via d’uscita, ce l’hanno cucita addosso: «Anche noi cercheremo di non pensare ai problemi per una giornata, ma è difficile - raccontano -. Abbiamo deciso che a tavola non si parlerà del lavoro, della casa che non c'è, e di tutte le incertezze che questa situazione comporta. Staremo semplicemente insieme, facendo finta che tutto sia normale». Non lo vogliono neanche dire ad alta voce, quasi fosse pretendere troppo, ma, certo, il regalo di Natale più bello, per questa giovane famiglia, sarebbe la notizia di un lavoro per il papà e di una casa dove poter far crescere in serenità la loro vera e unica ricchezza. In fondo, a Natale, si è tutti più buoni. Speriamo.


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  • patrizia

    25 Dicembre @ 07.56

    ma come ? se i tg di rete 4, canale 5 e italia 1 hanno dichiarato che quattro milioni di persone stanno partendo per le vacanze, che l'italia è in fase di recupero, che gli alberghi montani sono pieni di sciatori e che per far crescere il paese bisogna spendere !!!!! forse si potrebbe pagare coi soldi del Monopoli

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  • katiatorri

    24 Dicembre @ 17.57

    Thiago,noi lo sappiamo benissimo che i poveri ci sono anche fra gli italiani e le dirò di più,sono sempre di più,allo sportello ormai sono quasi la metà,infatti l'ultima occupazione è stata fatta da due famiglie italiane che erano in strada(e che aspettano ancora una risposta dal comune)...come vede noi non li dimentichiamo e sono anni che lanciamo l'allarme per sentirci rispondere che per la casa si sta facendo tanto e che siamo solo estremisti disfattisti....purtroppo,evidentemente,avevamo ragione noi. il problema è che non c'è più il concetto di cittadino e di umano portatore di diritti inviolabili,o puoi spendere o non sei nulla,sei una zavorra da allontanare,è questa mentalità che va combattuta per tornare a un concetto di giustizia e solidarietà sociale,concetti per ora lontani. ricordo a chiunque,CHIUNQUE,abbia problemi abitativi che lo sportello della rete diritti in casa è aperto ogni martedì dalle 18,30 in poi nella casa cantoniera di via Mantova 24,compreso martedì prossimo. Buone feste a tutti e ad alcuni auguro di riuscire ad essere un po' più buoni anche dopo Natale.

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  • CEDRIC

    24 Dicembre @ 15.05

    Questa notizia mi rattrista molto,ma dov'è il Sr. Lasagna?non interviene?se la famiglia era musulmana o straniera apriti cielo!!!che schifo!

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  • sabcarrera

    24 Dicembre @ 15.04

    Il Natale ci fa ricordare che la politica è un'attività inutile e le forze dell'economia sono solo una tigre di carta. Solidarietà non vuol dire dare soldi ma significa che le famiglie si devono stringere e diventare unite. Questo è il vero significato del Natale.

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  • maria

    24 Dicembre @ 13.56

    Leggere questo articolo alla vigilia di Natale fa male al cuore e viene la voglia di fare qualche cosa per questi ragazzi. Ma cosa? Sarebbe bello che con Babbo Natale arrivasse un'offerta di lavoro per lui. Per cui faccio un appello a tutti quelli che leggono il mio post e che hanno la possibilità di offrire un lavoro dignitoso. Io sono una pensionata e non ho la possibilità di farlo ma se tramite la gazzetta si aprisse una sottoscrizione per fare almeno un bel regalo alla bimba, io ci sono.

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